Prassi ….

Prima di iniziare una piccola premessa personale , è da due mesi che non scrivevo sul mio blog il perchè è presto detto, ho fatto il trapianto di reni ,sono stato in ospedale circa un mese (qualcosa meno) adesso sono a casa e inizia una nuova vita, detto questo ritorniamo ai nostri temi
Questa foto è di una donna bruciata viva dal marito con una tanica di benzina
Crimine efferato e, l’uomo in questione deve pagare le sue colpe, senza se e senza ma
Inutile dire che , questa vicenda è narrata dalla solita paginetta misandrica
https://www.facebook.com/photo?fbid=997915949044820&set=a.628671155969303
Le ho fatto notare che, ad un uomo di Brindisi, le cose sono andate peggio, morto
dopo settimane di agonia visto che una donna gli ha buttato addosso dell’acido
Guardate cosi mi hanno risposto
Mauro Recher Posto che per me deve restare in carcere a vita, la donna in questione è totalmente incapace di intendere, è una malata psichiatrica. Qui si parlava di un soggetto che con cognizione di causa e volontà ha cosparso la moglie di benzina e le ha dato fuoco…
Avete capito ? Se è un uomo che compie il crimine è sempre capace di intendere e volere, mentre se è una donna, entra in gioco la malattia psichiatrica
In pratica una donna non fa mai del male e se lo fa, ha qualcosa che non va nella testa (meno male che non ha dato colpa al sempreverde patriarcato)
Probabilmente, nei due casi specifici ,ha pure ragione, ma questa è ormai la prassi, l’uomo lo fa con razionalità, la donna invece è da curare in un reparto psichiatrico
Niente da fare, il racconto politicamente corretto è questo
Un piacere grande rileggerti Mauro
Ad Majora Semper per la tua “nuova vita”
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Nel merito del tuo post leggo:
Aggredì il marito con l’acido a Brindisi, l’uomo morì dopo un mese di agonia l’8 settembre 2020, la donna, imputata, è stata assolta in quanto incapace di intendere e di volere al momento dei fatti, avvenuti in via Pace Brindisina. E’ la decisione dei giudici del Tribunale di Brindisi (corte d’assise, presidente Genantonio Chiarelli, a latere il giudice togato Simone Orazio e i giudici popolari) con la sentenza emessa ieri, martedì 25 ottobre 2022. La donna è difesa dall’avvocato Amedeo Martina del Foro di Lecce.
La donna era sottoposta a processo, omicidio volontario l’ipotesi di reato. Sia il pm, Francesco Carluccio della Procura di Brindisi, che l’avvocato Martina avevano chiesto entrambi l’assoluzione in quanto la donna era incapace di intendere e di volere, previa derubricazione del reato in omicidio preterintenzionale. I giudici hanno stabilito, inoltre, per la donna il ricovero in un ospedale giudiziario per un periodo non inferiore ai dieci anni. Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro 90 giorni.
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https://www.brindisireport.it/cronaca/brindisi-uccise-marito-acido-assolta-incapace-intendere-volere.html
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Dunque un soggetto (donna) con conclamate incapacità d’intendere e di volere “al momento dei fatti” pone fine alla vita del proprio marito.
Al di là delle proprie intenzioni.
Accidentalmente (omicidio preterintenzionale, afferma la sentenza).
Se l’incapacità sia stata conclamata anche nel momento in cui si recò in un esercizio commerciale ad acquistare il flacone di liquido sgorgante con l’intendo di riversarlo sul corpo dell’uomo, non è dato di sapere (non ho letto le motivazioni della sentenza e le carte processuali)
Suppongo non ci sarà appello, dato che anche la procura aveva chiesto l’assoluzione.
Pace, amen.
Giustizia è fatta.
Al di la dei ragionevoli dubbi su questa sentenza assolutiva, anche alla luce della consolidata letteratura giurisprudenziale che ha dimostrato la maggiore clemenza accordata delle donne rispetto agi uomini nella somministrazione delle pene in ambito penale, noi abbiamo imparato che il vero processo, quello che condanna alla dannazione eterna non è quello delle aule di giustizia, ma quello mediatico
Ed in quel tribunale questa donna è andata assolta ben prima che i criminologi forensi, fossero nominati e si mettessero all’opera
I fatti risalgono al 2020, la sentenza è del 2022
Aggiungo: nei casi in cui un uomo reo di aver arrecato un qualche danno ad una donna venga assolto…o semplicemente riceva una pena “mite” o comunque non coincidente alla pena massima edittale, il frastuono mediatico è assicurato
Le piazze si gremiscono
Gli ispettori governativi accorrono
I giudici tremano
Nell’articolo che ho linkato il nome dell’uomo defunto non viene riportato**
Viene definito “il malcapitato”
Beffarda ma più che mai attinente definizione in casi come questo se sei un uomo
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**R.A. erano in vita le sue iniziali
Il nome del povero uomo assassinato era Rosario Almiento, quello della mantide graziata e messa in una comoda rems è Claudia Longo. La sua identità è stata a lungo comperta dai media. La mantide era talmente non in grado di intendere tanto da dire alla polizia “parlerò solo in presenza del mio legale”. La donna ricevette l’indiretta giustificazione anche dal funzionario poliziotto il quale la definiva “una povera donna”. La mandarano in un’ospedale con la scusa dei test anticovid e poi direttamente in un reparto di psichiatria dove le hanno redatto la perizia anticarcere. L’incapacità momentanea porta a potere essere dichiarata guarita in seguito e quindi tornare libera senza alcuna condanna. Una madre assassina delle tre figlie in provincia di Lecco, circa dieci anni fa con lo stesso metodo fu assolta e mandata in simile struttura, dopo cinque anni usci perché ammessa alla semilibertà, per la felicità del parroco.
Nell’articolo si legge
“Le indagini sono state condotte dai poliziotti della Squadra mobile di Brindisi al comando del vicequestore Rita Sverdigliozzi”
Un dettaglio che partecipa al legittimo sospetto su questa vicenda processuale
Il solito caso di doppiopesismo, purtroppo abbiamo avuto altri esempi altrettanto odiosi.