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Al lupo al lupo

24 agosto 2017

Questo è un articolo del huffingtonpost (versione  italiana)

http://www.huffingtonpost.it/gabriele-scarfone/volete-innamorarvi-spegnete-il-cellulare_b_7877584.html?utm_hp_ref=it-la-vita-com-e&ncid=fcbklnkithpmg00000001

L’articolo ,a  dire  il vero, abbastanza  banale, dice  di lasciare  stare  per  un giorno i vari mezzi di comunicazione  che  abbiamo (PC, televisore, internet, telefonino) e di provare  sensazione  che  erano in voga  nei anni 60- 70 ma  quello che  voglio portare  l’attenzione  non è tanto sull’articolo (che  poi è la  storia  che  si ripete, se  non  erano i PC ,prima  erano i capelloni ,la  droga , la  musica , i cartoni animati violenti (agli anni 70-80 era stato bandito anche  goldrake) quindi nulla  di nuovo sotto il sole, ma  nei commenti

i commenti maschili erano tutti di questo tenore “Se dici ciao ad una  ragazza seduta  nella  panchina, come  minimo prendi una  denuncia  per  molestia ”

Sarà per  l’avvento dei social (ed avrebbe  ragione  l’autore  dell’articolo)  e  del terrore che  corre, ma  negli anni 60-70 questa  paura  non mi sembrava  che  ci fosse , alcuni commenti

commenti1

Questi sono alcuni esempi

Mi chiedo “Cosa è dovuta questa  paura  anche  a  dire “Ciao” ?

Non sono poi commenti cosi “esagerati” perchè il pericolo c’è eccome ,si potrebbe  finire  come  quel tizio ,di qualche  anno fa, condannato a 10 giorni di prigione  per lo sguardo “insistente”

Che  il femminismo abbia  rovinato i rapporti tra  i sessi a forza  di gridare “al lupo” ?

31 commenti leave one →
  1. Avatar di michele
    michele permalink
    24 agosto 2017 11:34

    Essatamente pare che esista, quella che viene chiamata la “lad culture” dove i ragazzi evitano le donne.
    Dopotutto quando la verità si piega al vissuto femminile qualche problema può capitare:

    La criminalizzazione del maschio come mezzo per liquefare sempre più la società.
    Ma colpisce anche le femmine spingendole verso una visione grottesca e alterata della loro identità.

    Il mese scorso su internet ha avuto un certo rilievo la notizia di un “asilo per adulti” aperto a Verona. Le reazioni sono state per lo più di risate divertite, anche se qualcuno ammoniva a non ridere, dicendo che questo era solo l’inizio.

    “I ragazzi della mia generazione sono fottuti,” dice Rupert, un giovane tedesco amante dei videogiochi con cui sono in contatto da diversi mesi. “Il matrimonio è morto e il divorzio significa che sei rovinato. Le donne non sono più monogame, e quindi non c’interessano più per una relazione seria o per mettere su famiglia. E anche quando corriamo il rischio, ci sono buone probabilità che i bambini non siano i nostri. In Francia siamo persino costretti a pagare per figli che non sono nostri. A scuola, i ragazzi sono quelli che se la passano peggio, perché le scuole sono organizzate intorno alle ragazze. Negli USA, per far stare zitti i ragazzi, si dà loro il Ritalin come se fosse una caramella. E mentre le ragazze vengono favorite per rispettare le quote, gli uomini arrancano nelle ultime posizioni. Nessuno della mia generazione crede che avrà una pensione decente. Abbiano un terzo o un quarto della ricchezza della generazione precedente e tutti vogliono andare all’università nella speranza di sfuggire alla disoccupazione e alla povertà, perché non c’è lavoro.

    Tutto questo non sarebbe così male se perlomeno potessimo trovare conforto nelle ragazze, ma veniamo trattati come pedofili e potenziali stupratori anche se solo mostriamo interesse per una ragazza. La mia è la generazione dei ‘belli’” sospira, riferendosi a un esperimento del 1960 sui topi, che pareva predire un futuro piuttosto cupo per l’umanità. A causa dell’aumento della popolazione, i topi femmina nell’”universo dei topi” di John Calhoun smisero di riprodursi, mentre i maschi si ritirarono completamente dalla compagnia degli altri. Mangiavano, dormivano, si pulivano, ma nulla più. Avevano un pelo lucente, ma delle vite vuote.

    “La somiglianza è impressionante,” dice Rupert.

    Mai prima d’ora nella storia le relazioni tra i sessi sono state così cariche d’ansia, animosità e incomprensioni. Per le femministe radicali, che sono state la spinta dietro molti cambiamenti epocali nella società negli ultimi decenni, questo è un segno del loro successo: il loro obiettivo è far crollare le istituzioni e le strutture di potere che sostengono la società, senza curarsi delle conseguenze. Sul loro programma c’è una distruzione di tipo nichilistico.

    Per il resto di noi, però, è doloroso vedere la società andare in pezzi, e uomini e donne spinti in situazioni miserevoli separate ma uguali a causa di un piccolo ma ben organizzato gruppo di agitatori. E questo soprattutto perché, come un sempre crescente numero di osservatori sta notando, un’intera generazione di giovani – soprattutto maschi – sta venendo lasciata indietro, fra le rovine di questo progetto di ingegneria sociale.

    Commentatori, giornalisti, accademici, scienziati e gli stessi giovani uomini hanno tutti notato il trend: fra gli uomini dai 15 ai 30 anni un numero sempre crescente di essi si sta ritirando dalla società, rinunciando alle donne, al sesso e alle relazioni e rifugiandosi nella pornografia, nel feticismo, nella dipendenza da droghe o dai videogiochi e, in alcuni casi, in una subcultura maschile e sessista [lad culture nell’originale ], tutti fattori che li isolano da un ambiente sociale ostile e debilitante, creato, secondo alcuni, dal moderno movimento femminista.

    È difficile fargliene una colpa. Etichettati con crudeltà come bambinoni o piagnoni se osano criticare le assurde e ingiuste condizioni nei college, bar, club, ecc., agli uomini va male sia se agiscono sia se non agiscono: se evitano le donne aggressive ed esigenti, con aspettative irrealistiche, vengono ritenuti degli sfigati e dei tipi solitari, mentre se mostrano interesse sono considerati degli stupratori e dei misogini.

    Jack Rivlin è editore capo di The Tab, un tabloid studentesco di grande successo il cui slogan è “Smetteremo di scriverlo quando voi smetterete di leggerlo”. Essendo la mente dietro a più di trenta giornali studenteschi, Rivlin è forse la persona nella posizione migliore per osservare questo trend. E anche lui sostiene che l’attuale generazione di giovani uomini trovi molto difficile il rapporto con le donne.

    “Gli adolescenti sono sempre stati un po’ imbranati con le ragazze, ma adesso c’è il timore che essere benintenzionati non sia più sufficiente, e che anche il semplice fatto di essere impacciato può farti finire nei guai,” dice. “Ad esempio, se ti pieghi su una ragazza per essere baciato, puoi essere considerato un tipo viscido, piuttosto che un incapace.”

    Le nuove regole che gli uomini dovrebbero seguire non vengono mai spiegate chiaramente, aggiunge Rivlin, lasciando i ragazzi senza nessun appiglio su come interagire con le ragazze. “Questa potrebbe sembrare una cosa positiva, perché incoraggia gli uomini a chiedere alle donne come si devono comportare (un approccio meno romantico ma più pratico), ma allo stesso tempo porta molti di loro ad abbandonare il gioco e a ritirarsi nel loro gruppo tutto maschile, dove essere sgarbato con le donne produce approvazione e dove puoi evitare qualsiasi rapporto con l’altro sesso. Molti uomini evitano le donne perché hanno paura e non sanno come comportarsi. E ovviamente se un ragazzo non trascorre del tempo con le ragazze non sarà mai molto abile nelle relazioni.”

    Rivlin ha anche notato una crescente dipendenza da sostanze (soprattutto alcol) che i ragazzi usano per calmarsi. “Ho sentito molti studenti vantarsi di non aver mai fatto sesso da sobri,” dice. “Sono spaventati, il che è normale, ma lo sarebbero molto di meno se solo capissero le ‘regole’”.

    Il risultato? “Molti ragazzi, bravi ma un po’ impacciati, stanno rinunciando ad approcciare le donne, perché non hanno la possibilità di sbagliare senza doversene poi vergognare come mai nella loro vita.”

    Questo effetto, inoltre, si manifesta in maniera più acuta nelle comunità più povere e con basso livello di istruzione, dove l’aiuto che i giovani possono ricevere è minimo. Nella mia alma mater, l’Università di Cambridge, il fenomeno viene a malapena registrato, come spiega il presidente del sindacato studentesco, Tim Squirrell.

    “Non mi pare di aver notato dei cambiamenti di recente,” dice. “Quest’anno sono stati introdotti, per le matricole, dei corsi obbligatori sul consenso, il che, secondo me, è positivo, e c’è un grande sforzo, da parte della Women Campaign, per cercare di combattere la lad culture nei campus. L’atmosfera qui è la stessa dell’anno scorso. Ci sono i ragazzi più insicuri che hanno paura a fare il primo passo, e una piccola percentuale che invece è più sicura di sé e si avvicina alle ragazze. Ovviamente anche le donne si danno da fare e avvicinano gli uomini così come fanno altrove. Sul giornale universitario non c’è stata nessuna notizia circa una diminuzione del sesso nel campus. A mio avviso, la gente fa sesso tanto quanto prima.” Per quello che riguarda Cambridge, questo non significa molto. Per una serie di ragioni socioeconomiche e di classe, Oxford e Cambridge sono isolati dai problemi che colpiscono gli altri uomini.

    Ma anche in un’università prestigiosa come questa, con una popolazione di classe medio-alta e alta, vengono fatte le lezioni obbligatorie e paternalistiche sul “consenso”. Squirrell, che ammette di essere un femminista di centro-sinistra, ritiene che siano una buona idea. Ma accademici come Camille Paglia avvertono da anni che tutta l’isteria sugli assalti sessuali nei campus mette le donne addirittura in un pericolo maggiore.

    Oggi le donne vengono allevate nel vittimismo, viene loro insegnato ad essere vulnerabili in modo aggressivo e vengono convinte che ogni minima infrazione, approccio o incomprensione rappresenti un “assalto”, “abuso” o “molestia”. Questo può anche funzionare all’interno dei confini sicuri del campus, dove le carriere degli uomini possono venire distrutte da una semplice voce messa in giro da una studentessa. Tuttavia, secondo la Paglia, quando queste donne si ritrovano nel mondo reale, senza la rete di sicurezza delle commissioni universitarie sugli stupri, esse sono totalmente impreparate a capire la realtà della sessualità maschile. E la paura non è di nessuna utilità per gli uomini. A conti fatti, l’istruzione si sta rivelando un’esperienza miserevole per i ragazzi.

    Oggi nelle scuole americane e britanniche i maschi sono costantemente patologizzati, cosa da cui gli accademici mettevano in guardia già dal lontano 2001. Essere un ragazzino vivace è oggi considerato un problema, poiché il metro di misura che viene adottato e a cui bisogna adeguarsi è il comportamento femminile. Quando non ci si adegua, la soluzione sono di solito le medicine. Durante la carriera scolastica, a un ragazzo americano su sette viene diagnosticato il disturbo dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD). A milioni di essi vengono prescritti forti stabilizzatori dell’umore, come il Ritalin, per il solo fatto di essere nati maschi. Gli effetti collaterali di queste medicine sono terribili e includono anche la morte.

    Nello stesso tempo, dal punto di vista scolastico il rendimento dei maschi va peggiorando rispetto a quello delle femmine, forse perché negli scorsi decenni ci si è concentrati esclusivamente sul rendimento delle ragazze e poco o per nulla su quello dei ragazzi, che ora ricevono voti più bassi, meno lauree e diplomi e possiedono meno abilità informatiche. Sono soprattutto le abilità linguistiche maschili a essere in crisi in tutto l’Occidente. Siamo stati così ossessionati dalle ragazze da non accorgerci dei problemi dei ragazzi.

    Cosa succede, quindi, a questi ragazzi che a scuola rendono meno delle ragazze, che hanno meno probabilità di andare al college, a cui vengono date medicine di cui non hanno bisogno e i cui problemi di autostima non sono stati risolti, ma che al contrario sono stati ridicolizzati da un establishment femminista che ha una forte presa sui sindacati degli insegnanti e sui partiti di sinistra? In breve, crescono in maniera disfunzionale, non vengono aiutati e in molti casi sono totalmente incapaci a relazionarsi con l’altro sesso. Questi ragazzi, traditi dal sistema educativo e dalla cultura in generale dal 1990 al 2010, rappresentano la prima generazione di quello che io chiamo sexodus, cioè l’abbandono della società da parte di quei maschi che, molto semplicemente, hanno deciso che non sono capaci (o non gli interessa) di formare relazioni sane e costruttive nelle loro comunità, nei loro paesi o nel mondo reale in generale.

    La seconda generazione del sexodus sta crescendo in questo momento, e ad essa probabilmente verrà inferto un danno maggiore a causa di leggi assurde, inapplicabili, moralistiche e totalmente misandriche come la legislazione californiana “Yes Means Yes” [legge in base alla quale gli studenti universitari, prima di un rapporto sessuale, devono entrambi dare il loro consenso orale, o il rapporto sarà considerato uno stupro a tutti gli effetti]e dal femminismo della terza ondata, che domina su giornali come il Guardian e su altre compagnie di media come Vox e Gawker, ma che probabilmente verrà rigettato dalle donne stesse (4 donne su 5 non si considerano femministe ).

    Il sexodus non è giunto dal nulla, e la stessa pressione che ha fatto allontanare molti millennial dalla società viene avvertita anche dalla generazione dei loro genitori. Un ricercatore di quasi quarant’anni, col quale ho discusso di questo argomento negli ultimi mesi, la vede in questo modo: “Negli ultimi venticinque anni circa mi è stato detto che dovevo fare del mio meglio per avere una donna e tenerla, ma nessuno mi aveva detto quello che loro avrebbero fatto per tenere me. Posso dirti, come uomo etero sposato che lavora nel management, e che non ha abbandonato la società, che il messaggio proveniente dalle ragazze è ‘Non è solo preferibile che tu vada a quel paese, ma imperativo. Devi pagare tutto e far funzionare tutto, ma tu, le tue preferenze e i tuoi bisogni potete anche crepare.”

    Negli ultimi due decenni le donne hanno mandato messaggi confusi, lasciando i ragazzi piuttosto smarriti su quello che dovrebbero rappresentare per le donne, il che forse potrebbe spiegare il linguaggio colorito che alcuni di loro usano per descrivere la situazione. Dato che la funzione di portare a casa il pane gli è stata tolta da donne che guadagnano di più e hanno voti migliori a scuola, agli uomini resta solo l’intuito per capire cosa fare, cercando di trovare una via di mezzo tra ciò che le donne dicono di volere e ciò che vogliono davvero, che spesso sono due cose diverse.

    Gli uomini dicono che il gap tra ciò che le donne dicono e ciò che fanno non è mai stato così ampio. Agli uomini viene detto in continuazione che devono essere delicati e sensibili compagni sul percorso femminista. Ma le stesse donne che dicono di volere un fidanzato gentile, poi adorano gli uomini muscolosi, pieni di testosterone e piuttosto banali di una serie come Il trono di spade. Gli uomini lo sanno, e per alcuni di loro questa dicotomia rende il tutto estremamente faticoso. Perché disturbarsi a capire cosa vuole una donna, quando si può fare sport, masturbarsi e giocare con i videogiochi nella comodità della propria stanza?

    Jack Donovan, uno scrittore di Portland che ha scritto diversi libri di successo sugli uomini e la mascolinità, sostiene che ormai nella popolazione adulta il fenomeno sia già endemico. “Molti giovani uomini, che vorrebbero frequentare le ragazze e sposarsi, ci rinunciano,” spiega. “E questo avviene sia per gli uomini che ci sanno fare poco con le donne, sia per quelli che invece ci sanno fare. Hanno fatto un’analisi costi-benefici e hanno concluso che il gioco non vale la candela. Sanno che, se investono in matrimonio e famiglia, la donna può portargli via tutto per un capriccio. Così preferiscono usare app come Tinder o OK Cupid per trovare delle donne, con cui si rassegnano a essere ‘giocatori’ o, quando si stufano, ‘fidanzati’.” E continua: “Quasi tutti i ragazzi hanno frequentato lezioni obbligatorie anti-stupro e sulle molestie sessuali, per cui sanno che possono essere licenziati, espulsi o arrestati solo sulla parola di una donna. Sanno che, nella maggior parte delle situazioni, sono colpevoli fino a prova contraria.”

    Donovan attribuisce le cause di questa situazione al moderno movimento femminista e alla sua ipocrisia. “Gli uomini sono confusi, perché si trovano ad agire sotto l’assunto che le femministe sono in buona fede, mentre in realtà sono impegnate in una battaglia a somma zero per lo status sessuale, sociale, politico ed economico, e stanno vincendo. I media ormai permettono alle femministe radicali di intervenire in tutti i dibattiti, soprattutto perché il sensazionalismo fa più audience di qualsiasi discorso moderato. Le donne possono dire qualsiasi cosa sugli uomini, anche le più denigratorie, e riceveranno applausi e approvazione.”

    Questa è certamente stata l’esperienza che alcuni gruppi di uomini hanno avuto nei media di recente, sia che si tratti di scienziati come il dr. Matt Taylor, denunciato dalle femministe a causa di una maglietta, sia che si tratti di appassionati di videogiochi che hanno visto il loro movimento etichettato come un gruppo d’odio da parte dei cosiddetti “guerrieri per la giustizia sociale” (social justice warriors).

    Donovan ha le sue idee sui motivi che hanno permesso alle femministe di trionfare così facilmente. “Poiché istintivamente gli uomini vogliono proteggere le donne e interpretare il ruolo dell’eroe, se un uomo fa anche una minima critica alle donne o al femminismo, viene denunciato da entrambi i sessi come un estremista. La maggior parte dei libri e blog sugli ‘studi sugli uomini’ e ‘diritti degli uomini’ che non sono esplicitamente femministi, sono pieni zeppi di scuse nei confronti delle donne. Libri come The Myth of Male Power e siti come A Voice for Men sono gli spauracchi preferiti delle femministe, ma solo perché mostrano l’ipocrisia unilaterale delle femministe quando si tratta di perseguire ‘l’eguaglianza’.” A differenza delle femministe moderne, che stanno creando un vero divario tra i due sessi, gli attivisti per i diritti degli uomini “sembrano davvero desiderare la parità sessuale”, aggiunge. Tuttavia, gli autori degli studi sugli uomini e gli accademici maschi devono continuamente prestare attenzione a non apparire troppo radicali. Le loro controparti donne, invece, non hanno di questi problemi, e una giornalista del Guardian come Jessica Valenti può andarsene in giro con una maglia con su scritto ‘I bathe in male tears’ (mi faccio il bagno nelle lacrime degli uomini) “Io sono un critico del femminismo,” prosegue Donovan, ma non indosserei mai una maglia con su scritto ‘I make women cry’ (faccio piangere le donne). Sembrerei solo un idiota e un bullo.”

    Accademici, sociologi e scrittori affermano che un’ostilità sempre crescente e derisoria da parte dei media, e un certo numero di maschi un po’ confusi che collaborano col progetto femminista sono stati in parte responsabili di una generazione di ragazzi che, molto semplicemente, non ne vogliono più sapere niente.

    Nella seconda parte incontreremo alcuni di questi uomini che si sono “ritirati”, rinunciando al sesso e alle relazioni e scopriremo che le vere vittime del femminismo moderno sono ovviamente le donne stesse, che si ritrovano più sole e insoddisfatte che mai.

    • Avatar di Paolo
      Paolo permalink
      29 agosto 2017 15:05

      mai lette tante cavolate tutte insieme. Il consenso al sesso può essere verbale o non verbale e questo tutti lo sanno. Se alle donne piacciono gli uomini muscolosi (che possono essere sensibili o meno quanto uno esile come me) bè hanno diritto ai loro gusti estetici, anche i maschi hanno i loro gusti estetici verso le donne, giustamente

      • Avatar di michele
        michele permalink
        29 agosto 2017 18:57

        Trovo interessante la Sua opinione sopratutto sul fatto che essendo un problema maschile non abbia diritto ad alcuna considerazione.
        Credo infatti che i problemi maschili aquisiranno visibilità quando le donne se ne sentiranno toccate

      • Avatar di Paolo
        Paolo permalink
        29 agosto 2017 19:59

        il fatto che le donne preferiscano anche dal punto di vista fisico certi uomini (muscolosi o meno) e non altri non è un problema se non per quegli uomini che negano alle donne il diritto di selezionare il partner come gli uomini hanno sempre fatto.
        Io non andrei mai a letto con una donna che non mi eccita, che non mi piace fisicamente e/o caratterialmente, perchè invece una donna dovrebbe anare a letto con un uomo che non la eccita?
        e poi anche gli uomini non muscolosi mi pare che la fidanzata ce l’abbiano, e anche le donne bruttine (e comunque avere un partner sessuale e sentimentale non è un diritto, o trovi chi ti vuole come tu lo vuoi oppure devi accettare la solitudine e vale per uomini e donne)

      • Avatar di michele
        michele permalink
        29 agosto 2017 23:07

        Mi permetto di rispondere qui, il problema non sta nei gusti personali, che sono legittimi ma nella differenza di trattamento del vissuto.
        Sia gli uomini che le donne hanno le loro necessità e problemi, ma quando diventano prioritarie solo le esigenze di una parte l’altra rinuncia all’impegno.
        Se Lei non lo vuole vedere non sarò certo io ha spiegarglielo.

      • Avatar di Paolo
        Paolo permalink
        29 agosto 2017 23:29

        a una donna può capitare di essere rifiutata sessualmente da un uomo perchè il suo fisico e/o carattere non attrae quell’uomo; a un uomo può capitare di essere rifiutato sessualmente da una donna perchè il suo fisico e/o carattere non attrae quella donna. Sono cose legittime, dov’è la differenza?

      • Avatar di michele
        michele permalink
        30 agosto 2017 09:25

        Per una migliore comprensione e il fatto che sto arrivando al limite, riporto la seconda parte dell’articolo e ritengo chiuso l’argomento

        Le disfunzioni sessuali non sono di certo un’esclusiva del XXI secolo, né dell’Occidente. I giapponesi “erbivori” (uomini che evitano il sesso e preferiscono fare lunghe passeggiate, piuttosto che andare in moto o frequentare le donne) sono da tempo documentati e gli scienziati li considerano l’esempio migliore di una sessualità maschile che si ripiega su se stessa.

        Ma sebbene il sexodus abbia un’eziologia drammaticamente diversa da quella di precedenti crisi sociali, molte caratteristiche sono simili. Ciò che risulta preoccupante circa tutti questi uomini che, sia in oriente che in occidente, stanno gettando la spugna, è la rapidità con cui questo malessere si sta diffondendo tra intere generazioni, non solo a causa della delusione sessuale, ma anche a causa di pressioni economiche ed educative riscontrate da molti giovani uomini.

        Probabilmente non dovremmo esserne sorpresi. Non è affatto strano che nel disorientante mondo moderno gli uomini cerchino dei mezzi estremi che possano aiutarli a relazionarsi con l’altro sesso. Questo probabilmente spiega il successo di Julien Blanc, il quale sostiene che, nei suoi seminari, può trasformare il modo in cui le donne rispondono agli uomini. Blanc è agli estremi di un movimento chiamato “artisti del rimorchio” [pick-up artists: PUA]. Altre voci all’interno del PUA (come Daryush Valizadeh, nome d’arte Roosh V) sostengono che ci sono ragioni strutturali per cui la società si sta allontanando da un normale rapporto tra i sessi. Secondo Valizadeh, parte del problema sono le aspettative irrealistiche delle donne.

        “Per l’uomo medio, andare a letto con una bella donna è ormai estremamente difficile. Oggi le donne desiderano uomini sopra la media per aspetto, corporatura, intelligenza e sicurezza di sé. Se una ragazza normale s’impegna abbastanza, può riuscire ad avere un’avventura di una notte con un ragazzo molto attraente, magari solo perché lui voleva sfogarsi. Lei allora penserà di poterlo riuscire a convincere ad impegnarsi con lei seriamente, e quindi non darà nessuna possibilità ai ragazzi normali.”

        Valizadeh ha opinioni molto controverse anche sullo stato della moderna condizione femminile. Dice:

        “È negativo anche il fatto che la bellezza delle donne stia rapidamente declinando, soprattutto a causa dell’obesità. Non importa quello che dicono i membri del movimento per “accettare l’obesità”: gli uomini desiderano donne in salute. Quello che accade, quindi, è che le poche ragazze carine rimaste ricevono più attenzioni del dovuto.”

        Secondo Valizadeh, oggi “il 20% degli uomini migliori ha accesso all’80% delle donne migliori”, e di conseguenza le donne restano ad aspettare l’uomo perfetto, che ovviamente non arriverà mai.

        Valizadeh concorda con lo scrittore Jack Donovan sul fatto che oggi gli uomini siano stati femminilizzati da una cultura che rigetta e ridicolizza tutte le caratteristiche e abitudini maschili. “Ormai trovare un modello maschile che aiuti gli uomini a divenire tali è un terno al lotto,” nota. Questi pensieri trovano eco su blog dedicati agli uomini come il famoso Chateau Heartiste a volte un po’ volgare, ma sempre interessante.

        Le loro idee sono supportate anche dall’attuale stato della guerra tra i sessi, che è piuttosto singolare. Una delle cose più notevoli delle recenti scaramucce con le femministe è il fatto che pochi uomini eterosessuali si siano lasciati coinvolgere. Nella controversia sui videogame nota come Gamer Gate, l’opposizione ai “guerrieri per la giustizia sociale” (social justice warriors) e ai loro tentativi di censura su Twitter è venuta dal gay più anziano presente nella vita pubblica e da giovani geek [fanatici della tecnologia], amanti dei videogiochi e ragazzi che hanno abbandonato gli studi. Nel caso di Matt Taylor, si è trattato di geek e altre donne.

        Gli uomini giovani ed etero semplicemente non ne vogliono più sapere e non si fanno coinvolgere. Persino alcune donne lasciano perdere, terrificate da quello che il femminismo (tinto di lesbismo) della terza ondata proclama di fare nel loro nome. Il risultato è che la discussione su come donne e uomini debbano interagire è dominata da gay e lesbiche. Jack Donovan, per esempio, è gay, così come il vostro cronista qui presente. Sembra quasi che i gay siano gli unici a cui importi combattere per la mascolinità.

        Gli uomini vogliono relazioni normali che includano il sesso, dice Valizadeh. Alcuni di loro leggeranno i libri degli “artisti del rimorchio” o andranno ai seminari di persone come Roosh V se non riescono ad ottenerlo, o se hanno bisogno di abbandonare il comportamento da “cavaliere” instillato loro da una cultura dominata dalle donne. Cioè che colpisce molte donne è come questa decisione da parte degli uomini sia razionale e sistematica. Molti giovani uomini fanno un’analisi costi-benefici e concludono che il gioco non vale la candela. Alla fine sono le ragazze a perdere: gli uomini non hanno bisogno della prolungata intimità emozionale che viene da una relazione sessuale soddisfacente e possono quindi ricorrere a masturbazione, prostitute e avventure di una notte. Ma dal punto di vista maschile si tratta proprio di questo: una razionale rinuncia all’educazione, al lavoro e al matrimonio da parte di uomini che ne hanno avuto abbastanza, come notava già l’anno scorso il libro Men on Strike, di Helen Smith.

        Gli uomini, guidati dai fatti e non dalle emozioni (come amano sostenere), vedono che la società è ingiusta nei loro confronti, e pericolosa. Fanno notare che hanno più probabilità di essere vittima di omicidi e di commettere suicidio. Le donne che scelgono di servire nelle forze armate e in genere sul lavoro hanno meno infortuni. Rispetto agli uomini, le donne hanno pene più lievi per lo stesso crimine. Nei college ci sono più borse di studio per loro. Ricevono un’assistenza medica migliore e meno cara e possono scegliere pacchetti assicurativi pensati appositamente per le donne. Quando si tratta di figli, i tribunali li affidano quasi esclusivamente alle madri. Le donne hanno meno probabilità di restare senza casa, disoccupate o di fare abuso di alcol e droghe. Hanno meno probabilità di soffrire di depressione o malattie mentali. Ricevono meno pressioni affinché raggiungano il successo finanziario. Hanno meno probabilità di vivere in povertà.

        Alcuni possono chiamare queste statistiche “privilegi femminili”. Tuttavia, secondo i sostenitori dei diritti degli uomini, alle “esperienze di vita” e all’oppressione percepita dalle donne viene dato tutto lo spazio dei media, nonostante il fatto che le donne non abbiamo solo raggiunto la parità con gli uomini, ma li abbiano persino superati. Secondo la professoressa Christina Hoff Sommers (una femminista), quelle differenze che ancora esistono sono dovute a scelte da parte delle donne, e non a imparzialità strutturali. Eppure, gli uomini sono continuamente perseguitati a causa di concetti inventati come “cultura dello stupro” e “privilegi patriarcali”. La bizzarra ma inevitabile conclusione è che le donne stanno alimentando la loro stessa infelicità, portando gli uomini a considerarle nulla più che oggetti sessuali, poiché il pensiero di impegnarsi in una relazione con una donna è terrificante, o troppo faticoso da contemplare. E il sexodus avrà conseguenze molto dure anche sulle donne, perché le ricerche mostrano che quando le donne “si comportano da uomini” avendo molti rapporti sessuali casuali, diventano infelici, hanno più probabilità di soffrire di depressione e distruggono le loro possibilità di costruire una relazione seria e duratura

        I giovani non si stanno ritirando in un mondo fatto solo di videogiochi o sesso anonimo. Si stanno anche immergendo in certi tipi di feticismo che agli occhi dei loro nonni sembrerebbero degni del carcere e che li allontanano sempre di più dalle donne. Considerate, per esempio, la cultura “furry” e il feticismo legato al travestitismo animale (usando costumi antropomorfi), che al momento sono in forte crescita, soprattutto grazie alla rete. Il giornale The Tab di John Rivlin ha notato che questa moda si sta diffondendo anche nei campus britannici (in quelli americani è già diffusa da molto tempo). Anche altri comportamenti sessuali alternativi, come l’omosessualità e in transessualismo, sono ormai molto comuni nei campus.

        “È certamente possibile che vi sia un gran numero di persone che oggigiorno si identificano come omosessuali, bisessuali o con altri tipi di sessualità e a cui non dà fastidio essere etichettati così,” spiega Tim Squirrell, già incontrato nella prima parte. “Credo che oggi siamo più aperti e più propensi ad accettare persone che con stili di vita diversi e con diversi tipi di identità.”

        Ovviamente l’emancipazione omosessuale può non essere stata del tutto positiva per le donne. A seconda delle cifre a cui credi – e per ovvie ragioni farai bene a non credere a quelle delle associazioni omosessuali o delle riviste per gay – dall’1 al 10% della popolazione adulta maschile è omosessuale (molto probabilmente la cifra reale è più vicina all’1%). Fino a qualche decennio fa, molti di questi uomini – col rischio di parlare per stereotipi, i più sensibili, artistici, attraenti e benestanti, cioè dei mariti perfetti – si sarebbero sposati, avrebbero fatto dei figli e condotto una doppia vita per soddisfare i loro desideri proibiti. Non avrebbero chiesto continuamente alle mogli di fare sesso e sarebbero stati dei padri fantastici. Ma adesso possono sposarsi con gli uomini e nella maggior parte dei casi non fanno figli. In altre parole, una grossa fetta degli uomini più desiderabili – uomini che certamente avrebbero approvato le rivendicazioni femministe – sono adesso fuori del mercato.

        (Tra parentesi, ecco una cosa che non leggerete da nessun’altra parte: in media, i maschi omosessuali hanno un QI più alto, e sappiamo che in parte il QI è determinato geneticamente. Ora che i gay non devono più far finta di essere etero non si riproducono più come prima, anzi, le statistiche dicono che si riproducono a malapena. È forse esagerato dire che l’odierna tolleranza verso gli omosessuali ha reso la società… be’, un po’ più stupida? Sì, suona un po’ esagerato. Ma mentre non c’è dubbio che liberare i gay dalla loro doppia vita segreta sia stato un imperativo morale, guidato dalla compassione, nessun cambiamento sociale avviene senza dei compromessi.)

        E tutto questo ancor prima di discutere la rapida crescita del sadomasochismo tra i più giovani e l’ultima frontiera dei “diritti civili”, il transessualismo, un disordine psichiatrico che la Sinistra sta impacchettando e trasformando in uno stile di vita sessuale alternativo.
        La risposta al primo articolo è stata enorme. A oggi, 300.000 lettori l’hanno condiviso su Facebook e 15.500 lettori l’hanno commentato. Più di 500 uomini, di età e da Paesi diversi, mi hanno scritto in privato per esprimermi gratitudine e supporto. In particolare, le parole dei più giovani sono molto toccanti. (Com’era prevedibile, su Twitter centinaia di femministe arrabbiate lo hanno schernito definendolo “piagnucolio di maschi bianchi e infantili”, invece di entrare nel merito di tutta la storia). Ecco alcuni estratti dei messaggi da me ricevuti, riprodotti col permesso degli autori.

        Mark, 24 anni: Tutti quelli che conosco si sentono allo stesso modo. Il tuo articolo ha parlato direttamente a noi. Non siamo tutti dei perdenti o degli sfigati, siamo solo ragazzi normali o troppo spaventati di essere accusati di cose terribili da qualche arpia, o a cui non interessa più l’argomento. Non posso credere che sto dicendo una cosa del genere, ma ormai per me le donne sono solo una scocciatura.

        Mickey: Dico di no su tutta la linea, anche se sono etero e mi piacerebbe una relazione basata sul mutuo rispetto. Ormai però è passato tanto tempo, e gli standard di comportamento delle donne restano bassi, così come la mia tolleranza, e ormai non sembra più un desiderio realistico.

        Francis, 28 anni: Sono un atleta. I miei genitori sono molto ricchi, ho molti amici e una buona vita sociale. Non esco più con le donne. A volte ho delle avventure di una notte, ma in genere riempio il mio tempo con altre cose. In college venni accusato di aver molestato una ragazza, per cui decisi che era meglio dedicarsi allo sport.

        Tilo, 20 anni: Il tuo articolo sembra descrivere me e molti dei miei amici. Seguo su internet la cultura furry, in segreto. Sarebbe terribile se i miei genitori lo scoprissero, ma è l’unica cosa che mi fa eccitare. Le ragazze sono un incubo. Ho un fratello di dieci anni più grande di me e anche lui si sente allo stesso modo. Ci siamo arresi.

        Hector, 26 anni: Per un certo periodo ho creduto a quello che si diceva, ed ero convinto che, col tempo, avrei sentito il bisogno di una relazione seria. Non è mai successo, e alla fine ci ho rinunciato. Oggi, poche ore prima di leggere il tuo articolo, stavo pranzando con mia madre e lei continuava a parlarmi di fidanzate e del fatto che dovevo sposarmi. Io invece continuavo a pensare “Perché dovrei sprecare la mia vita con questa roba?”, e quando ho letto il tuo articolo, qualche ora dopo, ho capito. E non credo che sia solo la mia generazione ad avere di questi problemi.

        A questo punto possiamo dire con certezza che il sexodus non è solo un movimento marginale relegato alla rete. Una combinazione di improvvida ingegneria sociale, privilegi speciali per le donne, la continua presa in giro degli uomini bianchi sulla base del loro sesso e del colore della pelle e l’abbandono dei ragazzi da parte del sistema educativo ed economico ha già creato una generazione perduta (se non addirittura due).

        Gli uomini hanno creato molto di ciò che di buono vi è nel mondo. È anche vero che gli eccessi della mascolinità sono responsabili per molto di ciò che non è buono, ma se vogliamo evitare di scivolare nella mediocrità e in un mondo in cui gli uomini vengono discriminati, dobbiamo cambiare l’atteggiamento della società verso di loro, e questo prima che il numero delle vittime sia tale che ogni speranza di riconciliazione tra i sessi svanisca. Se questo dovesse succedere, saranno proprio le donne a soffrirne di più.

      • Avatar di Paolo
        Paolo permalink
        30 agosto 2017 14:58

        non so neanche da dove iniziare a smontare questo articolo. Ma la cosa più disgustosa è “l’accesso alle belle ragazze”, non esiste nessun diritto di accesso, se una bella ragazza vuole andare a letto con te ci va, se non ti vuole ha il diritto di rifiutarti come tu uomo hai il diritto di rifiutare una ragazza che non ti attrae, è giusto così e non c’è nessuna aspettativa irrealistica: ci sono donne attratte da uomini con un bel corpo e ci sono uomini attratti da donne con un bel corpo. Sull’obesità potrei persino essere d’accordo ma vale anche per gli uomini obesi (anche obesi ed obese possono trovare qualcuno ma chi ha un bel corpo sano piace di più, accettiamolo e vale per uomini e donne)

      • Avatar di plarchitetto
        plarchitetto permalink
        30 agosto 2017 14:05

        Attenzione! attenzione!
        Già avuto modo di discutere con Paolo in altri teatri.
        Lui può dire….”quante cavolate tutte insieme”….ma se tu rispondi con lo stesso armamentario mette il broncio e chiude i discorsi.
        Vero femminista…
        – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
        Nello specifico del bel 3d di Mauro: siamo alle solite!
        Vien da dire, niente di nuovo sotto il sole.
        I condizionamenti sociali (naturalmente patriarcali) valgono solo a senso unico.
        Quando serve c’è al contrario l’assoluta libertà e parità…di fare, scegliere, atteggiarsi, determinare, condizionare.
        In piena e autodeterminata libertà.
        Nessun condizionamento inverso. Perché è una “conquista”.

        Ma è solo il doppio standard che ha fatto le fortune del femminismo.
        La politica dei due forni.
        Possibile quando si disgiungono i diritti dai doveri.
        Mettere una minigonna, passeggiare per il centro e arrapare la maggior parte dei maschi, per poi selezionarne il migliore, diviene un “diritto”.
        Al pari del “dovere” dei maschi non selezionati di sopportarne la frustrazione.

        Leggere qui.
        http://www.animabella.it/2016/09/18/la-sessuofobia-e-misoginia-che-ha-ucciso-tiziana/

        ….io rivendico persino il diritto di essere ingenue, provocanti, superficiali, seduttive ecc ecc senza che questo autorizzi nessuno a sentirsi in diritto di ridurre una donna a oggetto (da stuprare, diffondere, mettere alla berlina, sbeffeggiare, linciare….

        Naturalmente questa non è altro che una forma di “potere”.
        Il controllo della sessualità altrui è una forma (perniciosa) di potere.
        Non mi scandalizza: basta però ammetterlo onestamente.
        Descriverlo per quello che è.
        Confessarne gli scopi ad alta voce.
        Noi a noi uomini (che già lo sappiamo). A loro stesse (che già lo sanno).

        Paolo dixit:
        “a una donna può capitare di essere rifiutata sessualmente da un uomo perchè il suo fisico e/o carattere non attrae quell’uomo; a un uomo può capitare di essere rifiutato sessualmente da una donna perchè il suo fisico e/o carattere non attrae quella donna. Sono cose legittime, dov’è la differenza?….”

        Qui si raggiungono vette di paraculagine che io faccio fatica a ricordare di aver mai letto.

        O magari è solo in malafede….Chissà!

      • Avatar di Paolo
        Paolo permalink
        30 agosto 2017 15:00

        anche una donna ha il dovere di sopportare la frustrazione di non essere “scelta” da un uomo che le piace

      • Avatar di plarchitetto
        plarchitetto permalink
        30 agosto 2017 14:26

        Al femminismo (in questo senso parlare di femminismi è superfluo) non interessa il superamento del concetto di potere.
        Interessa bensì l’aumento e l’implementazione del “proprio” potere.
        Che è un potere “buono” per definizione.
        Contro un potere “cattivo”. Maschile appunto.
        Il primo è frutto di “conquiste”.
        Il secondo si basa invece su millenarie pratiche di prevaricazione, violenza, oppressione e via cantando.
        E su cosa si fonda tutto ciò?
        Su una narrazione.
        Una “nuova” interpretazione della storia dell’umanità.
        Fatta da loro stesse.
        Con se stesse.
        Per se stesse.

        G E N I A L E . . .

      • Avatar di Paolo
        Paolo permalink
        30 agosto 2017 15:10

        se una donna fisicamete bruttissima protestasse perchè vuole accesso a tutti gli uomini fighi e belli che vuole” io direi che è stupida e infantile e così penso degli uomini che fanno queste lamentele
        Gli uomini selezionano e le donne pure (selezionano in base all’aspetto e non solo), è giusto così

    • Avatar di plarchitetto
      plarchitetto permalink
      31 agosto 2017 13:55

      Paolo…di la verità. Sei un ologramma….
      Un algoritmo che si attiva e risponde in “politicamentecorrettese” ogni qualvolta qualcuno tocca un argomento sensibile…:-)
      Tanta banalità e pochezza d’argomentazioni non possono albergare in una persona senziente.

      “anche una donna ha il dovere di sopportare la frustrazione di non essere “scelta” da un uomo che le piace”……cosa diavolo c’azzecca con la tematica della “provocazione” del mio post lo sai solamente tu.

      Ma pur non avendo capito una cippa di quello che ho detto, hai sentito il sacro fuoco e ti sei sentito in dovere di rispondere qualcosa.
      E così hai fatto.
      Non c’entrava nulla…però evidentemente a te in qualche modo suonava bene.
      Faceva “pendant” e ce lo hai messo.
      L’importante è contrastare. Pareggiare. Impattare. livellare.
      Le argomentazioni (sensate) son troppo faticose.
      A pensar bene conosci anche troppo bene la prassi della “provocazione”.

      Se non ti offendi (e se Mauro non mi bannerà….:-[ ) voglio farti sorridere con una battuta:

      Discutere con una (un) femminista è come giocare a scacchi con un piccione: ribalterà le pedine, cacherà sulla scacchiera, e se ne andrà via impettito come se avesse vinto…

      • Avatar di maurorecher
        31 agosto 2017 17:49

        vai tranquillo ,non ho mai bannato nessuno ,non ho bannato nemmeno Paolo 🙂

  2. Avatar di michele
    michele permalink
    24 agosto 2017 12:13

    L’articolo completo e la seconda parte si possono leggere qui:
    http://www.enzopennetta.it/2017/04/sexodus-parte-1-uomini-che-rinunciano-alle-donne-e-si-ritirano-dalla-societa/

  3. Avatar di plarchitetto
    plarchitetto permalink
    26 agosto 2017 13:11

    Tutti gli esperimenti di ingegneria sociale sono finiti male.
    Alcuni malissimo.
    Fino a pochi anni fa avevo un’alta considerazione del genere femminile.
    Ora mi sono ricreduto.
    E non è stato difficile farlo. Mi è bastato osservarlo all’opera. Valutarne i comportamenti. Il suo nichilismo. La sua isteria.

    Un movimento razzista come quello femminista ha fatto breccia in una buona parte del genere femminile poiché si spacciava per quello che non è.
    Nuovo umanesimo universale.
    E invece era, ed è, nient’altro che un pensiero politico.
    E come ogni buon movimento politico “prometteva” per gli aderenti.
    Attualmente siamo poi in una sorta di sindacalismo femminile.
    Che è il crepuscolo di qualsiasi pensiero.

    Ultimo elemento non secondario.
    A volerci credere (io no) al matriarcato proto-storico, si teorizza che sia stato spazzato via dalla cultura patriarcale Kurgan.
    Io credo che in occidente il femminismo ne stia ricostruendo i presupposti: una gigantesca e pervasiva femminilizzazione sociale.
    Una popolazione mansueta e devirilizzata in ogni aspetto minuto.
    Anche nel lessico….(sic!)

    Ma i Kurgan esistono ancora (e già ci stanno facendo visita).

    Sarà l’ultimo grande lascito del radioso pensiero femminista in occidente….

    • Avatar di Lucy
      Lucy permalink
      2 settembre 2017 03:43

      Eh sì, Plarchitetto, come andavano bene i rapporti tra i sessi in questo contesto idilliaco:
      https://supersamik.wordpress.com/category/misoginia-nel-mondo-greco/
      cosa potrebbe chiedere, di più, un vero Mascolinista, che non tornare, anche se solo con l’immaginazione, in questo eden della gloria maschile, ormai perduto per sempre?

      Luride nazifemministe. Hanno proibito la schiavitù, le razzie per guerra, il voto ai soli maschi, hanno esteso l’istruzione anche per le donne, il diritto ad essere autonome…

      Ma io piango con Lei, signor Plarchitetto. Capisco il suo grande dolore esistenziale, questo dolore cosmico che attenaglia le viscere, la consapevolezza della gloria-virile-che-fu.

      Potrei dedicarle un’elegia, per celebrare il suo ego così deperito, da quando le nazifemministe ci hanno traghettato fuori da quella piacevole realtà del nostro mondo dove quelli come Lei potevano fare i loro porci comodi. 🙂
      So bene quanto si sia nostalgici di quei secoli d’oro.

      E così, accompagnandomi con la lira, ti dedico questo canto di commozione:

      Plarchitetto: Ei fu. Siccome immobile,
      dato il mortal sospiro,
      per colpa delle nazifemministe,
      stette la (viril) spoglia immemore
      orba di tanto spiro,
      così percosso, attonito
      il privilegio maschile al nunzio sta,
      muto pensando all’ultima
      ora dell’uom fatale;
      né sa quando una simile
      orma di pie’ mortale di femminista
      (che non si sente inferiore ai Plarchitetti e rivendica la parità)
      la sua cruenta polvere
      a calpestar verrà.

  4. Avatar di Lucy
    Lucy permalink
    2 settembre 2017 03:28

    Piccolo corso di decostruzionismo per non-laureati:

    Che il femminismo abbia rovinato i rapporti tra i sessi a forza di dimostrare che questi rapporti tra i sessi facevano ANCORA PIù schifo ancor prima che il femminismo esistesse, ovvero Grecia antica, Medioevo, Rinascimento, Cina feudale, attuale mondo islamico ecc. ecc. ecc.?

    Ai posteri l’ardua sentenza.

  5. Avatar di plarchitetto
    plarchitetto permalink
    3 settembre 2017 12:01

    Lucy sei veramente delirante. Da compatire…(etimologicamente: partecipare all’altrui patimento. Il tuo).
    Schiumi rabbia da tutti i pori della pelle e confondi i nessi logici dei discorsi. Le premesse con le conclusioni.
    Un disastro…
    Dietro il tuo sfoggio nozionistico alberga la solita tronfia ignoranza crassa.
    Evidentemente non abituata ad avere contraddittorio, usa ai soliloqui, allevata a tomi di sociologia femminista, sudi gender e sue varie declinazioni hai perfettamente interiorizzato la grande narrazione.
    Vocabolario (e spocchia) compresi. Brava. Lodevole. Avrai ricompense…non dubitare.
    Penso che tu sia veramente un caso disperato. 🙂
    Purtroppo non l’unico.
    Se nel 2017 hai bisogno di citare in continuazione l’ellenismo, il Medioevo e ogni sorta di era storica…vuole dire che la sei rimasta.
    Cieca ad ogni mutamento storico che non rientri nelle tue logiche paranoiche.(ecco “paranoia” è un termine che ben ti si adatta).

    Parli di schifosi rapporti tra i sessi, ma evidentemente sei autobiografica.
    Si legge in te il panico del maschile. Probabilmente vedi forme falliche in ogni dove.
    Patriarkato ad ogni angolo.

    In effetti non dev’essere facile essere Lucy…:-[

    E credo che quello che io non auspico, cioè il ritorno della cultura Kurgan (era chiaro nel mio discorso, ma non per te…e vabbeh!) tu invece dovresti provarlo per almeno qualche giorno.
    Penso rivedresti il tuo pensiero sull’attuale, deprecabile cultura occidentale patriarkale.
    Non tanto.
    Una settimana.
    E se e come la cultura Kurgan tornerà a trionfare sarà perché ci sono i “buoni” come Lucy.
    Gli illuminati delle magnifiche sorti e progressive alla Lucy.

    p.s. – la tirata sulle femministe che hanno proibito la schiavitù, le razzie per guerra, il voto ai soli maschi, hanno esteso l’istruzione anche per le donne, il diritto ad essere autonome….è da ribaltarsi dalle risa.
    Sulla guerra andrei a ripassare l’avventura di quella per la riconquista delle Falklands-Malvinas del “duo rosa” Elizabeth_Margaret.
    O le gesta di Condoleezza.
    O Hillary…
    Di Maria Teresa d’Austria invece ne parliamo la prossima puntata.

    • Avatar di Lucy
      Lucy permalink
      3 settembre 2017 12:30

      Plarchitetto, non ha gradito la struggente Ode? Ma come, era in onore del Suo ego maschile, così martoriato dalle Furie, dalle Erinni che di sangue maschile ne hanno pieno il gozzo crudele, che hanno osato affermare che l’uomo con vagina (1) è uguale in parità all’uomo con pene, togliendo a Lei l’illusione di essere al centro del cosmo…

      “a noi prescrisse
      il fato nazifemminista illacrimata sepoltura…”

      Ecco, l’epitaffio.

      Ah Signor Plarchitetto, che mondo crudo, ferale.

      “Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
      di nazifemminista in nazifemminista, me vedrai seduto
      su la tua pietra, o mio egoismo fallico, gemendo
      il fior de’ tuoi gentili anni caduto.”

      Suvvia, signor Plarchitetto, posiamo un crisantemo, su questo Suo ego, così annichilito dal Femdominismo imperante. Si ricordi che esistono ancora donne capaci di comporre un’elegia e di portare un fiore, alla nobile urna dell’egocentrismo maschile, che per tanti secoli vi ha fatto credere di essere al centro del cosmo.
      Duro il risveglio da questa landa beata, eh? 🙂

      (1) Dico uomo con vagina per rifarmi ai nobili studi di uno dei vostri fondatori, il celebre filosofo di Stagira, che aveva le idee chiare, sulle donn… ops, sui maschi con vagina, non esistendo la parola “donna”, ma solo “forma di maschio privo di pene e inferiore al maschio con pene” per gli ideologhi della vostra ideologia, che così bollavano i maschi senza pene tipo me 😀 e poi le falliche saremmo noi femministe? quando filosofi di tal risma piazzavano peni ideologici anche laddove non potevano esserci? 😀

      p.s veramente in altri post citavo anche il purdah (che è attualissimo), con tanti nomi di sociologhi e altri, ma ho ricevuto poche risposte e soprattutto poche fonti 🙂

  6. Avatar di plarchitetto
    plarchitetto permalink
    3 settembre 2017 12:57

    Qui veramente di egocentrico c’è solo il tuo ostentato sapientismo e ironismo femministico.
    Anche un po’ pretenzioso: i tuoi componimenti…beh, diciamo non sei Carducci.
    E morta li.

    Lucy ti sfugge un dettaglio, dovuta alla tua bulimia logorroica.
    Le femministe sono una cosa. Poi ci sono le altre…
    So che conviene far coincidere i due insiemi.
    Ma così non è.
    Si può tranquillamente farsi stare sulle balle Lucy (io no…s’intende) e ammirare e frequentare il resto femmineo.
    Io è quello che normalmente faccio. E mi trovo anche parecchio bene eh!
    Pensa ho pure sette ex fidanzate, con la quale intrattengo esemplari rapporti (due anche discretamente femministe…cazz!).
    Si può dire altrettanto di te per il mascolino?…mmmh.
    Qualcosa mi dice di no.
    Come va con l’altro sesso Lucy? vedo che glissi.
    Dai qui siamo in una taverna maschile. Non farti scrupoli.

    • Avatar di Lucy
      Lucy permalink
      3 settembre 2017 13:51

      Le risponderò sui miei rapporti col maschile, signor Plarchitetto, non appena avrò finito di miscelare la datura allo stramonio, aggiungendo un pizzico di belladonna. è un lavoro che richiede molta concentrazione, e il mio famiglio-gatto nero mi sta suggerendo ora le giuste dosi. Non vorrà che la pozione che devo servire al prossimo maschio mascolinista che abbordo per strada venga male….

      😀

      La faccio contento, signor Plarchetto. Mi ha dato dell’avvelenatrice. Per cui mi ami e mi detesti, seguendo pienamente la nota spiegazione del meccanismo della “proieizione del sé e dei lati oscuri del maschile che vengono proiettati sulle donne”, vedendole come streghe. 😀

      • Avatar di plarchitetto
        plarchitetto permalink
        3 settembre 2017 14:11

        Anche nell’espressione “Mi ha dato dell’avvelenatrice” è consigliabile troncare la forma del soggetto.
        Come nel caso esposto in https://femdominismo.wordpress.com/2011/12/24/sono-stato-segnalato/#comment-2559
        la forma ne beneficia in scorrevolezza ed armonia.
        “M’ha dato dell’avvelenatrice”…suona molto più gradevole.
        Anche il termine “dato” risulta inadeguato, poco corretto e (diciamolo) volgare.
        Più elegante la formula: “M’ha descritta come”.
        Da non scartare anche “ha subodorato ch’io fossi”.

      • Avatar di plarchitetto
        plarchitetto permalink
        3 settembre 2017 20:15

        Dedicato a Lucy:
        «Nelle donne intellettuali l’animus causa spesso un argomentare e un raziocinare che vorrebbero essere intellettuali e critici, ma che in sostanza consistono nel fare di un punto secondario un argomento capitale, contro ogni senso. Oppure una discussione di per sè chiara viene irrimediabilmente complicata, inserendovi un punto di vista del tutto diverso, che non c’entra. Senza saperlo, 🙂 🙂 🙂 🙂 queste donne mirano soltanto a irritare l’uomo, dopo di che cadono ancor di più in preda all’animus.
        “Purtroppo ho sempre ragione”, mi confessò una di queste donne.
        Tutte queste manifestazioni altrettanto note quanto sgradevoli derivano unicamente dall’estroversione dell’animus. »
        (C.G.Jung – L’io e l’inconscio)

        Insomma Jung dice che vuoi fare l’uomo ma ti riesce male 🙂

  7. Avatar di plarchitetto
    plarchitetto permalink
    3 settembre 2017 13:02

    Lucy….finirà così.
    Tu viene qui e dai una sberla.
    E ne ricevi due.
    Poi torni e ne dai tre
    E ne ricevi otto….
    Poi torni ancora, ne dai nove e ne ricevi quindici.
    Poi torni….e poi torni….poi torni ancora…..

    (azz…Mauro non c’è l’emoticon della risata luciferina. Provvedere)

    • Avatar di maurorecher
      3 settembre 2017 13:34

      Devi chiederlo a wordpress perchè non l’ha messa 🙂

    • Avatar di Lucy
      Lucy permalink
      3 settembre 2017 13:58

      Interessante Plarchetto, ora scopro questo suo lato aritmetico. Oltre al lato da perito chimico e provetto tossicologo… Mi stupisca proiettando di nuovo le sue fobie su di me 😀
      l’ascolto volentieri. Può anche immaginarmi in minigonna e autoreggenti, se le fa un effetto distensivo e serve a proiettare meglio le fobie maschili su di me. La pregherei solo di non immaginarmi con le gambe piene di peli, perché ciò non corrisponde a verità.

      • Avatar di plarchitetto
        plarchitetto permalink
        3 settembre 2017 14:58

        Intanto noto con piacere che mi dai del lei, mentre io ti do del tu.
        Ciò rende tutto molto patriarcale.
        Oltre che paternalista,…che come immaginerai in luoghi come questi son tutt’altro che termini indegni.
        Sull’immaginarti, è tema più per Mauro che per me visto che a quanto pare v’attendono notti di fuoco.
        Comunque, siccome gli voglio bene come ad un fratello, voglio immaginarti come una bella “ragassuola” magari leggermente in carne (ma va bene anche magra eh!)
        Alla buona. Carina, ma non bambolona.
        Immagino che al Mauro possa garbare.
        Non ti far ingannare dalla sua ostentata modestia e dal pregiudizio sulla bocca buona dei marxisti.
        Per quanto non si sospetti i “rossi” son sempre stati degli esteti…Vacaboia!

        Sul pelo non mi esprimo.
        Non è carino.
        Mascolinisti, ma sempre con stile.

  8. Avatar di plarchitetto
    plarchitetto permalink
    3 settembre 2017 13:18

    Mauro è una scorza d’uomo forgiato nelle officine meccaniche (patriarcali).
    Io caldo o freddo, frequento ogni dì cantieri edili.
    A contatto con quella mistica categoria che sono gli operai dell’edilizia.
    Quelli che fischiano alle ragazze dai ponteggi.
    Quelli che muoiono nei cantieri…non so se ne hai mai sentito parlare.
    Ma si…quelli che permettono a te di stare comoda comoda nella tua stanzetta a scrivere sul PC su Femdominismo.wordpress. A fare pipi tra le maioliche di marca.
    Noi (Mauro, io, altri….tutti) siamo bruti, forgiati alla pazienza.
    Noi abbiamo i nonni che son stati nelle trincee. A fa la guera. Boia faust!

    Può spaventarci Lucy?

    • Avatar di maurorecher
      3 settembre 2017 13:39

      Proprio ieri il TG1 ,nel mio stupore, ha fatto la distinzione tra vittime maschile e vittime femminili sul lavoro … naturalmente hanno messo solo le cifre, francamente era troppo chiedere una esamina sociale del fenomeno (cosa che si è fatta con i femminicidi ,ma quello porta a più empatia ) ,comunque sia è già qualcosa

      • Avatar di plarchitetto
        plarchitetto permalink
        3 settembre 2017 15:06

        Mauro: l’ho già scritto qui un’altra volta.
        Lo leggeremo e l’ascolteremo quando si vedrà un asino volare.
        Allora leggerai, ascolterai.
        Intanto crepa in silenzio, bastardo!

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