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Samantha Cristoforetti

30 Maggio 2021

Credo che non abbia bisogno di presentazioni

Anzi è andata alla ribalta dei giornali e del mondo del web ,perchè è la prima donna europea a comandare una stazione spaziale

A questo punto però mi viene da fare una considerazione

Ho trattato altre volte del World Economic forum ,dove si tratta anche dalla parità di genere (a modo loro, poi nei commenti riporto anche l’articolo che ho scritto su questo)

Orbene, in questa speciale classifica , ci sono i paesi scandinavi a occupare i primi posti ,tra qui l’Islanda come prima

L’Italia viene relegata al 50 posto

Come mai ,una italiana allora, con un paese maschilista come il nostro è la prima donna europea ad avere questo incarico ?

Dovrebbe essere relegata in cucina a sfornare figli a più non posso

Stai a vedere, a scapito di quello che dicono le femministe, volere e potere e la buona Samantha Cristoforetti ,si è impegnata per avere quell’ incarico ?

Ho sempre una regola aurea (personale, per carità) le donne brave hanno gli incarichi , le altre ricorrono alle quote rosa e dare la colpa agli agli uomini per non avercela fatta (un pochino come all’asilo)

Certo le femministe hanno esultato anche per dare contro al senatore Pillon (che, come dice Francesco Toesca, è stato l’uomo sbagliato nel posto sbagliato , per via degli affidi condivisi ) per via che le donne sono più propense per certe materie, gli uomini per altre

Anche qui concludo con una mia considerazione

Non ho frequentato le università, ma non mi sembra che ci sia una legge che vieti alle donne di frequentare certi corsi ,anche qui volere è potere

14 commenti leave one →
  1. Avatar di 27esimamisoginia
    31 Maggio 2021 09:43

    tutto vero

    nota però a parte: la Cristoforetti ha anche dalla sua l’Agenzia Spaziale Italiana che ha un certo peso politico ma soprattutto un VALORE di qualità. quando si legge di produzione di materiali per la SSI o satelliti vari, è sempre coinvolta (di cui se non ricordo male c’è la Alenia di torino). di certo non la vattelapesca finlandese o islandese XD (loro sono più preoccupati ad avere un 50/50 in ogni settore)(forse è per questo che non hanno alcuna eccellenza, se non nelle lauree di genere)(che sono le lauree delle femministe per le femministe, utili come venditori di ghiaccio al polo nord)

  2. Avatar di RDV
    31 Maggio 2021 22:03

    Ok.
    Quanto a Pillon, ogni volta che parla porta litri di carburante al femminismo. Infatti subito le sue parole vengono riprese e strombazzate come rappresentative delle opinioni dei maschi (senza offesa) italiani. Quanto alla sua proposta sul mantenimento diretto dei figli da parte dei padri ha fatto l’eroe, da vero narcisista, mescolando i diritti dei padri separati (nella stragrande maggioranza atei, laici, indifferenti, antitradizionalinisti) con la questione aborto, lgbt etc. Invece di unire le ragioni di tutti (usando la proposta che era del PD) ha fatto il fenomeno e tutto è affossato. E’ una quinta colonna del femminismo antimaschile e antipaterno. Che poi “voglia le donne ai fornelli” fa ridere. Sua figlia è al liceo e poi la manderà all’università nella speranza che diventi una affermata professionista. Altro che fornelli. Quel che fa ogni padre che se lo può permettere (e infatti le femmine sono più dei maschi all’università). E’ tutto ovvio, ma si finge di non saperlo.
    Pillon è stato ed è un danno per la QM.

    • Avatar di maurorecher
      1 giugno 2021 11:45

      Completamente d’accordo, uno ha detto “A pensare male si fa peccato ma, a volte ,si indovina” questo Pillon sembra sotto il libro paga delle femministe

      • Avatar di DanieleV
        DanieleV permalink
        1 giugno 2021 12:51

        ma figurati, magari fosse a libro paga, almeno gli porterebbe via un po’ di soldi… invece il servizietto glielo fa pure gratis, il mentecatto.

    • Avatar di DanieleV
      DanieleV permalink
      1 giugno 2021 12:50

      Novantadue minuti di applausi… la QM dovrebbe essere trasversale, quindi anche i principali portavoce politici dovrebbero essere moderati, capaci di unire. Un Pillon (ma, analogamente, anche un Odifreddi) non può andare bene (poi lui è particolarmente dannoso, forse solo Landru redivivo sarebbe peggio). Femministe e progressisti, però, stiano bene attenti a non esagerare nemmeno loro: per ora va bene, identificano la QM con Pillon e questo frena qualsiasi opposizione seria… finché non si supererà il punto di rottura: a quel punto gli incazzati se troveranno solo Pillon, si butteranno su Pillon. E femministe e progressisti (a parte ovviamente le Boldrini e politicanti varie, che cadranno sempre in piedi qualunque cosa succeda) rimpiangeranno di non averci ascoltato e di aver appaltato l’opposizione a Pillon (perché se dici che chiunque sia antifemminista è come Pillon, all’atto pratico stai dicendo che l’unico modo di opporsi è quello di Pillon). E devo dire, tutto sommato più passa il tempo e meno mi dispiace. Non mi piace per nulla il mondo come come lo vorrebbe Pillon, poi sono ateo, ma non ho figli e tutto ciò che mi riguarda morirà con me, e allora che vinca pure Pillon, non sono (più) affari miei.

    • Avatar di Marco S_P
      Marco S_P permalink
      16 giugno 2021 21:55

      Cosa ti dicevo due anni fa, Rino, sul blog di Stasi? E tu a sparare c@##@te (scusa per la franchezza). Per una volta ho superato il maestro, ne sono orgoglioso.

      • Avatar di RDV
        16 giugno 2021 22:51

        Non mi viene in mente il caso. Ma se ho degli “allievi” che mi superano non me ne dolgo. Anzi. E’ questo il compito di ogni prof.: far sì che chi viene dopo ne sappia di più altrimenti il sapere collettivo non migliora.
        Vuol dire che non ho faticato invano.
        😉

      • Avatar di Andrea
        Andrea permalink
        16 giugno 2021 23:27

        Marco, di cosa parlasti di preciso sul blog di Stasi ?

  3. Avatar di Andrea
    Andrea permalink
    1 giugno 2021 00:03

    Mauro Recher
    @@@
    Non ho frequentato le università, ma non mi sembra che ci sia una legge che vieti alle donne di frequentare certi corsi ,anche qui volere è potere
    @@@

    Mauro, leggi questo scritto, che non è farina del mio sacco e che fu postato altrove diversi anni fa.

    ————————————————

    @@@@

    Nel 2001 una riunione dei rettori di nove università americane d’élite chiese “cambiamenti significativi”, come destinare sovvenzioni e borse al personale docente femminile, riservare ad esso i parcheggi migliori nel campus e garantire che la percentuale di donne nel corpo docente corrisponda a quella delle studentesse.
    Ma in queste storie di messaggi negativi, barriere invisibili e pregiudizi sessuali c’è qualcosa di strano. Il metodo scientifico consiste nell’avanzare ogni ipotesi che possa rendere conto di un fenomeno ed escluderle una dopo l’altra conservando soltanto quella giusta. Gli scienziati apprezzano chi è capace di elaborare spiegazioni alternative e da chi sostiene un’ ipotesi ci si aspetta che confuti le altre, anche le più improbabili. Eppure, nei dibattiti in ambito scientifico è raro persino che si menzioni un’alternativa alla teoria delle barriere e dei pregiudizi. Una delle eccezioni è una scheda che accompagnava nel 2000 un servizio di “Science”, in cui veniva citata una relazione presentata alla National Academy of Engineering da Patti Hausman, studiosa di scienze sociali:

    La domanda sul perché le carriere nel campo dell’ingegneria non vengano scelte da un maggior numero di donne ha una risposta piuttosto ovvia: perché a loro non piacciono. Ovunque si guardi, si troveranno molte meno donne che uomini affascinate da ohm, carburatori e quark. Rifare i programmi di studi non mi renderà più interessata a imparare come funziona la mia lavapiatti.

    Una eminente ingegnere, seduta fra il pubblico, denunciò immediatamente quest’analisi come “pseudoscientifica”. Ma Linda Gottfredson, esperta di letteratura sulle preferenze vocazionali, fece notare che Hausman aveva i dati dalla sua parte:”In media, le donne sono più interessate a trattare con le persone e gli uomini con le cose”.
    I test vocazionali indicano anche che i ragazzi sono più interessati a occupazioni “realistiche”, “teoriche” e “investigative”; le ragazze a occupazioni “artistiche” e “sociali”.
    Quelle di Hausman e Gottfredson, però, sono voci isolate. Il gap fra i sessi è quasi sempre analizzato nel modo seguente: ogni squilibrio fra uomini e donne in materia di occupazioni e retribuzioni è prova diretta di pregiudizi sessuali, se non nella forma di aperte discriminazioni, in quella di messaggi scoraggianti e barriere invisibili. La possibilità che fra uomini e donne vi possano essere differenze che influiscono sui lavori che svolgono e su quanto guadagnano non può essere menzionata in pubblico, perché danneggerebbe la causa della parità sul lavoro e gli interessi delle donne.
    E’ questa convinzione che ha fatto sostenere a Friedan e Clinton, per esempio, che non avremo raggiunto la parità fra i sessi finché donne e uomini non saranno ugualmente rappresentati e pagati in “tutte le attività professionali” (quindi anche in miniera…).
    Nel 1998 Gloria Steinem e Bella Abzug, membro del Congresso, in un’ intervista televisiva definirono l’idea stessa di differenze fra i sessi una “scemenza”, una “sciocchezza antiamericana” e quando ad Abzug fu chiesto se parità fra i sessi significasse numeri uguali in ogni campo (quindi anche in fonderia e nei cantieri…), la sua risposta fu:”Cinquanta e cinquanta, assolutamente”.

    Quest’analisi del gap fra i sessi è diventata anche la posizione ufficiale delle università. Che i rettori degli atenei d’élite degli Stati Uniti siano pronti ad accusare i colleghi di odiosi pregiudizi senza nemmeno prendere in considerazione spiegazioni alternative (per accettarle o rifiutarle, non importa), dimostra quanto il tabù sia profondamente radicato.
    Il problema di quest’analisi è che l’ineguaglianza negli esiti non può essere portata come prova di un’ineguaglianza di opportunità, a meno che i gruppi comparati non siano identici in ogni tratto psicologico, cosa che potrebbe avvenire solo se fossimo tabulae rasae (non lo siamo…).
    Ma accennare alla possibilità che il gap fra i sessi sia dovuto, almeno in parte, a differenze fra i sessi rischia di far scoppiare la guerra, specie se a dirlo è un uomo bianco occidentale.
    Chi osa farlo deve aspettarsi di venir accusato di “volere tenere le donne al loro posto” o di “giustificare lo status quo”. Il che non è meno insensato che accusare uno scienziato che studi i motivi per cui le donne vivono mediamente più a lungo (salvo in Paesi come lo Zimbabwe, il Nepal e pochissimi altri) di “volere che i vecchi di sesso maschile muoiano”. Lungi dall’essere una manovra architettata dagli uomini per difendere i loro interessi, le analisi che mettono in luce le pecche della teoria della barriera invisibile vengono in larga misura da donne, come Hausman, Gottfredson, Judith Kleinfeld, Karen Lehrman, Cathy Young e Camille Benbow, le economiste Jennifer Roback, Felice Schwartz, Diana Furchtgott-Roth e Christine Stolba, la studiosa di diritto Jennifer Braceras e, con maggiori riserve, l’economista Claudia Goldin e la studiosa di diritto Susan Estrich.
    @@@@

  4. Avatar di RDV
    16 giugno 2021 23:01

    Una curiosità sulla S. Cristoforetti. Pochi mesi dopo la pubblicazione di QMDT (2004) me ne richiese una copia. Tempo dopo mi inviò una lunga rece (quasi 4 pagine, la più lunga mai ricevuta) frutto in parte di un colloquio con un suo collega (dell’aeronautica) cui aveva poi prestato il libro.
    A furia di cambiare PC l’ho persa. Quello che ricordo è che diede la chiara impressione di non aver capito la portata del problema oggetto del libro. Non era una rece demolitoria, quanto piuttosto fuori tema. Quasi avulsa dall’argomento, come di una persona …sulle nuvole…

    • Avatar di Andrea
      Andrea permalink
      16 giugno 2021 23:29

      RDV
      @@
      Non era una rece demolitoria, quanto piuttosto fuori tema. Quasi avulsa dall’argomento, come di una persona …sulle nuvole…
      @@

      Non mi stupisce.
      Spesso chi è molto intelligente in un ben preciso ambito è al tempo stesso un disastro in altri.

      • Avatar di DanieleV
        DanieleV permalink
        17 giugno 2021 12:55

        Non credo che però sia il caso delle Cristoforetti. La verità è che la guerra tra i sessi, con l’odio sugli uomini sparso a piene mani dalla controparte (scientemente o meno, in opere od omissioni) è una verità indicibile, un tabù, un orrore che una persona normale non può e non vuole concepire. Succede agli uomini, naturalmente, e ne parliamo diffusamente, ma anche alle donne (credo che nel loro caso, parlo delle donne intelligenti, ci sia anche un retropensiero del tipo “ma come, davvero le “cattive” siamo noi?”). L’essere andata per frasche mi sa più di una forma di autodifesa inconscia che nel non aver capito… io penso che abbia capito benissimo, ma, come di fronte a un grave trauma, la mente abbia preferito seppellire l’argomento e pensare ad altro.

      • Avatar di RDV
        17 giugno 2021 19:15

        Concordo con entrambi. Quanto all’intelligenza essa ha forme e direzioni variabilissime. Come metafora ho sempre usato a scuola quella degli sport e dei risultati che si possono ottenere nelle diverse discipline. Essere abili in una (o in alcune) non significa esserlo in altre. Anzi, alcune sono incompatibili: sollevamento pesi e salto in alto sono discipline opposte. Inconciliabili. Questo tra l’altro deve farci capire che noi stessi non sempre sappiamo quali siano le nostre vere capacità, perché bisogna aver avuto e avere l’opportunità di esercitarsi, di provare molte o moltissime discipline prima di dirci … non sono capace in nulla. Ciò vale anche per la ns autostima.
        Infatti sottolineavo questo proprio per sollevare il morale di quelli che a scuola non andavano bene. Oppure che avevano una sola materia in cui eccellevano. C’è moltissimo da ragionare e molto da smantellare su questo perché noi assorbiamo l’idea che i risultati scolastici siano il paramento e la misura dell’intelligenza. Essi invece misurano solo in parte alcune forme di intelligenza e così deprimono quelli che non vanno bene a scuola ma hanno capacità e attitudini diverse da valorizzare.

      • Avatar di Andrea
        Andrea permalink
        18 giugno 2021 00:47

        RDV
        @@@
        C’è moltissimo da ragionare e molto da smantellare su questo perché noi assorbiamo l’idea che i risultati scolastici siano il paramento e la misura dell’intelligenza. Essi invece misurano solo in parte alcune forme di intelligenza e così deprimono quelli che non vanno bene a scuola ma hanno capacità e attitudini diverse da valorizzare.
        @@@

        Concordo al 100%.
        Io stesso a scuola – superiori comprese – “navigavo” mediamente poco al di sopra della sufficienza, anche perché non studiavo molto (anzi, poco) e alcune materie non mi piacevano proprio, conseguentemente non le digerivo.
        In compenso a scuola son sempre stato il numero uno in educazione fisica…
        Quella sì, mi piaceva molto.

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