Vai al contenuto

Fascismo progressista

21 ottobre 2020

https://www.lafionda.com/dai-ddl-mi-guardi-iddio-che-dallomofobia-mi-guardo-io/?fbclid=IwAR10WPuKrAOcbDDxXkk71Lk2sgRKas5RoFiEk9AB6bNG-kH68O10CFxCZyo

Ho letto questo articolo e sono concorde al 100 %,anzi al 1000 %

Sopratutto nella chiosa finale , perchè, il decreto in questione condanna la misoginia ma non la misandria

Quindi potremmo trovarci libri, articoli e quant’altro (già ci sono) contro gli uomini ,ma mai criticare una donna

Faccio il solito esempio ,una donna o una persona omosessuale dice una inesattezza, una cavolata che ne so, il sole gira intorno alla terra

Con questa legge si avrà paura di contraddire tale affermazione, per il rischio di passare per omofobi o misogini, ma anche siti e blog come questo rischiano ,in sostanza ci vogliono cancellare e francamente non vedo la differenza tra questa legge e le leggi razziali di fascista memoria, il loro iter è lo stesso

Perchè ,parliamoci chiaro (lo scrive anche l’articolo che ho linkato ), se un demente vede un coppia a braccetto si incavola e li mena, ci sono già le leggi apposite che giustamente lo condannano ,il DDL non fa altro che inasprire la pena ma non fa da deterrente alla violenza

Funziona come la pena di morte, appunto non fa da deterrente perchè non accadono di più certi reati,funziona come una specie di “vendetta”

Questo DDL non fa eccezione

17 commenti leave one →
  1. Avatar di Er Breasaola
    Er Breasaola permalink
    22 ottobre 2020 10:39

    L’unica soluzione è evitare di interagire con donne ed omosessuali. Io non rivolgo la parola a donne ed omosessuali, perchè qualunque cosa dici potresti essere accusato di misoginia e perdere reputazione, lavoro, dignità.
    Spesso mi è capitato di essere accusato di odiare le donne per motivi che assolutamente non avevano nulla a che fare con la misoginia. Ormai se sei in disaccordo con una donna su cosa sia più buono tra cioccolato o vaniglia, sei automaticamente etichettato come sessista, misogino e fascista.
    L’accusa di misoginia è usata per zittire chiunque non la pensi come loro, anche se si sta discuterendo di cazzate come squadra più forte, formato di pasta migliore.

    Il deficiente che scriveva sotto i nick di yaro e paolo per esempio, mi ha accusato più volte di pianificare attentati terroristici per uccidere le donne, solo perchè non ero d’accordo con le sue stronzate.

    Un consiglio a chi lavora in ambienti dove lavorano anche donne : non rivolgete loro la parola per nessun motivo, e se loro ve la rivolgono, non rispondete. fate finta che non esistano.

    • Avatar di HenatiGaymes
      HenatiGaymes permalink
      9 novembre 2020 13:54

      Ciao Bresaola. Purtroppo è più grave di quello che dici. Oggi le sociologhe usano Machine Learning e PNL per trovare la misoginia nei testi, analizzano le combinazioni di parole.

      Pensa al caso di Damore. Credi che quell’ingegnere non sapesse cosa rischiava a fare la voce fuori dal coro? Probabilmente prima di pubblicare il suo PDF lo avrà riletto decine di volte stando attento a non pronunciare nessuna parola proibita e a non fare un solo ragionamento politicamente scorretto.

      Tutto questo non è bastato perché la censura femminista non tollera ogni minima divergenza dalle loro idee.

      Se vuoi proteggerti devi abbandonare del tutto i media come l’internet e iniziare a scrivere su un quaderno, usa inchiostro solubile in Aqua e ricordati di bruciare i documenti almeno 1 volta al mese.

      Non poter esprimere le proprie idee causa disturbi nervosi e quindi per noi è una necessità. Però l’unico modo che abbiamo di proteggerci dalla censura femminista è usare carta e penna. Internet non è più libero.

      Ringrazia inoltre il santo che tiene aperto questo blog, perché ti assicuro che nel futuro gli spazi come questo saranno sempre più rari.

  2. Avatar di Fabrizio
    Fabrizio permalink
    23 ottobre 2020 12:19

    Questo però è vero da quando si parla di “legge anti omofobia”. Francamente non vedo perché picchiare un gay dovrebbe essere più grave del picchiare un etero, considerato soprattutto che GIA’ OGGI c’è differenza pratica nella pena applicata nei due casi. Vedi “Svastichella” condannato per tentato omicidio per aver aggredito due gay con una bottiglia trovata sul posto, mentre la tizia femminista che ha vibrato 11 coltellate al marito ha beccato la condanna per “lesioni” e non omicidio, per non parlare degli n simpatici ospiti africani che, avendo tentato di accoltellare qualche poliziotto, sono stati assolti dai giudici in quanto “non intendevano ammazzare”.
    La legge in Italia è una burla, i giudici hanno una discrezionalità tale da essere di fatto equivalente al potere assoluto del buon vecchio Re Sole. Questa legge peggiorerà le cose ma nemmeno poi tanto. Se le cose non cambiano è perché alla sinistra, da sempre pappa e ciccia con i giudici politicizzati, questa situazione va benissimo.

    • Avatar di Andrea
      Andrea permalink
      25 ottobre 2020 02:49

      Fabrizio
      @@
      La legge in Italia è una burla,
      @@

      Guarda che quando si tratta di femmine, gay e quant’altro in altri paesi occidentali (Australia e Nuova Zelanda comprese) è lo stesso.
      Credo sarebbe l’ora di finirla con questa leggenda urbana secondo la quale certe cose accadrebbero “solo in Italia”.
      No, non accadono “solo in Italia”, proprio per niente.

    • Avatar di RDV
      25 ottobre 2020 12:07

      Non bisognerebbe mescolare la QM con le nostre visioni politiche.
      1. Se la magistratura non è indipendente dal Governo allora …dipende dai governi che si succedono al …governo. Avremmo quindi la magistratura agli ordini del governo. Ma ovviamente non ci piacerebbe che la magistratura prendesse ordini dal governo che non ci piace (nel tuo caso un governo socialdemocratico, socialista o peggio comunista). Per essere sinceri dovremmo dire: vogliamo che la magistratura obbedisca solo ai governi che ci piacciono (nel tuo caso quelli di destra). Appunto quel che succede nelle dittature (Cina, Egitto, Singapore, Iran, quasi tutta l’Africa etc.) e nelle stesse “democrature” (Ungheria, Turchia, Polonia, Russia…).
      Ma nessuno osa dire: sì la magistratura deve obbedire ai governi che mi piacciono.
      .
      2.
      In Italia – e in tutti i paesi liberaldemocratici – la magistratura è indipendente dai governi (anche se non ovunque nelle stesso modo) tanto che chi è al governo ha motivo di temere la magistratura (vedi ad es. Israele, chiedere a Natanyau…). Che sia indipendente dai governi è un fatto ma nessuna magistratura è indipendente dalle forze sociali. Lo prova il fatto che mentre i governi cambiano, come in Italia negli ultimi 20 anni, la magistratura sentenzia sempre nella stessa direzione: antiuomo. Negli USA siamo passati da Obama e Trump ma la magistratura sentenzia sempre nello stesso modo.
      .
      Chi promette, sogna, pretende l’indipendenza dei giudici dalle forze sociali in azione, dai valori (e dai disvalori) presenti nella società è un folle. Nessuna magistratura è mai stata indipendente da queste forze. Non può esserlo.
      .
      Può essere indipendente dal Governo e perciò dai diversi governi che si succedono …al governo.
      Come lo è quella italiana. Magistratura che ogni ministro di ogni governo italiano ha motivo di temere. Per fortuna, ciò indica che siamo ancora in una stagione di libertà.
      Nei paesi comunisti, fascisti e dell’islam questo non succede.
      E neanche nelle democrature.
      Se siamo nemici della libertà non abbiamo che da dirlo.
      Io invece sono un libertario e difensore della liberaldemocrazia. Cioè della libertà
      Per la prima volta lo dico apertamente.

    • Avatar di Fabrizio
      Fabrizio permalink
      26 ottobre 2020 18:48

      Anch’io amo la libertà, proprio per questo detesto il fatto che dei Signori Giudici si possano permettere di fare il bello e il brutto tempo alla faccia della legge.
      “Ma Fabrizio, tu sei un povero ignorante, cosa ne vuoi sapere?”. Vero, vero. Io non pretendo di interpretare la costituzione italiana, però non ho nessun problema a vedere le contraddizioni logiche. Quella dei “non-omicidi” effettuati con armi portate appresso rispetto al tentato omicidio con una bottiglia raccattata da terra è un esempio. Quello dell’accusa di sequestro di persona a Salvini è un altro: io sono stato sequestrato per circa 12 mesi, e anzi ho dovuto obbedire agli ordini di persone in divisa. Esperienza positiva? Negativa? Non importa. Quello che importa è che il giorno 0 ci hanno letto (circa, vado a memoria): “La Costituzione è la prima legge dello stato (…) la Costituzione prevede diritti inalienabili. Per permettere lo svolgimento del servizio miliare, questi diritti non vengono cancellati bensì sospesi”. Cioè la costituzione vale, vale di più, vale per tutti, è assoluta… ma quando serve il cavillo si trova.
      Il reddito di cittadinanza dev’essere erogato a tutti, anche agli stranieri (che cittadini non sono) perché lo dice la costituzione. Ma signor giudice, quindi non si possono differenziare le cose, diciamo in base al sesso o alla nazionalità? ASSOLUTAMENTE NO. Allora perché il servizio militare lìho fatto io e le mie coetanee donne no? Perché ancora oggi le liste di leva valgono solo per i maschi? Perché l’opzione donna per le pensioni vale solo per le donne (appunto)? QUESTO E’ FACILE, MISERABILE MOSCERINO. E’ PERCHE’ LE DONNE LAVORANO DI PIU’ IN CASA E SI PRENDONO CURA DEI PARENTI PIU’ DEGLI UOMINI, QUINDI SI USURANO DI PIU’. Ma signor giudice, nei requisiti di opzione donna c’è il fatto di essersi presi cura di parenti vicini, di aver lavorato duro in casa, di aver fatto figli, oppure l’unico requisito è avere la figa, anche se si è single e si campa della vincita della lotteria o si lavora a fare la manicure? TACI, INFIMO SUDDITO, NON PUOI CAPIRE.

      Morale: non prendiamoci in giro, i nostri giudici non sono nulla di diverso dal Gran Sacerdote di Gnuk Gurgas 20.000 anni fa, quando interrogava il Sacro Mucchio di Sterco e forniva il giudizio di Gnuk per i popolani. Mica era il volere del sacerdote, nooooo, era il volere di Gnuk; è che solo il sacerdote sapeva interrogare correttamente il SMS.
      Se il governo è sotto il controllo della magistratura ma quest’ultima non è sottoposta ad alcun controllo, non ci vuole un genio per capire quanto lo schema si presti ad abusi di ogni genere (e infatti, leggere ad esempio la storia della causa di Stalker Sarai Tu contro l’ennesimo manifesto sessista e calunniatore, con la reazione della giudice femminista). Essere schifati da queste cose non vuole assolutamente dire essere contro la libertà.

      • Avatar di Andrea
        Andrea permalink
        26 ottobre 2020 19:23

        Fabrizio
        @@
        Morale: non prendiamoci in giro, i nostri giudici non sono nulla di diverso dal Gran Sacerdote di Gnuk Gurgas 20.000 anni fa,
        @@
        @@
        Allora perché il servizio militare lìho fatto io e le mie coetanee donne no? Perché ancora oggi le liste di leva valgono solo per i maschi? P
        @@

        Sì, d’accordo, ma il punto è che in altri paesi non è affatto diverso.
        Non è una consolazione, bensì una semplice constatazione.
        Credere e propagandare che queste sarebbero problematiche esclusivamente italiane è a dir poco errato.
        Per dire, le lista di leva valgono solo per gli uomini anche negli USA, come altrove.

      • Avatar di RDV
        26 ottobre 2020 23:43

        Devo essermi spiegato male perché vedo che non ci siamo capiti. Vabbeh.
        Noto solo che ad es. la naja dipende dalle leggi e non dai giudici e che poteva e potrebbe essere abolita sia da un governo di Sx che da uno di Dx.
        Non l’ha abolita nessuno né mai accadrà.
        Idem per le quote create dalla Sx ma non abolite dalla Dx, per il parto anonimo, creato da Mussolini, per il diverso pensionamento, esistente da sempre etc., fatti che non dipendono dai giudici ma dalle leggi che non verranno certo cambiate dal prossimo governo Meloni-Salvini anche se avrà la maggioranza stra-assoluta.
        Infatti è così in tutto il mondo.
        Ma se tu te la vuoi prendere con i giudici italiani, fai pure.

      • Avatar di Fabrizio
        Fabrizio permalink
        27 ottobre 2020 02:46

        Effettivamente non ci capiamo. La naja dipenderà anche dalle leggi, ma io faccio notare che in diverse occasioni i Signori Giudici hanno bloccato leggi “incostituzionali”. Una, ad esempio, prevedeva la non reversibilità della pensione per l’ottuagenario che sposa la badante straniera e ci rimane assieme per meno di cinque anni. “Ingiustificata discriminazione” la motivazione.
        Io ho solo fatto notare che di leggi discriminatorie ne esistono parecchie, quindi evidentemente la costituzione è il nulla, un feticcio che permette ai giudici, moderni gran sacerdoti, di scegliere di volta in volta cosa permettere e cosa no, imponendo a tutti le loro convinzioni.
        Non me la prendo con i giudici per l’esistenza della naja, ma per le imposizioni pretestuose a cui da sempre ci assoggettano.

  3. Avatar di Andrea
    Andrea permalink
    25 ottobre 2020 02:55

    er bresaola
    @@
    Un consiglio a chi lavora in ambienti dove lavorano anche donne : non rivolgete loro la parola per nessun motivo, e se loro ve la rivolgono, non rispondete. fate finta che non esistano.
    @@

    Ascolta, se un uomo lavora in un ambiente dove ci sono anche delle donne, non è che può esimersi dal rispondergli, perché nel caso specifico si ttratta di colleghe di lavoro.
    Altro discorso è quello di non instaurarci rapporti confidenziali.

  4. Avatar di Andrea
    Andrea permalink
    25 ottobre 2020 02:16

    Trattasi di roba scritta da altri e vecchia di anni.

    @@@
    Una ricerca dell’Università di San Francisco, pubblicata anche sul Berkeley Journal of Gender, Law & Justice, afferma:
    “Abbiamo anche esaminato, attraverso questo studio e precedenti studi della California, i dati più generali sulle disparità di genere nel condannare a morte e abbiamo trovato una sostanziale disparità riguardante il genere-dell’-imputato e il genere-della-vittima. Le donne colpevoli di omicidio capitale hanno molte meno probabilità degli uomini di essere condannate a morte, e gli imputati che uccidono le donne hanno di gran lunga maggiori probabilità di essere condannati a morte degli imputati che uccidono gli uomini. Noi sosteniamo che tutti questi risultati sono in linea con le norme cavalleresche, e possiamo concludere che, nelle decisioni dei pubblici ministeri di chiedere la morte e nelle decisioni delle giurie di imporla, la cavalleria sembra essere viva e vegeta.”
    FONTE: [Shatz, Steven F. and Shatz, Naomi R., Chivalry is Not Dead: Murder, Gender, and the Death Penalty (February 19, 2011). Univ. of San Francisco Law Research Paper No. 2011-08; Berkeley Journal of Gender, Law & Justice, Vol. 27, No. 1, 2012.].

    Sonja B. Starr dell’Università del Michigan ha riscontrato che “le arrestate femmine hanno significativamente più probabilità di evitare accuse e condanne del tutto, e due volte più probabilità di evitare il carcere se condannate”, e che a parità di reato e movente, gli uomini subiscono, mediamente, pene del 63% più severe rispetto agli uomini.
    FONTE: [Starr, Sonja B., Estimating Gender Disparities in Federal Criminal Cases (August 29, 2012). University of Michigan Law and Economics Research Paper, No. 12-018.]

    Theodore R. Curry e colleghi dell’University of Texas hanno “trovato l’evidenza che i delinquenti che vittimizzavano femmine ricevevano condanne sostanzialmente più lunghe dei delinquenti che vittimizzavano maschi. I risultati mostrano anche che gli effetti del genere delle vittime sulla lunghezza delle sentenze sono condizionate dal genere dell’autore del reato, in modo tale che i delinquenti maschi che vittimizzavano le femmine ricevevano le condanne più lunghe di qualsiasi altra combinazione genere della vittima/genere dell’autore del reato”.
    FONTE: [Theodore R. Curry, Gang Lee, S. Fernando Rodriguez (2004). Does Victim Gender Increase Sentence Severity? Further Explorations of Gender Dynamics and Sentencing Outcomes. Crime & Delinquency 50:319–43.]

    Addirittura secondo le statistiche del Dipartimento di Giustizia statunitense (che inizialmente non divise questo dato a seconda del genere, ma grazie ad Alan Dershowitz del Washington Times, che chiese agli autori di farlo, vennero alla luce i risultati), le donne che uccidono i propri mariti hanno il 12,9% di probabilità di essere assolte e il 17% di ottenere la libertà condizionale, mentre i mariti che uccidono le mogli hanno solo il l’1,4% di possibilità di essere assolti e appena l’1,6% di ottenere la libertà condizionale. Inoltre, le donne colpevoli di aver ucciso i propri mariti ricevono una condanna media di 6 anni, mentre gli uomini colpevoli di aver ucciso le proprie mogli ricevono una condanna media di 17 anni. (Per comparazione, la sentenza media per l’omicidio di un non-familiare, negli USA, è di 14,7 anni).
    FONTE: [Michael Weiss, Cathy Young. Feminist Jurisprudence: Equal Rights Or Neo-Paternalism? Policy Analysis No. 256, Cato Institute, June 19, 1996.]

    Anche fonti femministe, come uno studio del 2012 su “Feminist Criminology” confermano il dato, mostrando che a parità di crimine, nei reati sessuali, gli uomini ricevono condanne più lunghe:
    “L’ipotesi “donna cattiva” affermerebbe che le donne siano condannate più duramente, ma i dati mostrano che gli uomini ricevono condanne più lunghe per i reati sessuali rispetto alle donne. Il supporto è fornito per l’”ipotesi cavalleria” per spiegare l’immediata disparità di condanna”.
    FONTE: [Embry R & Lyons Jr. PM. (2012) Sex-based sentencing: sentencing discrepancies between male and female sex offenders. Feminist Criminology, 7(2):146-162.]

    In aggiunta, uno studio del 2013 afferma che “non è sorprendente che Mellor e Deering (2010) abbiano trovato atteggiamenti differenti nei confronti di abusi sessuali infantili perpetrati da maschi e da femmine in un campione di 231 psichiatri, psicologi, psicologi in prova e operatori di protezione dell’infanzia. I perpetratori femminili avevano più possibilità di essere trattati con clemenza, portando ad una minimizzazione degli abusi sessuali commessi da donne su bambini […]. Inoltre, il sistema di giustizia penale sembra essere discriminante nei confronti dei maschi. Sandler e Freeman (2011) hanno trovato che al sesso femminile si riduce significativamente la probabilità di incarcerazione per i trasgressori condannati per reati sessuali. Deering e Mellor (2009) hanno confermato un minor tempo di carcere e un più breve periodo di fermo per le pedofili femminili nel loro studio australiano. In termini di politiche di arresto, Felson e Pare (2007) hanno dimostrato che è particolarmente improbabile che la polizia arresti donne che aggrediscono i loro partner maschili. Gli stessi risultati sono stati precedentemente riportati da Brown (2004).”.
    FONTE: [Koller, Jürgen. “The ecological fallacy” (Dutton 1994) revised. Journal of Aggression, Conflict and Peace Research 5.3 (2013): 156-166.]

    Secondo uno studio dell’Università di Harvard, non si salverebbero da questo gap sessista (che viene paragonato a quello razzista nelle percentuali) neanche gli omicidi veicolari:
    “In particolare, le caratteristiche delle vittime sono importanti determinanti della condanna tra gli omicidi veicolari, dove le vittime sono fondamentalmente casuali e dove il modello ottimale di punizione prevede che le caratteristiche delle vittime debbano essere ignorate. Tra gli omicidi veicolari, i conducenti che uccidono donne ottengono il 56 per cento di sentenze più lunghe. I conducenti che uccidono neri ottengono il 53 percento di sentenze più corte.”.
    FONTE: [Bruce Sacerdote and Edward Glaeser. “Vengeance, Deterrence, and Incapacitation.” The Journal of Legal Studies 32, 2 (June 2003).]

    Una ricerca statunitense del 2001 su 77.236 casi federali ha esaminato le differenze nelle sentenze per quanto riguarda i reati di rapina in banca, traffico di droga, possesso/traffico di armi, furto, frode e immigrazione, trovando che maschi e neri avevano meno probabilità di ottenere assoluzione quando questa opzione era disponibile, meno probabilità di ricevere diminuzioni di pena e più probabilità di ricevere aumenti di pena rispetto a bianchi e a femmine.
    FONTE: [Mustard, D. (2001). Racial, ethnic and gender disparities in sentencing: Evidence from the U.S. federal courts. Journal of Law and Economics, 44, 285-314.]

    Uno articolo del 2000 su Criminal Justice Policy Review mostra come ancora nel 2000, a Chicago, Miami e Kansas City, le donne continuavano ad avere minori percentuali di incarcerazione. Inoltre, sebbene la discriminazione colpisse maggiormente gli uomini di colore rispetto ai bianchi, non vi era differenza nel trattamento a seconda dell’etnia per quanto riguardava le donne.
    FONTE: [Spohn C and Beichner D (2000) “Is Preferential Treatment of Females Offenders a Thing of the Past? A Multisite Study of Gender, Race, and Imprisonment”. Criminal Justice Policy Review vol 11 no 2 pp 149–84.]

    Questo stesso risultato è stato confermato da una ricerca del 2006 sul Journal of Quantitative Criminology.
    FONTE: [Darrell Steffensmeier, Stephen Demuth. Does Gender Modify the Effects of Race–ethnicity on Criminal Sanctioning? Sentences for Male and Female White, Black, and Hispanic Defendants. J Quant Criminol (2006) 22:241-261.]

    Minore possibilità di incarcerazione per le donne e sentenze più lunghe per gli uomini sono state trovate anche per quanto riguarda i dati del Sud dell’Australia, come riportato da uno studio del 2010 su Current Issues in Criminal Justice.
    FONTE: [Jeffries, Samantha & Bond, Christine (2010) Sex and sentencing disparity in South Australia’s higher courts. Current Issues in Criminal Justice, 22(1), pp. 81-97.]

    Addirittura nel Regno Unito le linee guida hanno richiesto ai giudici di sentenziare le donne colpevoli di crimini in maniera più leggera rispetto agli uomini( http://www.dailymail.co.uk/…/Judges-ordered-mercy-women…)
    @@@

  5. Avatar di Andrea
    Andrea permalink
    25 ottobre 2020 02:30

    https://stalkersaraitu.com/la-legittima-difesa-anticipata-e-ritardata/?fbclid=IwAR3U3DsEhnHJftGWq-7TI24hXAzJf7qZQUAFsGNV7HFkXQP2301HlhHwhtE
    @@@
    Santiago Gascó Altaba.

    Tutti siamo consapevoli che per lo stesso reato uomini e donne ricevono pene diverse. Numerosi studi e rilevazioni in diversi paesi del mondo così l’hanno evidenziato. La violenza è giudicata diversamente a seconda del sesso dell’autore e della vittima, e questo avviene per ogni sorta di crimine, violenza di genere, omicidio, infanticidio, false denunce, attacchi con l’acido, sottrazione dei figli… Di conseguenza la punizione, all’autore, e il riconoscimento, alla vittima, sono troppo spesso asimmetriche. Malgrado la narrazione storica femminista suggerisca il contrario, è sempre stato così. Le prigioni e i campi di lavoro sono stati prevalentemente un mondo maschile. Le donne sono state esentate molto spesso dai lavori forzati, dalle galee, dalla pena di morte, da certe torture troppo cruente, o torturate in minore intensità, raramente incatenate, ecc. Da sempre le donne sono giudicate più indulgentemente, e da sempre i crimini commessi nei loro confronti sono giudicati più severamente. Da sempre. Senza voler indagare sul motivo, mi limito semplicemente a constatare questo doppio standard della storia dell’umanità: le donne sono giudicate più indulgentemente, gli uomini più severamente; le donne sono protette di più, gli uomini di meno.

    […]

    A titolo esemplificativo vorrei brevemente menzionare la legittima difesa. Sebbene il mio interesse per il femminismo e la questione maschile sia nato a seguito della mia separazione conflittuale (e allucinante), è stata la lettura di un articolo su Internet sull’omicidio di un’uomo da parte della moglie ad accendere il campanello d’allarme. Nel 2009 nel Maine, Stati Uniti, Amber Cummings sparò e uccise suo marito mentre dormiva. Il giudice stabilì che la donna non doveva passare nemmeno un giorno dietro le sbarre. Legittima difesa. Da quando nel 1970 la femminista americana Lenore Walker introdusse nel mondo occidentale il concetto di “Sindrome della donna maltrattata” (Battered Woman Syndrome), il concetto di legittima difesa all’interno della coppia si è esteso per le donne come una gomma da masticare. Sempre più spesso la donna diventa nel contempo omicida, giudice e giustiziere, esercitando a volte la legitima difesa preventiva, a volte la legittima difesa ritardata, col beneplacito dei tribunali, dei media, di tutta la società e di tutte quelle ONG che lottano per l’abolizione della pena di morte, in primis Amnesty International e Nessuno tocchi Caino. Chi cerca degli esempi li può trovare numerosi ne Il mito del potere maschile di Warren Farrell o nel suddetto libro La grande menzogna del femminismo.

    Ora arrivano le curve. Anche l’uomo può appellarsi alla legittima difesa se è aggredito da una donna? Naturalmente sì, un recente esempio in Spagna ne offre la prova. I parametri però sono un po’ più rigidi. Prendete appunti. Santiago Cámara è stato dichiarato innocente dopo aver ucciso sua moglie Sofía Tato. Il 24 agosto 2017 Santiago Cámara si trovava a letto a dormire quando fu aggredito con un coltello da sua moglie, e nella colluttazione Sofía ricevette un colpo mortale sul petto. Il marito fu ricoverato di urgenza in ospedale con 16 coltellate. Secondo la versione del marito, la moglie lo aggredì dicendo: “ammazzo te e le tue figlie”. Immediatamente all’uomo fu ritirata la patria potestà delle due figlie minorenni di 9 e 11 anni, sua moglie fu inserita nella lista nazionale delle vittime di violenza di genere e lui in quella degli omicidi. Il Comune di residenza decretò due giorni di lutto ufficiale e si organizzò una manifestazione con il motto “Basta violenza contro le donne”.

    Dopo il ricovero in ospedale fu rispedito direttamente in prigione. I mezzi stampa intitolarono così la notizia (tre semplici esempi): “Sofia accoltellata a morte da suo marito in presenza delle figlie”; “Ammazza sua moglie a coltellate dopo una discussione nel domicilio familiare”; “Le istituzioni regionali condannano l’omicidio maschilista e convocano un minuto di silenzio”. La parte civile, rappresentata dalla Giunta regionale (!) e dai genitori della moglie, i nonni ai quali erano stati affidate le figlie, chiesero oltre i 12 anni per omicidio doloso. L’indagine confermò la versione del marito, la dinamica dell’aggressione, la distribuzione delle macchie di sangue, il tentativo della moglie di inscenare un furto (si era messa i guanti di lattice) e il presunto movente ipotizzato dal marito: la moglie, trascinata dal gioco, aveva svuotato i conti bancari familiari, circa 108 milla euro, e il marito, per capire cosa stava succedendo, aveva fissato per l’indomani un appuntamento con il direttore della banca. La moglie, ormai sentendosi scoperta, decise di agire, forse inscenando un furto.

    In conclusione: per appellarsi alla legittima difesa un uomo deve arrivare mezzo morto al pronto soccorso; deve soggiornare in prigione e sopportare lo stigma sociale e mediatico e la presunzione di colpevolezza fino all’udienza. Se ha dei figli (che presumibilmente è riuscito a salvare dalla morte) per 3 anni non potrà vederli. Dovrà sopportare l’idea di vedere affidare i figli a persone a lui ostili, che cercano in tutti i modi di privarlo della libertà, senza possibilità di intervenire sul condizionamento che queste persone possano mettere in atto sui propri figli nei suoi confronti. Non potrà contare in questi momenti di difficoltà sul sostegno delle istituzioni pubbliche, anzi queste istituzioni (la Giunta regionale) si adopereranno economicamente e socialmente per contrastarlo per la sola colpa di essere uomo. Se sarà fortunato, potrà provare che la compagna sentimentale ha svuotato i conti in comune e ha seminato le prove della sua innocenza, solo allora sarà libero, perché la sua versione dei fatti non conta nulla. Nessuna legittima difesa preventiva. Nessuna legittima difesa ritardata. Legittima difesa solo da mezzo morto… e forse. “…mi chiedo cosa mai possano vivere i tantissimi uomini che si trovano nelle mie condizioni …”, diceva l’Avvocato Piero Lorusso.
    @@@

  6. Avatar di Andrea
    Andrea permalink
    26 ottobre 2020 01:34

    Un altro mito diffuso in ambito q.m. è quello secondo cui gli uomini italiani sarebbero i più zerbini del mondo.
    Ora, che tantissimi nostri connazionali siano degli irrecuperabili zerbini è fuori discussione, ma che altrove la situazione sia migliore a prescindere è una scemenza bella e buona.
    Innanzitutto per stabilirlo con certezza bisognerebbe vivere almeno per un po’ di tempo in altri paesi; altrimenti se come termine di paragone si prende il web e quindi facebook, instagram, twitter, etc, allora posso tranquillamente affermare che statunitensi, canadesi, brasiliani, australiani, etc son più zerbini degli italiani.
    Tale sottomissione psicologica la riscontro regolarmente anche sui profili delle combattenti di arti marziali miste o di brazilian jiu-jitsu, dove se un uomo prova a criticare le suddette o a far notare che i paragoni con i combattenti di sesso maschile son ridicoli, subito arrivano i cavalieri bianchi con la spada sguainata a farti notare che sei “un odiatore di donne” e che le suddette “potrebbero farmi un culo così”, bla bla bla…
    E questi cavalieri bianchi non sono italiani, ma brasiliani, messicani, peruviani, statunitensi, canadesi… anche filippini e indiani.
    L’idiozia maschile è sempre più in espansione.

    • Avatar di Fabrizio
      Fabrizio permalink
      26 ottobre 2020 18:59

      Qualche tempo fa uscì un videogioco ambientato nella Prima Guerra Mondiale. In copertina: una donna in atteggiamento da Schwarzenegger, con gli uomini sullo sfondo.
      Alcuni giocatori si incazzarono ma vennero sommersi dalle critiche, con un sacco di White Knight che puntualizzarono che le donne combatterono nelle guerre mondiali, basta guardare ad esempio Ludmila Pavlichenko. E tutti che ti tirano in ballo questa Ludmila come prova che le donne hanno combattuto bene quanto gli uomini, e sì che basterebbe un giro su Wikipedia per capire che anche in URSS, dove c’erano più donne nell’esercito, queste erano circa l’1% e generalmente lontane dalla prima linea (senza contare che le tirate dell’URSS su mirabolanti cifre per soldati maschi e femmine erano generalmente pura invenzione propagandistica).
      E quindi adesso se fai notare che le donne NON combattevano in prima linea di fianco ai soldati maschi, vieni additato come misogino e negazionista. In seguito abbiamo visto giochi in cui l’esercito spartano era misto, e adesso anche i vichinghi. Ad onor del vero, almeno in quel caso ci sono ben DUE casi storici di battaglie in cui in mezzo ai soldati vichinghi c’era qualche donna, oltre alla tomba di UNA regina guerriera (anche se re e generali normalmente non combattevano in mezzo alla plebe, ma tant’è…). Risultato? Le donne vichinghe combattevano assieme agli uomini e schifoso sfigato maschio nerd puzzolente che vive nella cantina dei genitori chi lo nega.

      Oh, però 20 anni fa non era così. Anche questo periodo passerà, voglio sperare. A furia di tirare la corda, questa si spezza. Di solito. Spero.

      • Avatar di Blu
        Blu permalink
        27 ottobre 2020 05:05

        “erano circa l’1% e generalmente lontane dalla prima linea”

        Sì sì, è successo molte volte anche a me, quella è la tipica arrampicata sugli specchi degli zerbini femministi che fa ridere per non piangere, non si rendono minimamente conto di ciò che dicono.

        Uscirono fuori di testa alcuni di questi su Twitter quando obiettai che se 1% vale tanto quanto 99% allora basterebbe pulire il lavandino del bagno una volta all’anno e cucinare una volta all’anno per contribuire al 50% alla cura della persona e della casa.

        Il fatto è che non hanno il senso dei numeri e delle proporzioni in quanto fondamentalmente stupidi.

      • Avatar di Er Breasaola
        Er Breasaola permalink
        27 ottobre 2020 14:16

        ormai gli uomini sono dei maschiopentiti zerbini vegani che pisciano seduti.
        se guardate le ultime generazioni nete dopo il 2000, gli italiani sono dei vigliacchi bullizzati mentre gli immigrati scopano tutte le ragazzine e fanno i bulli con i deboli autoctoni.
        La nostra cultura ha gli anni contati, e la colpa è nostra.

      • Avatar di HenatiGaymes
        HenatiGaymes permalink
        10 novembre 2020 00:50

        No. Le cose peggioreranno ancora. Si diceva che a furia di usare la reductio ad-hitlerum e la manipolazione emotiva la gente si sarebbe stufata. Si diceva la stessa cosa per quell’altra fallacia analoga, quando ti dicono che sei fascista, oppure comunista, ecc… In verità queste tattiche sono iperefficaci e proprio per questo continueranno ad essere usate.

        Se tu ti difendi e dici “no, io non sono X(qualsiasi cosa ti abbiano accusato di essere)”, questo proverà la tua colpevolezza, perché se ti difendi allora sei colpevole. Se ti dicono che sei misogino fascista, ecc… hai perso l’argomento, non lo hai vinto come invece sosteneva Godwin.

        Questa situazione negli ultimi 10 anni è peggiorata. Intanto le femministe estendono la definizione di “misoginia”, “sessismo”, “stupro”.

        Se hai frequentato 4chan allora sei membro dell’alt-right, poco importa se tutti gli utenti di 4chan detestano quegli idioti tipo Spencer e Bannon, tu sei comunque membro dell’alt-right. La dimostrazione? Semplice, hai frequentato un sito internet e questo basta per farti incriminare dal tribunale del popolo femminista.

        Ha ragione Mr.bresaola, bisogna smettere di parlare con le donne o potrebbero arrivare dei problemi.

Scrivi una risposta a Er Breasaola Cancella risposta