Questioni di coerenza

Dalla pagina “pasionaria.it” (dove, dopo una mio commento non offensivo, sono stato bannato)
Ci colpisce il commento della presidente del Friuli Debora Serracchiani (Pd) di fronte al tentativo di stupro di una minorenne a Trieste da parte di un uomo richiedente asilo: “La violenza sessuale – ha dichiarato – è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”. Ci dissociamo da questa strumentalizzazione della lotta contro la violenza sessuale in chiave razzista: quando i violenti sono italiani il reato è altrettanto grave e deprecabile. Perché la violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre. Punto
Strano a dirsi ,ma sono completamente d’accordo con quello scritto cioè che uno stupro resta sempre una stupro, e allora perchè mi hanno bannato ?
Molto semplice gli ho fatto notare che uno stupro è uno stupro come un omicidio è un omicidio
Per carità, adesso nemmeno ricordo cosa ho scritto (ma sicuramente niente di offensivo) forse sono stato un pochino sarcastico, comunque sia l’hanno cancellato e bannato dalla pagina, povere patetiche
Ma non è nemmeno questo l’importante (figurarsi, sono abituato ai ban delle femministe) perchè qui si vede la coerenza questa sconosciuta …
Mi domando come mai questa levata di scudi, che forse centra il colore della pelle come per i loro odiati nemici leghisti ?
Perchè se qui (come giustamente) non fanno distinzione tra caucasici e quelli con la pelle nera, mi domando come mai facciano, nei casi di omicidio, distinzione tra uomo e donna
Perchè , in entrambi i casi, si entra nel politicamente corretto che a loro piace tanto ?
Perchè, con i migranti, si entra nel terreno pericoloso di passare per razzisti mentre si può dire pesta e corna sugli uomini (meglio se bianchi) ?
Domande che non troveranno risposta tanto meno dalle femministe che usano la scure del ban
Mauro, premesso che io con Debora Serracchiani c’entro come i cavoli a merenda (politicamente parlando), vorrei farti notare che la tizia in questione ha ragione, per non parlare del fatto che nel suddetto caso il “razzismo” non c’entra assolutamente nulla.
Ad esempio, Dante, che era immune dalla demagogia e dall’ipocrisia del politicamente corretto, avrebbe dato ragione a Serracchiani.
Dante Alghieri inserisce i traditori degli ospiti nel canto nono dell’Inferno e considera la loro colpa particolarmente grave.
Anche gli americani, negli anni delle “nostre” grandi ondate di emigrazione, giudicavano i reati e le delinquenze, anche mafiose, compiute dagli italiani odiose al massimo grado.
Perché contenevano, agli occhi di quella società aperta, una sorta di tradimento profondo del tipo: io accolgo i nuovi venuti, do loro fiducia e futuro, e in cambio ricevo il male.
Insomma, non c’è affatto “razzismo” (termine alquanto abusato e parimenti usato “a senso unico”) nelle parole di Serracchiani. Casomai sono di buon senso. Contengono la constatazione, facilmente sottoscrivibile da chiunque tranne che dagli ideologi insinceri del c.d. “mainstream”, secondo cui il Paese che accoglie merita rispetto.
L’accettazione delle regole vigenti nel Paese ospitante è il pre-requisito su cui si basa la reciprocità. O meglio, la civiltà.
Guarda Riccardo non ho nulla da obbiettare, ed anch’io penso che gridare al razzismo in ogni angolo diventa anche grottesco, volevo comunque far notare la coerenza delle femministe che, in questo caso, dicono che uno stupro resta sempre uno stupro, ma invece in caso di omicidio vedono la differenza dovuta al sesso
E’ il solito calderone nel quale si può mettere di tutto, e dove si cade facilmente in contraddizione con se stessi, come fa la Serracchiani, tradendo peraltro un retropensiero inconfessabile. Certo che il paese ospitante merita rispetto, certo che la reciprocità sarebbe giusta, ma non ha senso giudicare un atto diversamente se a compierlo sono soggetti diversi. E’ precisamente questo che apre le porte ai razzismi di varie tipologie, fra cui quello di genere, come giustamente sottolinea Mauro. Stupro è stupro (quando è davvero tale, sia chiaro, e non quando è usato strumentalmente per inchiodare un’altra persona), così come omicidio è omicidio, chiunque lo commetta e chiunque sia la vittima. Se non si capisce questa verità elementare, si aprono spiragli, anzi si spalancano porte, a qualsiasi aberrazione. Una delle quali è già stata codificata in Spagna quando la legge (la legge, e non i soliti giudici sessisti che lo fanno da sempre), prevede pene maggiori per reati identici quando a commetterli sono uomini.
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Certo che il paese ospitante merita rispetto, certo che la reciprocità sarebbe giusta, ma non ha senso giudicare un atto diversamente se a compierlo sono soggetti diversi.
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No, Armando, invece il discorso ha senso e i motivi li ho spiegati nel mio precedente post.
Peraltro, nello specifico, non c’entra nulla né il colore della pelle né altro.
Semplicemente si parla di individui stranieri in un Paese straniero, che devono attenersi alle regole e alle leggi del Paese che li ospita.
Il che, tradotto, sta a significare che il discorso vale e varrebbe (e valeva in passato) anche per gli italiani.
Altra questione è quella evidenziata da Mauro.
il punto è che lo stupro è un reato contro la persona e non contro “il Paese che ti ha accolto”. Quanto al femminicidio, la differenza è nel movente: essere uccisi da qualcuno che diceva di amarti solo perchè l’hai lasciato (e le donne lasciate che uccidono gli ex sono poche, concorderai con me, e sulle cause culturali di questo potremmo discutere) è diverso dall’essere uccisi da un totale sconosciuto, italiano o straniero che sia,i morti sono morti ma i moventi cambiano l’analisi, del resto la legge prevede aggravanti e attenuanti per l’omicidio, per me essere uccisi da qualcuno che diceva di amarti è un aggravante per l’assassino
Ho già scritto come la penso e non intendo ripetermi.