La “signora” femminista

Ieri, noi di uomini beta (abbiamo intenzione di cambiarlo, ma ancora ci chiamiamo in questo modo) abbiamo fatto una riunione online, io intervengo pochissimo alle riunioni ,perchè mi piace ascoltare, dormirci su e poi esprimere il mio pensiero e comunque, se parlo, viene fuori la mia cadenza veneta 🙂
Non è del cambio del nome che voglio scrivere, avremmo tempo di pensarci, ma del motivo che ci spinge a cambiare anche nome e di essere più “inclusivi”, cioè che questo femminismo, nuoce anche alle donne
Il motivo è presto detto, il femminismo della classe sociale, a scapito di manifesti di Marx presenti e di falce e martello in bella mostra (più una volta, oggi molto meno) non gli ha mai importato nulla
Per fare un esempio banale, la giornalista femminista che parla di gender pay gap e di quanto sono cattivi gli uomini (un mondo senza uomini sarebbe un mondo migliore) ha magari al seguito donne che sfrutta (come la colf , la badante, oppure la dog sitter ) e indica il male del loro sfruttamento sull’eterno patriarcato e quindi sugli uomini
In definitiva come, ho ripetuto altre volte, il femminismo è sulla falsa riga della nascita della lega nord
Prima il problema erano i meridionali , poi gli extracomunitari, insomma la colpa era sempre di qualcun altro (sempre di basso reddito, perchè se ha i soldi che sia meridionale o extracomunitario passa in secondo piano)
Il femminismo copia la falsa riga solo che il comun denominatore è sempre il maschio (come piace chiamarlo a loro)
Le solite cose, gli uomini sono violenti e si prendono i posti migliori, se vai bendato a un comizio femminista o una della lega non capisci chi sia l’uno e chi sia l’altro
Anche perchè una cosa che non capirò mai ,come fa una femminista che si vanta di essere comunista (e c’è ne sono purtroppo) veda un operaio edile o che lavora in una fabbrica a indicarlo come oppressore, proprio va fuori dal mio radar, forse sarà un problema mio
Ma basta andare nella pagina facebook “ihavethevoice” dove le loro eroine sono tutte donne di una certa fama, e di come sono rivoluzionare a mettere le infradito, di uomini ne parla ma ovviamente male
Infatti quando le donne parlano di uomini, ne parlano male perchè cosa è più facile di trovare il capro espiatorio e di massacrarlo ?
“””Anche perchè una cosa che non capirò mai ,come fa una femminista che si vanta di essere comunista (e c’è ne sono purtroppo) veda un operaio edile o che lavora in una fabbrica a indicarlo come oppressore, proprio va fuori dal mio radar, forse sarà un problema mio”””
E quello che penso anch’io.
Odiano quelli che permettono alle donne di emanciparsi.
Senza le comodità e la protezione della società creata e manutenuta in efficienza dagli uomini la preoccupazioni di queste non sarebbe il gender pay gap, ma l’avere cibo e il non essere sbranate dai predatori.