Una botte di ferro
Mi è stato segnalato questo video (dura un minuto), dura poco ma incamera alla perfezione il pensiero femminista dominante
Parla dello screzio avuto tra De Luca e Meloni
La nostra paladina in poche parole dice che, se una cosa fatta bene è una cosa fatta dalle donne, se una cosa è fatta male, anche se è una donna a farlo, imita l’ atteggiamento maschile
Non si scappa, ma anche con le donne che comandano il parlamento europeo e siamo invasi da guerre. abbiamo lo stesso pensiero ,le guerre sono frutto del patriarcato non che invece sono state fatte da persone ricche ma vanno a morire le persone povere, il sempre verde patriarcato fa da paracadute
Inutile aggiungere altro
Nei giorni scorsi è emerso in molti organi di stampa che il Papa avrebbe affermato durante un incontro privato con dei seminaristi “il chiacchiericcio è roba da donne…noi abbiamo i pantaloni, dobbiamo dire le cose“
Ne è scaturito uno sheetstorm mediatico strutturato sul ben noto postulato progressista per cui “alle donne non possono essere applicate ontologie infamanti”.
Da nessuno.
Pontefice compreso.
Di norma a chi si addentrasse nell’esercizio di lettura socioculturali del femminile viene fatto notare “amichevolmente” che “alle donne non possono essere applicate ontologie di nessun tipo e natura. Punto.”
Il principio stesso di “ontologia” risulterebbe inapplicabile perché filosoficamente fallace.
Il femminile è una dimensione complessa, multiforme, cangiante…
Discorso chiuso.
A meno che….come ci fa notare qui “Sora Lella” non le si applichi al maschile.
In questo caso le ontologie riprendono la loro antica consistenza euristica.
Per il maschile il fermo immagine necessario a descriverne caratteristiche precise, puntuali, consolidate ed incontrovertibili può essere applicato.
Chilometri quadrati di produzione intellettuale femminista ne corroborano la validità concettuale.
Sono probanti.
Ben inteso solo se la caratterizzazione produce avversione, repulsione, stigma sociale.
Le virtù maschili…quando e se sussistono, sono legate alle biografie dei singoli uomini.
Sono incidentali.
E non di rado queste virtù sarebbero da ricondurre ad un maschile “riformato”.
Femminil-femminista.
Bergoglio da tempo ha intrapreso nella sua veste pubblica un processo di beatificazione delle donne.
Del femminile.
Non dal punto di vista spirituale o teologale…che gli sarebbe proprio, ma da quello sociopolitico.
Ha spesso voluto sottolineare la sua piena ed incondizionata adesione alla rappresentazione della [dolente] contemporanea condizione femminile che quotidianamente ci rappresenta il potente mainstream mediatico progressista.
Ricordo una sua spericolata gimcana sul tema Gender Pay Gap.
Una lettura maliziosa e controcorrente (a cui io aderisco) rappresenta questo suo esibito anelito “femminista” come strumentale. Utilitaristico. Calcolato.
Questo Bergoglio segreto avvalora l’ipotesi.
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https://www.repubblica.it/cronaca/2024/05/30/news/papa_francesco_chiacchiericcio_roba_da_donne-423136198/