Meno grave
Volevo trattare dell’alzata dell’uomo cavaliere fatta da Vauro nella trasmissione “Diritto e rovescio” perchè ,secondo lui, un uomo non propriamente distinto (diciamo cosi), ha offeso una donna (c’è da chiedersi ,se la stessa sfuriata, fosse anche valida se era stato presente un uomo) , ma poi mi sono imbattuto su questo che, più o meno, rispecchia l’andamento
Il fatto è questo
Ho letto velocemente, un caso grave, un tentato omicidio (molti ipotizzano un famigerato femminicidio ) non ho letto ,o almeno mi è sfuggito ,il motivo di tale gesto, resta un gesto grave, che in un stato di diritto dovrà giudicare, problema è nei commenti (non sono sotto questo articolo, ma su facebook)

Per il nostro eroe,se fosse stato un uomo, il fatto sarebbe “meno grave”, questo è dovuto al martellamento mediatico sul femminicidio, tanto da dire “E’ morto un uomo insomma, poteva andare peggio ” (il succo è quello) che poi ,proprio nella natura animale, succede il contrario (basta pensare alle mantide religiose o alle vedove nere)
C’è anche il seguito con il commento finale di un mio contatto (che ringrazio anticipatamente)

Questo è il clima che il femminismo ha instaurato , lo vedrebbe anche un cieco (metaforicamente parlando) non lo vedono gli intrisi di ideologia , non ricorda qualcosina accaduto quasi un centinaio di anni fa ?
La causa scatenante della semi-rissa…la Sig.ra Fagnani (compagna di mitraglietta Mentana) ha recentemente affermato, in un articolo-intervista su Vanity Fair:
“Basta vittimismo, le donne sono (anche) belve”
Si trattava naturalmente di un mal camuffato lancio del programma da lei condotto su un canale TV, che aveva per titolo quell’epiteto li.
La solita “marketta” d’un giornale femminil/femminista ad una donna impegnata nello divulgare il verbo donnista.
Infatti a ben guardare, l’operazione del programma…che a prima vista poteva far pensare ad un femminile alla sbarra, s’è risolto ancora una volta in una sua cripto-esaltazione.
Una sorta d’apologia neanche tanto camuffata.
La Fagnani afferma…”È un titolo che racchiude il senso che volevo dare a questa serie d’interviste: raccontare la complessità delle donne, il loro diritto a essere non amabili, prepotenti, ambiziose. Negli ultimi anni – in maniera assolutamente legittima – il genere femminile è stato rappresentato come parte “debole”. Dai femminicidi alle quote rosa al caso Weinstein sembriamo più dei panda da tutelare. Non è così. Donne e uomini hanno lo stesso talento, tanto nell’essere generosi quanto nell’essere perfidi”
Poi prosegue…”Ci sono donne determinate, prevaricatrici, maledette – non solo cattive per difesa – che rivendicano il diritto a esserlo. E la parità passa anche da qui»
Non poteva poi mancare il sigillo finale…”Lei si sente belva?…Aspirante belva. La verità è che ho fatto questo programma per imparare”.
Pensiero inequivocabile…
E’ sempre interessante notare come anche nella parte infernale dell’umano al femminile sia riservata una circospezione che al maschile non è concessa.
Sia da parte delle donne, che (…e non mi stupisce) dagli uomini.
Le donne anche nello scantinato umano hanno diritto ad un “plus” d’umanizzante che gli agli uomini non è riservato.
La motivazione fondante di questo atteggiamento è sempre e solo quello: la vittimizzazione contenuta nella trionfale narrazione femminista che costruisce un alibi inossidabile, stabilendo per convesso una colpevolizzazione maschile irredimibile…una sorta di dannazione eterna.
Perché stupirsi quindi delle parole di questo infelice di Samuele?
Lui mette in atto il copione che gli è stato predisposto per mettersi al riparo nella stanzetta calda e buia.
Quale altra parte dovrebbe recitare…quella dell’ardito?
Quale vantaggio potrebbe mai pensare di trarne?
Noi…che vantaggi ne abbiamo tratto?
Comunque lo sciagurato Simone la vede giusta…
https://www.ilsitodifirenze.it/content/190-accoltell%C3%B2-il-compagno-al-cuore-condannata-un-anno-e-due-mesi
E proprio il giorno appresso in cui, a Bologna, si rimettono le cose a posto rispetto alla fatidica “tempesta emotiva” che portò la pena d’un uxoricida da 30 a 16 anni.
Trent’anni contro uno e mezzo.
Venticinque volte tanto.
I nazisti s’erano fermati a meno della metà.
Quando leggo certa merda mi viene da bestemmiare…
Errata corrige:
Trent’anni contro un anno e due mesi.
Ventisei volte tanto.
ahah che cazzo di idiota Vauro. Quanto mi sarebbe piaciuto se il tatuato lo avesse mandato all’altro mondo con un pugno ben fatto. Vauro è il classico cretino vissuto sotto una campana di vetro, gli servirebbe prendersi un pugno che gli sfonda quella faccia da comunista di merda.
Vorrei capire il senso di commentare in uno spazio messo a disposizione da parte d’un comunista (Mauro) con frasi del tipo “comunista di merda”.
Ricordo che sul lato sinistro, gli unici che hanno affermato parole inequivoche sul femminismo e che lavorano per una sua destrutturazione dalle fondamenta (cioè sul piano teorico…contrapponendo classe a genere) sono quelli della componente komunista.
Da uomini Beta ai comunisti di Rizzo, passando per Fusaro…e altri ancora.
Il che, naturalmente, non significa convertirsi al comunismo e nemmeno simpatizzare, ma avere rispetto per il lavoro degli altri all’interno d’un campo di battaglia comune qual’è l’antifemminismo.
Son dell’idea che sarebbe il caso che la critica politica la si facesse negli appositi spazi (che esistono).
Non ne può che derivare distruttività, divisioni e danno…come già è accaduto.
Altro discorso invece riguarda la sinistra liberal (o arcobaleno, fucsia, fighetta…come la chiama Mauro) che non nasconde…anzi, d’essere pienamente e profondamente aderente al pensiero femminista.
Nella teoria come nella prassi.
Osservo inoltre che sul lato destro, di antifemminismo A CHIARE LETTERE non se ne vede molto.
Anzi…assai poco.
Nello specifico “caso Vauro” (per cui pure io ho poca simpatia) annoto che ha chiesto un incontro chiarificatore con Brasile (…il quale ha accettato) sulla base d’un presupposto che mi pare interessante…e che qui però mi pare superfluo approfondire.
Il movimento maschile, che già deve nuotare controcorrente, viene continuamente danneggiato da estemporanei comportamenti boomerang.
Ci manca solo la vittimizzazione mediatica del cavaliere rosso-femminista Vauro che s’immola per la difesa della donzella Fagnani dal fascio-maschilista Brasile.
Quello che descrivi Pier Luigi è una cosa che avviene da diverso tempo, per alcuni dovrei mettermi a cantare “faccetta nera”, la sinistra ” fighetta” mi fa molto più schifo di casapound …morale della favola ? Le istanze maschili, le problematiche maschili ,non fanno un passo avanti che ne sia uno
se prendi per il culo il carrozzone dei comunisti arcobaleno non vuol dire che sei un fascista o ti fai le seghe su salvini o qualche altro disagiato tipo meloni e casapoundari vari…
Concordo.
Mau è un comunista che non solo rispetta la libertà di parola ma
anche quella di insulto.
.
Bresaola: fa’ il bravo.
Ma perché ci sono cancellature sui cognomi?
Non può essere per motivi di privacy, dal momento che sono gli stessi autori a commentare in pubblico, accettando che i propri nomi siano visibili per esteso.
Quindi perché?
Hai ragione foxtrot, sono pubblici, ma io cito il peccato e quasi mai il peccatore, preferisco cosi
Ah, O.K.
pier luigi
@@@
Infatti a ben guardare, l’operazione del programma…che a prima vista poteva far pensare ad un femminile alla sbarra, s’è risolto ancora una volta in una sua cripto-esaltazione.
Una sorta d’apologia neanche tanto camuffata.
La Fagnani afferma…”È un titolo che racchiude il senso che volevo dare a questa serie d’interviste: raccontare la complessità delle donne, il loro diritto a essere non amabili, prepotenti, ambiziose. Negli ultimi anni – in maniera assolutamente legittima – il genere femminile è stato rappresentato come parte “debole”. Dai femminicidi alle quote rosa al caso Weinstein sembriamo più dei panda da tutelare. Non è così. Donne e uomini hanno lo stesso talento, tanto nell’essere generosi quanto nell’essere perfidi”
Poi prosegue…”Ci sono donne determinate, prevaricatrici, maledette – non solo cattive per difesa – che rivendicano il diritto a esserlo. E la parità passa anche da qui»
Non poteva poi mancare il sigillo finale…”Lei si sente belva?…Aspirante belva. La verità è che ho fatto questo programma per imparare”.
@@@
Un classico.
Quando si tratta di queste cose, da parte femminile c’è sempre una sorta di compiacimento misto a revancismo verso gli uomini, anzi “i maschi”.
Mai sentita né conosciuta una femmina che condannasse veramente la violenza al femminile, al contrario degli uomini che invece son soliti autoflagellarsi.
Sì, alcune che dicono di condannarla ci sono, ma nei fatti non è così, perché nel profondo provano sempre una certa soddisfazione, se sanno che (ad esempio) una moglie ha evirato il marito, oppure lo ha accoltellato.
Tra l’altro, come ho già avuto modo di scrivere altrove, per meglio comprendere l’indole femminile e il senso di rivalsa che provano verso il sesso maschile, basterebbe frequentare per un po’ di tempo qualche palestra di arti marziali, ossia laddove i maschi seguitano a fare “i cavalieri” e le femmine fanno di tutto per far male ai suddetti.
Per dire: nella kickboxing capita che alcune ragazze, quando si allenano con i ragazzi (che a volte sono i loro fidanzati) pretendano di non esser colpite con violenza, ma al tempo stesso esigono di poter colpire violentemente la controparte maschile…
Controparte maschile che a volte reagisce facendogli male e quindi… “offendendole”.
Infatti ci sono pure quelle che se ne vanno inviperite e che poi non vogliono più allenarsi col “bruto” che ha osato reagire.
Non a caso son sempre stato contrario alle palestre miste, non fosse altro per il fatto che la presenza femminile è altamente seduttiva e disgregante per i maschi.
Un esempio: molti anni fa, quando praticavo il judo, durante un randori un ragazzo si mise a baciare sul collo la ragazza con la quale stava lottando…
Ricorda molto quello che succedeva in Germania negli anni ’30, ma c’è una differenza fondamentale: gli uomini non sono una minoranza.
Tradotto in parole povere: gli uomini in generale sono destinati a pagare un prezzo salatissimo, ma non tutti.
E qui viene la parte divertente: quanti anti-femministi dichiarati sono stati incastrati da #metoo e altre femministate varie? NESSUNO. ZERO. Mai successo.
Quanti femministi o uomini che avevano mostrato a più riprese atteggiamenti donnisti? Sono la grandissima maggioranza dei colpiti, è il profilo tipico di chi paga.
E’ anche perfettamente logico d’altronde: chi paga è quasi sempre chi sente di avere un debito, molto più difficilmente chi pensa di non avere debiti, è invece quasi impossibile che accada a chi è incazzato e intenzionato a non pagare fosse l’ultima cosa che fa.
Con quanto sopra voglio dire che essere anti-femministi è VANTAGGIOSO anche quando non si ottiene apparentemente niente a livello di riforme: in ogni caso è una forma mentis che ti tiene lontano dai guai.
Uriel fanelli ci aveva scritto un articolo, si chiama ” la lenta morte dell’uomo di sinistra “