Troppa empatia per il carnefice

Inizio con questa notizia, che è una notizia di cronaca, ma non sembra poi centrare molto con i temi che, di solito, trattiamo
Appunto sembra, perchè ho letto anche di questa esamina, di come la stampa tratta i famigerati casi di femminicidio, descrivendo il carnefice in preda al raptus che non esiste, ma è premeditazione di possesso verso la donna (come ripeto spesso, succede pure il contrario, ma in quel caso è legittima difesa)
https://www.letteradonna.it/it/articoli/fatti/2018/08/14/femminicidio-media-giornalismo/26370/
Chiariamo subito che sempre si tratta di un omicidio (il vero termine da usare) e, come in ogni stato di diritto, il colpevole deve pagare la sua giusta condanna, ne più ne meno
Sempre che ci sia qualcuno da condannare, mi spiego, nel 40-50 % dei casi la tragedia familiare (sempre di tragedia si tratta) si conclude con in suicidio
Di solito, chi si suicida , ha prima usato sostanze come l’alcool e la droga che, se non fossero cosi influenti, mi spiegate come mai la gente cerca di disintossicarsi ?
L’alcool ha portato alla morte dei miei parenti (non entro troppo nei dettagli), e la droga ha fatto vedere dragoni alati ai bordi delle strade(non a me, ma a dei miei amici) ,a me sembra sufficiente che siano benzina sul fuoco di casi, di per se, problematici
Sopratutto perchè la fine è il suicidio del carnefice,per me basterebbe quello per far capire che non è una azione premeditata, se lo fosse ,perchè si finisce con il suicidio ?
Ma allora li cadrebbe il patriarcato, la scusa di raddrizzare i maschi (come ho scritto ieri) e i soldini per i centri anti violenza che mi andrebbero anche bene, però che fossero aperti anche agli uomini
Comunque sia,anche se non sono un giornalista, per loro l’articolo deve essere scritto pressapoco cosi
Il solito maschio uccide una donna fantastica,
Il maschio in questione (brutto come i peccati), dopo aver fatto bisboccia con gli amici misogini del bar, entra in casa e, in quanto donna, uccide la compagna (la 5 in questo mese, per stare al passo con i tempi che vuole una donna morta ogni 3 giorni),sembra che ci siano anche tracce di stupefacenti, ma evidente l’uomo è mosso dalla voglia di possesso, si è suicidato? Beh uomo morto non stupra
Chiaro no ?
il tizio che in Veneto ha letteralmente ammazzato di botte la moglie non si è suicidato ma ora piange e dice “non volevo ucciderla”. Oh povera stellina!
ma il punto è un altro: sei molto ingenuo Mauro, guarda che anche il proprio suicidio si può pianificare, uno può benissimo pianificare di far fuori il coniuge, i figli e poi se stesso oppure può pianificare di uccidere il coniuge o di fargli del male e poi davanti a quello che ha compiuto, non sapendo come affrontarlo può suicidarsi.
Ti faccio un esempio: un uomo che invita la ex fidanzata a un “appuntamento chiarificatore” e si reca all’appuntamento con un coltello o con una pistola ha sicuramente pianificato di fare del male alla ex (o a entrambi) , forse pensava di uccidere lei e poi se stesso oppure solo lei oppure chissà all’inizio pensava “solo” di ferirla e poi l’odio gli ha fatto decidere di diventare un assassino ma in ogni caso aveva pianificato di farle del male, c’è premeditazione. Il fatto che si sia recato all’appuntamento con un’arma dimostra che voleva fare del male non vai a un appuntamento con qualcuno con un’arma in tasca se non pensi di usarla, che poi si uccida anche lui o no, non cambia questo fatto
Quindi in un omicidio, suicidio quest’ultimo viene premeditato? E quanto sarebbe diverso della moglie che convince l’amante o gli amanti ha sopprimere il marito?
Se il suicidio è la conseguenza di non accettare l’omicidio compiuto è chiaro che siamo davanti ad un raptus improvviso, quindi senza premeditazione.
Bisogna valutare caso per caso, ma se esiste la pianificazione il fatto viene accettato mentalmente e preparata una via di fuga, se vengo arrestato posso chiedere perdono, ricevendo magari quell’aiuto che non aveva trovato prima perché tutto viene incentrato sulle donne.
Invece per gli uomini non esiste posto o centro dove poter chiedere, ma solo la possibilità di una condanna.
Michele d’accordo sulla prima parte,chi si suicida è ovvio che ha avuto un “raptus” (a me sembra evidente) che prima non avrebbe mai compiuto ,sulla seconda parte invece esistono dei centri per gli uomini “maltrattanti” che, intendiamoci , è un bene che ci siano , ma anche qui siamo di fronte ad una discriminazione e le donne “maltrattanti” non esistono? Ecco perchè questi centri (insieme ai centri anti violenza) dovrebbero essere aperti ad entrambi i sessi
michele, una persona può anche pianificare di uccidere e uccidersi, succede nelle stragi dei kamikaze può succedere anche negli omicidi-suicidi in famiglia. E ripeto, uno che va a casa della ex col coltello o la pistola in tasca ha certamente progettato di fare del male, che dopo si suicidi o no non conta
Invece se l’omicida dopo si suicida…conta eccome.
E’ di tutta evidenza che definisca una caratterizzazione criminologica assai diversa da chi invece non lo fa.
Sostenere che entrambi hanno lo stesso movente smaschera un intento ideologico e al contempo un tatticismo: fare massa critica.
Lo scopo di questa “reductio ad unum” è alimentare una casistica uniformata che si “vuole” il più alta possibile per finalità mediatiche.
Ma l’enorme percentuale di suicidi da parte dell’omicida, (praticamente la metà) smonta la teoria dell’oppressore/dominatore, che invece è alla base dell’idea bislacca del “femminicidio”.
E’ noto infatti che nessun “oppressore/dominatore” si suicida (in quali altri casi?)
Di certo non rientra nella natura umana, che è caratterizzata dall’istinto di salvaguardia della propria esistenza in vita.
Non ha nessun senso che lo faccia, nessuna “razionalità” criminologica stante le alternative (fuggire, assoldare un killer, camuffare l’omicidio…).
Rimane in piedi la tesi del forte stress emotivo di persone fragili (che può coesistere tranquillamente con la premeditazione), ma siccome il “raptus” (in quanto gesto irrazionale) è stato bandito dalla psiconeuroscienza femminista (poiché antitetico alla tesi precostituita) ecco che forzatamente si fa rientrare tutto in una categoria criminologica adatta a scopi socio/politologici.
Ricondurre poi questo evento (il cd. femminicidio) a peculiarità di genere è un’altra spettacolare torsione ideologica.
Se così fosse avremmo miglia, decine di migliaia di casi (piacerebbe loro…).
Questi sono i termini della questione.
Inutile cercare altro, scomodando logica e ratio scientifica.
quindi l’uomo sposato che aveva una relazione con Manuela Bailo e l’ha uccisa, reo confesso, almeno lui è un oppressore dato che non si è suicidato?
Se non ricordo male su questo stesso sito era apparsa una ricerca sugli omicidi suicidi, concludendo la metà degli omicidi finiva con un suicidio e veniva messo in dubbio la cultura del possesso.
Ora capisco che se uno gira con il fucile è per usarlo,i kamikaze sono un’altra cosa, onestamente anche se i centri antiviolenza aprissero agli uomini, da chi verrebbero gestiti? Da chi li gestisce adesso? Non discuto sui centri per i maltrattanti, ma sulla considerazione che ha la società odierna dell’uomo.
Poi non voglio convincere nessuno, ho solamente esposto le mie opinabilissime opinioni.
Paol*…sono quelli come te che descrivono la dominazione a senso unico non noi.
Sono quelli come te che hanno diviso il mondo in due: il bene (il femminile) e il male (il maschile)…non noi.
Speri che noi, ad ogni costo, si prenda le difese d’un uomo in quanto tale e per convenienza tattica?
Speri che noi ti si segua in questi riduzionismi elementari?…in queste dispute d’accatto su chi è meglio e chi è peggio?
Questi interessati contorcimenti cerebrali li lasciamo a te e alle ricciocornos.
Queste miserie sono patrimonio vostro..non nostro.
Plarchitetto ..i canonici 92 minuti di applausi
Grazie Mauro.
Hai una birra pagata al bar… 🙂
.
Ne avrei lasciata una anche a Paol*, ma non so se i femministi bevono.
Quoto l’intervento di plaarchitetto al 100 %, Michele,non preoccuparti, ho aperto questo spazio apposta 🙂
Le femministe [e pure i femministi] usano alcuni fatti [sicuramente da condannare] per colpire tutti gli uomini.
In Cile hanno emanato una legge, in seguito al suicidio di una donna stuprata, che rende il suicidio un femminicidio. Ciò significa che lo stupratore deve rispondere di omicidio.
Si potrebbe anche pensare: ci può stare.
Ma … in questa società misandrica questo non basta.
perchè si legge nell’articolo https://ladiaria.com.uy/feminismos/articulo/2022/12/el-gobierno-de-chile-promulgo-una-ley-que-tipifica-como-delito-el-suicidio-femicida/
“””L’iniziativa cilena, che modifica il codice penale, afferma che “l’uomo che, in relazione con una donna con o senza convivenza, ha violato la sua integrità fisica o mentale, attraverso atti di qualsiasi tipo di violenza contro di essa, e quella, per quella causa, come vittima ha subito un grave deterioramento emotivo e una profonda depressione, che l’hanno portata a suicidarsi ”, sarà considerato un “induttore di suicidio, come autore del femminicidio ”. “”
Ciò significa che in caso di suicidio di una donna le possibilità per il suo compagno di essere accusato di omicidio saranno enormi. Qualsiasi litigio che ha avuto con la donna saranno sufficienti per incriminarlo.
Naturalmente l’inverso non sarà applicato.
Leggi sempre più folli per certificare gli uomini come cittadini di serie B
Bisogna tornare all’epoca dell’antica Roma per avere leggi così. Alcune da applicare ai nobili, altre agli schiavi.