Questione di genetica

Questo proviene da twitter, ritwittato anche da Nadia Somma (per gli amici “cima”)
Dai dati riportati non può che essere che una questione di genetica, la genetica che imprime al genere maschile di essere violento non vedo altra alternativa
Certo, le nostre amiche radical chic, parleranno (per non passare da sessiste e razziste) di cultura da cambiare ,il famoso femminicidio è una questione culturale e il raptus (che abbiamo parlato prima) non esiste, esiste solo se il carnefice è donna, il quel caso o è un raptus o è legittima difesa , non si scappa
Oltre che natura e cultura non possono essere scisse cosi di netto, ma non ci sono dubbi il genere sbagliato è quello maschile
Dite che somiglia a qualche discorso suprematista dove, per screditare una etnia (in questo caso sesso) si mette in mostra i dati sui reati commessi?
Ma dai ,cosa state pensando ,loro sono “l’intelligenzia” di sinistra, anti fasciste fino al midollo, ma guai a parlare di uomini in difficoltà, l’uomo (o meglio il maschio) è quella roba li
Un disoccupato, un senza tetto, un precario è un probabile (ma che dico probabile, sicuro) quanto meno molestatore, non vale la pena di certo a perdere tempo
Meglio salvare qualche donna che uccide il marito magari con l’acido, in fondo sono poche … no ?
Dunque, che gli uomini siano artefici di una violenza molto più “visibile” di quella femminile è indubbio.
Per esempio: è vero che nel mondo gli uomini commettono il 95% degli omicidi, ma va sottolineato che nell’80% dei casi uccidono altri uomini.
Viceversa, le donne uccidono prevalentemente uomini.
La violenza femminile è molto meno visibile; diciamo pure che di solito è invisibile, perché agisce con altre modalità che hanno origine dalle differenze fisiche e psichiche delle donne.
In merito riporto un brano tratto da Il Mito del potere maschile, di Warren Farrell.
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Difesa per omicidi in appalto… Difendersi assaltando qualcuno
L’omicidio in appalto è un metodo prettamente femminile?
Quando per la prima volta consultai i miei archivi per preparare questa sezione sull’omicidio in appalto, rimasi colpito da alcuni modelli affascinanti. Innanzitutto, tutte queste donne assoldavano ragazzi o uomini. In secondo luogo, il loro bersaglio era di solito il marito, l’ex marito o il padre – uomini che un tempo avevano amato. Terzo, di solito l’uomo da colpire aveva una polizza assicurativa notevolmente più elevata del suo reddito negli ultimi cinque anni. Quarto, le donne spesso non venivano mai seriamente sospettate finché qualche coincidenza non smascherava il loro complotto. Quinto, per uccidere di solito la donna sceglieva uno di questi tre metodi: 1) convinceva il fidanzato a uccidere (in stile Svengali al contrario); 2) assoldava ragazzi sfavoriti dalla sorte per cifre modeste; 3) assumeva un killer professionista, usando così, per ucciderlo, il denaro guadagnato dal marito.
«Dixie Dyson rimboccò le coperte al marito prima della sua ultima notte di sonno. Aveva predisposto tutto: un vecchio amico e un amante avrebbero fatto finta di ‘introdursi in casa scassinando la porta’, di ‘stuprarla’, uccidere il marito e ‘fuggire’. Lei avrebbe riscosso il denaro dell’assicurazione.
«All’ultimo momento il vecchio amico si ritirò, ma l’amante e Dixie riuscirono a uccidere il marito con ventisette pugnalate. Furono presi. Dixie riuscì a negoziare una riduzione della sua pena denunciando l’amante e l’amico. L’amico che si era rifiutato fu condannato a venticinque anni di carcere per complotto. »
«Deborah Ann Werner aveva diritto a un terzo delle proprietà paterne. Chiese alla figlia di trovare qualche ragazzo disposto a uccidere il padre piantandogli un coltello nel collo.»
«Diana Bogdanoff fece in modo di trovarsi con il marito in una zona appartata di una spiaggia nudista.
«Diana aveva assoldato due giovanotti che lo avrebbero ucciso mentre lei stava a guardare. Gli spararono alla testa e lei denunciò i killer, ma senza presentare giustificazioni per l’omicidio – non era stato rubato nulla e lei non aveva subito molestie sessuali.
«Diana diventò sospetta soltanto quando un anonimo si mise in contatto con la speciale linea telefonica che in tutto il territorio nazionale raccoglie denunce per fatti criminosi. Per puro caso quell’individuo aveva sentito parlare, alla radio, dell’omicidio e si era rammentato di un amico che gli aveva raccontato di essere stato contattato e di essersi rifiutato di uccidere un uomo… su una spiaggia isolata per nudisti, mentre una donna di nome Diana sarebbe stata a guardare. Senza questa segnalazione, Diana non sarebbe mai stata sospettata.»
«Roberta Pearce, insegnante, offrì 50.000 dollari a testa a due suoi studenti quindicenni – e anche sesso e una macchina – se avessero fatto una cosa sola: ucciso il marito. Roberta avrebbe ottenuto la casa per la cui proprietà lei e il marito stavano litigando, e 200.000 dollari di assicurazione.»
«Mary Kay Cassidy e il suo giovanissimo amante uccisero il marito di Mary Kay. Sebbene l’uomo avesse confidato ad amici il timore che la moglie tentasse di ucciderlo, sulla donna non furono fatte particolari indagini. Lei e il giovanissimo amante ‘piansero’ la morte del marito e per mesi continuarono la relazione, ottenendo tutta la comprensione e la simpatia degli abitanti di Monongahela, in Pennsylvania.
«Casualmente i parenti del marito, pulendo la casa, scoprirono un registratore collegato al telefono: sul nastro era incisa una conversazione tra Mary Kay e l’amante mentre stavano complottando per uccidere l’uomo. Evidentemente lui aveva cominciato a tenere sotto controllo il telefono soltanto alcune ore prima di essere ucciso, e non aveva neppure potuto ascoltare la conversazione. Soltanto quando fu messa a confronto con il nastro Mary Kay confessò.»
«Pamela Smart, un’insegnante del New Hampshire, convinse il giovanissimo amante a uccidere il marito. I due cercarono di coinvolgere nell’omicidio anche una ragazza. Quando quest’ultima consegnò alla polizia il nastro con la conversazione avuta con Pamela Smart, che stava preparando l’omicidio, la donna assunse un killer per ucciderla. Pamela non accusò mai il marito di violenze. II suo movente? Il marito era un agente delle assicurazioni. Eppure nessuno dei 500 articoli comparsi sui giornali citò come possibile movente il denaro dell’ assicurazione.
«La reazione? Fu appoggiata da un club internazionale di fan chiamato Friends of Pamela Smart. Quando organizzarono una veglia davanti alla prigione in cui era rinchiusa, i funzionari le consentirono di rivolgersi a una folla di oltre 400 persone con un telefono collegato ad altoparlanti stereo.»
Personalmente non conosco nessun esempio di club di fan a favore di un uomo che ha ucciso una donna – soprattutto una donna che mai aveva commesso una violenza contro di lui.
Forse l’aspetto più spaventoso negli omicidi su commissione eseguiti da non professionisti è il ricorso, da parte di molte di queste donne, a ragazzi assai giovani – di solito poveri e sfortunati. Queste donne, oltre a commettere un omicidio, sono anche responsabili dello stupro psicologico di un ragazzo. Qualsiasi uomo adulto, se avesse assoldato una quindicenne per uccidere la moglie, sarebbe nella cella della morte, in attesa di esecuzione. Soprattutto se con quella ragazza avesse anche fatto del sesso.
Quando invece vengono assoldati dei killer di professione, le risorse economiche necessarie per pagare un professionista implicano un’appartenenza alla classe media. Le donne che assumono dei professionisti sono spesso donne della classe media che uccidono i mariti con il denaro guadagnato da questi ultimi. Per esempio, Constantina Branco ritirò dal conto in banca del marito la somma necessaria per assoldare un uomo che lo uccidesse.
La donna povera che cosa ha in comune con la donna della classe media? Tendenzialmente nessuna delle due uccide il marito il cui stipendio la protegge, a meno che l’ammontare dell’assicurazione non superi complessivamente lo stipendio degli ultimi anni. In sostanza, queste donne non uccidono la loro fonte di reddito, ma uccidono per crearsi un reddito.
L’omicidio su commissione offre uno spunto per analizzare a fondo la differenza tra lo stile femminile e lo stile maschile adottato per uccidere persone un tempo amate. L’uomo uccide di sua mano. La donna assume un altro uomo. In genere, quando un uomo ammazza una donna, lo fa in un accesso di collera. Egli «perde il controllo.» L’omicidio su commissione è premeditato. Quando un uomo ha premeditato un delitto, spesso uccide la moglie, i figli e poi se stesso. La donna di rado si uccide.
Capita qualche volta che degli uomini assoldino dei killer per uccidere delle donne? Capita, ma poi subentra qualche ostacolo. Il killer non se la sente di uccidere una donna e denuncia alla polizia l’uomo che l’ha assoldato per farlo! (Anche il killer pagato ha un istinto protettivo quando si tratta di una donna.) Pertanto, non è che gli uomini rifiutino del tutto di usare il metodo dell’omicidio su commissione, ma quando vi ricorrono quasi invariabilmente si ritorce contro di loro.
Se esistessero difese per soli uomini, come sarebbero?
Non esiste una difesa prettamente maschile per giustificare l’omicidio di una donna. Né deve esserci. Ma se ci fosse, l’equivalente maschile della «difesa al progesterone» delle donne sarebbe la «difesa al testosterone», l’equivalente della «difesa della donna innocente» sarebbe la «difesa dell’uomo razionale» – la concezione parimenti sessista che un uomo non commetterebbe un delitto se non avesse un motivo razionale per farlo; ci sarebbero difese per i padri, sindromi dell’uomo maltrattato, e speciali difese per gli oneri del ruolo maschile… per esempio, la «difesa delia guardia del corpo».
La difesa della guardia del corpo
Vi rammentate di quando il figlio di Marlon Brando, Christian, s’infuriò tanto con il ragazzo della sorellastra Cheyenne -schiaffeggiata e maltrattata – da prendere la rivoltella? Nel corpo a corpo che seguì, gli sparò e lo uccise. Disse che il colpo era partito accidentalmente.
Brando avrebbe potuto appellarsi alla «difesa della guardia del corpo»? Per quale motivo? Se una donna uccide un uomo che le ha fatto violenza e poi resta in libertà, perché mai un altro uomo non potrebbe uccidere un uomo che fa violenza a una donna e restare a sua volta in libertà?
Ecco come alle singole donne è dato più potere di uccidere che a tutto il governo degli Stati Uniti
Nel loro complesso, le dodici difese per sole donne permettono quasi a ogni donna di «eseguire una condanna a morte». Paradossalmente, consideriamo ora persino liberai favorire la donna che decreta la pena di morte e opporci al governo che ricorre alla pena capitale. Il governo non può assolutamente prima uccidere una persona e poi dichiararla colpevole di violenze: soltanto una donna può permetterselo… ai danni di un uomo. Ma forse è ancor più sorprendente il fatto che il rifiuto del giusto processo è detto «liberale» se è una donna che lo nega a un uomo, «totalitario» se qualcuno rifiuta il debito processo a una donna.
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Questo è un altro brano tratto da Il Mito del potere maschile.
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Sono più gli uomini a uccidere le donne, o più le donne a uccidere gli uomini? I Sei Paraocchi
II dipartimento della Giustizia ci informa che gli uomini uccidono il doppio delle donne, rispetto al numero di uomini ucciso dalle donne. Ma diamo un’occhiata un po’ più da vicino. Sicuramente è più probabile che degli uomini uccidano un certo numero di donne. Quasi sempre questi omicidi seguono un modello, e a un certo punto l’uomo viene catturato. Pertanto le statistiche del dipartimento della Giustizia riflettono questa realtà. Altri delitti commessi dagli uomini costituiscono una chiara prova: l’uomo involontariamente spara alla moglie o a un’amica, e poi si punta la rivoltella alla testa. La prova è sul pavimento.
Peraltro, sei paraocchi ci impediscono di vedere i metodi di omicidio femminili. Innanzitutto, è più facile che una donna avveleni un uomo, invece di sparargli, e l’avvelenamento viene spesso registrato come infarto o incidente. Così Bianche Taylor More (il caso Arsenico e vecchi merletti) per un quarto di secolo poté continuare a uccidere prima di essere scoperta. E dei delitti all’Excedrin di Stella Nickell furono ritenuti responsabili dei vandali.
Anche l’omicidio su commissione è meno identificabile perché e premeditato, e spesso affidato a un professionista. Quando viene scoperto, il dipartimento della Giustizia lo registra come «delitto con molteplici colpevoli» – non viene mai registrato come uccisione di un uomo da parte di una donna. Ciò crea un secondo paraocchi.
Gli uomini che uccidono le donne di solito appartengono a classi socioeconomiche inferiori, mentre le donne che uccidono il marito o l’amante sono in genere di livello sociale più elevato. Ecco dunque il terzo paraocchi: il fattore denaro. Per esempio,
Jean Harris (che uccise l’autore di La dieta Scarsdale) era stata preside di una scuola privata; Elizabeth Broderick era stata un’insegnante/elementare e, sposandosi, era entrata a far parte dell’alta società; Pamela Smart faceva la maestra nel New Hampshire. Con il denaro si possono assumere i migliori avvocati e si ottengono più assoluzioni e diminuisce così il numero di donne assassine che rientrano nelle statistiche del dipartimento della Giustizia.
Probabilmente i paraocchi più importanti sono il «fattore Cavalleria» e il «fattore Donna Innocente» che, tanto per cominciare, evitano a molte donne di essere seriamente sospettate. Per giunta, la difesa basata sulle attenuanti talvolta porta al ritiro delle accuse. Per esempio, quando una donna assolda un minore o un uomo, amante o professionista che sia.
Quando si combinano i Sei Paraocchi – l’avvelenamento mascherato, gli omicidi su commissione camuffati da incidenti e registrati come omicidi con molteplici colpevoli, il fattore denaro, il «fattore Cavalleria», il «fattore Donna Innocente» e la difesa basata sulle attenuanti – possiamo facilmente renderci conto che, consciamente e inconsciamente, siamo stati ciechi rifiutando di vedere delle donne che uccidono degli uomini.
Dai Sei Paraocchi deriva una distorsione delle statistiche. Ma una distorsione della percezione deriva dalla tendenza dei media a dare risalto alla notizia quando sono gli uomini a uccidere le donne (l’assassino dell’università di Montreal, gli strangolatori di Hillside e di Boston).
In breve, è impossibile sapere in quale misura i sessi si ammazzano tra loro. L’unica cosa che sappiamo per certo è che entrambi i sessi uccidono più uomini che donne.
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Tuttavia il fatto significativo è che le tipe che fanno questi discorsi, son le stesse che poi gridano al razzismo se qualcuno fa notare che certe etnie delinquono più di altre.
E sono anche le stesse che sparano fregnacce del tipo “la stragrande maggioranza delle violenze contro le donne sono commesse da uomini italiani”.
E grazie al cazzo, rispondo io, visto e considerato che gli uomini stranieri sono una minoranza rispetto a quelli italiani…
Peccato (per loro) che in percentuale gli uomini italiani commettano meno violenze e pertanto la realtà sia l’esatto contrario.
Ma a parte questo, di ancor più significativo c’è il fatto che queste mentecatte, razziste e sessiste, sappiano evidenziare solo il lato oscuro maschile e mai quello luminoso, così come si guardano bene dal fare altrettanto con se stesse e le loro sorelle.
Per esempio: chi è che costruisce le case nelle quali le femmine vivono, le scuole dove studiano, gli ospedali in cui si curano, gli uffici nei quali lavorano, le strade sulle quali viaggiano a bordo di mezzi creati da menti maschili, etc etc ?
E chi è che provvede alla manutenzione di tutto ciò ?
A me risulta che siano gli uomini e non certamente le donne.
Anche la TV, la radio, internet, ex arpanet, ovvero gli strumenti attraverso i quali diffamano quotidianamente tutti gli uomini – quindi anche i loro padri, fratelli, mariti, figli – sono delle creazioni maschili, mica femminili.
Come era solito scrivere uno dei pionieri della QM:
“Fosse per le femmine la specie umana vivrebbe ancora nelle caverne”.
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PS: ieri, su radio Subasio, si parlava di manutenzioni in casa e quindi chi si occupava in primis di tutto ciò.
Beh, sai che quadretto che ne è uscito fuori ?
Che sono loro, le femminucce, a fare molto più degli uomini !
Ha telefonato una tipa che asseriva di far tutto lei, al contrario del marito che sarebbe un totale incapace, e aggiungendo che “in casa i pantaloni li porto io!”.
Ha telefonato pure una ragazzina, per prendere per il culo il proprio padre, che a suo dire non sapeva fare questo e quell’ altro (in altri tempi sarebbero volati gli schiaffoni; anzi, la ragazzina non ci avrebbe proprio provato).
Mai sentito un ragazzino che telefona in diretta radio per prendere per il culo la propria madre.
C’è poco da fare: le femmine (non solo le femministe dichiarate, ma le femmine in genere) son così; spocchiose e complessate allo stesso tempo, nonché ingrate e totalmente prove di autocritica.
Nei fatti sono infrequentabili, soprattutto oggi, che non hanno più limiti e pertanto tracimano come un fiume in piena senza più argini.
Non a caso le definisco “femmine allo stato brado”, con le quali non possono assolutamente esistere dei “rapporti paritari”.
Ergo, o comandano loro o comandiamo noi.
Tutto il resto è fuffa politicamente corretta.
gli unici Paesi con le donne sottomesse sono quelli islamici, lì il femminismo non attecchisce
Queste sono le donne di oggi. Questa fa particolarmente schifo, umanamente e moralmente, ma purtroppo se le altre lasciano fare evidentemente la pensano più o meno allo stesso modo.
A proposito, le “eroine” iraniane usano anche i bambini, oltre agli uomini, come scudi umani: