La parità che non ti aspetti
Ebbene si ,sembra che tra uomo e donna ci sia una parità ,certo è poco lusinghiera, oserei dire macabra, ma c’è ,secondo uno studio condotto da Barbara Benedetelli e che ne parla ampiamente il blog di Davide Stasi (stalker sarai tu) dove si conta che vittime di omicidi familiari tra uomini e donne sia praticamente pari ,per saperne di più vi linko l’articolo in questione
La pietra tombale sul femminicidio – da Barbara Benedettelli
Sembra che questo studio non sia passato inosservato nella pagina “La rosa e il lilla” (parlo di Facebook ) con questo commento lapidario

Ovviamente le novità non sono ancora arrivate ,però mettono le mani avanti ,le donne violente quanto gli uomini ? Che non sia mai (sacrilegio!!!) e quindi si usa la scusante che ormai è vecchia come il cucco, cioè giornale di destra (ovvio che loro sono le antifà di nuova generazione (sic) )
Per essere chiari, non ho mai avuto simpatia per “il giornale”, mi ricordo ancora, in un lontano 1994, quando ero ancora disoccupato, che il giornale intitolava (in carica Berlusconi) “Falsi 94 disoccupati su 100” non so se ho provato più stupore o rabbia
Eppure, come in questo caso ,quale sarebbe più “paritario” che aprire i centri anti violenza alle vittime non tendendo conto di quello che si ha in mezzo alle gambe ?
Sarò forse cattivo o cinico ,ma credo che, facendeo cosi , molti seminari in università (dove si dice che gli uomini sono da cambiare) oppure lo stesso Vasco Rossi non potrebbe fare proclami nazifemministi e molte persone non potrebbero scrivere libri sul tema riproponendo questa vecchia vignetta

Forse a qualcuno (sopratutto qualcuna) una notizia di questo genere non piace poi molto
Tutto ebbe inizio più di dieci anni fa (2006) e guarda caso….proprio con Berlusconi regnante (il femminista Berluskoni).
Il ministero della pari opportunità (ministro on. Carfagna Mara) commissionò all’ISTAT un’indagine conoscitiva sulla violenza maschile.
I risultati, frutto della metodica che ben conosciamo (un range che va dalla critica all’acconciatura dei capelli allo stupro), raccolti ed elaborati con il coordinamento di una delle più agguerrite femministe italiane in quota SNOQ (dott.ssa Sabbadini Linda Laura) diede i risultati che vengono periodicamente raccontati sui media: in Italia vige un regime di terrore maschile.
In prossimità di questo studio, da più parti si chiese di effettuarne un secondo, omologo…per indagare sulla violenza in direzione opposta.
Si fece?
No.
La risposta?…: è superfluo (diamine!).
Quindi, noi oggi a distanza di dodici anni, abbiamo ben chiaro a cosa servono le “indagini conoscitive”.
Sicuramente abbiamo ben chiaro a cosa servisse “quella” indagine conoscitiva.
Quale “amor di conoscenza” l’animasse.
Oggi noi possiamo dire d’avere ben chiaro che esistono conoscenze più conoscenze di altre conoscenze (sconosciute).
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https://www.istat.it/it/archivio/34552
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VIOLENZA E MALTRATTAMENTI CONTRO LE DONNE DENTRO E FUORI LA FAMIGLIA
L’Istat presenta i risultati di una nuova indagine per la prima volta interamente dedicata al fenomeno delle violenza fisica e sessuale contro le donne.
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Il campione comprende 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni, intervistate da gennaio a ottobre 2006 con tecnica telefonica.
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L’indagine è frutto di una convenzione tra l’Istat – che l’ha condotta – e il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità – che l’ha finanziata con i fondi del Programma Operativo Nazionale “Sicurezza” e “Azioni di sistema” del Fondo Sociale Europeo.
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Vengono misurati tre diversi tipi di violenza:
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la violenza fisica è graduata dalle forme più lievi a quelle più gravi: la minaccia di essere colpita fisicamente, l’essere spinta, afferrata o strattonata, l’essere colpita con un oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o a morsi, il tentativo di strangolamento, di soffocamento, ustione e la minaccia con armi
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per violenza sessuale vengono considerate le situazioni in cui la donna è costretta a fare o a subire contro la propria volontà atti sessuali di diverso tipo: stupro, tentato stupro, molestia fisica sessuale, rapporti sessuali con terzi, rapporti sessuali non desiderati subiti per paura delle conseguenze, attività sessuali degradanti e umilianti
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le forme di violenza psicologica rilevano le denigrazioni, il controllo dei comportamenti, le strategie di isolamento, le intimidazioni, le forti limitazioni economiche subite da parte del partner.