Covid e apparati… riproduttivi
Devo ringraziare Pier Luigi per la sua segnalazione ,(segnalazione che poi è diventata anche virale )
C’è un gruppo (non ho capito se si tratti di un centro anti violenza, il che renderebbe la cosa più grave) che si chiama MAISON ANTIGONE che riporta questa notizia

Sembrerebbe una notizia che fa parte delle statistiche, muoiono più uomini per quel fatto, e come hanno commentato le nostre prodi femministe ? Con la faccina che ride, tanto che anche il senatore Pillon le ha chiesto cosa c’era di cosi divertente e di vergognarsi di tale post
Chi mi conosce sa che io le la lega siamo lontani non anni ,ma eoni luce, ma in questo caso non posso fare altro che concordare con il senatore (penso qualsiasi mente pensante sia d’accordo con lui)
Il grave della faccenda non è che il gruppo in questione sia formato da bimbe piccoline o adolescenti che trovo simpatica e divertente la parola testicoli ,ma di donne mature, dimostrando ancora una volta che, in un centro anti violenza la misandria aleggia sovrana
Altro che sedicenni che c’è l’hanno con il genere maschile perchè il moroso le hanno lasciate (se ci legge Lucy le mando un saluto)
Come ripeto da tempo ,se la misoginia viene giustamente condannata , la misandria ha il benestare delle istituzioni
Non c’è la contro prova ,ma qualche sito cosiddetto “maschilista” avrebbe messo una faccina che ride, se al posto dei testicoli fosse scritto utero ?
Leggo…”Maison Antigone è un’associazione di promozione sociale impegnata a contrastare la violenza contro le donne e le discriminazioni di genere”.
Ma questa è “l’insegna illuminata” messa a fronte strada.
Cosa sia in realtà Maison Antigone…invece, ce lo raccontano bene quei due emoticon messi a commento della notizia.
Un covo di pazze scatenate?…non scherziamo.
Maison Antigone è un’associazione femminista, quindi quello sputo in faccia non deve proprio sorprendere (a me non sorprende di certo).
Chi aderisce alla narrazione dell’ubiquitaria, plurimillenaria ed indistinta oppressione maschile verso l’indifeso genere femminile, non può che covare indifferenziato disprezzo verso gli uomini.
E’ un fatto.
Una realtà osservabile ad occhio nudo.
Circoscriverlo, derubricandolo a gesto sguaiato, irrazionale, di pancia….è semplice depistaggio.
Molte…molti…s’affretteranno a farlo.
Anche qui dentro.
>>
…non può che covare indifferenziato disprezzo verso gli uomini.
>>
E’ così necessariamente.
Tra l’altro si tratterebbe di affermazioni non confermate da altri scienziati…
https://urbanpost.it/coronavirus-colpisce-testicoli-studio/
Per quanto riguarda il resto nemmeno commento, tanto lo sapete già come la penso.
“ma qualche sito cosiddetto “maschilista” avrebbe messo una faccina che ride, se al posto dei testicoli fosse scritto utero ?”
Sì lo avrebbe fatto. non siete diversi dalle femministe che criticate sotto questo aspetto
off topic: circa due terzi degli operatori sanitari in Europa sono donne e quando l’anti-femminista militante sarà vecchio, con la prostata infoiammata e bisognoso di assistenza perchè non riesce neanche a urinare da solo avrà bisogno di qualcuno che gli faccia da badante e probabilmente sarà una donna.
oggi sul blog di Stasi c’è un articolo (un po’ strappalacrime) che giustamente tesse le lodi dei volontari che hanno messo in piedi un ospedale da campo a bergamo, e sottolnea che sono in larghissima maggioranza maschi. Tutto bene ma si dimentica che medici e infermieri che lavoreranno in quell’ospedale saranno uomini e donne e forse le donne saranno un po’ di più (nel personale infermieristico è prevedibile che lo siano)
Dice il detto…”un asino può anche credersi un cavallo, ma presto o tardi…raglia”

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resta il fatto che l’unico atto violento e criminale compiuto da una femminista militante contro un uomo è stato sparare ad Andy Warhol mentre c’è un anti-femminista canadese che ha ucciso 14 donne solo perchè studiavano ingegneria.
Insomma queste femministe misandriche fanno battutacce di pessimo gusto sui social (come migliaia di idioti di ambo i sessi non femministi) ma all’atto pratico non hanno ucciso nessuno, mentre almeno in un caso (per adesso isolato, per fortuna) c’è un misogino (e anti-femminista dichiarato) che ha ucciso 14 donne.
femminismo: un tentato omicidio, 0 morti
anti-femminismo: 14 morti, una strage
ognuno valuti da che parte sta il pericolo
paolo, hai rotto le palle.
Somaro, in Italia quante stragi di femmine ci son state da parte di antifemministi ?
E in Grecia, Spagna, Inghilterra, Austria, Svizzera, Portogallo, Moldavia, Romania, Albania, Serbia, Macedonia, Daghestan, Georgia, Ucraina, Russia, Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia, Islanda, Danimarca, ecc ecc, quante ne ricordi ?
Dio buono, sei un disco rotto.
Era rivolto ovviamente a Paolett@.
A proposito del covid-19 in Italia.
Fai clic per accedere a Infografica_22aprile%20ITA.pdf
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*Il flusso ISS raccoglie dati individuali di casi con test positivo per SARS-COV-2 diagnosticati dalle Regioni/PPAA. I dati possono differire dai dati forniti dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile che raccolgono dati aggregati. $ Dato non riferito al luogo di esposizione ma alla professione
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Età mediana dei casi: 62 anni.
Sesso: 51,2% femmine; 48,8% maschi.
Fascia d’età (anni) Deceduti [n (%)] Letalità (%)
0-9 2 (0%) 0,2%
10-19 0 (0%) 0%
20-29 7 (0%) 0,1%
30-39 47 (0,2%) 0,4%
40-49 197 (0,9%) 0,9%
50-59 842 (3,7%) 2,6%
60-69 2515 (11,1%) 9,9%
70-79 6747 (29,9%) 24,7%
80-89 9171 (40,6%) 30,8%
>=90 3056 (13,5%) 25,9%
Non noto 2 (0%) 1,8%
Totale 22586 (100%) 13%
no ma certo il problema sono le femministe che fanno battute idiote sui social
https://www.ilmessaggero.it/italia/uccisa_viviana_caglioni_dal_compagno_bergamo_femminicidio_ultime_notizie_news-5193512.html?fbclid=IwAR2_sImvAbOzhcB0N2lafLlPboyH69yHoaGZwnNc0YEx6AIg2sX-PQqopzU
Paolo ,guarda te lo dico senza malizia,non hai pensato di cambiare sesso? Visto che il genere maschile è tanto artefice di questi crimini mi sembra l’unica soluzione ,cioè un mondo senza maschi , ti potrei linkare la donna che ha dato fuoco ad un altra donna (barbone) proprio ieri e di altri fatti commessi da donne ,, ma naturalmente tu tirerai fuori la storia del femminicidio e di quanto sono violenti gli uomini ,allora via il dente, via il dolore
veramente dovresti portarmi un articolo su una donna che per gelosia pesta un uomo al punto di ucciderlo e sulla madre di lui che la difende. Comunque esistono done gelose ossessiuve, ed esistono anche donne che hanno picchiato, minacciato fatto violenza agli uomini per questo motivo ma sono numericamente meno degli uomini, una donna gelosa raramente arriva ad uccidere qualcuno(raramente non vuol dire mai vuol dire raramente),
un uomo molto geloso rappresenta un rischio maggiore per la donna che ce l’ha vicino (e pure per gli uomini veri o presunti amanti della donna stessa).
questi sono fatti, e no, non cambio sesso. contrariamente a quel che pensate sono molto felice di essere un uomo, non sono felice del comportamento di alcuni uomini, comportamenti che i viostri siti definiscono “fisiologici”, “statisticamente irrilevanti”, comportamenti per i quali vengono incolpate le vittime perchè “si sono scelte un violento invece di tanti uomini buoni che ci sono, certe donne non sanno scegliersi l’uomo”, perchè “dovevano accorgersi che era violento” o perchè “certe donne sono cattive, bugiarde, infedeli lo fanno apposta a farti arrabbiare e allora non si lamentassero se prendono le botte” (sono commenti che si fanno sempre sotto ogni articolo che parla di un femminicidio)
(bè pure l’uomo che si lamenta della ex moglie cattiva e sanguisuga doveva accorgersi che era cattiva)
Paolo, tu argomenti per falso consenso: dai per scontato che nei paesi più femministi, le donne vengano uccise in minor numero rispetto ai paesi meno femministi, e dai per scontato che tutti siano d’accordo con questa affermazione. Conseguentemente sostieni che l’Italia non è un paese femminista e la prova sarebbe che uccidono le donne. In realtà non è mai stata provata l’affermazione a monte, anzi, casi di paesi femministissimi come la Svezia hanno registrato un aumento di crimini violenti dovuti all’apertura sregolata dei confini e all’importazione di selvaggi a centinaia di migliaia, sostenuta a gran forza proprio da progressisti e femministe varie.
Scatolini…dentro questa pagina chi decide cosa è importante e cosa non è importante lo stabiliamo noi.
Se no ti sta bene…ti levi dai coglioni…e tanti saluti!
“i morti sul lavoro sono tutti sempre e solo maschi! in tutta la storia della civiltà industriale mai mai mai una donna è morta sul lavoro! in tutta la storia della civiltà industriale mai mai mai una donna ha svolto un lavoro pericoloso per se stessa e in condizioni di insalubrità! Erano solo e sempre uomini quelli costretti a lavorare in condizioni di insicurezza! Anzi gli uomini sono pronti a immolarsi per impedire alle donne di richiare la vita sul lavoro! Che bravi questi uomini e che opportuniste queste donne che non hanno mai rischiato sempre protette dagli uomini, tutte le donne sono sempre state protette, nessuna esclusa!”
questa è la storia che raccontate voi (anche se degli uomini morti sul lavoro non ve ne frega nulla anzi secondo andrea le morti sul lavoro sono inevitabili)
questa invece è una storia vera su un gruppo di donne lavoratrici, una storia che davide stasi NON vi racconterà:
https://it.wikipedia.org/wiki/Ragazze_del_radio
e se qualcuno di voi ha in mente di dare la colpa alle operaie perchè usavano la vernice per tingersi le unghie, ricordatevi che i datori di lavoro avevano detto loro che era innocua
e casomai non lo sapeste i datori di lavoro che mettono a rischio la vita di operaie e operai erano oggi come allora, uomini nella grande maggioranza dei casi
paoletto l’idiota
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i (anche se degli uomini morti sul lavoro non ve ne frega nulla anzi secondo andrea le morti sul lavoro sono inevitabili)
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Ritardato, vedi di darci un taglio a queste stronzate, perché hai veramente rotto il cazzo.
Benché consapevole del fatto che non serve a niente, torno a farti notare che esistono lavori che presentano un rischio intrinseco, lavori che tu non conosci né mai conoscerai (del resto non hai mai lavorato, perciò… anzi no, una volta dovresti aver fatto il bidello in una scuola… capirai…).
I rischi possono essere ridotti al minimo, questo sì, ma non eliminati del tutto.
Perciò, prima di aprire la bocca, cerca di mettere in moto quel neurone rinsecchito che hai nella tua (vuota) scatola cranica.
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“i morti sul lavoro sono tutti sempre e solo maschi! in tutta la storia della civiltà industriale mai mai mai una donna è morta sul lavoro! in tutta la storia della civiltà industriale mai mai mai una donna ha svolto un lavoro pericoloso per se stessa e in condizioni di insalubrità!
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Deficiente, non esiste un quemmista che abbia mai scritto che “nessuna donna è mai morta sul lavoro”, oppure che “nessuna donna ha mai svolto un lavoro pericoloso”.
Sei un mistificatore di merda, al quale son mancati tanti salutari ed educativi calci in culo.
Un consiglio: cercati un lavoro e smettila di fare il parassita mantenuto (dai genitori).
Non vedo femmine…
https://www.quotidiano.net/cronaca/video/17-000-tonnellate-d-acciaio-per-1-000-metri-ecco-il-ponte-di-genova-1.5126133
Scatolini è un castrato mentale.
Un afflitto.
Conosco alla perfezione questi personaggi, avendoli frequentati.
La sua esibita disonestà intellettuale, le sue arrampicate sugli specchi, i suoi affannati depistaggi tramite compulsivi e puerili off-topic su cui è struttura tutta la sua misera dialettica femminista, sono nient’altro che il riflesso condizionato della menomazione che ha ricevuto la sua parte maschile…di cui è stato portato a sentire vergogna.
Lui nega ostinatamente, ma anche questo è parte del condizionamento.
I suoi patetici equilibrismi (tutto è uguale, tutto è equivalente, tutto pesa allo stesso modo “…anche voi siete così”) sono la risposta al disagio cui lo sottoponiamo…e a cui risponde in modo nevrotico.
Scatolini è un perfetto Pinocchio…e noi siamo il suo grillo parlante, a cui tenta di dare martellate per cercare di zittirli.
La dinamica è esattamente quella.
Il dileggio femminista verso gli uomini morti di coronavirus espresso da Maison Antigone, non è certo una novità.
Ecco quello che nel patriarcale occidente capita di vedere…ed ascoltare.
Personaggi pubblici (tra cui la moglie del cantante Ozzy Osbourne) in una rete televisiva di primaria importanza come “CBS”…all’interno d’una seguitissima trasmissione, sghignazzano alla notizia d’un uomo a cui una donna ha tagliato il pene gettandolo nell’immondizia (le aveva chiesto il divorzio).
Pronti a vomitare?
*attivare i sottotitoli
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E queste le loro successive…”scuse”.
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E come dimenticare…”lei”…Angela Finocchiaro?
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[video src="https://videos.files.wordpress.com/6So7okLc/adessobasta_dvd.mp4" /]
Qui altre divertentissime letture sul maschile provenienti da seguitissime trasmissioni andate in onda nelle primarie reti televisive italiane.
Nessun filtro…nessuna censura…nessun “politically correct” quando gli sputazzi sono diretti verso gli uomini.
Sanzioni?…reprimende?….e perchè mai?!
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Altre “perle” proferite in piena luce mediatica.
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il problema dei filmati (vecchi di anni che ho già visto) è lo stesso del documentario il corpo delle donne di Lorella Zanardo: Zanardo ha montato solo e soltanto spezzoni televisivi che confermavano la sua tesi (“la tv italiana umilia e oggettifica le donne”) tralasciando gli altrettanti spezzoni che non confermavano la tesi. L’antifemminista che ha montato questi video ha seguito lo stesso metodo: predo quel che da’ ragione alla mia tesi, cioè che la tv è misandrica, e ignoro quello che la smentisce. Con un simile metodo si dimostra tutto e il contrario di tutto
Un’altra chicca.
min 1.47 – il conduttore “…hai problemi con le donne Tiberio”?
Un uomo non può difendere la condizione maschile, poiché ne deriva che ha senz’altro qualcosa contro le donne.
Un’asserzione che ogni uomo conosce bene.
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Ascolta coglione…posta tu allora spezzoni di trasmissioni RAI, Mediaset, La7…ecc, in cui all’interno di trasmissioni di pari livello d’ascolto (ma pure minori) si usa quel “medesimo” linguaggio contro le donne.
Quella stessa metrica.
Trovale e postale.
T’aspetto…
io vi parlo di un caso di femmincidio recentissimo e un caso di operaie morte sul lavoro cento anni fa. E voi mi rispondete con dei filmati dove alcune donne (quante di loro sono intellettuali femministe? Non mi pare che la moglie di Ozzy Osborne lo sia) dicono cose idiote sugli uomini o in maniera assolutamente inaccettabile, ridono di violenze orribili commesse da un’altra donna, atteggiamenti orrendi. Ma nessuna delle donne che compaiono nei filmati postati da pier luigi ha ucciso fisicamente un uomo perchè era “gelosa”,nessuna delle donne in quei fiomati ha mentito agli operai dicendo che la vernice con cui lavoravano non era tossica.
state confermando ciò che le femministe misadriche dicono: “la più grande paura di un uomo che una donna rida di lui, la più grande paura di una donna è che un uomo la uccida”
Ascolta coglione…tu ti trovi in uno spazio non tuo, a commentare un post che parla d’un tema ben definito: la violenza verbale femminista.
Chi è andato fuori tema sei tu…e proprio per l’imbarazzo che t’hanno procurato le tue compagne di merende dileggiando uomini morti di malattia.
Facendo crollare miseramente l’impalcatura che tu da tempo tenti di sorreggere.
Ripeto: se non ti vanno bene questi temi (…e ti comprendo bene) puoi tranquillamente andare a commentare dalle ricciocornute.
Saluti!
non ho mai detto che le donne sono intellettualmente o moraomente superiori agli uomini e neanche inferiori. Ho detto però che le donne assassine di uomini sono un numero inferiore agli uomini assassuni di donne, e ho detto che le fidanzatte o mogli gelose che hanno ucciso il partner adducendo la gelosia a movente sono un numero inferiore ai fidanzati e mariti che hanno fatto la stessa cosa alla partner. Questi sono dati di fatto. Ed è un dato di fatto che statisicamente un uomo corre maggiore rischio di subire violenza grave e anche mortale da paete di un altro uomo che da pate di una donna
Io tra una persona che stupidamente, anche oscenamente ridacchia a propsito di un uomo vittima di brutale violenza e una persona che uccide la/il partner che diceva di amare, per “gelosia” (che in realtà è possesso) ecco ttra queste due persone che mi fanno schifo entrambe, non ho dubbi a ritenere più grave chi uccide.
Io non ho paura di chi ride di me, mi può fare schifo ma non paura; ho paura di chi mi vuole picchiare, mutilare o uccidere, e le probabilità che una donna mi mutili, mi picchi o mi uccida sono statisticamente inferiori alle probabilità che un uomo mi mutili, mi picchi o mi uccida.
una donna che ride di me non mi spaventa, una donna o più probabilmete un uomo che mi vuole menare per una ragione qualsiasi mi fa paura
Tu sei solo un povero coglione Scatolini.
Uno che replica che…”la moglie di Ozzy Osbourne non è un intellettuale femminista” si qualifica per quello che è:…un povero…patetico…coglione.
Fine dell’argomento.
non ho mai detto che le donne sono intellettualmente o moralmente superiori agli uomini e neanche inferiori. Ho detto però che le donne assassine di uomini sono un numero inferiore agli uomini assassuni di donne, e ho detto che le fidanzate o mogli gelose che hanno ucciso il partner adducendo la gelosia a movente sono un numero inferiore ai fidanzati e mariti che hanno fatto la stessa cosa alla partner. Questi sono dati di fatto. Ed è un dato di fatto che statisicamente un uomo corre maggiore rischio di subire violenza grave e anche mortale da paete di un altro uomo che da pate di una donna
Io tra una persona che stupidamente, anche oscenamente ridacchia a propsito di un uomo vittima di brutale violenza e una persona che uccide la/il partner che diceva di amare, per “gelosia” (che in realtà è possesso) ecco tra queste due persone che mi fanno schifo entrambe, non ho dubbi a ritenere più grave chi uccide.
Io non ho paura di chi ride di me, mi può fare schifo ma non paura; ho paura di chi mi vuole picchiare, mutilare o uccidere, e le probabilità che una donna mi mutili, mi picchi o mi uccida sono statisticamente inferiori alle probabilità che un uomo mi mutili, mi picchi o mi uccida.
una donna che ride di me non mi spaventa, una donna o più probabilmete un uomo che mi vuole menare per una ragione qualsiasi mi fa paura
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una donna che ride di me non mi spaventa, una donna o più probabilmete un uomo che mi vuole menare per una ragione qualsiasi mi fa paura
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Sei penoso.
Il fatto di poter essere derisi da una donna può provocare un altro sentimento ben più potente della paura, ossia la vergogna.
Tu non capisci veramente nulla di psicologia maschile, e te lo dice uno che la psicologia non l’ha mai studiata.
La mia scuola è stata la vita vissuta.
Ah, dimenticavo…
A me, se per ipotesi una donna volesse… picchiarmi, (sic!) non avrei certamente paura d lei, bensì di me stesso…
perchè tu sei robusto e in più fai arti marziali, io no
“La mia scuola è stata la vita vissuta” la famosa “università della vita”, ok.
Sai, con la vergogna ci posso convivere, con delle fratture multiple, mutilazioni e ferite gravi preferirei di no.
con questo non nego certo che ci sono uomini e donne che in preda alla vergogna si sono tolti la vita, e hanno la mia compassione. ma siamo noi che attribuendo un valore sproporzionato a ciò che gli altri (a volte pure perfetti sconosciuti o semisconosciuti)pensano di noi permettiamo alla vergogna di avere potere su di noi
paolé, quante volte sei stato aggredito nel corso della tua vita ?
Ossia, ti è mai capitato che qualche femmina ti abbia preso a calci e pugni ?
Se la risposta è sì, come hai reagito ?
E quali sentimenti ha generato in te quell’ aggressione ? (se c’è stata, ovvio).
Vorrei farti notare che una femmina media non è Ronda Rousey o Amanda Nunes, ed anche se tu non sei robusto né hai mai praticato le arti marziali, hai comunque due braccia e due gambe.
Inoltre, in questi casi è fondamentale il cervello, ovvero la capacità di esser “cattivi” al momento giusto e nel modo giusto.
Per inciso: io non derido mai un uomo più debole di me, se ti rompo i coglioni è solo perché tu… rompi i coglioni.
a dire la verità non mi è mai successo che una femmina mi prendesse a calci e pugni, e anche le aggressioni fisiche da parte di altri maschi erano rare, mi sono sempre tenuto saggiamente lontano dalle risse grazie alla suddetta paura (e la consapevolezza di non essere esattamente un ercole) ho quasi sempre evitato scontri fisici
volevo solo dire che nella tragica eventualità che una donna (criminale) mi evirasse la mia preoccupazione proncipale sarebbe la mutilazione subita e non il fatto che delle cretine (perchè di cretine si tratta) ne hanno riso in televisione. Ma questa è solo la mia opinione
detto questo, quelle risate erano comunque gravi e inaccettabili come lo sono le risate verso una violenza subita da chiunque
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volevo solo dire che nella tragica eventualità che una donna (criminale) mi evirasse la mia preoccupazione proncipale sarebbe la mutilazione subita
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Ammesso e concesso che una tipa ci riuscisse, (mentre dormo, ovvio…) avrei anche un’ altra preoccupazione, ovvero quella di finire sicuramente in galera, perché dell’ ipotetica eviratrice resterebbe ben poco di sano, perché puoi pure star certo che io la andrei a cercare.
E non per portarle un mazzo di rose rosse.
Lo vedi che sei un coglione Scatolini?
Il problema è che quelle donne statunitensi hanno potuto creare quel disgustoso siparietto (scritto dagli autori…quindi premeditato) sapendo che sarebbe stato accettabile farlo.
Al contrario invece…non sarebbe stato possibile neppure immaginarlo, figuriamoci metterlo in onda..
In USA, in Italia…ed in tutto l’occidente.
Le successive scuse-farsa di queste donne rendono cristallina testimonianza di quello che affermo.
Il motivo di questa sfrontatezza sta nel clima culturale antimaschile che il femminismo ha creato in questi decenni in tutto l’occidente e che ha permesso la nascita di questa gigantesca sottocultura con cui si veicola.
Quell’orrendo spettacolo della ABC, la scenetta impunita della Finocchiaro e gli altri sputi in faccia mediatici che ho postato (…piccola, piccolissima selezione) sono figli legittimi del racconto femminista, che ha indicato il “bersaglio” ed ha costruito il pretesto e la legittimazione per lanciarli.
E’ questa la realtà tangibile che noi da sempre rappresentiamo e che tu furbescamente eludi, cercando di sviare l’argomento adombrando (ma mai documentando) inesistenti contraltari.
Per comprensibile imbarazzo.
Ma per me ti ci puoi impiccare alla tecniche da quattro soldi che metti in campo.
Più le utilizzi…e più ti ci strozzi.
Perchè chi legge queste pagine non è certo così fesso da farsi abbindolare da un piazzista di quart’ordine come te.
se i mariti e i fidanzati venissero ammazzati, picchiati, mandati al pronto soccorso da moglie e fidanzate “gelose” con la stessa frequenza con cui accade il contrario l’orrendo spettacolo della ABC e la scenetta impunita della Finocchiaro non sarebbero stati pensabili. Sono pensabili perchè gli uomini che uccidono le donne (e anche gli altri uomini) sono numericamente superiori alle donne che uccidono gli uomini (e le altre donne). Fino a quando il numero di uomini condannati per omicidio sarà superiore al numero di donne condannate per lo stesso reato quelle scenette (cretine, idiote e chi ne ha più ne metta) continueranno a essere pensate. Non è il femminismo ma sono i numeri di uomini assassini di donne (e di altri uomini) rispetto al numero di donne assassine che crea questo clima.
forse se educassimo tutti fin da piccoli a non risolvere i conflitti ricorrendo alla violenza, se insegnassimo a tutti fin da piccoli a gestire la rabbia, il rifiuto e la frustrazione cambieremmo anche il clima
(e non ho detto che le donne non picchiano e non uccidono mai fidabzati e mariti, ma lo fanno di meno ed è unn fatto)
Ecco Scatolini…questo bel commento da svalvolato racconta un altro pezzetto di chi veramente sei e dell’annientamento che il femminismo produce.
Un giustificazionismo di questo spessore (frutto tra l’altro d’una lettura partigiana d’un fenomeno criminale) solo uno come te, progressista intriso d’ideologia femminista, poteva affastellarlo.
Ogni volta che parli, che argomenti, si scende d’un gradino…
Io mi chiedo cosa ne sarebbe stato di Paolett@ senza la rivoluzione liberal dei campus americani negli anni Ottanta… eterodiretta da fondazioni in odor di Agenzia e di dinastie petrolifere (sapete a chi mi riferisco). Anche il neofemminismo non sarebbe stato possibile e molte porcherie accadute negli ultimi trent’anni non avrebbero visto la luce. E Scatolini probabilmente non sarebbe mai diventato un cavaliere bianco.
il dato di fatto è che dal punto di vista statistico le probabilità che io, pier luigi e marco s_p veniamo mutilati, uccisi o aggrediti fisicamente da una donna sono inferiori alle probabilità di essere feriti, picchiati, aggrediti o uccisi da un altro uomo.
e questo accade non perchè gli uomini siano “peggiori” delle donne o biologicamente più violenti, non lo sono, accade per una serie di complessi motivi culturali, antropologici, comportamentali, psicologici a cui una diversa educazione nel senso che dicevo prima potrebbe porre almeno parziale rimedio
ciò non toglie che ridere di un uomo evirato sia un atto infame, e quelle che hanno riso, lo ribadisco, sono cretine
Caro Pier Luigi, a suo tempo ti proposi di utilizzare il tuo talento dedicandoti alla scrittura di articoli da pubblicare qui e altrove. Adesso capisco che mi sbagliavo. Tu devi finirla con le false modestie e mettere giù quelle 500 bellissime pagine che ti frullano in testa. Fai download e metti in stampa. La mia casa editrice sarà onorata nel pubblicare. Non è un invito amichevole: è un ordine!
>”e questo accade non perchè gli uomini siano “peggiori” delle donne o biologicamente più violenti, non lo sono, accade per una serie di complessi motivi culturali, antropologici, comportamentali, psicologici”
Cazzate.
Non sono affermazioni scientifiche, sono i deliri ideologici delle “studiose” del femminismo costruttivista post-moderno, più comunemente conosciuto come “Teoria gender”, secondo la quale il comportamento umano deriva, appunto, interamente dal contesto sociale indipendentemente dalla biologia. Ovviamente tali affermazioni non sono mai state dimostrate, e anzi, smentite in ogni osservazione sperimentale, nei casi più eclatanti, come l’esperimento del dottor Money, con conseguenze tragiche.
È arcinoto che il testosterone sia uno dei fattori che regola l’aggressività, e negli uomini è presente in quantità notevolmente maggiori che nelle donne.
nel momento in cui la gender theory nega l’esistenza dell’indentità di genere maschile e femminile sbaglia.
affermare che siccome c’è il testoterone gli uomini sono in qualche modo “condannati” a essere più violenti delle donne mi pare altrettanto sbagliato. Allora non ci si lamenti segli uomini sono etichettati tutti come violenti e carnefici dato che, causa testosterone, noi uomini siamo davvero tutti violenti e carnefici più di quanto lo siano le donne, almeno come potenzialità.
Prima ci si lamenta perchè il femminismo etichetta come violenti tutti gli uomini e poi si dice “gli uomini sono più violenti! C’è il testosterone!”
qualcosa non torna
Non sono “condannati”, Dio ha dato il libero arbitrio. Non è che “più aggressivo”=”sbagliato”. Puoi, ad esempio, incanalare l’aggressività per essere più competitivo in qualche sport agonistico e quindi usarla come un vantaggio. Puoi imparare a reprimerla quando non serve, non è che se nasci aggressivo devi necessariamente sfogarti in strada picchiando la gente.
Le femministe hanno diviso le pulsioni tipicamente femminili da quelle tipicamente maschili. Le prime le hanno chiamate virtù, le seconde difetti “tossici” da cui dipenderebbero tutti i mali del mondo. Per cui l’unico modo per costruire una società migliore, sarebbe quello di rieducare il “maschio”, facendolo diventare come una donna. Senonché il maschio “femministo” è un aberrazione che fa repellenza a chiunque, donne in primis. Tant’è vero che si può notare dalle foto che, Gasparrini, nonostante quello che predica, frequenta regolarmente la palestra, mica è scemo.
l’aggressività (come il suo contrario) è unisex, la forza muscolare invece non è la stessa
Thirty Years of Denying the Evidence on Gender Symmetry in Partner Violence: Implications for Prevention and Treatment (July 2010).
Murray A. Straus*
The first part of this article summarizes results from more than 200 studies that have found gender symmetry in perpetration and in risk factors and motives for physical violence in martial and dating relationships. It also summarizes research that has found that most partner violence is mutual and that self-defense explains only a small percentage of partner violence by either men or women. The second part of the article documents seven methods that have been used to deny, conceal, and distort the evidence on gender symmetry. The third part of the article suggests explanations for the denial of an overwhelming body of evidence by reputable scholars. The concluding section argues that ignoring the overwhelming evidence of gender symmetry has crippled prevention and treatment programs. It suggests ways in which prevention and treatment efforts might be improved by changing ideologically based programs to programs based on the evidence from the past 30 years of research.
https://www.researchgate.net/publication/233717660_Thirty_Years_of_Denying_the_Evidence_on_Gender_Symmetry_in_Partner_Violence_Implications_for_Prevention_and_Treatment
*Murray A. Straus was an American professor of sociology at the University of New Hampshire.
Straus’ research focused on families, corporal punishment, and intimate partner violence with an emphasis on cross-national comparisons. He founded the Family Research Laboratory at the University of New Hampshire. Straus served as president of the Society for the Study of Social Problems (1989-90) and the Eastern Sociological Society (1991-92). He was also a founding editor of the peer-review academic journals Teaching Sociology and Journal of Family Issues.
“il testosterone sia uno dei fattori che regola l’aggressività”
E’ molto probabile che non regoli solo l’aggressività ma anche la generosità.
https://www.pnas.org/content/113/41/11633
“qualcosa non torna”
L’unica cosa che non torna è la tua intelligenza e buonafede.
Da come scrivi è chiaro che a casa tua i tuoi genitori ti hanno educato ad importi con la violenza, mi dispiace per te ma non è questa la nostra cultura tradizionale, e condivisa, che è quella che è stata insegnata a me e agli uomini in generale: non si menano le mani, non si ruba ecc.
Non uccidere, non rubare, sii casto e puro e via così, mai sentito parlare?
L’ottuplice sentiero del Budda è ancora più specifico dove è condannata la provocazione, prima ancora della azione è la parola violenta.
Quindi quando parli di cultura da rifare a cosa ti riferisci?
Sapresti dirmi una legge una che approva la violenza?
Le uniche leggi criminogene che mi vengono in mente sono quelle di ispirazione femminista, ne consegue che a tuo dire la cultura deve cambiare in senso malefico.
Ho seguito la discussione e devo dire che Blu, per me, ha centrato il punto ,qual’è questa cultura che insegna la violenza ? Ma ,visto che anche le donne vanno a scuola, ,perchè insegna solo agli uomini questa violenza ? Appunto invece si vuole applaudire una cultura che “applaude” alla uccisione del maschio ,beh ,ne faccio volentieri a meno
mi riferisco a quella cultura sessista che dice che l’uomo è cacciatore e la donna è preda (ma il cacciatore insegue la preda per ucciderla non per amarla quindi la metafora è inquietante), quella culturea che quando una donna viene stuprata dice “chissà come si vestiva, se l’è cercata, le donne sono bugiarde”, mi riferisco a quella cultura che dice che gli uomini devono essere tutti dominatori e le donne tutte dominate e tanti altri esempi
e sì questa cultura maschilista può essere agita non solo dagli uomini ma anche dalle donne, anche una donna può essere maschilista per la stessa ragione per cui un operaio può votare un miliardario di destra
Quella che hai appreso dalla letteratura femminista…insomma.
Dalla cinematografia femminista.
Dalla storiografia femminista.
Dalla saggistica femminista.
Dalla politologia femminista.
Dalla filosofia femminista.
Dalla sociologia femminista.
Dall’antropologia femminista.
Quella che il femminismo t’ha fornito e ti rifornisce…insomma.
Il tuo pusher.
@RDV
“Non è un invito amichevole: è un ordine”
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Obbedisco!
(ti contatto via mail)
Be’, Luigi, che dovresti scrivere un libro te lo dissi anch’io…
Tra l’altro hai una dialettica e uno stile particolari, non riscontrabili in nessun altro c.d. quemmista, sicché potresti fare un ottimo lavoro.
Grazie Andrea…
paolo, sei di una noia mortale, non fai altro che ripetere come un mantra le solite banalità.
Non è certamente una novità che in tutte le culture gli uomini uccidono altri uomini da venti a quaranta volte di più di quanto le donne uccidano altre donne.
Un esempio: nel 2006 il 92,2% degli uomini assassinati in Italia fu vittima di altri uomini.
Inoltre secondo l’Onu il 95% degli omicidi nel mondo è commesso da uomini, i quali formano anche l’80% delle vittime.
Viceversa le donne uccidono molto più frequentemente uomini piuttosto che altre donne.
Altro esempio, negli USA, nel periodo compreso fra il 1954 e il 2004, le donne uccisero 60.000 persone; di queste il 90% apparteneva al sesso maschile. *
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* Le statistiche che ho riportato non sono roba mia.
Diciamo che ho i miei informatori.
Aggiungo dell’ altro.
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USA Today – 29 giugno 1994
Abusi coniugali reciproci – di Warren Farrell, Ph. D.
Il più grande mito che il caso O.J. Simpson può rafforzare è quello che la violenza in ambiente domestico è una strada a senso unico (uomo-a-donna), e il suo corollario, che la violenza maschile contro le donne è un risultato della mascolinità.
Quando cominciai i 7 anni di ricerca su questi temi in preparazione di “Il mito del potere maschile”, iniziai con queste due assunzioni essendo l’unico uomo in USA ad essere stato eletto 3 volte all’ufficio di direttore dell’Organizzazione Nazionale delle Donne di New York City e tali assunzioni erano indiscusse nei circoli femministi.
La mia prima scoperta – che in USA e Canada più del 90% delle denunce di violenze in ambiente domestico alla polizia erano da parte di donne, e non di uomini – sembrava confermare queste assunzioni. Ma in seguito il quadro divenne più complesso.
Circa una dozzina di studi in USA e Canada chiedevano ad entrambi i sessi con che frequenza picchiavano l’altro, tutti scoprivano che le donne picchiavano gli uomini o più frequentemente o tanto spesso quanto gli uomini le donne.
Due degli studi principali – di Suzanne Steinmetz, Murrey Strauss e Richard Gelles – davano per assunto che gli uomini picchiassero le donne in maniera più grave, così divisero la violenza in ambiente domestico in sette diversi livelli di gravità. Essi furono sorpresi dallo scoprire che i livelli più gravi di violenza erano perpetrati da donne ad uomini.
Tuttavia c’è un caveat. Gli uomini che picchiavano le donne procuravano lesioni maggiori del caso contrario. In ogni caso, questo caveat aveva il suo proprio caveat: era proprio perché i colpi degli uomini facevano più male, che le donne ricorrevano a metodi più drastici (es.: versare dell’acqua bollente addosso al marito o scagliare una padella sulla sua faccia). Queste scoperte furono supportate dal rapporto del Census Bureau:
Nel 1977, il Census Bureau americano condusse la Ricerca Nazionale sul Crimine, monitorando 60.000 famiglie ogni 6 mesi per tre anni e mezzo. Venne rilevato che le donne usavano armi contro gli uomini nell’82% dei casi; gli uomini usavano armi contro le donne nel 25% dei casi. Soprattutto si notò che persino le donne riconoscevano di picchiare gli uomini più di quanto gli uomini picchiassero le donne.
L’elemento chiave, quindi, è chi innesca questo ciclo di violenza. Steinmetz, Strauss e Gelles scoprirono che spesso sono le donne ad iniziare. Perché? In parte, quando credono che gli uomini possano prendere l’iniziativa – e per paura quindi di diventare un punching ball e di non poter contrattaccare.
Ero ancora un pò incredulo. Chiesi a migliaia di uomini e donne nei miei workshop di numerare tutte le relazioni in cui avevano picchiato il partner prima che questi avesse fatto mai il contrario, e viceversa.
Circa il 60% delle donne riconosceva di essere stata più spesso la prima a colpire; tra gli uomini circa il 90% dichiarava che il partner femminile era stato il primo a colpire.
Ancora sentivo che la violenza era un risultato della mascolinità. Avevo ragione a metà. Gli uomini sono responsabili per la maggior parte della violenza manifestata fuori casa. Ma, quando scoprii che il 54% delle donne lesbiche ammette la presenza della violenza nella sua attuale relazione, mentre solo l’11% delle coppie eterosessuali registra atti di violenza, io mi resi conto che la violenza in ambiente domestico non è un prodotto della biologia maschile.
Perché denunciamo con forza la violenza domestica contro le donne e non siamo neppure a conoscenza della violenza contro gli uomini in ambiente domestico?
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Le donne abusano degli uomini: è più diffuso di quanto non si pensi
Estratto da un supplemento speciale del Washington Post, 28 dic. 1993
di Armin A. Brott
“Malgrado l’evidenza circa la violenza femminile sugli uomini, molti gruppi cercano attivamente di impedire che si affronti questo tema. La Steinmetz ricevette minacce verbali e telefonate anonime da parte di gruppi femminili radicali che minacciavano di nuocere ai suoi figli dopo che ebbe pubblicato “The Battered Husband Syndrome” nel 1978. Lei dichiara di trovare ironico che le stesse persone che dicono che la violenza iniziata dalle donne è esclusivamente autodifesa facciano così in fretta a minacciare violenza contro persone che non fanno altro che pubblicare uno studio scientifico.
La storia della Steinmetz non è la sola. Dieci anni dopo questo studio, R.L. McNeely, un professore della School of Social Welfare dell’Università del Wisconsin, e Gloria Robinson-Simpson pubblicarono “The Truth about Domestic Violence: A Falsely Framed Issue”. L’articolo esaminava vari studi sulla violenza in ambiente domestico e concludeva che la società deve riconoscere che gli uomini sono vittime “o si starà considerando solo parte del fenomeno”.
Poco tempo dopo, McNeely ricevette delle lettere da un’organizzazione femminile della Pennsylvania che minacciava di usare la propria influenza a Washington per bloccare i fondi per la ricerca. Robinson-Simpson, che scoprì alcuni dei dati più importanti, fu lasciata a lungo a sé stessa. Secondo McNeely, “lei, una giovane assistente, fu creduta “raggirata”” dal professore maschio.”(fine della citazione)
La ricerca ritiene che i sostenitori dei centri contro gli abusi peggiorano il problema
Washington Times, 31 gennaio 1994
Sezione A, Joyce Price
Murray A. Strauss, un sociologo e co-direttore del Laboratorio di Ricerca sulla Famiglia dell’Università del New Hampshire, accusa “le donne dei movimenti contro gli abusi” di negare che le donne abusino fisicamente dei mariti, degli ex mariti e dei fidanzati, di dare poca importanza a tali abusi. “Esiste questa finzione nei movimenti contro gli abusi, che in ogni caso è lui, non lei” il responsabile delle aggressioni in ambito familiare”, ha dichiarato il dott. Strauss in una recente intervista.
Il dott. Strauss ha dichiarato che almeno 30 studi sulla violenza in ambiente domestico – compresi alcuni da lui condotti – hanno dimostrato che i due sessi sono ugualmente imputabili. Ma ha aggiunto che alcune ricerche, come un recente rapporto nazionale canadese, “hanno omesso i dati sulle donne che abusano degli uomini…perché politicamente imbarazzanti.” Donne e uomini “sono quasi identici” in termini di frequenza di aggressioni come schiaffi, spinte e calci, ha dichiarato il dott. Strauss.
Usando le informazioni sulle coppie sposate avute da 2994 donne nel Rapporto Nazionale sulla Violenza in Famiglia del 1985, il dott. Strauss ha detto di aver riscontrato una percentuale di aggressioni da parte delle mogli del 124 per mille coppie, contro il 122 per mille di aggressioni da parte del marito.
La percentuale di aggressioni lievi da parte delle mogli era del 78 per mille coppie, e la percentuale di aggressioni lievi da parte dei mariti era del 72 per mille. Per la categoria delle aggressioni gravi, percentuale era del 46 per mille coppie per le aggressioni da parte delle mogli e 50 per mille per le aggressioni da parte dei mariti. “Né la differenza è statisticamente diversa”, ha scritto Strauss sulla rivista Issues in Definition and Measurement. “Dato che queste percentuali sono basate esclusivamente su informazioni fornite da intervistati donna, la quasi equivalenza nelle percentuali di aggressioni non può essere attribuita a pregiudizi di genere nel raccontare.” (fine della citazione)
L’articolo che segue è stato scritto da Judith Sherven e James Sniechowski di Los Angeles. Lei è una psicologa e lui ha anche un dottorato.
Donne e uomini ugualmente colpevoli di abusi domestici
“Ancora una volta, il mito del malvagio maschio assalitore e della perfetta, innocente donna vittima viene diffuso come vangelo. La discussione è nazionale. La collera e il dolore, palpabili. Solo quando verremo a patti con il fatto che la violenza in ambiente domestico è responsabilità sia di uomini che di donne, potremo mettere fine a questo orribile incubo.
La violenza in ambiente domestico non è una questione di alternative. Non è colpa dell’uomo o della donna. E’ un problema di condivisione. Sia l’uomo che la donna sono lanciati nella loro danza di distruzione reciproca, nella loro incapacità di intimità e apprezzamento delle differenze. Essi hanno bisogno l’uno dell’altro per perpetuare i drammi personali e collettivi di inganni e tradimenti, e così, deplorevolmente, non possono nemmeno lasciarsi.
Questa è un’idea molto strana per chi è cresciuto con i film in cui “l’eroe” trionfa sul “malvagio” e salva la dama dal pericolo. Ma per arrestare la piaga della violenza in ambiente domestico, dobbiamo alterare la nostra prospettiva. Fatti:
· La metà degli omicidi coniugali viene commessa da donne.
· Il Rapporto Nazionale sulla Violenza in Famiglia del 1985, finanziato dall’Istituto Nazionale di Igiene Mentale e supportato da molti altri rapporti, rivelò che donne e uomini abusano gli uni degli altri quasi in numero approssimativamente uguale.
· Le mogli hanno dichiarato di essere più spesso gli aggressori. L’uso di armi per superare lo svantaggio fisico, non rientrava solo nel bisogno di difendersi.
· Mentre attualmente 1,8 milioni di donne hanno subito una o più aggressioni da parte del marito o del fidanzato, 2 milioni di uomini sono stati aggrediti dalla moglie o dalla fidanzata, secondo uno studio sulla violenza nelle famiglie americane pubblicato nel Journal of Marriage and Family. Questo studio ha rivelato anche che il 54% delle violenze definite “gravi” sono attribuite a donne.
· Il Journal for the National Association for Social Workers rilevò nel 1986 che tra i teenager che escono assieme, le ragazze erano violente più di frequente dei ragazzi.
· Le madri abusano dei loro figli in una percentuale che è circa il doppio rispetto ai padri, secondo le agenzie statali di protezione dell’infanzia monitorate dalla Children’s Rights Coalition.
· A causa dei pregiudizi sugli uomini che si lasciano picchiare dalle donne, le donne che denunciano gli abusi subiti alle autorità sono 9 volte più degli uomini.
Nel 1988, R.L.McNeely, un professore della School of Social Welfare dell’Università del Wisconsin, pubblicò “”The Truth about Domestic Violence: A Falsely Framed Issue” rivelando ancora una volta il livello di violenza contro gli uomini da parte delle donne. Tali fatti, comunque, sono “politicamente scorretti”. Anche 10 anni prima, Susan Steinmetz, direttrice del Family Research Institute all’Università dell’Indiana ricevette minacce di danni ai propri figli da parte di gruppi femminili radicali dopo aver pubblicato “The Battered Husband Syndrome”.
Perché noi, come cultura, siamo restii a svelare la responsabilità delle donne nelle violenze in ambiente domestico? Perché ci aggrappiamo all’immagine pura e verginale della “damigella in pericolo”? Se fossimo sinceri riguardo al cambiamento, dovremmo riconoscere la verità: le donne sono parte integrante della violenza in ambiente domestico. Il movimento femminista reclama eguali diritti per le donne. Se è così, allora le donne dovrebbero assumersi la responsabilità per il loro comportamento e il loro contributo alla violenza in ambiente domestico. Altrimenti resteremmo in una situazione distorta che annebbia la verità. Solo la verità ci mostrerà la via d’uscita dall’epidemia di violenza che sta distruggendo le nostre famiglie e la nostra nazione.” (fine della citazione)
Vuoi: Altre copie di questo rapporto – Altri rapporti e articoli sulla famiglia – Citazioni per ricerche e studi – risposte via e-mail da parte di giudici, procuratori, avvocati, riviste giuridiche, editori di pagine web, ecc.
Scrivi a: New World Ministries – Family Resources Index
11216 Tamiami Trail North Ste.223
Naples, FL 34110
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chi uccide a botte o a coltellate la persona che diceva di amare per “gelosia” o perchè non sopporta di essere lasciato/a è l’unico e solo responsabile, di qualunque sesso sia. Punto e basta
paolé, ma non era “tutta colpa del patriarcato” ?
Ossia di questa atratta entità che io, all’ alba dei 50, ebbi modo di “vedere” solo in alcuni paesi dell’ Europa dell’ est, quand’ero ancora giovane e bello…
Ora le responsabilità son diventate improvvisamente individuali ?
se i mariti assassini sono numericamente di più delle mogli assassine è per l’edicazione patriarcale che insegna che l’uomo è cacciarore e la donna preda, l’educazione patriacale che spinge alcuni uomini a non accettare il rifiuto femminile
Ah ecco, mi pareva strano che il “patriarcato” non c’entrasse con queste storie..
paolé, ma tu lo sai che gli omicidi (non femminicidi) di donne son più numerosi in paesi femministi come quelli scadinavi piuttosto che in quelli “patriarcali” ? (Italia, Spagna, ecc)
donne di cui siti come questo non parlano:
Sono affetto da reni policistici, molto presto dovrò iniziare la dialisi e mettermi in lista per un trapianto , or bene sono in cura sotto una donna ma ,quando ci vediamo per le cure da fare , che sia uomo o donna a me importa meno di zero, lei è il medico e io il paziente, quello che mi fa incazzare è che alcune femministe usano questa Annalisa (alla quale va dato il giusto merito perchè sta vivendo una situazione tutt’altro che facile) per chiedere posti di potere ,non hanno chiesto però di eseguire questi lavori https://femdominismo.wordpress.com/2016/11/05/qualcosa-non-va/
Questa all’inizio di Febbraio ha avuto l’intuizione “determinante” del Coronavirus.
A Febbraio…
Oramai siamo al culto della personalità.
Al suprematismo.
Siamo a…”l’aspetto femminile” (???) della prassi medica.
Presumo in contrapposizione a…”l’aspetto maschile”.
Se non fosse una cosa perniciosa questa “sbobba”…ci sarebbe da sorridere.
Ma abbiamo già sorriso abbastanza.
S’è fatta ora di prenderla sul serio.
Uomini che costruiscono il nuovo ponte di Genova.
Uomini di cui i siti femmimisti non parlano mai.
Uomini di cui lo schifoso vigliacco falso zerbino di merda femminista che appesta i nostri siti si guarda bene a portare da esempio sui siti femministi polemizzando allo stesso modo.
La merda femminista preferisce farlo qui perché qui è permesso, dalle sue padrone no.
Lui è un perfetto progressista di sinistra.
Delle masse lavoratrici non gliene impipa un fico secco.
Lui si batte per i posti nei CDA alle donne.
inutile , ha ragione Rino 🙂 ,grande Pier Luigi
[pier luigi
27 aprile 2020 22:10
Il problema è che quelle donne statunitensi hanno potuto creare quel disgustoso siparietto (scritto dagli autori…quindi premeditato) sapendo che sarebbe stato accettabile farlo.
Al contrario invece…non sarebbe stato possibile neppure immaginarlo, figuriamoci metterlo in onda..
In USA, in Italia…ed in tutto l’occidente.
Le successive scuse-farsa di queste donne rendono cristallina testimonianza di quello che affermo.
Il motivo di questa sfrontatezza sta nel clima culturale antimaschile che il femminismo ha creato in questi decenni in tutto l’occidente e che ha permesso la nascita di questa gigantesca sottocultura con cui si veicola.]
…
Purtroppo c’è poco da stupirsi.
L’andazzo generale è proprio questo.
Non so se conoscete l’emblematico episodio di Amy Schumer al Ms. Foundation for Women’s Gloria Awards and Gala…
https://thoughtcatalog.com/anonymous/2014/05/wait-a-second-did-amy-schumer-rape-a-guy/
quando le donne stupratrici di uomini saranno in numero non dico pari ma almeno vicino al numero di uomini che commettono il medesimo reato contro le donne (e anche contro altri uomini, senza contare quelli che vanno in Thailandia a stuprare ragazzine a pagamento) vedi che nessuna attrice comica oserà scherzare sullo stupro di un uomo da parte diuna donna
Ecco la logica “razzista” del progressista di sinistra Scatolini.
In USA i neri rappresentano meno del 13% della popolazione…ma più del 50% dei colpevoli di aggressioni ed omicidi ed il 67% delle rapine.
Se qualcuno facesse umorismo su un eventuale linciaggio di qualche “negraccio” da parte del KKK…sappia che riceverà la sua benevola accondiscendenza.
Almeno fino a quando anche gli WASP si avvicineranno ai loro livelli di delinquenza.
I WASP non hanno subito la schiavitù, i WASP non hanno subito le discriminazioni (anche legali) e l’emarginazione sociale che gli afro-americani subivano in USA fino a ieri e in parte continuano a subire. Nessun WASP per quanto possa essere povero è mai stato disprezzato e discriminato in quanto WASP (dato che i WASP erano il gruppo privilegiato in USA) mentre gli afro-americani sono stati disprezzato e discriminati in quanto afro-americani. Quindi la situazione dei WASP e quella dei neri non è equiparabile come non è equipaabile quella di un manager e di un operaio. E riguardo allo stupro la situazione di uomini e donne non è paragoinabile per quanto ogni violenza sessuale contro chiunque sia inaccettabile.
ma anche qua statisticamente un uomo (di qualunqie etnia) ha più probabilità di essere stuprato da un altro uomo (di qualunque etnia) che da una dona
Chi pensa che questo emerito imbecille…capace di disgustose argomentazioni come quella appena sfornata, rappresenti un’eccezione del panorama progressista, si sbaglia di grosso.
La farina, l’acqua, il lievito ed il forno…sono quelli.
Con quei materiali, comunque impastati, non può che uscire quella qualità di pane.
Rancido.
paolé, se per pura ipotesi fossi… mio fratello, ti prenderei a calci in culo dalla mattina alla sera.
Sei troppo stupido.
Mai conosciuto personalmente un castrato mentale come te, e di castrati ne ho conosciuti.
credo che la quantità di uomini adulti stuprati da donne adulte sia vicina al numero di bianchi WASP linciati dal KU Klux Klan
E allora ?
Prenditela con madre natura oppure con “dio”, se ci credi.
La cosa per me esilarante è immaginare cosa passa nella testa delle femministe quando leggono queste perle del loro avvocato di parte civile Scatolini….lo scemo del villaggio digitale.
Immaginare la loro faccia mentre lo leggono 🙂
La stessa che farei io se mi rappresentasse questo qui…
pier luigi
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In USA i neri rappresentano meno del 13% della popolazione…ma più del 50% dei colpevoli di aggressioni ed omicidi ed il 67% delle rapine.
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Anni fa (nel 2006) quando dalle Marche mi trasferii in Umbria per motivi di lavoro, (i primi anni ho vissuto a Perugia; ora mi trovo non molto lontano da Spoleto) ricordo che in questa regione la maggior parte dei crimini (in percentuale) erano commessi da albanesi. *
Ma se ai tipi come paoletto fai notare questi dati di fatto, subito ti danno del razzista e ti rispondono che “anche gli italiani commettono reati” bla bla bla…
Tutto cambia magicamente quando si va a parare sul discorso “maschi vs femmine”…
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* Successivamente furono i romeni a “superare” gli albanesi, e non solo in Umbria
https://espresso.repubblica.it/palazzo/2007/07/23/news/l-invasione-dei-romeni-1.4418
paolé, tuo padre quante donne ha stuprato in vita sua ?
Forse anche tu sei figlio di uno stupro ?
Tanto per sapere eh…
mio padre nessuna. e credo neanche mio nonno anche se non l’ho mai conosciuto. Ma è un fatto che la maggioranza degli stupri che avvengono nel mondo sono fatti da uomini contro donne, e anche la maggioranza degli uomini stuprati sono stuprati da altri uomini, una donna che violenta un uomo adulto è una criminale come ogni stupratore ma staisticamente un’eccezione
la maggioranza delle persone non stuprano ma all’interno della minoranza degli stuprarori le donne sono una minoranza nella minoranza perchè la maggioranza delle persone (poche in assoluto) che compiono questo reato sono uomini e non donne.
quelli che vanno in Thailandia a violentare ragazzini e ragazzine sono uomini, non donne. quelle poche donne che fanno turismo sessuale di solito non si approfittano di bambini e ragazzini
paolé, una domanda: a te si rizzerebbe il cazzo davanti a una donna che urla, strepita, non ti vuole ?
A me no, nemmeno se ingoiassi due pasticche di Cialis e stai pur certo che il discorso vale per tantissimi altri uomini.
Calcola che per farmelo ammosciare basta una parola storta da parte femminile.
“a te si rizzerebbe il cazzo davanti a una donna che urla, strepita, non ti vuole ?”
No, per niente. in questo io e te siamo simili
X pier luigi
ho detto che all’interno di quella minoranza di criminali che sono gli stupratori gli uomini che stuprano le donne sono numericamente di più delle donne che stuprano gli uomini.
vogliamo negare pure questo? si vogliono negare anche gli stupri di guerra?
paoletto
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quelle poche donne che fanno turismo sessuale di solito non si approfittano di bambini e ragazzini
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Sì, infatti…
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http://www.agedi.it/news_17.htm?fbclid=IwAR3rcxbQbsS1iFYwXU_y2HjzbGCBFyc22HHU3mx02iLatEDbPN3e_ujGYnA
Ottobre 2001
LA PEDOFILIA FEMMINILE
Non se ne parla ma esiste
Su questo argomento se ne sa veramente poco e poco è stato scritto in merito. Parlare di donne pedofile non è né comune né semplice in quanto, nell’immaginario collettivo, il termine “pedofilia” viene associato al sesso maschile, al quale è stato sempre affidato un ruolo “attivo”: la pedofilia è infatti “azione”. E’ considerata quindi, come la maggioranza delle parafilie, una patologia rara nel sesso femminile. Infatti, contrariamente a quanto si pensa, complice la mancanza di informazione, la parafilia colpisce anche le donne, contraddicendo il tradizionale giudizio clinico che ha sempre sostenuto la rarità delle perversioni nelle donne.
Da esaurienti studi clinici è emerso che le dinamiche delle fantasie perverse femminili sono più sottili ed imprevedibili rispetto alla sessualità maschile e quindi difficilmente identificabili e riscontrabili. Infatti, gli esperti hanno riscontrato che il vovyerismo, il frotteurismo, il feticismo, sono riscontrabili quasi esclusivamente nei maschi; così come il sadismo sessuale è raramente presente nei soggetti femminili, mentre il numero dei masochisti di sesso maschile è di gran lunga più alto di quello relativo al sesso femminile.
Lo stesso si può dire della pedofilia. Invece, l’unica parafilia dove i soggetti di sesso femminile sono in numero paragonabile a quelli di sesso maschile è la zoofilia.[i]
Le cause
Cause scatenanti la pedofilia femminile possono essere la separazione, l’abbandono, la perdita. Alcune donne hanno subìto abusi da bambine e l’esasperazione nell’attività sessuale pedofila è riconducibile al tentativo di vendetta sugli uomini, per fare riemergere la propria femminilità. Dal ruolo “passivo” che l’ha vista vittima e sottomessa –non avendo una propria autonomia economica e sociale fino ad alcuni decenni fa e quindi costretta a nascondere tale aspetto perverso della sessualità- la donna tenta in tal modo il riscatto ed una propria affermazione in un ruolo “attivo”, grazie alla rivoluzione sociale che la rende così indipendente e libera.
Tenendo presente che la pedofilia femminile intra-familiare ha caratteristiche differenti dalla pedofilia femminile che si manifesta al di fuori delle mura domestiche, preferendo mete lontane come luoghi di abbordaggio, si può affermare con certezza che tale fenomeno è comparso, all’incirca, intorno agli anni ’70. In quel periodo donne americane e canadesi, per lo più divorziate e vedove, favorite dall’emancipazione economica, hanno iniziato a recarsi verso spiagge lontane alla conquista dei “beach boys” soprattutto, ma anche delle “beach girls” che potevano farle sentire, al suono di 100 dollari, “regine per una notte”.
Alcune indagini giornalistiche come quella del settimanale Panorama, hanno messo in luce che oggi l’età di queste donne varia dai 25 anni circa ai 50 anni, mentre le motivazioni che le spingerebbero ad alimentare il desiderio di vivere una notte di sesso con bimbi di 6-7 anni o di 11-12, sono sempre le stesse: la soddisfazione sessuale e, ad un tempo, l’appagamento materno.[ii]
Esse, tuttavia, potendo difficilmente usufruire di infrastrutture organizzate al loro servizio come i pedofili maschi, sono costrette ad abbordare i ragazzini per strada e a viaggiare senza la protezione di un’articolata rete di agganci. Infatti non hanno alle spalle la tutela di organizzazioni che garantiscono loro la certezza di raggiungere il luogo di destinazione avendo già tutto stabilito, come accade per la maggior parte dei pedofili maschi.
Differenti sono le mete. Le donne nordamericane si indirizzano, per la maggior parte, verso i Caraibi; mentre le europee provenienti dai ricchi paesi occidentali preferiscono come mete il Marocco, la Tunisia e il Kenya e per le destinazioni più lontane la Giamaica e il Brasile. La Thailandia, invece, è la meta preferita dalle donne giapponesi che, con i voli charter, raggiungono i centri specializzati in massaggi sadomaso di Bangkok. E a Marrakesh trascorrono dei periodi le scandinave e le olandesi che consumano notti d’amore in acconto, cioè se la notte trascorsa non è stata soddisfacente la prestazione non viene pagata.[1]
Gli strumenti
Sulle donne che praticano la pedofilia all’estero, si è saputo che per permettere l’atto sessuale, vengono iniettati nei testicoli di bambini di 6-7 anni degli ormoni e droghe. Poco si conosce sull’uso di tali sostanze, a parte gli effetti collaterali estremamente sgradevoli per il minore.
Dalla testimonianza di volontari dello Sri Lanka, si apprende che sono le donne pedofile stesse (la maggior parte svizzere e tedesche) a portare le droghe da iniettare nei bambini. Secondo il resoconto di una dottoressa che ha visitato alcuni di quei bambini, il trattamento ormonale causa l’abnorme ingrossamento dell’organo sessuale ad un ragazzino di 11-12 anni che non tollera più di 5-6 di tali iniezioni.
Conclusioni
E’ difficile tracciare un quadro completo e ben delineato del fenomeno “pedofilia femminile”. Essa, come quella maschile, si cela all’interno delle mura domestiche, tra segreti, sentimenti di amore-odio e rapporti pericolosi. Ma esattamente come succede per i pedofili maschi, le donne pedofile evadano dalla comune realtà ricercando altrove gli oggetti dei loro spasmodici ed incomprensibili desideri: i meninos de rua, i bambini di strada. Come di consueto, quindi, per chi pratica la pedofilia, i soldi diventano lo strumento che compra il silenzio e l’accondiscendenza dei piccoli. In questo senso, tra uomini e donne – “pedofili” – non vi è alcuna differenza.
Greta, con la collaborazione di Nicoletta Bressan e la consulenza a cura del Dott. Sergio De Martino
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riferimenti bibliografici
1 S.Polo, I mercati della pedofilia in Europa e le politiche di prevenzione e controllo penali e sociali, Tesi di Laurea in Giurisprudenza, Universita’ degli Studi di Trento – Transcrime, Facoltà di Giurisprudenza, Anno accademico 1998-1999, pag. 23, in N. Bressan, “Quando un bambino piange al buio”, relazione presentata al Convegno di Novara “Perchè i bambini non piangano al buio. Riflessioni sulla pedofilia”, 27 Gennaio 2001, pag. 9.
2 Per ulteriori approfondimenti si veda N. Bressan, Sulla loro pelle, IL SEGNO, Gabrielli Editori, Verona, 1999, pag. 48-49
3 B. Demartin, Turismo sessuale e prostituzione infantile, Tesi di Diploma in Sociologia del turismo, Unviersità degli Studi di Trieste, Facoltà di Economia, Corso di Diploma in Economia e Gestione dei Servizi Turistici, Anno accademico 1998-1999, in N. Bressan, “Quando un bambino piange al buio”, relazione presentata al Convegno di Novara “Perchè i bambini non piangano al buio. Riflessioni sulla pedofilia”, 27 Gennaio 2001, pag. 10.
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paol*
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ho detto che all’interno di quella minoranza di criminali che sono gli stupratori gli uomini che stuprano le donne sono numericamente di più delle donne che stuprano gli uomini.
vogliamo negare pure questo? si vogliono negare anche gli stupri di guerra?
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Chi è che negherebbe questo ?
Chi ha mai scritto che gli stupri di guerra non esistono ?
Che vai cianciando ?
E comunque, in molte circostanze, le principali vittime della violenza maschile son gli stessi uomini.
https://digilander.libero.it/uomini/gendercide.htm
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Si definisce genericidio lo sterminio di massa selettivo rispetto al genere sessuale. Il termine è stato usato per la prima volta da Mary Ann Warren nel libro “Gendercide: The Implications of Sex Selection”.
Alcune delle forme di genericidio femminile sono state la caccia alle streghe o l’infanticidio di neonate. Non c’è dubbio, tuttavia, che nel corso di tutta la storia sono stati gli uomini le principali vittime di genericidi.
Alcuni dei casi più eclatanti si sono verificati nell’ultimo decennio nella ex-Yugoslavia. In intere città, la più nota Srebrenica, praticamente tutti i maschi dai 16 ai 65 anni sono stati trucidati dopo essere stati separati dalle donne.
Così come riconosciamo che nella tragedia della seconda guerra mondiale si inserisce la tragedia nella tragedia dello sterminio di persone colpevoli solo di essere ebree, dobbiamo riconoscere nelle tragedie dei recenti conflitti la tragedia specifica dello sterminio scientifico di tante persone innocenti che avevano l’unica colpa di avere un cromosoma Y.
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Tuttavia è significativo il fatto che tu, al pari delle femministe (e di una caterva di femmine comuni) sappia evidenziare solo il lato oscuro maschile e mai quello luminoso.
Sei penoso.
il lato luminoso è stato già evidenziato negli ultimi 2000 anni di storia, non siete voi che ripetete sempre che la maggioranza dei grandi artisti, grandi scrittori, gradi musocisti, grandi scienziati, grandi fiosofi sono uomini?
e al perchè sono in maggioranza uomini ha già risposto quella Virginia Woolf che hai deriso
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il lato luminoso è stato già evidenziato negli ultimi 2000 anni di storia, non siete voi che ripetete sempre che la maggioranza dei grandi artisti, grandi scrittori, gradi musocisti, grandi scienziati, grandi fiosofi sono uomini?
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“Noi” ?
Cazzo, da quando in qua “noi” siamo famosi ?
paolé, sei un ometto tristissimo e corto di cervello.
E lascia perdere Virginia Woolf, ché la realtà è molto più complessa di come la descrivi tu e le tue Padrone.
E niente…ormai è partito in orbita.
Scatoliniiiiii…torna sulla terraaaaaa!!!
Scatolini…com’è la faccenda delle maggioranze delle minoranze e delle maggioranze delle minoranze a sua volta delle maggioranze?
Puoi ripeterla?…non s’è ancora ben capita 🙂
😀 è andato in loop e si è resettato, però tranquilli poi riprende uguale a prima, cancella e riprende, è programmato così: una minoranza di per sé è sufficiente ad accusare la maggioranza e spedirla ai corsi di rieducazione, ma solo se sono di sesso maschile, un’altra minoranza invece no, anzi dimostra la buonafede della maggioranza, ma solo se è di sesso femminile, insomma decide lui arbitrariamente quanto pesa questa minoranza, è il prodotto tossico di un informatico strafatto 😀
Ah ah ah Blu 😀
“gli uomini che stuprano le donne sono numericamente di più delle donne che stuprano gli uomini”
Dipende dalla definizione di stupro, infatti il famoso studio del Centers for Disease Control and Prevention, universalmente screditato, proprio quello che viene usato dalle tue padrone femministe per sostenere che gli uomini stuprano come se non ci fosse domani, ha ottenuto l’effetto opposto.
https://time.com/3393442/cdc-rape-numbers/
However, if the CDC figures are to be taken at face value, then we must also conclude that, far from being a product of patriarchal violence against women, “rape culture” is a two-way street, with plenty of female perpetrators and male victims.
…
And now the real surprise: when asked about experiences in the last 12 months, men reported being “made to penetrate”—either by physical force or due to intoxication—at virtually the same rates as women reported rape (both 1.1 percent in 2010, and 1.7 and 1.6 respectively in 2011).
In other words, if being made to penetrate someone was counted as rape—and why shouldn’t it be?—then the headlines could have focused on a truly sensational CDC finding: that women rape men as often as men rape women.
…
We must either start treating sexual assault as a gender-neutral issue or stop using the CDC’s inflated statistics.
Scusa Mauro dovrebbe esserci un mio commento da liberare 🙂
Ci riprovo con un solo link (ho concluso che più di uno non passa) rispondevo all’osservazione di Andrea che davanti a una donna che urla e piange agli uomini non viene minimamente voglia di fare sesso, una ricerca su Nature dimostra che le lacrime delle donne hanno un effetto deprimente sulla eccitazione sessuale maschile.
“Tears shed by women contain chemical signals that decrease sexual arousal and testosterone levels in men”
https://www.nature.com/news/2011/110106/full/news.2011.2.html
Secondo me solo delle menti “deviate” possono eccitarsi di fronte a una donna che piange, urla e strepita; oppure può accadere in circostanze particolari e “devianti” come può essere il fronte, durante una guerra.
Se no è impossibile per un uomo “normale” eccitarsi in quelle circostanze.
Inoltre per un uomo medio non è nemmeno facile abusare di una donna, a meno che non sia armato di coltello o pistola.
Mi spiego meglio: avete idea di cosa significa bloccare una donna in preda ad isteria, tirarle giù i pantaloni, (oppure tirarle su la gonna) farselo venire duro, (quindi menarselo) poi tenere ferma con una mano l’ipotetica donna e successivamente penetrarla ?
Ma di cosa stiamo parlando ?
Un uomo medio non è in grado di fare questo, perché il divario di forza muscolare non è così grande da permetteglierlo, a meno che il suddetto non tramortisca l’ipotetica vittima.
Altro discorso è quando il divario fisico e muscolare è molto più accentuato.
Ad esempio: un uomo grosso, allenato e pesante come me, che sempre per ipotesi blocca una donna di un metro e sessantacinque d’altezza per cinquanta chili di peso.
Altrimenti son solo puttanate.
esistono le violenze di gruppo infatti
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esistono le violenze di gruppo infatti
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Sì, ma a parte il fatto che non sono certamente la norma, quanti sono gli uomini capaci di eccitarsi in presenza di altri uomini ?
Pochi, pochissimi, nei fatti quattro gatti.
Anche qui devo dare ragione ad Andrea, alcune volte sono andato nei locali di lap dance,in presenza di altri uomini non mi si alzava nulla
Mauro, pensa che anche quegli uomini che decidono di girare dei film porno, durante i provini fanno “cilecca” nella stragrande maggioranza dei casi, proprio perché si trovano di fronte a parecchie persone, soprattutto di sesso maschile.
Io stesso, che ero un amante del porno da giovane, (ai tempi del VHS) son sicuro che farei cilecca, perché non mi troverei assolutamente a mio agio.
Si tratta di un qualcosa di molto intimo, per cui non è semplice gestire quelle situazioni a livello psicologico-emotivo.
E’ roba per pochi, pochissimi.
Dici bene. Ignoro come vada per gli altri, ma pensare di eccitarmi in presenza di altri maschi lo trovo impossibile. Il solo pensarlo mi castra.
“il lato luminoso è stato già evidenziato negli ultimi 2000 anni di storia”
Ma che dici?
La nostra storia è la prova millenaria dell’oppressione degli uomini sulle donne, così dice la tua religione femminista, è un tuo fondamento che ci sbatti in faccia ogni volta che puoi quindi di che cavolo parli, schifoso ipocrita che altro non sei?
Sei una frana anche come azzeccagarbugli femminista…
Però una cosa si può imparare da Paolino: prendere legnate senza fine e ciononostante andare avanti come se niente fosse. Con sovrana indifferenza.
Apprendimento che può tornare utile in circostanze imprevedibili.
Io imparo e metto via.
Rientrano al lavoro maschi al 72% (lo denunciava oggi Repubblica) per lo più over 50. Il contrario del logico: dovevano essere prima le F e i giovani, vista la diversa incidenza con cui sono colpiti e con cui muoiono. Ossia con cui rischiano.
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Questa mattina Repubblica on line portava 6 titoli-articoli di vittimizzazione femminile sulla home.
Un commento sacrosanto all’ennesimo articolo vittimista/suprematista/femminoide (sul Fatto quotidiano), a proposito di quel 72% :
[Alessandro B. ↪ Sasha73
8 ore fa
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A parti invertite (intendo completamente invertite, con mortalità per Covid-19 a sfavore delle donne) la lamentela sarebbe stata: “uomini comodamente a casa, donne mandate allo sbaraglio nei posti di lavoro anche se più esposte al virus”.
Comunque si faccia la donna è discriminata, è vittima.]
In merito aggiungiamo che sul web è impossibile leggere commenti di femmine che contestano le puttanate mediatiche secondo le quali il sesso femminile sarebbe sempre e comunque discriminato.
Perciò, come facevano già notare i vecchi della QM in passato, le suddette son complici e colpevoli.
https://www.latimes.com/world-nation/story/2020-05-07/women-demand-voice-in-italy-virus-response-dominated-by-men?fbclid=IwAR33gbpgfneezO1Dpo1fm72ZgQwwF5UhoNRWpC2aQmcSj_MqWCf-LycIt38
Scatolini mi deludi.
Io pensavo che tu fossi un coglione “a causa” del femminismo, ma questo post dimostra che tu sei un coglione “a prescindere” dall’essere femminista.
Tu sommi la normale dotazione di coglionaggine prodotta dall’assunzione del femminismo, a quella già in tuo possesso.
O forse la prima ha un effetto moltiplicatore sulla seconda…non saprei.
Non ci possono essere altre spiegazioni.
Solo un folgorato, un disperso, un dissociato psichico può pensare di creare imbarazzi qui dentro (…qui dentro!) con quella roba li.
Quella roba li si pubblica sugli spazi delle ricciocornute per dire…”hey, sorelle e sorelli…avete letto?”
Farlo qui dentro equivale ad un sacerdote cattolico che posta encicliche o lettere pastorali in un blog di satanisti 🙂
Fai tenerezza Scatolini.
Sembri quei bambini isterici di tre anni che ti danno i pugni sulle cosce pensando di farti del male.
Già da questo passaggio si capisce quanto “autorevole” sia la fonte…
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Not to mention that the three researchers who isolated the coronavirus in the first days of Italy’s outbreak were women.
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E i due colleghi uomini delle “gentilissime e lealissime dottoresse” ?
Niente, nisba, finiti nel dimenticatoio anche al di là dell’ atlantico.
paolé, una domanda: tu, nel quotidiano, quante femmine “domini” ?
E tuo padre ? Quante ne “domina” oltre a tua madre ?
Perché, suppongo, che essendo pure lui un uomo, per forza di cose picchierà dalla mattina alla sera tua madre, impedendole di lavorare, di uscire, ecc.
O no ?
E parlando degli uomini in generale, quindi non dei quattro gatti che si trovano “lassù” in alto, quanti ne conosci che “dominano” le femmine ?
paolé, sarà mica il contrario ?
Sarà mica che nei rapporti fra i due sessi son le femmine a “dirigere l’orchestra” spesso e volentieri ?
Perrché, vedi, per dominare qualcuno non è necessario essere più forti fisicamente.
Viceversa il mondo sarebbe dominato da una ristretta minoranza di uomini alti 2 metri e pesanti 130-140 kg.
Io stesso, con il mio metro e novanta per 104 kg di peso, unito al mio passato da judoka, farei parte di tale “élite”…
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ps: son tornato al lavoro questa settimana e proprio oggi pomeriggio, poco prima di staccare, mi sei venuto in mente tu…
Allorché ho pensato:”Vuoi vedere che dopo alcuni giorni di silenzio virtuale, paoletto ha pubblicato un’ altra delle sue scemenze” ?
Bum!… previsione azzeccata.
ieri come oggi il potere vero è in mano a chi ha i soldi. Le donne miliardarie sono una minoranza all’interno della minoranza dei miliardarie. E per decenni, anzi secoli l’unico stipendio o lo stipendio più alto nelle famiglie era quello maschile (non nella mia famiglia, papà operaio e mamma insegnante, ora in pensione, guadagnavano tutti e due, mamma forse un po’ di più).
per dominare qualcuno non occorre picchiarlo (i metodi violenti sono sempre stati usati contro chi si ribellava al dominio non con chi obbediva), occorre solo che dipenda da te per il uo mantenimento, e per ecoli i mariti potevano ripudiare le mogli e lasciarle sulla strada senza nulla non esisteva il mantenimento (una manna per voi una ingiustizia per le donne), una donna ripudiata era una nullità. Per secoli una donna non aveva scelta: o faceva la suora oppure si sposava (e dipendeva da un uomo) oppure si prostituiva (e dipendeva da molti uomini), sto parlando della maggioranza delle donne, le donne comuni, le donne delle classi medie e medio-basse (quindi non citarmila regina Elisabetta I o Caterina di Russia), le donne che non avevano bisogno di un uomo per mantenersi erano rare, oggi sono di più
Zerbino, non hai risposto alle mie domande…
Ovviamente, aggiungo.
Comunque te l’ho già scritto una volta e te lo ripeto: il mio augurio è che tu finisca salassato e in povertà a causa di una femmina, perché gli idioti come te devono assolutamente sprofondare nella merda.
Per quanto mi riguarda non ho la minima comptrensione verso i complessati come te.
Sei troppo stupido.
Peraltro è significativo che per i tipi come paolo, il fatto di dover mantenere una famiglia sia un “privilegio maschile”, mentre a situazione invertita sia un fardello nei confronti dell’ inesistente “gentil sesso”.
Non lo scopro certamente io che se una donna si trova a dover mantenere un uomo (evento più raro dei panda… ma vabbe’…) subito da più parti si leva un grido di dolore, nonché un’ accusa nei confronti del marito che “non ha voglia di fare un cazzo”, ecc ecc.
In una occasione lo disse pure ‘sto tizio qua,
https://it.wikipedia.org/wiki/Joe_Bastianich
ad un concorrente che faceva il casalingo anziché… andare a lavorare.
Viceversa non avrebbe mai detto nulla di simile, anzi avrebbe lodato la moglie del concorrente, asserendo che “le donne lavorano il doppio degli uomini”.
Un altro riferimento insopportabile è quello relativo al passato, quando arrivare a 40-50 anni era già un “miracolo”, quando non esisteva “la movida”, l’aperitvo al bar, il cinema, le vacanze al mare, l’acqua calda in casa, i riscaldamenti, ecc, e pertanto la vita delle gente comune era sostanzialmente una merda, ancor più merdosa di quella odierna. *
Vedere il passato con gli occhi di oggi è a dir poco ridicolo.
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* Un mio amico è solito dire che quella umana è una specie maledetta che non sarebbe mai dovuta esistere.
Be’, non posso che concordare.
Concordo pienamente con Andrea
Ti è mai venuto il sospetto che il motivo per cui ci siano meno donne che cerchino di fare i milioni sia perché le donne, di fare i milioni… non ne hanno bisogno?
Mi tocca ringraziare Scatolini perchè indirettamente (postando un articolo di Fanpage in un altro pezzo di questo stesso blog) m’ha fatto scoprire l’ennesima “perla” che altrimenti mi sarebbe sfuggita.
Riporto il brano più significativo dell’articolo.
Una favola femminista raccontata del ginoschiavo Milo Manara.
Decine e decine di medici maschi morti durante la crisi pandemica da Covid-19…e ascoltate come li sorvola dall’alto del suo dirigibile rosa.
“Ricordo che era l’otto marzo, la Giornata della donna, e cercavo di pensare ad una immagine per l’occasione, ma le notizie che arrivavano si sovrapponevano a qualunque pensiero.
Medici e infermieri che tentavano di fronteggiare un virus di cui sapevano poco o nulla, spesso senza le adeguate protezioni, con le corsie che si riempivano sempre più di malati in gravi condizioni, con le strutture di terapie intensive insufficienti e la sensazione di non farcela, di essere sopraffatti.
La prima immagine è nata così, spontaneamente.
Dato che è stata una dottoressa anestesista la prima a diagnosticare la presenza del virus, mi è sembrato logico declinare l’immagine al femminile, anche perché era un dovere per me celebrare il coraggio, l’abnegazione e la forza di quelle donne esauste, poco protette, ma che nonostante tutto restano al proprio posto, compiendo il proprio dovere, pur essendo perfettamente consapevoli del rischio che correvano.
I medici uccisi dal virus, in Italia, sono circa 160, gli infermieri 40, e 15 farmacisti.
Mi sono chiesto come avrei potuto essere vagamente utile, da disegnatore, e come avrei potuto esprimere gratitudine e incoraggiamento.
Dopo più di cinquant’anni passati a celebrare la bellezza e la seduzione delle donne, è stato del tutto naturale celebrarne anche le altre virtù.
Oltre gli operatori sanitari c’erano molte altre persone che hanno continuato a svolgere il proprio lavoro, nell’interesse di tutti, esponendosi al pericolo di contagio: cassiere dei supermercati, addette alle pulizie negli ospedali e fuori, le forze dell’ordine…
Le ho disegnate una ad una, semplicemente per ringraziarle e, forse, anche un po’ sperando che ci ricorderemo di loro, quando tutto sarà finito”.
.
https://www.fanpage.it/cultura/le-eroine-del-lockdown-nelle-illustrazioni-di-milo-manara-ricavato-andra-in-beneficienza/
Allucinante, e mirabilmente descritta quella forma di “cecità selettiva” con la frase “…come li sorvola dall’alto del suo dirigibile rosa”.
…
Ho da poco terminato di seguire una specie di servizio/documentario su Rai Storia, focalizzato sulle donne negli ultimi decenni (in vari àmbiti).
Tra curiose amenità, l’episodio che mi ha lasciato basìto è stata l’intervista a tale Barbara Contini, che ha affermato testualmente:
(Nel Sud del mondo) “le donne sono comunque sempre le più forti, NON SOLO nei nostri Paesi. Sono le donne che riescono a tenere la forza di una famiglia e anche la forza di un Paese.
Sono quelle che lavorano di più, eeeehhh, in tutti i Paesi: in America Latina, in Africa, in Asia, e l’uomo è sempre più dedicato alla fase del parlare con gli altri e di fare altre cose” (non dice quali) “ma la donna è quella che tiene sicuramente su l’intero Paese in via di sviluppo***.
Costruisce case, fa dighe, fa ponti, e sono le donne che fanno questo, non gli uomini”.
Poi ancora:
“Io non sono un politico, sono un tecnico******. Le donne sono brave perché sono bravi tecnici. Non devono centrare (!) fazioni politiche in questo.
Ed è per questo tra l’altro che la donna riesce a fare tante cose che l’uomo non fa.
Perché se tante donne hanno risoluzioni e risolvono le cose più difficili e d’emergenza, lo fanno perché hanno l’aspetto tecnico più sviluppato di quello dell’uomo, che invece parla di più, ma affrontare i problemi e poi risolverli, insomma, diciamo che la donna è più portata”.
***No comment, ma devo ammettere che qui un pensiero maligno mi si è affacciato: sarà mica per questo motivo (sempre ammesso che le cose stiano come dice, il che mi pare un filo improbabile) che sono PERENNEMENTE “in via di sviluppo”?
******Il “tecnico, non politico”:
https://it.wikipedia.org/wiki/Barbara_Contini
Barbara Contini è, assieme a personaggi come Perina, Mussolini, Carfagna, …ed altre ancora, esponente del femminismo di “destra”.
Spesso più sbracato e virulento di quello di “sinistra”.
Dice molto di quale sia il grado di flessibilità politica del femminismo (ed il femminismo è politica…non certo costume).
Racconta della sua capacità di penetrazione in ogni ambito.
Il suo mimetismo.
Il suo sfacciato equilibrismo.
Non chiamatele insanabili contraddizioni però, chiamateli…”femminismi”.
A loro piace moltissimo.
Il logos d’altronde…è un’invenzione maschile.
E’ roba da maschi.
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Costruisce case, fa dighe, fa ponti, e sono le donne che fanno questo, non gli uomini”.
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Perché se tante donne hanno risoluzioni e risolvono le cose più difficili e d’emergenza, lo fanno perché hanno l’aspetto tecnico più sviluppato di quello dell’uomo, che invece parla di più, ma affrontare i problemi e poi risolverli, insomma, diciamo che la donna è più portata”.
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Cos’è uno scherzo ?
Avevano proprio ragione i vecchi della qm a definire moralmente inferiori le femmine odierne…
Leggo sulla sua pagina Wikipedia:
“Il 13 gennaio 2005 è stata coinvolta in uno scontro a fuoco, probabilmente con militari dell’esercito sudanese; i militari italiani di scorta (Fucilieri di Marina del Battaglione San Marco), rispondendo al fuoco, uccisero quattro aggressori.
L’uso da parte della Contini di una scorta armata è stato criticato da vari operatori umanitari perché a rischio di comprometterebbe il lavoro e l’immagine delle ONG impegnate nel Darfur.
L’episodio avrebbe causato anche ripercussioni diplomatiche, con il blocco dei visti d’ingresso in Sudan per gli operatori italiani”.
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Quindi, sintetizzando:…questa donna, è attualmente ancora viva e può allegramente “sputacchiare” sugli uomini, grazie all’azione di alcuni di loro che, rischiando la propria, hanno salvato la sua pelle.
Mi fermo qui.
Inutile ogni ulteriore commento…
Per esempio: gli operai morti in Colombia nel 2018 erano di sesso maschile.
https://www.repubblica.it/esteri/2018/01/16/news/colombia_nel_crollo_di_un_ponte_muoiono_dieci_operai-186579639/
Mi devo ancora ricordare di una operaia morta per il medesimo motivo…
Cina: tutti uomini.
https://www.tgcom24.mediaset.it/2019/video/cina-cantiere-da-record-mille-operai-costruiscono-una-ferrovia-in-4-ore_10630248.shtml
qui invece le vittime erano uomini e donne sia tra i morti sia tra i feriti e i mutilati
https://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2014/04/02/news/rana_plaza-82550119/
E Repubblica (giornale di riferimento della sinistra liberal…la tua) fa virare una tragedia di classe (operaia) in una questione di genere.
Una bell’articolo marketta alla Boldrini e alla Fedeli.
Questo siete voi Scatolini.
andrea non si ricordava di operaie vittime di crolli o gravissimi disastri in fabbrica così ho provveduto. il diastro del rana plaza forse è sfuggito alla vostra attenzione, eppure pensavo che le morti sul lavoro vi stessero a cuore, ne parlate sempre anche se lo fate solo per dar contro alle femministe manco fossero loro le responsabili
a sentire voi sembra che nessuna donna mai da nessuna parte abbia svolto lavori rischiosi in condizioni insalubri ad alto rischio di morte e non sia mai morta sul lavoro
No Scatolini…Andrea stava semplicemente confutando una tua sodale (donna di destra) che descriveva gli uomini (tutti…dato il suo uso del plurale) come fannulloni, nullafacenti ed inetti.
E tu…suo sodale (di sinistra) paritario e progressista, invece di criticare lei…hai subitaneamente cercato di contrastare lui, che cercava di ristabilire il “vero”.
Questo sei tu Scatolini.
Questo siete voi hommini di sin-estra.
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**tra l’altro, non si capisce cosa c’entrasse la tragedia in Bangladesh, dato che si parlava di capacità e competenze tecniche di uomini e donne.
Ma questo rimanda alla tua totale inconsistenza dialettica.
Al tuo stato confusionale e incapacità di stare ai temi per scarsità d’argomentazioni.