Le sardine

Sarà un post veloce (in questo periodo non ho molta voglia di scrivere)
Comunque non posso dire due paroline su questo fenomeno (da circo) che ha “prodotto” questa sinistra “fucsia e fighetta” (anche se loro si dicono apartitici e non vogliono bandiere)
Il loro Leader (non mi ricordo dove, forse da Floris ) loro si definiscono anti razzisti, anti fascisti e femministi (cosi nell’ordine)
Poi ieri ha fatto una esamina che hanno fatto incontrare femministe e ambienti lgbt
In tutto questo sono sparite parole come operaio ,lavoratore, precario e disoccupato (ovviamente anche con la desinenza femminile)
Si va contro una persona che, sinceramente, mi sta molto sui cosiddetti, ma ancora si fanno gli stessi errori, si dividono le persone non in classi sociali ma in tanti scatoloni dove è importante essere donna che invece di essere un lavoratore
Va bene la campagna contro l’odio (che non ho mai capito il perchè non si può esprimere la propria idea, senza offendere) ma credevo che l’impronta poteva e doveva essere diversa
Però il femminismo, in qualsiasi situazione, c’è sempre
Mauro…se loro sono le sardine, noi siamo i salmoni.
Noi, a differenza loro, nuotiamo faticosamente controcorrente.
Per andare a “deporre” le nostre idee nel luogo d’origine, dove stanno le nostre radici.
Dopo, potremmo pure morire contenti.
Un movimento “dal basso” (ah ah ah) che ha lo stesso programma liberista di Emma Bonino.
Ah, è la “campagna contro l’odio” altro non è che la campagna contro il dissenso.
“si fanno gli stessi errori, si dividono le persone non in classi sociali ma in tanti scatoloni dove è importante essere donna che invece di essere un lavoratore”
Non credo sia un errore, credo sia una cosa voluta, perché è assolutamente impossibile che nessuno a sinistra se ne sia mai reso conto in anni e con tutte le critiche ricevute.
Semplicemente, secondo me, hanno deciso che il turboliberismo non lo possono combattere, e forse un po’ gli piace anche.
Così hanno trovato questo escamotage: prendi femminismo e terzomondismo, e punti su quelli – lo scopo non è di fare qualcosa di significativo ma di avere un pacchetto di idee che suoni plausibile e pertanto in grado di giustificare il loro occupare e mantenere un po’ di poltrone in posti che vanno dal Parlamento alla dirigenza di varie società e associazioni.
Ci sta anche che se la cosa di Greta e dell’economia green regge e mantiene l’interesse generale, pian piano si buttino su quella dando un po’ meno importanza al femminazismo.
Sull’immigrazionismo non credo invece che molleranno mai: troppi soldi che girano.