Barbie

Attenzione contiene spoiler
Ieri sono andato a vedere questo film campione d’incassi, dove si esalta il femminismo
Ve lo dico subito, film da seconda categoria, non so il perchè di questo successo, evidentemente il cinema non offre di meglio, questo è davvero drammatico
Si inizia in un mondo fatato ,dove le Barbie, quindi le donne, fanno tutto, un mondo perfetto ,fatto di feste, canzoni e nessun pensiero al mondo
Succede che, quella addetta a creare e nuove barbie, ha una crisi e inizia a disegnare barbie fuori dal canone estetico e quindi la protagonista deve andare nel mondo reale e cambiare la situazione
Nel mondo reale si porta dietro pure Ken, uomo poco sveglio, e scopre nel mondo reale i privilegi del patriarcato, vede uomini al comando e crede che, essendo lui un uomo ,tutto gli sia dovuto
Infatti, quando barbie e la sua “creatrice” tornano nel mondo fatato, vede che il mondo si è capovolto dove sono i Ken a dettare legge
Poi il film finisce con la critica al patriarcato ,ma io voglio soffermarmi in questo spezzone
Come ho detto in precedenza, filmino senza arte ne parte, dove il sempre verde patriarcato e il capro espiatorio di tutti i mali, ho letto, prima di andare vedere il film, due recensione e quella di “unavitadabrutto” mi sembra che ci abbia azzeccato
Il film, al contrario di cosa vuol dire l’autrice, è in pieno stile redpill, visto che un uomo, non molto sveglio, come Ken, riesce a rovesciare, in poco tempo, le gerarchie delle donne al comando e, quindi, le stesse donne, non ci fanno una bella figura, in fondo basta avere il “bel faccino”
Due note sul mondo reale, barbie va in un cantiere e crede di trovare le donne al lavoro, invece trova tutti uomini e sono pure tutti uomini al consiglio d’amministrazione della mattel, poi subisce un paio di fischi per strada e si sente in imbarazzo, insomma le solite lagne femministe
Certa una cosa, se la massima espressione del femminismo è questo film, altro che lotta di classe e bandiera rossa, siamo fermi all’asilo dove “c’è l’hanno con me perchè sono femmina”
Fatti i doverosi ringraziamenti ed complimenti a Mauro per il coraggio dimostrato nell’immolarsi andando a vedere questo film per tutti noi…l’unica considerazione che mi viene da fare è che ancora una volta si dimostra come il femminismo-liberal italiano (ma non solo italiano) sia una sorta di franchising di quello USA, da cui si irradia per infestare il pianeta.
Tutte i suoi recenti capisaldi…il Gender Pay Gap, il catcalling, il consenso esplicito, il mansplaining, il manspreading, i soffitti di cristallo…ecc, vengono coniati li e poi spediti all’estero con i vari e potenti media a sua disposizione.
Una volta arrivati a destinazione ci pensano le/gli intellettuali indigeni a, ingurgitarli, masticarli e rigurgitarli per sfamare gli adepti.
Questa è la filiera ben collaudata.
OK Mauro immaginavo che fosse una spot contro il patriarcato e l’oppressione maschile , pier luigi hai ragione al 100% , il vero cuore pulsante del femminismo sono gli Stati Uniti e si irradia poi in tutta Europa a cominciare dall’Italia. Ecco cosa esportano gli USA culturalmente : la feccia.