Predicare bene…
Ma razzolare male
Mi ero perso questo articolo del blog ostinata e contraria
http://ostinataecontrariablog.altervista.org/qualche-chiarimento-sul-femminicidio/
Come mi sono promesso cerco sempre di rispondere punto su punto, anche se molti punti sono sempre gli stessi ma a forza di picchiare forse qualche mente aperta al dialogo (ci arriviamo anche in questo post) possa farsi le sue idee

Tutto vero, niente da eccepire

Appunto porre l’attenzione, eppure nessun termine è stato coniato per quando succede l’inverso, già (si è tentato con maschicidio ma con scarso successo ) questo fa una discriminazione in base al sesso ,invece di chiamarla solamente violenza domestica dove vengono presi in considerazione tutti i casi ,si è arrivati ad un punto che una donna che si metta insieme con un uomo, praticamente firma la sa condanna a morte, la donna meno importante dell’uomo ? Sarebbe da chiederlo ai padri separati

Saranno anche frasi maschiliste, ma rendere la separazione più equa (si è vero che la legge parla di coniuge quindi non dovrebbe fare differenza tra uomini e donne… dovrebbe) ? Poi che centra la prostituta ?

Arriviamo al lato buonista…non tutti gli uomini (ma il “not all man” on era una sorta di giustificazione in ambito femminista?) La discriminazione vera è parlarne sono di una parte del problema ed è quello per cui mi batto ,non certo per difendere uno che sgozza una donna, ma che si faccia una questione di genere, in sostanza (anche se l’ho scritto migliaia di volte ) se una donna incontra un uomo è in pericolo ?

Appunto l’opinione pubblica si scalda solo con il femminicidio e quella legge e la convenzione di Istanbul vanno in una direzione ben precisa ,cioè indurre l’uomo in carnefice sempre e comunque, a me ricordano le “leggi razziali” ma forse sono troppo esagerato io ,sulla detenzione e anni di galera non posso giudicare perchè non ho dati a disposizione anche se ho letto in giro ,una certa differenza tra un “bello” e un “brutto” forse funziona alla stessa maniera ?

Ed eccolo il punto focale,la violenza degli uomini è subita solo da quei 4 sfigati che possiamo definirli “falsi uomini “, (a proposito di stereotipi) che hanno il loro bel centro anti violenza (mi sembra che c’e ne siano un paio in tutta Italia, ma dovrei essere più informato) l’unica guerra dei sessi la stanno facendo le femministe e questo articolo ne è la prova, perchè sotto le belle parole c’è la differenza che si vuole dare al fenomeno della violenza domestica in base al genere (uomini pochi e quindi perchè parlarne?)
L’ultimo punto poi è fenomenale 🙂
Parità con il dialogo, non so ,ma sul suo sito mi ha bannato ed non è il primo sito femminista che lo fa
le donne che uccidono ex fidanzati o mariti sono lo 0,000001% del totale dei coniugi assassini. Questo è un fatto
Paolo,
gli uomini che uccidono le donne sono lo 0,0006% della popolazione maschile.
E questo è un altro fatto.
Si chiama rilevanza statistica.
Significatività di un dato.
Quindi siccome entrambi i soggetti criminali, puntualmente, vengono condannati a pene detentive, e non con un biglietto omaggio per Disneyland, direi che non sussiste nessun tipo di “problema specifico”.
Solo un problema giudiziario, che interessa tribunali, corti d’appello e cassazione.
Ne più ne meno che una montagna di reati penali e civili che quotidianamente accadono in questa come in altre società, senza che un Paolo qualsiasi si agiti a reclamare maggiore allarme sociale o l’uso di neologismi criminologici.
Che poi è il vero e unico scopo di questa rappresentazione della realtà.
Fomentare allarme sociale e odio di genere.
In ballo c’è un enorme riassetto di equilibri di potere (da quello politico a quello economico/finanziario, a quello mediatico…) dal maschile verso il femminile all’interno delle diverse società occidentali.
Denigrare il maschile come genere, fa parte e agevola questa pianificazione (il silenzio sulle migliaia di donne vittime di incidenti domestici ne è la prova provata: li nemmeno una parola).
Naturalmente tutto questo tu lo sai bene.
Ma siccome sei un femminista (pur sapendolo bene) non lo dirai mai.
Fa parte della tua (vostra) strategia.
Ma noi che femministi non siamo (e ce ne guardiamo bene) te lo ricorderemo ogni volta che ti presenterai da queste parti.
* mai una volta che Paolo denunci le violenze sui bambini e gli anziani perpetrati dalle donne.
Mai.
Neanche per sbaglio.
all’interno della minoranza di coniugi che uccidono l’altro coniuge che vuole separarsi, gli uomini sono più delle donne. E’ un fatto, per te non è un problema, per me sì
Paolo,
tu hai un problema ancora più grande: te stesso.
Come al solito non hai capito una cippa di quello che ho detto (e quando mai!)
Di sociologia non capisci una mazza però vedo che in aritmetica e insiemistica te la cavi abbastanza.
Almeno fino al postulato:
0.0006 è maggiore di 0.0000001.
Fenomeno!
🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
Disquisire in quantità è declasassare il reato, cosa che avviene se si accusa la vittima di essere il carnefice.
Dall’intervista del Ministro Maria Elena Boschi al corriere della sera “«Davanti a fatti così tragici non c’è statistica che tenga. Anche una sola donna è troppo. Ma se guardiamo con freddezza i dati del ministero dell’Interno, vediamo che nei primi cinque mesi del 2016 il fenomeno del femminicidio è sceso del 20% rispetto allo stesso periodo del 2015. Numeri che ci devono guidare, ma che servono a poco davanti al dolore di una mamma, di un fratello, di un’amica».”
Se per un genere anche una è troppo per gli altri non vale?
Con questo non giustifico il reato, mi domando però se sono questi i presupposti che guidano l’idea di parità e dialogo.
Fantastica la Boschi: se questa non è speculazione politica sulla pelle delle donne io vorrei sapere cos’è.
Fare una velata rivendicazione politica del calo di un crimine (cita il ministero dell’Interno non a caso) e nonostante ciò mantenere la “pressione” sul genere maschile è un operazione al limite dello sciacallaggio.
Affermare “Anche una sola donna è troppo”…equivale a far comprendere (per chi ha orecchie) che la pressione femminista sul genere maschile, di fatto, non cesserà mai.
Così giovane è già così scafata la ministra.
Un esemplare dimostrazione del plusvalore femminile in politica.
E si avvicinano le elezioni…
Patetico il contentino per il maschile: s’è ricordata del dolore “di un fratello”.
Che cara…
Si Paolo e poi c’era una marmotta che confezionava la cioccolata, ma guarda voglio venirti incontro, ammettiamo che ci sia questo unico sfigato (perchè non può essere altrimenti) che subisce un omicidio da parte di una donna ,il femminismo non dovrebbe essere per la parità ? Quindi dovrebbe prendere in considerazione anche questo sfigato,ma cosi non è,viene preso in considerazione solo un certo tipo di reato ,non so ,ma questo sistema a me ricorda casapound quando parla di immigrati dicendo che si, ci sono italiani che delinquono ,ma sono molto pochi rispetto al numero degli stranieri ,ma uno che uccide non resta sempre un assassino a scapito del colore della pelle ?
Mauro, credo che dovresti riformulargli il quesito in termini più accessibili.
Penso sia troppo complesso per lui.
Hai gli ausili didattici di Peppa Pig?