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Tutti maschi

14 settembre 2020

Metto a confronto due eventi, molto diversi tra di loro, ma che hanno l’unico dominatore comune che si svolgono in Veneto

La vicenda inizia in questo modo

A Verona c’è una specie di festival , il festival della bellezza e i relatori sono tutti uomini

Nei social putiferio a non finire e indignazione da tutti quanti a domandarsi “Dove sono le donne?”

Tanto che, in modo anche masochistico ma non c’è l’ho fatta, sono dovuto intervenire mostrando questa foto

Vi mostro il link della discussione (e su twitter )

Ho letto le risposte più disparate, da che le donne morivano in miniera a che le donne non potevano lavorare (potevano o non potevano? Fare pace con il cervello?) altri li hanno confusi con dei soldati e anche li che le donne non potevano fare il servizio militare … misogino ,incel, idiota ecc ecc

Allora, proprio oggi a Vicenza succede questo ,un incontro politico firmato PD

Qui dove sono gli uomini ?

Certo,il moderatore è un uomo …. ma qui non vedo l’hastag tutte donne

17 commenti leave one →
  1. Avatar di Enrico
    Enrico permalink
    14 settembre 2020 18:13

    Intanto propongono (Fornero e Ichino) la tassa sul pene. Ci siamo arrivati, con buona pace della Costituzione e quel suo obsoleto principio di uguaglianza.

    https://www.corriere.it/video-articoli/2020/09/12/vogliamo-pane-rose-lavoro-nido-gratis/4088664a-f513-11ea-814b-1722ae1ed93d.shtml

  2. Avatar di Andrea
    Andrea permalink
    14 settembre 2020 19:58

    Personalmente son del parere che un giorno ancora molto lontano, tra maschi e femmine finirà veramente male.
    O meglio, finirà male per quest’ ultime, perché alla lunga la corda si spezzerà.

    • Avatar di Federica
      Federica permalink
      15 settembre 2020 06:54

      tua moglie lo sa che pensi queste cose?

    • Avatar di Zorash
      Zorash permalink
      15 settembre 2020 10:15

      @Andrea
      Ci puoi mettere la firma.

  3. Avatar di Federica
    Federica permalink
    15 settembre 2020 06:57

    è giustissimo che le donne abbiano il diritto a stare in politica.

    I maschi ci sono rimasti per millenni, al potere. e i risultati si sono visti: dittature e dittatori, patriarcato e discriminazioni contro le donne.

    Nel 2020, è giusto che anche le donne stiano in politica. Solo un maschilista potrebbe avere qualcosa da ridire.

    Quanto alla prima foto che hai messo, certo che erano uomini, ma ti sfugge che le donne erano segregate in casa a fare figli (anche se non volevano) e a morire di parto o di aborto clandestino.

    • Avatar di maurorecher
      15 settembre 2020 07:45

      Non ho detto che le donne devono stare in cucina, faccio sempre l’esempio che io ,affetto da reni policistici sono in un cura sotto una dottoressa ,che sia donna o no ,a me importa veramente nulla ..ho fatto solo presente che qui l’hastag “tutte femmine” non funziona, come invece funziona il contrario ed è questo il vero sessismo ,giudicare le persone in base al sesso …Nella foto dei minatori vero ,erano anche altri tempi, ma hai mai visto le femministe stracciarsi le vesti o protestare per andare a lavorare in miniera perchè non c’erano le donne ? Io sinceramente no

      • Avatar di Zorash
        Zorash permalink
        15 settembre 2020 10:03

        Ma non discutere con le idiote femmniste, tanto il loro futuro è da campana a morto.

    • Avatar di Foxtrot
    • Avatar di Fabrizio
      Fabrizio permalink
      15 settembre 2020 11:03

      Quante minchiate: le donne segregate in casa? Ma quando mai??? A furia di ripeterle ci credono davvero, peccato che sia una balla grande come una casa. Gli psicodeliri delle femministe vedono il passato come un romanzo fantasy, completamente staccato dalla realtà.

      • Avatar di Er Bresaola
        Er Bresaola permalink
        15 settembre 2020 11:40

        ovviamente la segregazione è solo quella dei bianchi etero, i musulmani e i neri possono fare tutto quello che vogliono e va tutto bene.

        Nessuno dice che la tratta degli schiavi veniva fatta anche grazie alle navi degli ebrei e molti schiavisti che vendevano i neri ai bianchi, erano arabi musulmani.

      • Avatar di Fabrizio
        Fabrizio permalink
        15 settembre 2020 12:40

        Io discuto proprio l’idea della segregazione. Di quando sono quei minatori? Fine 19mo secolo? Queste sono davvero convinte che le donne del popolo, come potevano essere le mogli di quei minatori, fossero chiuse in casa con la proibizione di uscire?

      • Avatar di Er Bresaola
        Er Bresaola permalink
        15 settembre 2020 13:00

        è il solito multinick paolo jaro meg eccetera che accusa di fascismo e maschilismo solo per mandare a puttane la discussione.
        Bisogna essere proprio dei sub umani da forno per interpretare i miei messaggi come un’istigazione a imporre la sharia.

    • Avatar di Andrea
      Andrea permalink
      15 settembre 2020 18:42

      “federica” “stella”, “simona”, “meg”, yaro”, ecc, scrive:
      @@
      Quanto alla prima foto che hai messo, certo che erano uomini, ma ti sfugge che le donne erano segregate in casa a fare figli (anche se non volevano) e a morire di parto o di aborto clandestino.
      @@

      Vediamo di finirla con queste merdate, perché le femminucce femministe, complessate e misandriche come te, han veramente frantumato i coglioni.
      Chiaro ?

    • Avatar di ericlauder
      17 settembre 2020 19:02

      Si dice “Eroi e quote rosa” non “donne e maschi”.

  4. Avatar di Zorash
    Zorash permalink
    15 settembre 2020 10:14

    Sono una più cessa dell’altra, è una costante che si ripete per le femministe.
    Allora, funziona cosi:
    Tutte femmine in posizioni apicali, o in cazzate varie, ? È progresso, “parità”;
    Tutti uomini in posizioni apicali? È sessismo, misoginia;

    Tutti uomini nei lavori altamente rischiosi e logoranti? Risposta non pervenuta, o fasulla come colpa del patriarkato;
    Tutte femmine nei lavori NON rischiosi e logoranti? Risposta non pervenuta.

  5. Avatar di Andrea
    Andrea permalink
    15 settembre 2020 17:39

    Mauro, guarda che “Federica” altri non è che “Stella”, “Meg”, “yaro”, ecc, che però usa pc diversi… conseguentemente gli IP son differenti.

    • Avatar di Andrea
      Andrea permalink
      15 settembre 2020 18:45

      Questo è quanto scrisse Warren Farrell nel suo vecchio libro intitolato “Il Mito del potere maschile”.

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      Tratto da: IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

      Come uomini abilissimi liberarono le donne, dimenticando di liberare se stessi

      Abigail, una tipica donna della fine dell’Ottocento, ebbe otto figli. Due volte rischiò di morire di parto. Quando l’ultimo dei suoi figli se ne andò di casa, lei era già morta.
      Cindy, una tipica donna degli Anni Novanta, rimase nubile fino a 25 anni. Dopo il matrimonio, ebbe due figli. Quando l’ultimo se ne andò di casa, le rimaneva ancora da vivere un quarto di secolo.
      Abigail non sentì mai parlare del frigorifero. Cindy poteva tirarne fuori un pasto completo. L’intera giornata di Abigail era occupata dalla spesa e dalla preparazione del cibo per la sua famiglia di dieci persone. Cindy spesso comprava pietanze già pronte, le metteva nel forno a microonde e venti minuti dopo stava già pranzando. (Spesso scherzava: «Io non preparo la cena: me la mangio».) C’erano sere in cui lei e suo marito Jeremy portavano i ragazzi da McDonald’s, o si facevano portare a casa la pizza, oppure Jeremy preparava un bel barbecue o «il piatto preferito di Cindy – su richiesta». Comunque, sia Cindy sia Jeremy dovettero affrontare problemi che non sfiorarono mai Abigail (per esempio, fare l’autista, mantenere i figli all’università).
      Abigail andava a fare la spesa sul carretto o a piedi. Cindy o Jeremy andavano a fare la spesa in macchina, o la ordinavano per telefono. Abigail trovava i negozi aperti dalle nove del mattino alle cinque del pomeriggio, e se dimenticava qualcosa non c’era modo di rimediare. Cindy o Jeremy trovano dei negozi aperti 24 ore su 24.
      Abigail doveva lavare i piatti dopo ogni pasto. Cindy metteva i piatti nella lavastoviglie, e a volte neppure li toccava, perché se ne occupavano Jeremy o il figlio maggiore» Per lavare i panni Abigail doveva pompare l’acqua, accendere il fuoco per scaldarla e poi usare le mani per strofinare gli indumenti. Se pioveva o nevicava, appendeva i panni in tutti gli angoli della casa. Cindy sceglieva il lavaggio adatto e metteva in moto la lavatrice. E spesso non toccava neppure i panni, perché a riempire la lavatrice ci pensavano Jeremy o il figlio maggiore.
      Abigail cuciva con le mani callose in una casa fredda, a lume di candela. Cindy e Jeremy acquistavano dallo stockista abiti perfetti. Abigail impiegava due giorni per cucire una camicia per il figlio. A Cindy o Jeremy bastavano venti minuti per scegliere le camicie per i due figli.
      Su Abigail si riversavano le necessità di otto figli. Cindy aveva due figli le cui necessità si riversavano in parte sulla televisione. E Cindy aveva un’altra cosa ancora: un marito che sapeva come essere amorevole e come mantenere la disciplina.
      Nel 1990 Cindy si poteva ancora permettere di scegliere di fare il pane in casa o cucire una camicia a mano – ma era una scelta e non un obbligo. Capitava di tanto in tanto, non giorno dopo giorno; faceva parte della sua vita adulta ma non costituiva il 100 per cento della sua vita adulta.
      Cindy subiva pressioni che non avevano mai sfiorato Abigail? Sicuramente. Ma le nuove pressioni raramente si aggiungevano: semplicemente sostituivano un antico fardello. Se si aggiungessero, la vita media delle donne non sarebbe aumentata di quasi il 50 per cento dal 1920 ai giorni nostri.
      Ma allora perché la speranza di vita alla nascita era di un anno di meno per gli uomini nel 1920 e di sette anni di meno rispetto alle donne attualmente? Perché le prestazioni degli uomini – inventare, produrre, vendere, distribuire – hanno salvato le donne, mentre nessuno ha salvato gli uomini dalla pressione del dover fare. Da macchina per fare figli, macchina per preparare da mangiare, macchina per le pulizie, lei è diventata una persona che ha tempo per l’amore. Da macchina per prestazioni varie nei pressi di casa lui è diventato una macchina per prestazioni varie lontano da casa. E con meno tempo per l’amore.
      Gli uomini sono riusciti a creare case e giardini più belli per le mogli invece che miniere di carbone e cantieri edili più sicuri per se stessi. Ben pochi hanno rilevato il fatto che solamente degli uomini sono morti a migliaia costruendo attraverso le montagne strade per le automobili e ferrovie per i treni che permettevano al resto della civiltà di essere servito al vagone-ristorante.
      La lontananza del posto di lavoro separava l’uomo dalle persone amate, togliendo alla sua vita significato… e creando ogni giorno piccoli lutti. E se riusciva a fare tutto, diventava una macchina; se falliva, si sentiva umiliato e sminuito. In ogni modo, più aveva attenzioni e riguardi per la donna e più si abbreviava la vita. E alla moglie e ai figli lasciava, perché lo spendessero, quanto aveva guadagnato. Così gli uomini di successo liberarono le donne, ma dimenticarono dì liberare se stessi.
      Nonostante tutto le femministe etichettarono la «tecnologia maschile» – e in particolare «la tecnologia maschile medica» -come uno strumento del patriarcato inteso a opprimere le donne. E il passaggio alla II Fase fu perciò caratterizzato dalla critica rivolta agli uomini per avere distrutto l’ambiente costruendo per esempio una diga, dimenticando di riconoscere agli uomini il merito di aver prodotto elettricità costruendo quella diga, e di chiedere alle donne di assumersi la responsabilità della crescente domanda di elettricità che a sua volta richiedeva la costruzione di altre dighe.
      Quanto alla tecnologia medica maschile, fu probabilmente il fattore che allungò la vita media delle donne. Evitò che le donne morissero di parto e scoprì vaccini per quasi tutte le malattie contagiose (poliomielite, difterite, febbre tifoidea, morbillo, scarlattina, varicella, peste bubbonica, tubercolosi).
      In tempo di guerra, diversi farmaci sperimentali furono spesso testati sugli uomini. Se il farmaco non funzionava, l’uomo moriva. Ma se il farmaco dava buoni risultati, allora veniva usato per salvare sia le donne sia gli uomini. E sempre gli uomini furono usati come cavie per migliorare le procedure d’emergenza, i forni a microonde (inavvertitamente un uomo venne «cotto» durante le prove), e altri ritrovati utili a entrambi i sessi.
      In seguito fu etichettato come sessismo il fatto che i medici studiassero più gli uomini che le donne. Nessuno definì sessismo il fatto che gli uomini più delle donne fossero usati come cavie.
      Secondo le femministe, il patriarcato e la tecnologia maschile cospiravano per limitare la libertà di generare «il diritto di scegliere» da parte delle donne. Per la verità, la tecnologia maschile ha creato «il diritto di scegliere» delle donne: ha permesso il controllo delle nascite. E l’aborto sicuro. La tecnologia maschile per il controllo delle nascite ha contribuito più di qualsiasi altra cosa a ridurre il carico di lavoro delle donne, a rendere il sesso non univoco ma pluridirezionale. Soprattutto, la tecnologia fece sì che il ruolo maschile proteggesse le donne più di quanto il ruolo femminile proteggesse gli uomini. Per ironia della sorte, alcune femministe che tanto si lamentavano della tecnologia maschile sarebbero morte di parto o di aborto se quella tecnologia non ci fosse stata.
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