Gillette, il meglio di un uomo

Per chi ormai si avvicina al mezzo secolo come il sottoscritto si ricorderà la pubblicità della Gillette, certo era la pubblicità di un uomo piacente e vincente anche se mi ricordo ( ricercando con youtube non sono riuscito a vederla, ma non penso di aver preso una cantonata ) di un vigile del fuoco, nero in volto per il fumo, mettendo in risalto il sacrificio di certi lavori ,quasi prettamente maschili
Adesso i tempi cambiano e anche un azienda che produce rasoi usa e getta si deve adeguare al politicamente corretto, la nuova pubblicità “osannata” dalle femministe (e come potevi sbagliare) fa vedere un uomo non rude,ma violento, che fa il bullo, che fischia per strada, che tratta le donne come povere stupidine, ne parla anche la Zanardo
Il nuovo spot di Gillette visto da Lorella Zanardo: «Il meglio di un uomo? È cambiato»
Questa è Monica Lanfranco
Tra i commenti (su facebook) più gettonati c’è “Ma fatela una risata”, in considerazione che si fanno troppe battute sulle donne con il termine “troia”
Sono il primo a dirlo che questo termine sia stato troppo abusato, però c’è una differenza abissale a mio avviso
Che, nel caso femminile, certo è un termine dispregiativo (anche se il sottoscritto non ha mai capito il perchè dev’essere un male avere tanti spasimanti) ma questo non influisce sulla percezione di pericolo, in poche parole ,se siamo in una stanza con una donna ci sentiamo più sicuri che se ci fosse un uomo, questo è dovuto appunto alla percezione di pericolo che deriva anche dalla pubblicità come questa
Certo è una pubblicità, sembrerebbe una cosa di poco conto, lo è si, ma fino ad un certo punto
Perchè se la pubblicità di prima mostrava un uomo vincente, adesso l’uomo diventa violento, nulla di nuovo, degli uomini se ne parla poco e di quel poco male
Ma una pubblicità dove si vede un uomo che si alza alle 6 e che si rompe a fare la barba una volta alla settimana non era forse più “reale” ?
nello spot si vede anche un padre che separa due ragazzini che fanno a botte e spiega loro che non è con la violenza che si risolvono le cose, si vede un ragazzo che dice a un altro ragazzo di non importunare la ragazza che passa. Si esalta la funzione educativa e di esempio positivo che un padre può avere su un ragazzo, e che in generale un uomo può avere su un altro uomo. come può questo essere misandrico?
La misandria di questo spot non è difficile da capire Paol*, anche se, celandosi nei dettagli, per una testa formattata come la tua, non è facile scorgerla.
Il messaggio di fondo,…quello che arriva,…è che il maschile (o meglio quella parodia di maschile che viene rappresentata) è un genere da rieducare.
Un genere potenzialmente dannoso, tossico…che va corretto.
E questa correzione è già cominciata (vedi #MeToo a cui è concettualmente collegato lo spot).
Quel maschile che “abilmente” si contrappone nella parte finale dello spot, non ha nessuna forza evocativa per controbilanciare la rappresentazione proposta nella prima parte.
E’ un maschile che viene volutamente rappresentato come mimesi del femminile (vecchio cavallo di battaglia del femminismo, la “parte femminile” presente nel maschile).
Il messaggio è più che chiaro: la parte buona del maschile è solo quella femminilizzata.
Quella depurata dal mascolino che invece è intrinsecamente dannoso.
In realtà si tratta d’un furto con destrezza.
Uno scippo.
Poiché la tenerezza che il maschile è in grado d’esprimere, la capacità di controllo della sua forza, la sua generosità, la sua propensione al sacrificio fino a sacrificare la propria esistenza per gli altri senza esitazione, sono presenti da sempre nella sua natura.
Sono il suo fondamento.
E’ qualcosa che ci appartiene.
Siamo noi uomini.
Qui invece vengono rappresentati, in forma evocativa, come prodotto d’una disintossicazione…: ecco il sottile e malcelato tratto misandrico di questo spot.
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p.s. – se sopravviverà (io prego perché accada) questo video andrà fatto vedere a Julien, il bimbo di Malaga piombato in un pozzo artesiano.
Lui un giorno, potrà raccontare cosa sia il maschile.
il padre che separa i ragazzini che fanno a botte non ha nulla di effeminato. E’ un uomo, non ha rinunciato alla sua identità maschile, la vive in maniera sana
Io parlo di femminilizzazione e tu capisci effeminato 🙂
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Sei un genio…
Paolo
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si vede un ragazzo che dice a un altro ragazzo di non importunare la ragazza che passa.
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Ma tu, fino ad oggi, dove hai vissuto? E soprattutto, come hai vissuto?
Cosa significa di preciso “importunare una ragazza” ?
Il semplice provarci? Allora suppongo che anche tuo padre sia stato un “importunatore-molestatore”, perché non credo proprio che sia stata tua madre ad approcciare lui.
Non accade oggi che un uomo qualunque venga approcciato da una sconosciuta, figuriamoci decenni fa…
Ascolta, qualora non ne fossi al corrente, fino a non molto tempo fa era normale provarci con le ragazze in quel modo e nessuno le chiamava “molestie-violenze sessuali”, anche perché, ripeto, se un uomo aspetta che sia la donna a prendere l’iniziativa, nel 99,99% dei casi arriva a 50 anni vergine.
Altro discorso è quello relativo ai veri (e rari) molestatori.
Ma tanto uno può spiegartelo pure in aramaico, ché non ci arrivi, o fingi di non capire.
La tua mente femminilizzata e femministizzata te lo impedisce.
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Per inciso: io, ormai, ho 48 anni, per cui quello di provarci per strada con una donna è l’ultimo dei miei pensieri, non fosse altro per il fatto che son pienamente consapevole di ciò che si rischia oggigiorno.
Ma quand’ero ragazzo lo facevo spesso, sia per strada che in disco o altrove.
(Tu non l’hai mai fatto, ovvio…)
oggi non siamo più negli anni ’50 e ci sono donne che prendono l’iniziativa. Comunque che io sappia il 98% degli esseri umani non gradisce essere “approcciato” da sconosciuti totali mentre passeggia per strada per fatti suoi e ha probabilmente cose più importanti a cui pensare. In discoteca è già un contesto diverso lì si va chiaramente anche per “rimorchiare” ovviamente se il nostro approccio non è gradito a chi lo riceve bisogna smettere.
Paolo
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nello spot si vede anche un padre che separa due ragazzini che fanno a botte e spiega loro che non è con la violenza che si risolvono le cose,
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Ma fammi un po’ capire: quali e quanti padri, anni fa, spiegavano ai figli che fare a botte “è meraviglioso”, nonché “cosa buona e giusta a prescindere” ?
Ma ti sei bevuto il cervello ?
Forse tu ignori che un tempo c’era pure il rischio di prenderle a casa, se, ad esempio, ci si comportava male a scuola o in altri contesti, tipo quello che si vede nel video.
Altro discorso è quello relativo al fatto che se si viene aggrediti gratuitamente, allora è giusto reagire.
Perché, vedi, un conto è usare la forza fisica per sottomettere qualcuno e un conto è reagire a tali prepotenze.
Be’, io ho sempre fatto parte della seconda categoria, ed infatti all’epoca ne “medicai” più di uno.
Per essere più chiaro: quando ci vuole ci vuole.
A volte per avere la pace bisogna fare la guerra.
Ci arrivi a capirlo ?
Il mondo “buono e pacifico”, totalmente privo di aggressività e violenza, esiste solo nei sogni tuoi e di tutti/e quelli/e come te.
Il mondo “non violento” non esiste nemmeno in natura; e non potrebbe essere altrimenti.
“c’era pure il rischio di prenderle a casa”
che è l’esatto contrario dell’insegnare a non risolvere le cose con la violenza. E parlo della violenza aggressiva, non di quella difensiva ovviamente
No, non ci siamo, caro femminista.
Ci sono delle volte in cui gli scapaccioni son salutari, eccome se lo sono.
E il discorso vale anche per me, che da bambino non ero esattamente un tipo tranquillo.
Altra cosa sono le botte “gratuite ed esagerate”.
Anche in queste cose esiste un confine.
Ma, ripeto: che te lo dico a fare ?
Come si può definire misandrico uno spot dove si vedono degli uomini (verosimilmente dei padri) separare dei ragazzini che si picchiano per insegnare loro che le divergenze non si risolvono con la violenza?
17 Gennaio 2019
ned (cioè Paolo)
Nel fatto che lo spot li descrive come “rari” e come “un ideale ancora da raggiungere”, quando invece sono da sempre la stragrande maggioranza dei padri.
17 Gennaio 2019
ericlauder
https://stalkersaraitu.com/lorella-cuccarini-un-modello-che-fa-incazzare-le-femministe/
Non è bastato?!? (Maronna, che peso!).
Ieri è andata in onda sui media, la cronaca dell’ennesimo caso di violenza sui bambini da parte di donne, in una scuola materna d’Isernia (terzo caso nel giro di 15 gg).
Una delle maestre incitava alcuni bambini a collaborare con lei nel picchiare alcuni malcapitati, per metterli in riga e tenerli buoni.
Un vero e proprio metodo disciplinare, imperniato sulla vendetta e l’umiliazione.
Tipico dei kapò.
Un dettaglio che ci racconta, ancora una volta, la “connaturata empatia” dell’animo femminile…
Procter & Gamble proprietaria del marchio Gillette produce tra gli altri anche:
Ambipur (deodoranti per ambienti)
Dash (detersivi per bucato in lavatrice e a mano)
Fairy (detersivi per stoviglie)
Lenor (ammorbidente)
Mastro Lindo (detergenti per la pulizia della casa)
Swiffer (pulizia)
Viakal (detergenti)
Head & Shoulders (cura dei capelli)
Olaz (cosmetici e creme)
Pantene (cura dei capelli)
Venus (depilazione)
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Tutti marchi destinati al mercato femminile.
Nulla di strano quindi (si fa per dire) che abbia scelto d’allinearsi all’aria che tira.
P&G è famosa per il suo ufficio marketing orientato “al femminile”.
E’ infatti la società per cui è stato coniato il termine “soap opera”, dato che produce direttamente la soap opera “Sentieri” dal lontano 1937.
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P&G è una multinazionale con sede in USA, con un fatturato annuo di più di 65,06 miliardi $.
Un colosso.
Questo a sgomberare il campo dal malinteso (la bufala) che il capitalismo…quello vero…quello hard…quello che conta e fa muovere il mondo, sia l’emanazione del patriarcato.
Quel mondo li, appoggia indiscutibilmente il femminismo.
Perché, fuori da ogni residuo equivoco, questo spot è indubbiamente femminista…e non perché lo decretano la Lanfranco o la Zanardo, ma semplicemente perché l’autrice (…oh yes) è una femminista radicale: Kim Gehrig.
https://qph.fs.quoracdn.net/main-qimg-455f0fb7d7435a9f36e7c909d8a608a8
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Qui (per chi mastica l’inglese) un bel report esaustivo.
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https://www.americanthinker.com/blog/2019/01/surprise_genius_behind_manhating_gillette_ad_is_a_radical_feminist.html?fbclid=IwAR1chnaqpp6EZ-y4pCBJysKfVystoxNhBabaZ-z36r96lSe1RR2o40ZC-Y8#.XD8XBcHQ0wI.facebook
Un assordante “vaffanculo” se li porti via…

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Un Gillette-harem 😀
Siiii….quella stessa rivoluzionaria e progressista Gillette per cui vi state sperticando!

Tu e tutta la sorellanza…
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ma in base a cosa supponi che io stia “sperticando” per lo spot-gillette?
bah, sei prevenuto forte, eh.
tireresti fuori che “spertico per la gillette” anche se avessi parlato di tagliatelle al ragù
il fatto è che siete ossessionati dalla vostra paranoia, per cui ogni cosa che si dica, tirate fuori sempre la teoria del comBBBloDDDo ordito contro di voi.
bah, avevo semplicemente fatto un commento ironico e scherzoso alla foto da te postata. neanche mi interessa la gillette… figurati
però le donzelle da te postate hanno un bel fondoschiena 😀 soprattutto la quinta, partendo dalla fila in basso, dalla sinistra
da dove l’hai reperito quello screenshot?
Ma cosa ne vuoi capire tu di culi femminili?
Il migliore è il secondo da destra!
Il “tuo” non ha forma…è tutt’uno con la coscia, sembra quello di una dodicenne.
Il culo femminile dev’essere maestoso.
Deve fornire appiglio!
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Bah!…discutere di bellezza femminile con chi teorizza lo stop alla tosatura fregna-ascella-polpaccio, va pazza per il monosopracciglio Frida Kahlo e propaganda il freebleeding…è tempo sprecato 🙂
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* l’immagine arriva da un gruppo chiuso di FB
il monosopracciglio è esteticamente inaccettabile anche per me ma su uomini e donne. Riguardo alla tosatura invece non sono così fiscale, deplarsi deve essere una libera scelta e se hai un bel fisico (tipo Bellucci o Johansson) e niente disfunzioni ormonali tipo donna barbuta o simili resti attraente anche con le ascelle pelose o la ricrescita sulle gambe, il pube peloso poi non capsico che problema vi crei, se c’è una parte del corpo femminile che ho sempre immaginato folta di peli è quella
E soprattutto si accoppia coi “maschiopentiti”
Ipocrita Paol, in quasi 53 anni di vita non ho mai visto o saputo di donne che prendono l’iniziativa, pur conoscendo svariate persone. Quindi le favole valle a raccontare ai tordi, non a chi vissuto e conosce la vita e possiede un minimo di cervello per ragionare.
Per quanto riguarda il fatto che bisogna smettere se il nostro approccio non è gradito in discoteca, non fare il Catalano di Quelli Della Notte, è talmente ovvia la cosa.
Io sono nato nel ’71, non negli anni Cinquanta…
Un certo genere di approcci erano normali fino agli anni Novanta: ma tanto che te lo spiego a fare?
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ovviamente se il nostro approccio non è gradito a chi lo riceve bisogna smettere.
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Qualcuno ha forse sostenuto il contrario ?
Tra l’altro credi che forse che tutti gli uomini amassero dover rincorrere le donne ?
No, molti lo facevano a malincuore, consapevoli del fatto che non avevano alternativa, perché le donne non sarebbero mai andate da loro.
In molti casi per un uomo “conquistare” una donna (termine che detesto… ma va be’…) era un po’ come dover superare le forche caudine…
Ma tanto, anche in questo caso, che te lo dico a fare ?
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In discoteca è già un contesto diverso lì si va chiaramente anche per “rimorchiare”
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Le hai mai frequentate le discoteche ?
Io sì, per molto tempo,* per cui posso dirti che la stragrande maggioranza delle ragazze ci andava per ballare, mentre TUTTI i ragazzi ci andavano per (tentare di) rimorchiare…
Insomma, la solita asimmetria, che avvantaggia le prime e svantaggia i secondi.
Perché, vedi, anche se la propaganda mediatica narra il contrario, quelli subordinati – e pertanto costretti a rischiare – sono i maschi e non le femmine.
(Non portarmi il paragone con la rock star o il calciatore famoso e sfondato di soldi, grazie.)
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ci sono donne che prendono l’iniziativa.
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Sì, quattro gatte e in più che altro sui web…
Ma fammi il piacere.
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* La prima volta che entrai in una discoteca avevo poco più di 15 anni.
Mi correggo
“… quattro gatte e più che altro sul web…”
Queste/i imbecilli, pensano…pretendono…di estorcere la solidarietà maschile attraverso campagne costruite sulla loro denigrazione.
Un’adesione obbligatoria.
Ciò che otterranno,…e che stanno ottenendo, è l’esatto opposto.
Uno sdegnato rifiuto.
Queste campagne mediatiche stanno facendo aprire gli occhi a molti uomini (e a molte donne).
Pian piano il maschile sta prendendo coscienza di questi attacchi sconsiderati e plateali, e serra i ranghi.
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Penso che per Gillette e altri soggetti che sceglieranno di allineasi a questa sciagurata strategia, sarà un boomerang.
Completamente d’accordo
Il fatto positivo è che questa volta ci sono state davvero tante segnalazioni di dislike.
Al punto che questo contrasto è riuscito ad arrivare sui portali dei principali media.
Ovviamente per essere di nuovo utilizzato contro gli UU, Tuttavia l’irritazione maschile è emersa. Il che indica 1- che ci sono segnali di risveglio. 2 – che il dissenso si esprime 3- che non può essere ignorato del tutto.
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E’ una delle primissime volte in cui i giornali si occupano dell’opposizione maschile.
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La regola – si dice – sia questa:
1-prima ti ignorano
2-poi ti denigrano e insultano
3-poi dicono …di averla sempre pensata come te
4-infine dichiarano di essere arrivati prima loro
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Beh …siamo già al punto 2.
veramente i giornali trattano di opposizione maschile ogni volta che si parla di Arabia Saudita e posti affini 🙂