Guai a parlare di maschicidio (parte 2)
La seconda parte l’articolo tratta dei movimenti maschili definiti dall’autore “misogini”
Mentre ho scritto la prima parte già diritti maschili ed antisessimo (chiamati in causa) hanno risposto
A me invece l’autore non mi ha nemmeno nominato ,va beh dispiace ,comunque sarebbe stata la solita solfa cioè cesso ,sfigato ,che non sa scrivere (questa è vera,purtroppo) misogino ecc ecc
Comunque sia l’autore parte con “A voice of man” sia la versione originale (cioè quella fondata da Paul Elam e sia la versione italiana
Ancora poco conosciuto in Italia, A Voice for Men è stato fondato nel 2009 dal blogger statunitense Paul Elam ed è il punto di riferimento principale della galassia degli MRA (Men’s Rights Activist), un variegato movimento d’opinione anti-femminista e spesso palesemente misogino. Poche settimane fa, Elam ha fatto parlare di sé scrivendo che i due uomini accoltellati da un suprematista bianco a Portland per aver difeso una ragazza musulmana sono morti non per colpa del loro assassino, ma della “cavalleria” che li ha spinti a difendere la ragazza dalle sue aggressioni.
Il mondo MRA — negli Stati Uniti legato a doppio filo alla sub-cultura online dell’alt-right — sta guadagnando terreno anche in Italia, attraverso pagine Facebook e blog che ne veicolano i messaggi e l’immaginario, come Diritti Maschili – MRA Italia (23.700 mi piace), che denuncia quotidianamente le discriminazioni subite dagli uomini — per esempio da parte dell’ATM, che concede sconti senior alle donne già a 60 anni invece che a 65 — e condivide articoli sulla violenza femminile, dandosi un gran daffare a smontare l’idea che esista un privilegio maschile di qualche tipo.
Misoginia è chiaramente la parola chiave, sono movimenti che “odiano le donne”, già questo basta e avanza che l’autore abbia letto poco e quel poco male, e i movimenti maschili che, come in ogni buona famiglia c’è sempre quello che va sopra le righe, sembra che questo succede anche nel femminismo ,solo che nel secondo caso ,si fanno leggi ad hoc contro il genere maschile
Poi sulla cavalleria, vorrei vedere se a sessi invertiti, le due donne sarebbero intervenute anche se la cosa giusta da fare era chiamare le forze dell’ordine
Il “patriarcato” è liquidato come un complotto anche da Antisessismo (45.200 mi piace), che si presenta come una pagina rigidamente egualitaria, contraria a qualsiasi discriminazione di genere, ma poi di fatto il grosso della sua produzione è costituito da post e meme contro il femminismo, la narrazione dei “media mainstream” sbilanciata a favore dei diritti delle donne, i “doppi standard” e il male bashing.
Negli ultimi giorni le pagine Facebook di questo genere (altriesempiqui) hanno cavalcato ben volentieri la campagna di ridicolizzazione del concetto di manspreading, bollato come l’ennesima paranoia nazi-femminista, e hanno accolto con giubilo la notizia dei ragazzi inglesi che, contro il divieto di indossare pantaloncini corti d’estate, si sono presentati a scuola con la gonna. La possibilità di indossare indumenti più ariosi, d’altronde, è un emblema ben noto del soverchiante privilegio femminile nella nostra società.
L’autore adesso fa pure il “simpatico “, ovviamente la lettura delle pagine in questione si ferma ai meme , essendo cattivi si potrebbe dire che legge solo le figure , poi il manspreading è veramente una cosa seria ?
Questo tipo di cultura più o meno sottilmente misogina è lo stesso che filtra da fenomeni di internet molto più di massa, come le varie pagine bomberiste e “ignoranti,” del tipo Sesso Droga Pastorizia, o quelle dedicate al grande macro-meme della friendzone, che hanno diffuso con successo una serie di stilemi che potremmo definire di anti-femminismo pop. Le femministe diventano così un po’ come i “radical chic,” i vegani, e gli altri bersagli facili del bomberista medio, contribuendo a creare un mondo fantasioso in cui non solo non esiste alcun divario di genere sbilanciato a favore del sesso maschile, ma al contrario sono gli uomini ad essere quotidianamente penalizzati e discriminati — e pure fatti oggetto di violenza.
Non si tratta ovviamente di negare che la suddivisione tra i ruoli danneggi anche il genere maschile (come sa chiunque si occupi di questioni di genere appena un livello sopra la fase “maschi contro femmine” della scuola media), né che esista la violenza femminile — anche se parlare di “maschicidio” come un fenomeno generalizzato è francamente ridicolo. Il problema degli MRA è che si battono solo in minima parte per una maggiore sensibilizzazione sui problemi maschili — che si tratti della condizione dei padri separati o della maggiore esposizione al rischio di tossicodipendenza e suicidi — perché sono troppo impegnati nella propria crociata contro il femminismo, come se l’estensione dei diritti altrui fosse un modo per limitare i propri. In questo modo, in buona o in cattiva fede, finiscono per ingrossare l’onda della misoginia online — che non ha alcun bisogno di essere ingrossata.
Gli ultimi dati sulla violenza di genere in Italia possono essere un buon punto di partenza per tornare con i piedi per terra: nel 2016 sono state 120 le vittime di femminicidio; il 21% delle donne italiane (4,5 milioni) dichiara di aver subito stupri o tentati stupri, mentre le vittime di stalking sono il 16%, oltre 3 milioni.
Eccolo il colpo di grazia, le pagine sui diritti maschili sono ignoranti (il mio blog lo è di sicuro)
Come detto nella prima parte ,anche l’autore crede che ci sia un “debito” che il genere maschile abbia nei confronti del genere femminile ,morti sul lavoro, suicidi, senza tetto (tutte problematiche praticamente maschili), sono problemi secondari (a seconda dell’autore) il nostro sogno invece e di andare contro le donne (non l’ideologia femminista, ma contro le donne, come spiega con i dati sulle violenze, tanto di sicuro il maschicidio è ridicolo)
Parlo a titolo personale
Io sono contro il femminismo con una semplice frase
Una femminista dichiarata scrive “Con i morti sul lavoro avete rotto ”
Se sono contro una ideologia del genere sono un misogino ?
Certo è una persona non il femminismo intero, però il femminismo ha fatto firmare la convenzione di Istanbul , ha fatto si che il 14 agosto di qualche anno fa il presidente del consiglio Letta, con un decreto legge, abbia affermato che gli uomini sono pericolosi
Se questo è il femminismo, io lo combatto .
Conclusioni
Articoletto di un maschio pentito che,per fare una cosa nuova, scrive male del mondo maschile ,originale davvero

