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Il passo indietro/2

3 dicembre 2017

H visto il video di parità n pillole su youtube  che riguarda  la  vicenda  che  ho trattato nel post precedente

“Il femminismo ha  molte  correnti”

Vero, non una  di meno è una  corrente ed è questo che  il video fa  vedere, ma  quello che  non capisco ( omeglio faccio finta  di non capire)  il perchè si arrabbia  anche  con il ragazzo

Il ragazzo ha  scoperchiato il vaso di pandora ed ha  tirato fuori la  vera  anima  di “Non una di meno”  cioè un movimento misandrico , inutile  fare  tante  giri di parole, il video va  avanti parlando di tatticismo, di risposte  da  dare  ai provocatori ,ma  una  di meno è questo e  si sente  “protetta” perchè le  istituzioni lo permettono , per  capirci ,noi siamo donne  e  siamo vittime  e  facciamo il cavolo che  ci pare,anche  trattare  gli uomini per  quello che  noi crediamo, cioè dei personaggi “pericolosi”, per  capirci ancora  gli uomini sono i segnali stradali triangolari, cioè sei di fronte  ad  un pericolo

Inutile prendersela  con il ragazzo ,certo se  ne  stava  a  cuccia  in fondo, tanto per  fare  numero (quello si che  allora  il maschio vale) andava  bene, stare  davanti ad  un corteo dove  insomma  gli uomini non ci devono stare ( parole di una  delle  manifestanti ) allora  il discorso cambia

Poi, nel video , se  la  prende  anche  con una  di meno, ma  allora  chiariamoci

Non una  di meno presenta  senza  se  e  senza  ma  il femminismo che  fa  breccia, che  va  in televisione, che è la  maggioranza  anche  nei gruppi femministi che  seguo

Cara  Irene  so che  tu vuoi un femminismo diverso più “inclusivo” , bisogna  prendere  le  distanze  da  questi gruppi ,ma  non lo si fa  dando ragione  ad  una  di meno che  i numeri dei femminicidi sono un abisso rispetto al contrario perchè non è cosi

Vuoi un femminismo diverso , si inizia  cambiando nome, si inizia  a  trattare  le  vittime  allo stesso modo e  non vedendo prima  il genitale che  hanno poi agire  di conseguenza

Ma  perchè sono nati i gruppi maschili ? Perchè molti hanno visto questa  discrepanza di trattamento ,altro che  donne  in cucine, altro perchè non si scopa (problema  poi risolvibile  con 15  euro )

Ci sono correnti anche  nei gruppi maschili e  teste  calde  ? Certo che  ci sono  e  sono quelle  che  fanno anche  più ” rumore”, se  si pensa  che  si invita (quando capita) persone  che  sono delle  vere  e  proprie macchiette e  non quelli che  hanno qualcosa  da  dire  seriamente

Autogol di “Non una  di meno ” certo ,ma  il tuo Irene  è un fallo da  rigore

Il passo indietro

26 novembre 2017

Il buon Rino ha  segnalato questo video su UOMINI BETA

https://video.repubblica.it/edizione/roma/roma-lite-al-corteo-di-non-una-di-meno-le-donne-vietano-a-un-uomo-di-sfilare-in-testa/290659/291270?video&ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S3.4-T1

Non ci sarebbe  neppure  da  commentare  quanto il video è molto eloquente e, visto le  dichiarazioni anche  del corteo dell’ 8 marzo, non dovrebbe  pure  dare  scalpore, hanno fatto quello che  hanno detto, gli uomini devono stare  in disparte ..

Oltre  ad  una  strategia  politica  che  lascia  a  desiderare (mettere  l’uomo davanti al corteo avrebbe  almeno salvato la  faccia), invece hanno la  forza  e  la  faccia  tosta di alzare  la  voce  e  di mandare  l’uomo indietro nel corteo ,tanto per  fare  numero (un pochino come  la  lega  che  adesso cerca  i voti dei meridionali)

Questo è dovuto al clima  culturale  misandrico ,senza  se  e  senza  ma,  che  si è creato

Non per  niente  anche  al fatto che  è accaduto proprio ieri (da  quello che  ho capito)

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porta  in quella  direzione

Detto questo, credo che  ci sia  poca  parità  e  che  il femminismo sia  veramente  “andato oltre”  al pensiero originale (se  mai ne  fosse  esistito uno) … ma  questo è il politicamente  corretto dominante dove  si guarda  il sistema  riproduttivo e  si agisce  di conseguenza

Dal 19 al 25 novembre

25 novembre 2017

https://www.facebook.com/events/306290266524418/

 

 

Ho aspettato appositamente  queste  due  date  per  fare  un raffronto perchè il 19 novembre  era la  giornata  internazionale  dell’uomo, il 25 novembre  è invece  la  giornata  della  misandria  (chiamata  convenzionalmente “contro la  violenza  delle  donne” )

Inutile  dire  che  il raffronto è stato impari ,del 19 novembre  non ne  ha  parlato nessuno, ma  proprio nessuno (sono andato nelle pagine  dei maggiori partiti italiani), per  dire  che, il quel giorno, la Meloni e  Salvini si sono ricordati della giornata delle  vittime  degli incidenti stradali (importante anch’essa) ,mentre oggi nelle  stesse  pagine  si ricorda con grande  enfasi questa  giornata, con tanto di castrazione  chimica  e  di buttare  via la  chiave  (non si è parlato di pena  di morte, ed è già qualcosa)  ..

Non mi aspettavo nulla  di diverso ed è questo inquietante

I gruppi maschili (i cosiddetti MRA) si sono datti da  fare  con meme  ,slogan ecc ecc ,tutti condivisibili, ma  è una  goccia  in un oceano

Basta  vedere  oggi il parlamento pieno di donne  che  esprimevano odio contro gli uomini, a  ricordare  che  nascere  uomini è sbagliato

In questo contesto diventa  importante  avere  ogni spazio a  disposizione , per  questo c’è il 15  dicembre  una  importante  iniziativa che  parla  di diritti maschili con un film-documentario e un dibattito

Sarà anche  poco ,non ci saranno le  manifestazioni oceaniche, ma  è sempre  meglio di niente

 

 

 

Predicare bene…

12 novembre 2017

Ma razzolare  male

Mi ero perso questo articolo del blog ostinata  e contraria

http://ostinataecontrariablog.altervista.org/qualche-chiarimento-sul-femminicidio/

Come  mi sono promesso cerco sempre  di rispondere  punto su punto, anche  se  molti punti sono sempre  gli stessi ma a  forza  di picchiare  forse  qualche  mente  aperta  al dialogo (ci arriviamo anche  in questo post) possa  farsi le  sue  idee

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Tutto vero, niente  da  eccepire

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Appunto porre  l’attenzione, eppure  nessun termine  è stato coniato per  quando succede  l’inverso, già (si è tentato con maschicidio ma  con scarso successo ) questo fa  una  discriminazione  in base  al sesso ,invece  di chiamarla  solamente  violenza  domestica dove vengono presi in considerazione tutti i casi ,si è arrivati ad  un punto che  una  donna  che  si metta  insieme  con un uomo, praticamente firma  la  sa  condanna  a  morte, la  donna  meno importante  dell’uomo ?  Sarebbe  da  chiederlo ai padri separati

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Saranno anche  frasi maschiliste, ma  rendere  la  separazione più equa (si è vero che  la  legge  parla  di coniuge quindi  non dovrebbe  fare  differenza  tra  uomini e  donne… dovrebbe) ? Poi che  centra  la  prostituta ?

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Arriviamo al lato buonista…non tutti gli uomini (ma  il “not  all man” on era  una  sorta di giustificazione  in ambito femminista?)  La  discriminazione  vera  è parlarne  sono di una  parte  del problema  ed è quello per  cui mi batto ,non certo per  difendere uno che  sgozza una  donna, ma che  si faccia  una  questione  di genere, in sostanza  (anche  se  l’ho scritto migliaia di volte )  se  una  donna  incontra  un uomo è in pericolo ?

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Appunto l’opinione  pubblica  si scalda  solo con il femminicidio e  quella  legge  e  la  convenzione  di Istanbul vanno in una  direzione  ben precisa ,cioè indurre  l’uomo in carnefice sempre  e  comunque, a  me  ricordano le  “leggi razziali” ma  forse  sono troppo esagerato io ,sulla  detenzione  e  anni di galera non posso giudicare  perchè non ho dati a  disposizione  anche  se  ho letto in giro ,una  certa  differenza  tra  un “bello” e un “brutto” forse  funziona  alla  stessa  maniera ?

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Ed eccolo il punto focale,la  violenza  degli uomini è subita  solo da  quei 4  sfigati che  possiamo definirli  “falsi uomini “, (a proposito di stereotipi) che  hanno il loro bel centro anti violenza (mi sembra  che  c’e  ne  siano un paio in tutta  Italia, ma  dovrei essere  più informato) l’unica  guerra  dei sessi la  stanno facendo le  femministe e questo articolo ne  è la  prova, perchè sotto le  belle  parole  c’è la  differenza  che  si vuole dare  al fenomeno della  violenza  domestica  in base  al genere (uomini pochi e  quindi perchè parlarne?)

L’ultimo punto poi è fenomenale 🙂

Parità  con il dialogo, non so ,ma  sul suo sito mi ha  bannato ed non è il primo sito femminista  che  lo fa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La regina è nuda

4 novembre 2017

Copio ed incollo un commento di Rino dalla Vecchia su uomini beta sotto questo articolo

Video: Femminismo; ideologia sessista

Consegnarsi al vincitore
.
Mi aspetto lo stesso appassionato SI ad un loser.
.
Ma vincere non basta.
Anche il winner si inginocchia…

Senza  volerlo da  la  conferma  a  questo commento (cancello il nome, si dice  il peccato e  non il peccatore)

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Il post  è datato e  la  risposta  non è stata  data  al sottoscritto, è un commento che  ho trovato in giro nei gruppi che  seguo, però che  mi da  lo spunto che  poi è lo stesso di Rino

In definitiva  questa  donna  vuole  essere  libera  di essere  medico ,scrittrice di romanzi e  di viaggiare  per  il mondo (c’è qualche  legge  italiana  che  lo vieta? Perchè non ne  sono a  conoscenza) ma  i suoi sogni sono infranti per  colpa  del maschio (?), ovviamente  un maschio che  ha  peggio nefandezze  (solo a  me  ricordano quando si descrivono gli immigrati ?)

Non so che  maschi abbia  incontrato nella  vita, io di anni ne  ho quasi 50 (47) e, per  carità, ho la mia  bella  panza, ma  giuro che  ,quando finisco l’orario di lavoro , non vedo l’ora di farmi una  doccia  (la  faccio ogni giorno ,come  penso la  stragrande  maggioranza  dei maschi) ,ma veniamo al punto focale che  è stato poi suggerito anche  da  Rino, cioè quello segnato in rosso “il basso reddito”

Come  si dice ? Che  a  pensare  male  si fa peccato ma, di solito, ci si indovina

Se il reddito non fosse  basso credo che  la  nostra  femminista  da  tastiera ,quella  che  vuole  conquistare  il mondo denigrando i maschi,  non si fermerebbe poi molto sulla  questione  dei saponi e  degli deodoranti ed anzi sarebbe  l’uomo migliore  del mondo, non so ho questa  sensazione

La strategia

29 ottobre 2017

Ho visto questo screen che  ho occultato il nome  pechè non è importante, importante  è il messaggio,in questo caso , deleterio per  le  cause  MRA

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Non capisco il senso di mandare  un messaggio cosi di “peso” , si passa,  evidentemente, dalla  parte  del torto ,ho dato un occhiata alla  pagina  in questione  e  non si discosta  dalle  varie  pagine  femministe  di sinistra  fucsia (che  diventano poi dei leghisti al contrario ,cioè immigrati buoni e  italiani cattivi ) , ma  questo non vuol giustificare  dei messaggi cosi espliciti ma  di poco senso

Io sono sempre  convinto che, quando si offende  , si passa  dalla  parte  del torto pur  avendo ragione, ed è deleterio per  la  questione  maschile  o MRA  a  dir si voglia , benissimo contestare  pagine  del genere, l’ho fatto pure  io ,ma  si deve  sempre  e  comunque  evitare di andare  “sopra  le  righe”

Ti bannano ugualmente? Vero ,ma  non gli dai mezzi per  poter  replicare  e  la  figura  delle  “nazifemministe” la  fanno loro

Qualche  volta  un pochino di strategia  non guasta

 

Odi le donne ?

20 ottobre 2017

Domanda  semplice , quindi la  risposta  sarà  semplice

No ,nella  maniera  più assoluta,  non è nemmeno buonismo o politicamente  corretto, proprio è una  cosa  che  non mi si pone, combatto il femminismo per  il suo pensiero, ma  non odio le  donne , che  ci crediate o meno a  me  francamente  importa  poco

Ho dovuto questa  spiegazione  perchè ho letto questo articolo

Odi gli uomini?

A parte  la  solita  battuta  sull’errore  grammaticale  ( per  inciso ho provato a  scrivere odii e mi segna  errore, ma  sono solo uno zotico maschilista  e, per  di più , ignorante , quindi forse  il correttore  si è portato al mio livello ) l’autrice  del blog fa  la  disamina  di alcuni episodi di cronaca  che  portano empatia, quali lo stupro che  porta  più empatia  di uno che  cade  da  un tetto ma, oltre  a  questo ,  finisce  in questo modo

Odi gli uomini? Purtroppo. Per tutto il tempo fanno un fracasso infernale. Occupano strillando e sgomitando ogni spazio. A dire cose sensate, però, sono davvero in pochi. Maria G. Di Rienzo

Purtroppo tocca  “odiarli” , lei non riesce  a  farne  a  meno ,  e  simpatica  la  chiusa  finale  ,ricorda  alcuni articoli dei giornali del nord (compresi annunci ) quando parlavano dei meridionali

Ricordiamo sempre  che  la  misandria  non esiste

Lettera

14 ottobre 2017

Ho ricevuto e  volentieri pubblico questa  lettera  firmata  G.M

Perché la prostituzione deve smettere di avere quell’aura di degrado che si porta appresso da sempre

Quando si pensa alle prostitute, subito si pensa a un mestiere degradante, fatto in zone oscure delle città o dei paesini di campagna, a ragazze messe per strada con la neve e il sol leone, svestite in ogni stagione, in campagna col fuoco acceso e la sedia, mentre in città le si immagina in piedi ad aspettare il prossimo cliente pronto a far fare loro chissà quali azioni aberranti e probabilmente anche picchiate, stuprate e tiranneggiate da un magnaccia magari di stampo mafioso.

Ebbene, per quanto ciò sia successo e accada ancora oggi, per una buona fetta dei casi non è così.
È pur vero che, per certe ragazze straniere irretite da false promesse di un buon lavoro in un paese del primo mondo, ciò è accaduto davvero: la tratta e lo sfruttamento della prostituzione accade ancora, anche nei paesi del Primo Mondo. È ovviamente è disgustosa oltre che illegale. Ma questo non significa che tutte le prostitute, e nemmeno la maggior parte di loro, siano delle schiave sessuali.
Tuttavia, spesso chi parla così non si è nemmeno minimamente avvicinato a questo mondo, e parla per sentito dire e per luoghi comuni.

Dunque come si svolgono realmente i fatti, in questa buona parte di casi di prostitute volontarie?
Alcune di loro sono disoccupate che non hanno di che lavorare e/o non se la sono sentita di accettare lavori sottopagati magari con un numero di ore alto, magari sono madri giovani e ancora piacenti che hanno debiti da pagare.
Altre sono ragazze che arrotondano per pagarsi gli studi, o per pagarsi tutte quelle belle corbellerie (magari inutili) che se fossero impegnate, comprerebbe il loro uomo. Addirittura, ci sono stati casi di baby prostitute che lo facevano per pagarsi le ricariche telefoniche. Altre ancora sembrerebbero farlo (anche) per passione e divertimento.
Come uscire dall’idea che una peripatetica non sia necessariamente una sfruttata?
Semplice, frequentandole o anche mettendosi nei panni di una donna che ha bisogno di soldi e non sa da dove tirarli fuori.

Facciamo due conti: una donna disoccupata, che magari da mesi non trova lavoro (neanche a nero) e sta finendo i risparmi perché i soldi della disoccupazione (quando la si prende) non bastano (o non ci sono affatto), la cui prospettiva di finire a fare un lavoro a nero sottopagato e senza garanzie non alletta e magari nemmeno le garantirebbe l’arrivare a fine mese, ha ben poche alternative.
Perciò magari indagano un po’ su quali zone della città sono più rifornite di peripatetiche, si scelgono un angolo di marciapiede e lo occupano, esercitando la professione liberamente, senza dovere soldi a nessuno.
Alchè qui qualcuno potrebbe pensare: ma se sta in strada, rischia di essere notata dalla malavita!
E probabilmente potrebbe avere ragione. Perciò quelle che esercitano su pubblica strada sono quelle più a rischio, oltre che di fare brutti incontri, di ammalarsi a causa delle condizioni meteo quando queste ultime sono turbolente. Certo, è dura, ma pensate che non sono le uniche: ci sono i pony express in moto che stanno spesso al freddo e anche col vento, gli operai, i carpentieri. E sono quasi tutti uomini. Però, se l’Onu stessa ha detto che l’italia è uno dei paesi più sicuri per le donne, allora quando sentiamo parlare di femminicidi non dovremmo sentire per la maggior parte che sono state uccise delle prostitute? No, la maggioranza dei femminicidi è in realtà uxoricidio.

Peraltro, il mestiere può anche essere esercitato in un appartamento affittato apposta: molte di loro hanno una casa e una bottega, in una esercitano e nell’altra abitano. Per adescare clienti, mettono annunci in rete. E spesso questi appartamenti sembrano sempre disabitati, o si vede la luce filtrare da persiane perennemente abbassate o chiuse. I vicini possono fare congetture e sospettare, possono sentire rumori, tuttavia sono rumori che si sentirebbero in qualunque appartamento (ci sarà pur sempre una coppietta focosa in un appartamento che produce gli stessi rumori, prima o poi) ed è comunque una soluzione molto più discreta e comoda che non mettersi a un angolo della strada, di notte. Inoltre se nessuno sa con certezza, difficile che la faccenda venga scoperta. Mentre una donna poco vestita che sta tutta la sera ad aspettare non si sa chi, è fin troppo ovvio chi stia aspettando e cosa stia facendo.
Indi per cui, se nessuno (a parte i tuoi clienti) sa che eserciti la professione, sarai difficilmente raggiungibile dalla malavita.

A ben pensarci, poi, credo che nessuna sarebbe così stupida da non tentare almeno la fuga per denunciare il fatto alle forze dell’ordine. Ma il fulcro della faccenda, è che queste donne lo fanno per loro libera scelta, in primis. Se poi interviene la malavita, questo noi non possiamo saperlo con certezza, inoltre per la malavita stessa è molto più rischioso, costoso e faticoso organizzare traffico di esseri umani che non traffico di droga, che a conti fatti è ugualmente redditizio e meno faticoso.
Anzi, analizzando le polemiche, si insiste molto di più nell’affermare che la prostituzione è degradante per la donna perché un uomo la costringerebbe a dispensare favori sessuali. Ma l’offerta di prestazioni sessuali è fatta dalla donna stessa in questo caso, e non da un fantomatico protettore. Diversamente, non credete che molte prostitute avrebbero chiesto ai loro clienti di aiutarle chiamando le forze dell’ordine? O che almeno uno di questi clienti si sarebbe reso conto che qualcosa non andava? E ancora, non sarebbe più facile pensare che queste donne sfruttate avrebbero quasi esclusivamente una clientela particolare (leggasi: criminale), a cui non importa minimamente dello stato di salute e di consenso delle ragazze e della possibilità che esse stiano esercitando la professione sotto minacce e costrizioni (e che magari le esercitano loro stessi)? Questo almeno, nei casi di quelle che si prostituiscono per guadagnarsi la pagnotta.
Perché per una ragazza nel fiore degli anni, di buona famiglia, avrebbe più senso trovarsi un lavoretto part time per pagarsi gli sfizi che non farsi sfruttare dalla malavita, per cui le escludo a priori. Questo è il motivo per cui non è possibile che tutte le prostitute siano sfruttate e per cui non è possibile tutti i clienti siano dei maiali abusatori misogini.

E nel caso di quelle ragazze che lo fanno e sembrano divertirsi, beh, se hanno l’aria di divertirsi sicuramente non sono delle povere schiave. Al massimo possono essere delle brave attrici o delle genuine goderecce. Ma per il pensiero moralista odierno, è impossibile pensare che esistano donne così.
Forse non dovrei dirvelo e penserete che sono un degradato, ma per scoprire queste cose ho frequentato prostitute d’appartamento e parlato con amici. Tutti loro, mi hanno detto che parlando con le prostitute, anche di strada, non ne hanno trovata una che abbia il magnaccia. E nemmeno io: quasi tutte quelle con cui sono stato erano d’ appartamento, libere e indipendenti, e quasi tutte sembravano divertirsi molto a esercitare. Una addirittura mi dichiarò apertamente di farlo per passione. E credetemi, non sarei capace (io, ma anche tanti altri come me) di andare con una ragazza che sembra essere anche vagamente e lontanamente impaurita o costretta.
Per cui, direi che considerare le prostitute delle povere sfruttate degradate è una grossa esagerazione. Queste sono donne che hanno trovato un modo divertente e relativamente facile di lavorare e anche di fare soldi, in quanto comunque le tariffe sono analoghe a quelle di uno psicoterapeuta ma totalmente esentasse, in quanto totalmente a nero. Com’è che si dice, se sei bravo a fare una cosa mai farla gratis? E a quanto pare, oltre a non farla gratis, si divertono anche (non tutte e non sempre, comunque). Cosa pensereste di una persona che fa un lavoro che gli piace, non gli pesa e guadagna pure? Che ha coronato il suo sogno? Beh, per quanto sembri assurdo e improbabile, potrebbe lontanamente essere. Qualcuno sicuramente mi darà del pazzo e mi dirà che nessuna donna sogna di fare la marchettara, ebbene a quanto pare, anche se non era il sogno della loro vita, sembrano tutto meno che tristi. Perciò hanno trovato un lavoro che ha caratteristiche che molti vorrebbero avere nel proprio impiego ma che viene definito “degradante”. (Ma scusate, quanti di voi fanno il mestiere dei propri sogni?) E anche se non sono felici, non sembra di certo depresse. Almeno loro.
Quelle che ho incontrato io erano mercenarie e felici di esserlo, o almeno lo apparivano. Anche se alcune di loro esercitavano come si esercita un qualunque lavoro di ufficio, come delle pratiche da sbrigare. Come un lavoro d’ufficio, ma pagato meglio. Tutto sommato non sembrerebbero passarsela così male, no? A me tutto questo non sembra degrado. Al massimo, può farmi arrabbiare pensare che una donna possa godere del sesso essendo pagata e un uomo quasi per niente.
Qualcuno potrebbe obiettare: “ma è una recita per far piacere al cliente!”
beh, anche se fosse una recita nella maggior parte o totalità dei casi, direi che una ragazza sfruttata difficilmente sarebbe nelle condizioni di recitare bene. E non siamo così stupidi da non accorgerci mai quando una recita.

Volendo passare a una questione di mero denaro, se ogni seduta con ogni cliente costa almeno 50 euro a nero (quindi netti) e di clienti ce ne sono almeno 2 al giorno, e si lavora 6 giorni su sette, entrano 100 euro al giorno e 600 euro a settimana. In un mese, approssimativamente, sono più di 2400 euro. E non mi pare poco. Certo, devono coprire le spese dell’affitto, ma questa è la cifra più bassa che ho ipotizzato. E se la ragazza è brava e fidelizza il cliente, le entrate si regolarizzano. Certo, è un calcolo molto approssimativo, che non calcola che potrebbero non esserci giorni senza clienti (è il rischio del lavoro a cottimo, se non c’è niente da fare non si guadagna) ma se le cose girano per il verso giusto (e non è poi così difficile, dato che alla fine a mercenarie ci va un po’ chiunque) i denari non mancano.
Sarò becero e cinico, ma tra una casalinga, una cassiera del supermercato, una commessa, una parrucchiera e una prostituta, chi è che guadagna di più con poco sforzo e senza nessun bisogno di titoli di studio o fare colloqui di lavoro, per cui lavorando anche senza padrone (e senza frustrazioni di non venire mai scelte, senza mai sentirsi più dire “le faremo sapere”)? A conti fatti sono imprenditrici di loro stesse, donne indipendenti in ogni senso. Anche questo sarebbe degrado?

Pensando a tutto questo, viene davvero difficile credere che fare la prostituta sia un lavoro così orribile. Non sono nemmeno costrette ad accettare tutti i clienti: quelli più sgradevoli possono ancora rifiutarli, perché anche alzando la tariffa il gioco non varrebbe la candela e non le aiuterebbe a superare lo schifo (mentre certe altre donne “non mercenarie” che si fidanzano con uomini molto più vecchi e ricchi di loro sarebbero capacissime di farlo). Per non menzionare il fatto che poi, se un cliente non volesse pagare, possono sempre chiamare la polizia e dire che un uomo si è introdotto in casa loro con intenzioni malevole (ed essere credute a tavolino).

Per quanto riguarda la regolarizzazione e la legalizzazione, sappiate che renderebbero solo le prostitute più controllate e sottratte alla malavita, ma con la pressione fiscale di questo paese sarebbe poco redditizio. Inoltre pare che in germania, dove sia legale, le tariffe siano basse e per guadagnare debbano fare molti extra, e che perciò siano molto stressate. Per di più, legalizzare qualcosa che prima non lo era non significa toglierlo del tutto alla malavita: il tabacco ha il monopolio di stato eppure si vendono ancora sigarette di contrabbando. E lo stesso si potrebbe dire della marijuana e altre droghe leggere ricreative.

Inoltre, la società occidentale (ma anche quella umana in generale) non ha ancora capito che, dietro quel corpo offerto così spudoratamente, c’è comunque una persona. E non si è ancora liberata del ragionamento “donna: madonna o puttana”.
Si pensa ancora alle donne in modo dicotomico, come se non ci fossero vie di mezzo tra le donne pure e caste che lo fanno solo per dare un figlio a dio o per dovere coniugale (magari arrivate vergini al matrimonio), e quelle che “fanno scempio” (le virgolette sono volutamente sarcastiche) del proprio corpo usandolo come se non fosse loro, a destra e a manca, non importa se sotto pagamento o no.
Voglio dire, se avete una fidanzata disinibita allora la chiamate “troia” con disprezzo, pur godendo della sua disinibizione? Se una donna si concede facilmente anche a uomini qualunque, non particolarmente belli o ricchi, allora merita di essere chiamata “troia” con disprezzo? No, o almeno finché questo epiteto avrà quella connotazione dispregiativa. Molti epiteti, peraltro, hanno connotazioni dispregiative che non meritano e che vengono usati impropriamente (parole come coglione, che è solo un testicolo, per esempio), “puttana” e affini è una di queste. Se per dartela non ti fa pagare nulla, né la prestazione, né la cena nè l’aperitivo allora non hai a che fare con una troia, perché non stai pagando nulla. O, per essere più precisi (oltre che anglofoni) una “gold digger”.
Qui sta lo snodo più importante di questa faccenda, il degrado che si attribuisce alle prostitute è dato dal disprezzo che tutti hanno sempre attribuito loro senza un valido motivo. O forse, anche dall’invidia delle altre donne che non potevano esercitare e fare in qualche modo valere il loro valore intrinseco, perché già ingabbiate in un vincolo matrimoniale (o banalmente che non potevano divertirsi con altri uomini per lo stesso motivo). Bisogna proprio smettere di pensare che le prostitute non siano vere donne ma esseri a parte che sono scesi fino al grado di paria, perché come ho detto prima, dietro quel corpo c’è pur sempre una persona che magari ha (come tutti) degli affetti, degli interessi, dei sentimenti, delle emozioni, delle passioni e quant’altro. Invece quando si guarda una prostituta, si vede solo un corpo e non una lavoratrice e tantomeno una persona. Dovrebbe essere semplice pensarlo, eppure nessuno lo fa. Certo, nessuno vorrebbe la moglie sul marciapiede, ma tra non volere la moglie sul marciapiede e non volerne nessuna, c’è un abisso. E si chiama libera scelta.

Una libera scelta che, peraltro, hanno quasi solo le donne. Avere una scelta è un privilegio e una libertà. Ed è una libertà che gli uomini non hanno: solo pochi di loro possono permettersi di pensare di prostituirsi, quelli belli e fisicati. Invece ogni donna che non sia proprio troppo brutta (anzi, anche quelle a conti fatti) può farlo. Ci sono prostitute donne per ogni gusto e tasca: alte, basse, grasse, magre, belle, brutte, giovani e persino vecchie. E non è solo (anzi, quasi per niente) per accontentare i gusti dei maschietti: c’è talmente tanta penuria di possibilità sessuali per gli uomini medi, là fuori, che tanti di loro vanno a prostitute e magari quelle anziane e non proprio piacenti attraggono anche a causa di tariffe più basse. Quasi ogni donna, a causa del valore intrinseco sessuale alto che possiede, può andare a fare marchette, gli uomini non hanno questo privilegio e questo valore per cui solo l’elìte di belli e fisicati può tentare di farlo. Oppure, possono tentare la strada del travestitismo (sì, piacciono anche agli eterosessuali) che altro non è che una prova del valore intrinseco quantomeno dell’aspetto femminile. Le prostitute hanno così tanti clienti anche per questo. Gli uomini non super belli, valgono sessualmente tanto quanto possono permettersi di pagare agli occhi della società donnista.
Pensateci: se i gigolò sono tutti super belli e le prostitute invece di ogni tipo, quale dei due sessi ha il valore sessuale più alto? E quale dei due sessi ha i gusti più omologati in fatto di sesso? Quale dei due sessi ha più opportunità sessuali, se le prostitute sono tantissime e i gigolò in proporzione molto di meno? E chi ha in mano l’80% dell’offerta sessuale e l’80% della domanda? E perché la domanda e l’offerta sono sbilanciate, anzi ESISTONO in un campo come questo? (in parte, è anche dovuto agli uomini che non amano le libertine perché temono siano poco fedeli e hanno paura di perderne il controllo, in quanto dal punto di vista riproduttivo non sanno se hanno veramente in grembo il loro sperma, per cui una paura ancestrale).

E per concludere, anche se una donna può essere a favore della prostituzione, sappiate che se le fate notare che ha questa possibilità si arrabbierà. Ma questa è la verità. Facciamo due conti: chi tra una marchettara, una casalinga e due barboni vive in condizioni più disagiate? Le donne hanno la possibilità di scegliere di fare marchette, di essere mantenute o di lavorare, un uomo può solo lavorare (e mantenere la sua donna) o morire. Questo ovviamente, vale solo per quelle donne che pensano che prostituirsi (o farsi mantenere) possa essere una valida alternativa. Una donna può sentirsi una fallita a livello personale se si fa mantenere dal marito, ma la società non le darà mai la colpa. Una donna disoccupata non sarà mai buttata fuori di casa dal suo uomo. Mentre per gli uomini, la pressione è doppia: saranno buttati fuori di casa e ritenuti dei falliti da tutti. E nemmeno possono vendersi così tanto facilmente il deretano.

Io vorrei davvero un mondo dove i sex worker fossero egualmente uomini e donne senza disparità di valore, e che diventino solo uno svago per single ambosessi, o usati come scappatella da gente sposata insoddisfatta sessualmente dal coniuge. Questo purtroppo sono i gigolò per le donne, oltre che richiesti perché più belli dai mariti; mentre per gli uomini spesso non è che l’unico sfogo a una solitudine di cui a nessuno importa e che è una condizione di costrizione se non sei appartenente all’elitè dei super belli o se sei single (e da uomo ci rimani a lungo, ed uscirne non è facile).

Il confine

8 ottobre 2017

Trattiamo un tema  che ,per  la  mia  età ormai avanzata, non si pone, ma  si pone  più per  gli adolescenti, anche  se, pensandoci bene,  nessuno è immune

Parliamo delle  molestie, ma in questo caso non delle  molestie  verbali ne  molestie  di “tocchi” non desiderati ,ma  di “sguardi”

Si avete  capito bene “sguardi” .

Già successo che  uno sguardo sia  il limite  per  una  condanna di 10 giorni

Ma  la  buona  CIMDRP  ha  pubblicato la  foto del piede  del presunto molestatore ,di quel ragazzo che ,senza  dire  una  parola,sembra  che  abbia  abusato con lo sguardo, del sacro valore  della  ragazza in questione

Non contenta  poi ha  fatto un video sia  su youtube che  sul profilo facebook

Essendo questo tema per  le  femministe quasi vitale, i commenti sono stati tantissimi, tanto che  c’è anche  un video di contro risposta di dellimellow

Più o meno la  storia  è questa

Il mio pensiero è lo stesso da  tanto tempo ,tutto dipende  dall’avvenenza dell’eventuale  molestatore, il confine  è quello tra  un complimento e  una  molestia , inutile  che  ci prendiamo in giro,lo so sembra  un pensiero di un redpillato ,ma  anche  loro, come  un orologio rotto ,indovinano l’ora  un paio di volte  al giorno

Un esempio per  tutti …Seguivo il forum dei brutti e  si raccontava  di una  cena  dove  c’era  presente  il belloccio di turno e  appunto il brutto che  raccontava  la  scena, ad un certo punto il belloccio tira  fuori il cellulare  e  mostra  l’immagine  del suo pene ,tutte  a ridere  come  matte, invece il brutto in questione  racconta  una  barzelletta un pochino spinta ed è sceso il gelo nella  stanza ,anche  qui la  situazione  non è poi molto diversa

Credo che  non ci sia  niente  da  aggiungere, metto i due  video

 

 

Dichiarazione di guerra

5 ottobre 2017

inte68a

 

 

Mi era  sfuggito questo post della  Zanardo

FEMMINICIDI: Se la nostra LIBERTA’ fa PAURA. LAURA e MAURANNE vi abbracciamo e lotteremo per Voi

Care Ragazze, di ritorno dal Congresso di Oslo dove con centinaia di Donne da più di 50 Paesi abbiamo riaffermato la nostra LIBERTA’ con gioia e determinazione,
la notizia dell’assassinio delle due giovanissime LAura e Mauranne a Marsiglia, uccise a coltellate, mi colpisce con una violenza fisica tanto da starne malissimo.

Allora, non si muore a 20 anni, uccise da un’ideologia miserabile che teme le DONNE.
Il mostro che le ha colpite a coltellate, invocava Allah, e non si sa perchè Dio dovrebbe proteggere questi assassini luridi mentre tentano di annientare il Femminile.
Mirano alle Donne, lo state comprendendo?
Mirava alle DOnne l’assassino che ha ucciso due DONNE nella tranquilla Turku in FInlandia.
Così come mirava alla Donna l’altro idiota che ha ucciso una Donna a Londra, e l’altro ancora che accoltellò una turista straniera l’anno scorso sempre a Londra.

Siamo in guerra.
E, nonostante il mio proverbiale ottimismo, è necessario che noi si sia FORTI e si COMBATTA come LEONESSE contro l’ideologia che ci vuole annientare.
In discussione c’è più delle nostre singole VITE, c’è la nostra LIBERTA’.
E ce ne dobbiamo occupare noi, perchè gli uomini occidentali non faranno motivo di lotta la LIBERTA’ delle Donne.

Laura era a Marsiglia per festeggiare il suo compleanno, avrebbe compiuto 21 anni. Con la cugina Mauranne studiavano da infermiere. Della provincia di Lione, le vicine di casa la descrivono come “geniale”.

Piene di vita, all’inizio della Vita.

Cara Laura e cara Mauranne, io qui vi ricordo, perchè i media in questi giorni erano distratti dalle elezioni catalane, e poco si è parlato di voi.E poi tra poco ci sono le elezioni, e le vostri morti “disturbano.”
Noi non vi dimentichiamo.
Giuro che non mollo.
Daremo filo da torcere.

Vi abbracciamo con amore infinito. Volate libere.

Non sapevo di essere  in guerra, tanto meno con il genere  femminile, sembra  che  comunque  la Zanardo prenda  spunto dagli attacchi di matrice  islamica (cambiamento di “casacca”  ?)

Non so, tra  gli attacchi di codesta matrice , ho letto vittime  anche  uomini e  bambini, vero che, questi lupi solitari (come  in Finlandia),  abbiano preso di mira le  donne, ma  non è una  prassi che  segue  l’islam o il fanatismo religioso ,per  dire, l’attentato reclamato dall’ isis (anche  se  non ci sono ancora  prove) negli stati uniti ,ha  decimato sia  uomini che  donne, ripeto ,  non è la  prassi

Eppure  per  la  Zanardo la  guerra è dichiarata solo per  le  donne

La  faccio breve ,sarà anche  come  dice  la  Zanardo, ma  intanto a  morire per  mano altrui, sono sopratutto uomini (di matrice  islamica  e non )

Qualcosa  non torna