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I deliri della sinistra “fucsia”

30 agosto 2017

Girovagando sul WEB mi sono imbattuto in questa  pagina

rosa

Sotto questa  foto c’era il seguente  commento

Eterofobia
Razzismo al contrario
Misandria

Questi termini sono il risultato di un volontario atto di rovesciamento dell’analisi riguardante le disparità e le disuguaglianze in ambito sociale. Nel momento in cui una categoria discriminata mette in luce le disparità di cui è vittima e lotta per cancellarle, uno dei meccanismi più consueti che vengono posti in atto dalla categoria maggioritaria è quella di appropriarsi del linguaggio della minoranza per depotenziarlo tentando di far passare aspetti del loro privilegio come svantaggi eguali a quelli della categoria discriminata.
Ed ecco ad esempio che misure messe in atto per pareggiare la situazione impari tra uomo e donna in ambito lavorativo sono tacciate di “misandria” o “sessismo al contrario”. Il fatto che solo per il fatto di essere uomini si trovi più facilmente lavoro, nonostante le statistiche indichino chiaramente come siano le donne, a parità di indirizzo, ad ottenere migliori risultati accademici, è un privilegio. Tuttavia il tentativo di pareggiare la corsa al lavoro viene vissuta come discriminazione; lottare ad armi pari sostanzialmente viene equiparato al non poter accedere equamente al mercato del lavoro solo per via del pregiudizio sociale.
La necessità di determinate categorie di sentirsi al sicuro, almeno in determinate situazioni, è subito condannata, a seconda dei casi, come razzismo al contrario o eterofobia. L’esistenza di feste pensate per la comunità LGBTI+ viene equiparata alla violenza sistematica che una società eteronormativa fa subire a chiunque abbia un orientamento o identità di genere non conforme alla norma. Il fatto che lo stesso possa accadere per etnie diverse da quella occidentale viene chiamato, soprattutto in realtà peculiari come quella americana, “auto-segrazionismo” richiamando proditoriamente quel sistema di oppressione sociale che ancora vigeva in USA nel ’63 o in Sudafrica addirittura fino al ’94.
Prestate attenzione a questi meccanismi insidiosi.

Io gli ho risposto in questo modo

Sono discorsi da sinistra cosiddetta “fucsia” che di rosso non ha veramente nulla , la misandria (cioè di donne che odiano gli uomini, perchè quello è,non definizioni empiriche) ne è pieno il mondo ,basta leggere il vostro post di introduzioni ,gli uomini sono stupidi(non avete usato queste parole,ma il succo era quello) però trovano lavoro più facilmente (poco importa che tipo di lavoro,molto probabilmente pericolosi ,visto che il 90 % dei morti sono uomini) ..Ma dove sbaglia la sinistra “fucsia” e quindi anche voi , che xxxx ha provato a spiegarvi ….rovesciando le categorie (un pochino come rigirare la frittata) pensate che i gay sono meglio degli etero ,che gli extracomunitari siano meglio degli italiani e che le donne siano meglio degli uomini non pensando ,ad un solo istante ,che esistono gay ricchi o poveri ,buoni e cattivi ,e cosi per le altre categorie ,l’unica vera distinzione è la classe sociale (non c’è trippa per gatti) basta ragionare perchè dire che un gay ricco se la passa peggio di un etero povero va contro il senso del pensiero di sinistra

Di cui la  contro risposta

Che gli uomini abbiano un maggior abbandono del percorso scolastico e una peggiore resa accademica a parità di corso è statistica. E no, non vuol dire che sono stupidi ma che conseguono livelli peggiori a livello accademico. Se stupidità e percorso accademico avessero una correlazione così stretta allora tutti i laureati sarebbero dei geni e tutti i non laureati non sarebbero intelligenti. Discorso parecchio elitista e che non ci pertiene minimamente quindi evita di appiopparci voli pindarici che sono il risultato solo delle tue di elucubrazioni, non delle nostre. Oltre a questo, no, che conti solo la classe sociale è solo la classica idea di un marxismo ormai pertinente solo al rossobrunismo alla Fusaro. L’ottica di questa pagina è invece intersezionale e analizza tutte le dimensioni del privilegio, non solo quelle che fanno comodo ai privilegiati. Un ricco gay può rischiare di essere pestato a sangue in quanto gay cosa che non accadrà mai all’etero. Ah, qui non abbiamo bisogno di nessuno che ci spieghi la dimensione ideologica della politica, visto che uno di noi è laureato in scienze politiche, quindi evita di pontificare sul tema. Sappiamo benissimo cavarcela da noi, grazie.

Avete  capito ,la  coscienza  di classe  è diventata  “rossobrunismo” ,comunque  nel loro staff c’è una (o uno, ma  ha  poca  importanza)  che  ha  studiato scienze  politiche  ( i miei cojoni, si dice  cosi in romanesco?) ed ha  capito tutto nella  vita

Vero, non ho studiato scienze  politiche,  ma  ho visto periti che  non sapevano fare un impianto comandato da  due  pulsanti, o che  non sapevano invertire  il senso di marcia  di un motore per  dire  che, essere  periti o laureati vuol dire tutto come  non vuol dire  nulla ,ma  non stiamo qui a  sindacare  a  chi ha  studiato di più.

Mi fa  l’esempio del gay ricco che  può essere  vittima  di un attacco omofobo, c’è del vero, ma le  posso far presente  che  un gay ricco avrà molte  meno possibilità di essere attaccato se fosse  invece  un gay povero ,perchè la  ricchezza  porta  invidia,ma anche  rispetto

Resta comunque  un fatto tra  un gay ricco e un etero povero ,la  sinistra  “fucsia” aiuta  il gay ricco , bel risultato davvero e  mi dicono di non essere  pessimista e  si lamentano anche  che  la  lega  prende il 15 % , con una  sinistra del genere  prende  ancora  troppo poco

 

 

14 commenti leave one →
  1. Avatar di Paolo
    Paolo permalink
    31 agosto 2017 17:49

    va detto che un omofobo ricco (e istruito) esprimerà il suo odio in forme sottili, forse scriverà un libro per dire che l’omosessualità è brutta ma difficilmente parteciperà direttamente a un pestaggio contro un omosessuale, un omofobo ricco non si sporca le mani, lo fa fare agli omofobi poveri (e ignoranti). Le differenze di classe valgono anche in questo senso

  2. Avatar di michele
    michele permalink
    1 settembre 2017 10:14

    Mi pare il classico lei è di più lui è solo un privilegiato.
    Ritengo però, come opinione personale che le classi si siano modificate nel tempo, oggi abbiamo la diversità, la soggettività, la singolarità, c’è stato uno scollamento tra l’economico e il culturale, questo a posto fine alla lotta di classe.
    Oggi un ricco gay potrebbe sentirsi vittima culturalmente, ma economicamente eletto e più fortunato, dell’etero povero.
    Forse sarebbe utile stabilire cosa si intende per privilegio.

    • Avatar di plarchitetto
      plarchitetto permalink
      1 settembre 2017 15:34

      E no Michele. Tu chiedi troppo.
      Definire, circoscrivere, tipizzare…oltre ad essere oggettivamente bisognosi di sforzo intellettuale che faccio fatica ad intravvedere nell’attuale panorama femminista, diviene (per loro) controproducente.
      Va a farsi benedire la possibilità di scegliere di volta in volta.
      Il femminismo ha necessità di apparire indefettibile ed inattaccabile*
      Il vago quindi è il territorio ideale.
      Il vero è il vissuto. Si chiama soggettività femminile.
      La soggettività maschile è invece una chimera (se c’è è zozza).

      All’occorrenza (ultima istanza) il femminismo può anche diventare censorio. La censura, l’esclusione divengono strumenti legittimi.

      *alzi la mano chi è mai riuscito ad avere l’ultima parola con una (un) femminista.
      Senza il ban intendo 🙂

      • Avatar di michele
        michele permalink
        1 settembre 2017 23:18

        D’accordissimo ma come possono esistere delle classi sociali divise per genere? Una donna borghese non può corrispondere in una classe con una precaria, sono rivendicazioni diverse.
        Diventa impossibile qualsiasi rivendicazione se non quella della propria soggettività che creano stereotipi relegati al genere di appartenenza, in pratica le rivendicazioni sarebbero culturali non economiche.
        Quindi il privilegio viene misurato sullo stato d’animo del momento, in pratica è una cosa impossibile da definire.

  3. Avatar di arciere di Cristo
    3 settembre 2017 19:43

    Guardate “L’ebreo errante”, un documentario del 40 in cui si fanno nomi e cognomi e dove si denuncia l’embrione di quello che noi oggi chiamiamo ideologia gender. La vera propaganda sono hollywood, la bbc e i libri di storia scolastici sapevatelo.

    • Avatar di Paolo
      Paolo permalink
      3 settembre 2017 23:07

      un film di odiosa propaganda nazista. non mi stupisco che ti piaccia

      • Avatar di plarchitetto
        plarchitetto permalink
        3 settembre 2017 23:25

        A me non stupisce che non ti stupisca che qualcuno la pensi diversamente da te.
        E poi antifemminismoragusa è anche più colto di te.
        Lui sa che dopo il punto ci va la maiuscola.
        E che ogni periodo debba iniziare con la maiuscola e finire con il punto.

        Beccati questa!

      • Avatar di Paolo
        Paolo permalink
        4 settembre 2017 01:09

        Prendo atto che Plarchitetto preferisce stigmatizzare i miei errori grammaticali piuttosto che condannare l’apologia di nazismo. “L’ebreo errante” è un film di propaganda antisemita commissionato da Goebbels e viene citato in questo blog come una valida fonte d’informazione. Evidentemente per Plarchitetto tutto ciò non è grave.
        Io preferisco Hollywood a Goebbels

      • Avatar di arciere di Cristo
        4 settembre 2017 02:37

        Per la propaganda dei falsari usurai pedofili è propaganda nazista, io vi invito a guardarlo e vi farete le vostre idee.
        P.S.
        Se la mettiamo in questi termini Paolo fa apologia di genderismo che è psicopedofilia di massa e questo è gravissimo!

      • Avatar di plarchitetto
        plarchitetto permalink
        4 settembre 2017 08:28

        Io prendo atto che Paolo usa la tecnica nazista di additare e mettere all’indice chi aveva osato difendere la libertà d’ognuno (qui antifemminismoragusa) di citare un documento storico, pur essendone io mille anni luce lontano culturalmente.

        Subdolamente usa la locuzione “prendo atto”.
        Che è una formula enfatica per far presupporre autorità.
        Autorevolezza.

        Evidentemente lo zelante Paolo si sta allenando a fare il censore.
        Lo sputtanatore.
        Il tappabocche.

        Attività (professione?) molto utile in divenire, nel libertario mondo del politicamente corretto.

        “Apologia”…poi, è un bellissimo termine. Suona bene. E’ pieno di vocali che riempiono la bocca.
        E’ un contenitore che si può riempire all’abbisogna di qualsiasi cosa.
        Ma politicamente esprime debolezza, non forza.
        Paura.

        E’ stato pure travasato nel diritto penale. Quasi mai utilizzato.
        E quando utilizzato si è rivelato controproducente.
        Ma agisce come spauracchio…

  4. Avatar di arciere di Cristo
    4 settembre 2017 02:43

    Caro Paolo che preferisci hollywod… ripigliati va.

  5. Avatar di arciere di Cristo
    4 settembre 2017 02:46

    E invece la propaganda dei tuoi amici è commissionata dai rothSHIT machetelodicoafare
    (e qui vi riconsiglio di vedere “L’ebreo errante”).

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