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Al lupo al lupo

24 agosto 2017

Questo è un articolo del huffingtonpost (versione  italiana)

http://www.huffingtonpost.it/gabriele-scarfone/volete-innamorarvi-spegnete-il-cellulare_b_7877584.html?utm_hp_ref=it-la-vita-com-e&ncid=fcbklnkithpmg00000001

L’articolo ,a  dire  il vero, abbastanza  banale, dice  di lasciare  stare  per  un giorno i vari mezzi di comunicazione  che  abbiamo (PC, televisore, internet, telefonino) e di provare  sensazione  che  erano in voga  nei anni 60- 70 ma  quello che  voglio portare  l’attenzione  non è tanto sull’articolo (che  poi è la  storia  che  si ripete, se  non  erano i PC ,prima  erano i capelloni ,la  droga , la  musica , i cartoni animati violenti (agli anni 70-80 era stato bandito anche  goldrake) quindi nulla  di nuovo sotto il sole, ma  nei commenti

i commenti maschili erano tutti di questo tenore “Se dici ciao ad una  ragazza seduta  nella  panchina, come  minimo prendi una  denuncia  per  molestia ”

Sarà per  l’avvento dei social (ed avrebbe  ragione  l’autore  dell’articolo)  e  del terrore che  corre, ma  negli anni 60-70 questa  paura  non mi sembrava  che  ci fosse , alcuni commenti

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Questi sono alcuni esempi

Mi chiedo “Cosa è dovuta questa  paura  anche  a  dire “Ciao” ?

Non sono poi commenti cosi “esagerati” perchè il pericolo c’è eccome ,si potrebbe  finire  come  quel tizio ,di qualche  anno fa, condannato a 10 giorni di prigione  per lo sguardo “insistente”

Che  il femminismo abbia  rovinato i rapporti tra  i sessi a forza  di gridare “al lupo” ?

Il politicamente corretto genera mostri

16 agosto 2017

Ferragosto , periodo di vacanze  e  di bagni immersi in acque  più o meno limpide, sarà per  questo che  una notizia  del genere passa quasi sotto silenzio, e magari sul TG2 non spunta  il numero dei femminicidi in un anno , in fondo è morto uno dal sesso “sbagliato”, praticamente  come  Paolo Villaggio,in un film di serie  B (adesso non ricordo il titolo era comunque ambientato in Brasile) dice  questa  battuta “Lui non conta  perchè è nero “, quindi questo uomo non conta  perchè è maschio

Comunque  TG Sky24 riporta  la  notizia  e  su facebook i commenti sono peggio del peggio ,come  dimostra  questa  schermata

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Questi sono solo una  piccola  parte, c’è ne  sono altri dello stesso tenore

Mi domando quale sia  quella  cultura  che  esulta  per  le  morti, nel periodo recente, questo tenore  l’ho visto solo in pagine  di destra  che  esultano quando i migranti muoiono in mare .

Credo che  sia  dovuto, oltre  alla  non brillante  intelligenza  di chi ha  scritto quei commenti , alla propaganda  mediatica dovuta  ai cosiddetti femminicidi

Trasmissioni su trasmissioni a  parlare  di quanto gli uomini sono cattivi, in fondo basta  ripetere una  bugia  all’infinito e  quella  bugia  diventa  verità, esistono gli uomini cattivi ? Sicuramente, ma  non sono armi non convenzionali da tenersi lontani portando la  mano al cellulare  se, per  pura  sfortuna, se  ne  incontra  uno (letto veramente)

Quindi ,come  in questo caso,  succede  il contrario,  c’è una  esultanza  da  stadio ,finalmente  le  donne  alzano la  testa e vanno contro quel oppressore  che  ha  un unica  colpa, di essere  nato con il pene..

Sia  chiaro che  bisogna  conoscere  le  dinamiche  di questo fatto ,ma  già le  donne la  giustificano “Chissà quante  ne  ha  passate” questo con un uomo non succede  mai

inutile, il politicamente  corretto, cioè che  le  donne  hanno ragione  sempre  e  comunque , genera  mostri.

Il potere della schiava

10 agosto 2017

Oggi una  utente  di facebook che  segue  un gruppo insieme a medi movimenti maschili (la  quale  ringrazio)  mi ha  fatto conoscere  questa canzone  di Fabrizio De  Andrè

 

Un uomo onesto, un uomo probo, tralalalalla tralallaleru s’innamorò perdutamente d’una che non lo amava niente. Gli disse portami domani, tralalalalla tralallaleru gli disse portami domani il cuore di tua madre per i miei cani. Lui dalla madre andò e l’uccise, tralalalalla tralallaleru dal petto il cuore le strappò e dal suo amore ritornò. Non era il cuore, non era il cuore, tralalalalla tralallaleru non le bastava quell’orrore, voleva un’altra prova del suo cieco amore. Gli disse amor se mi vuoi bene, tralalalalla tralallaleru gli disse amor se mi vuoi bene, tagliati dei polsi le quattro vene. Le vene ai polsi lui si tagliò, tralalalalla tralallaleru e come il sangue ne sgorgò correndo come un matto da lei tornò. Gli disse lei ridendo forte,tralalalalla tralallalerugli disse lei ridendo forte,l’ultima tua prova sarà la morte. E mentre il sangue lento usciva,e ormai cambiava il suo colore,la vanità fredda gioiva,un uomo s’era ucciso per il suo amore. Fuori soffiava dolce il vento tralalalalla tralallaleru ma lei fu presa da sgomento quando lo vide morir contento. Morir contento e innamorato quando a lei nulla era restato non il suo amore non il suo bene ma solo il sangue secco delle sue vene.

Adesso io mi chiedo ,quando mai i padroni si sono uccisi per  gli schiavi ?

Questa  canzone,secondo il femminismo, doveva  venire  a sessi inversi, eppure  le  storie, anche  questa  canzone  dicono che  sono spesso gli uomini non corrisposti a  fare  una  brutta fine , nel romanticismo le  storie  finivano spesso con il suicidio da  parte  degli uomini

Come  etichetta il femminismo questa  situazione ?

Con il poco carino (a scapito del nome)  nomignolo di “Nice  guy”

Ma  a  parte  nomignoli vari, resta il fatto che , il patriarcato ,quello che  da  forza  agli uomini, quello che  fa  comandare  gli uomini, funziona  male  o addirittura non funziona affatto, lapalissiano da  questa  canzone  e  da  altri fatti

Vero, e sarebbe ipocriti non notarlo, che  alcune  canzoni adesso seguono la  moda  del femminicidio , bella , a  mio modo di vedere, quella  di Ermas Meta, molto meno quella  di Carmen Consoli ma  è dovuto al lavaggio dei media

Resta  il fatto che  i padroni si inginocchiano e si uccidono per far piacere agli  schiavi(mai visto nella  storia)

Fabrizio De  Andrè comunque  finisce  la  canzone  in un modo sarcastico verso la  donna, “Adesso non hai più nulla ,solo il sangue secco delle  vene”

Scommettiamo invece un pensiero cinico ,  che  alcune  donne (non tutte ovvio) si sentono quasi lusingate se un ragazzo si suicida  per  loro

 

Il coraggio della Zanardo

1 agosto 2017

Ebbene  si ,bisogna  ammetterlo, la Zanardo ha  avuto fegato

Ha  scritto sul fatto quotidiano un’articolo che  anche  gli stranieri possono essere  violenti, stufa  che  articoli del genere  (cioè di stranieri che  commettono crimini) quando li indica su twitter ,nessuna  delle  sue  amiche  femministe  condivide per  paura  di passare  per  razziste ,mentre se  è un caso di femminicidio (uso questo termine improprio, ma  per  farmi capire) compiuto da  un italiano, le  femministe  si buttano a  capofitto (più o meno il discorso è questo )

Allora  lei , con grande  coraggio, scrive  questa “ovvietà” sul fatto (il bello che  il fatto anche  la  pubblica, lo credevo un giornale  più serio)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/31/la-violenza-contro-le-donne-e-sempre-violenza-che-la-compia-un-italiano-o-uno-straniero/3766785/

La  scoperta  dell’acqua  calda, anche  gli stranieri possono essere violenti, se  non me  lo avesse  detto lei ,non ci sarei mai arrivato

Un passaggio è questo

Che una violenza sia commessa da un uomo italiano o da un migrante, vecchio o  giovane che sia, non deve assolutamente cambiare la nostra reazione: la denuncia va sempre e comunque espressa. Certo spiegando, certo motivando. Ma condannando sempre con fermezza.

Non so a  voi, ma a  me sembra che  manca  un elemento , cioè non si menziona  mai, come  carnefice, la  parola  DONNA

Dimenticanza?  O semplicemente perchè ,per  le  femministe, la  violenza  è solo uomo contro la  donna ?

La  Zanardo ha  voluto rompere  gli schemi tabù di una  sinistra  troppo “buonista”, ma  è entrata  negli stessi schemi della  stessa  sinistra buonista  ,cioè dimentica  che  anche  le  donne  possono essere violente ,come  gli stranieri ,come  gli italiani

“Ma io parlo della  violenza  contro le  donne” potrebbe  replicare, e perchè le  donne  non possono essere  violente  contro altre  donne  ?

Peccato Zanardo ,ritenta  la fortuna  la  prossima  volta

Il raptus

29 luglio 2017

http://www.msn.com/it-it/notizie/italia/grosseto-comandante-vigili-uccide-il-figlio-e-si-suicida-ipotesi-raptus/ar-AAoUgf0?li=BBqg6Qc&ocid=mailsignout

 

La  storia, come  ogni storia  di cronaca  nera  che  coinvolge  familiari è tragica e, per  chi la  subisce, è una  lacerazione  che  difficilmente  verrà ricucita, eppure, anche  in questi casi ,ci sono raptus  di serie A (come  questo ) e drammi familiari, dove  solo a  pronunciare  la  parola  raptus  è vietatissimo, come  dimostra  questa  vignetta di Anarkikka

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Per  me , dopo che  succede  una  tragedia  familiare,  e  il carnefice  poi si suicida  subito dopo (come  in questo caso), mi sembra  abbastanza  ovvio che  ha  avuto il famoso raptus perchè ,se  fosse  dettato dalla  cultura, cioè che  uccidere  le  donne  fosse una  cosa  normale ,per quale motivo  il carnefice si dovrebbe  suicidare ? Sarebbe  un controsenso

Invece, per  le  femministe,  guai a  parlare  di raptus, il motivo ? Semplice ,oserei dire  quasi banale ,se  no come  potrebbero  spiegare che  loro (e soltanto loro )  sono le  vittime  di un mondo maschilista  e  misogino ? Cadrebbe  il castello di carta  che  si sono costruite

Quindi , secondo il sesso del carnefice, esiste  il raptus se  no è il solito femminicidio che  si consuma  grazie  ad  un uomo violento che, manco a  dirlo, è la  normalità

Donna  carnefice che  poi si suicida = raptus

Uomo carnefice che  poi si suicida = sporco misogino

Semplice  no

 

La classe operaia

24 luglio 2017

Non va  più in paradiso(se  mai c’è stata)

Questa  volta  metto la  foto mia  e  di un mio collega di lavoro,  con un motivo ben preciso

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Anche per  dimostrare  che  gli MRA ormai sulla  soglia  dei 50 (parlo di me) hanno tutti i capelli e  nemmeno un filo di pancia come  le  femministe credono, io sono obeso dal mio, e  poi per  un’altra  ragione, perchè mi è capitato di leggere questo grazie  al grande  supporto del maschio (e)beta

Ammetto di avere una sorta di curiosità macabra: quando accadono fatti di cronaca nera che destano la mia attenzione cerco il profilo Facebook del carnefice. Quasi sempre gli assassini sono tipici esempi di mediomen, uomini banali che postano le foto dei figli, imprecano per il calcio, condividono post fake, copia/incolla se vuoi mandarli tutti a casa e aiutiamoli a casa loro. Un tripudio di sessismo, razzismo, calcio, nessuno tocchi i bambini però Gesù ti voglio tanto bene. Oggi per esempio leggo la storia di Dimitri Fricano che ha ucciso la sua fidanzata Erika Preti con due coltellate alla gola per un tavolo pieno di briciole. Cerco il suo profilo e trovo questo meme tra i suoi post e mi chiedo se, tutte le volte che ridete quando un vostro contatto pubblica certe cagate, quando inneggiate alla sacralità del black humor, quando mi accusate di non saper stare allo scherzo, mi chiedo se vi rendete conto di stare perpetrando anche voi la cultura della violenza. Perché a volte si è complici anche solo non dicendo niente.

Al meme  contestato ci arrivo dopo ,vediamo la  prima  parte, per  chi non se lo ricorda “medioman” era il personaggio creato da  Fabio de  Luigi per “mai dire  grande  fratello” che  si rifaceva, a sua  volta, ad un componente della  casa ,ma  la  nostra  esperta  alla  “criminal minds” crea il profilo di ogni carnefice quando uccide  una  donna ..Uomo banale che  posta  la  foto dei figli (schifo) , imprecano per  il calcio (scandaloso) condividono notizie  fake (lei ovviamente  condivide  solo quelle  vere) e naturalmente,come  ideologia,  sono sul fascio-leghista  non ci si può sbagliare, e se  fosse  di sinistra o un esponente  di maschile  plurale allora  sarebbe  un compagno che  ha  sbagliato, poi ho visto il suo profilo ed è incredibile, le  fanno con lo stampo ,solita  femminista  che  si crede  all’avanguardia, di sinistra (va  beh la  chiamiamo sinistra) che  tratta  i lavoratori come  medioman(oltre  che  sfigati anche  potenziali assassini)  ma  si straccia  le  vesti per i gay, magari con villa(non ragionando per  classe  sociale  si arriva a  questo )

Una  volta, la  sinistra  che  conoscevo io,aveva a  cuore  i lavoratori, i precari e  i disoccupati ,nel 1994 ho letto un volantino di rifondazione  comunista e  il cammino era  quello, adesso invece  sembra  tutto cambiato

Adesso arriviamo al meme  contestato che è questo

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Incita alla  violenza ? Non saprei, io l’ho trovato stupido

Misandria for the week

18 luglio 2017

Come  era  quella  storia che  la  misandria  non esiste  ed è dovuta sono a  qualche  adolescente  rancorosa  perchè il moroso l’ha  mollata ?

Oppure  la  misandria  era  presente  solo in qualche  youtuber  un pochino sciroccata ?

Lo Scum era  un libro ironico ed io (vero )  non ho letto i grandi classici del femminismo e  quindi non capisco una  mazza (anche  vero) ?

No ,perchè mi sono imbattuto in questo settimanale

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Non mi sembra  scritto da  una  14 enne  in preda  ad ansie  amorose  o da  una youtuber che  si è fatta  di qualche  sostanza, è stato scritto da  nove note  femministe  Natalia Aspesi, Federica Bianchi, Manuela Cavalieri, Francesca Mannocchi, Sabina Minardi, Donatella Mulvoni, Valeria Parrella, Chiara Saraceno, Gayatri Spivak.

Siccome  i maschi si son risentiti (chissà come  mai ?) invece  di fare  un articolo dove  magari si scriveva  che  aveva  esagerato, fanno un altro articolo che  è peggio di quello precedente  (dalle  mie  parti si dice  “Quando il taccon xe peso del buso”)

http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/07/17/news/l-espresso-denuncia-il-ritorno-del-maschilismo-e-i-maschi-se-la-prendono-con-l-espresso-1.306296?ref=fbpe

Comunque  la  copertina  dell’espresso non è una  novità ,titoli e  articoli contro i maschi ce ne  sono a  iosa . tra le  quali

“Gli uomini picchiano le  donne” (volantino di rifondazione comunista)

” In piazza  contro il maschio assassino” (liberazione)

Ed altri titoli che  ora  non mi sovvengono

Contro le  donne in una  misoginia  sempre  più presente? Non ne ho ricordi

Altro che  14 enni, altro che  youtuber, .la  misandria è ben presente

Per  finire  non poteva mancare  anche  di rendersi ridicoli

lotta di classe

la  lotta  di classe  non è più tra  il ricco e il povero (che  possono essere  uomini o donne) ma  solo tra  uomini e  donne, se non avessi letto non ci avrei creduto

 

 

L’uomo beta per definizione

4 luglio 2017

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Naturalmente  non parlo di Paolo Villaggio,ma  del suo personaggio cioè “Fantozzi”

Ho letto, tanto tempo fa,  anche  il libro e  visto a  ripetizione  i suoi film ( i primi meravigliosi, da  oscar, poi via  via  sono scaduti come  è normale  che  sia  in un ciclo cosi lungo)

I film di Fantozzi li si vedeva  in televisione ed erano circa  a  metà degli anni 80,anni dove  impazzavano anche  le  soap opera, con uomini o che  erano in camice bianco (cioè grandi dottori)  oppure  imprenditori di successo, oppure questi uomini,se  erano poveri, avevano sempre  pronte  in canna idee  rivoluzionarie, novelli indiana jones o,male  che  andasse , facevano un disco di successo .

Infatti, anche  se  non c’era  una  regola  matematica, si potrebbe dire  che, in quel periodo, alle  donne  piaceva  Fantozzi ,come  agli uomini piacevano le  soap opera

Certo Fantozzi era esatto contrario degli uomini vincenti nelle  soap, vita  noiosa (anche  se  nel film noiosa  non era  poi molto, semmai molto sfortunata) ,fisico non certamente  da  modello, lavoro non interessante, insomma  una  vita  che  si basava sul quotidiano

Ripeto, distante  anni luce  dai “superuomini” che facevano impazzare  le  soap

Se  chiedevi ad  una  ragazza  se  piaceva  Fantozzi molto probabilmente  rispondeva  di no e  che  non faceva  nemmeno ridere…

Invece  è stata  una  icona  del uomo beta, di quel uomo che  ,a seconda  delle  femministe,  ha  nel passatempo di uccidere  la  moglie

Invece  io ringrazio Villaggio per  aver  portato alla  ribalta  l’uomo medio o beta  che  a  dir  si voglia

 

Guai a parlare di maschicidio (parte 2)

29 giugno 2017

La  seconda  parte  l’articolo tratta dei movimenti maschili definiti dall’autore  “misogini”

Mentre  ho scritto la  prima  parte  già diritti maschili ed  antisessimo (chiamati in causa)  hanno risposto

A  me  invece  l’autore non mi ha  nemmeno nominato ,va  beh dispiace ,comunque  sarebbe stata  la  solita  solfa cioè cesso ,sfigato ,che  non sa  scrivere (questa è vera,purtroppo) misogino ecc ecc

Comunque  sia  l’autore  parte  con “A voice  of man” sia  la  versione originale (cioè quella  fondata  da  Paul Elam e sia la  versione  italiana

Ancora poco conosciuto in Italia, A Voice for Men è stato fondato nel 2009 dal blogger statunitense Paul Elam ed è il punto di riferimento principale della galassia degli MRA (Men’s Rights Activist), un variegato movimento d’opinione anti-femminista e spesso palesemente misogino. Poche settimane fa, Elam ha fatto parlare di sé scrivendo che i due uomini accoltellati da un suprematista bianco a Portland per aver difeso una ragazza musulmana sono morti non per colpa del loro assassino, ma della “cavalleria” che li ha spinti a difendere la ragazza dalle sue aggressioni.

That escalated quickly

Il mondo MRA — negli Stati Uniti legato a doppio filo alla sub-cultura online dell’alt-right — sta guadagnando terreno anche in Italia, attraverso pagine Facebook e blog che ne veicolano i messaggi e l’immaginario, come Diritti Maschili – MRA Italia (23.700 mi piace), che denuncia quotidianamente le discriminazioni subite dagli uomini — per esempio da parte dell’ATM, che concede sconti senior alle donne già a 60 anni invece che a 65 — e condivide articoli sulla violenza femminile, dandosi un gran daffare a smontare l’idea che esista un privilegio maschile di qualche tipo.

Misoginia  è chiaramente  la  parola  chiave, sono movimenti che “odiano le  donne”, già questo basta  e  avanza  che  l’autore abbia  letto poco e  quel poco male,  e i movimenti maschili che, come  in ogni buona  famiglia  c’è sempre  quello che  va  sopra  le  righe, sembra che  questo succede  anche  nel femminismo ,solo che  nel secondo caso ,si fanno leggi ad  hoc contro il genere  maschile

Poi sulla  cavalleria, vorrei vedere  se  a  sessi invertiti, le  due  donne  sarebbero intervenute anche  se  la  cosa  giusta  da  fare  era  chiamare  le  forze dell’ordine

Il “patriarcato” è liquidato come un complotto anche da Antisessismo (45.200 mi piace), che si presenta come una pagina rigidamente egualitaria, contraria a qualsiasi discriminazione di genere, ma poi di fatto il grosso della sua produzione è costituito da post e meme contro il femminismo, la narrazione dei “media mainstream” sbilanciata a favore dei diritti delle donne, i “doppi standard” e il male bashing.

Negli ultimi giorni le pagine Facebook di questo genere (altriesempiqui) hanno cavalcato ben volentieri la campagna di ridicolizzazione del concetto di manspreading, bollato come l’ennesima paranoia nazi-femminista, e hanno accolto con giubilo la notizia dei ragazzi inglesi che, contro il divieto di indossare pantaloncini corti d’estate, si sono presentati a scuola con la gonna. La possibilità di indossare indumenti più ariosi, d’altronde, è un emblema ben noto del soverchiante privilegio femminile nella nostra società.

L’autore  adesso fa  pure  il “simpatico “, ovviamente  la  lettura  delle  pagine in questione  si ferma  ai meme  , essendo cattivi si potrebbe  dire  che  legge  solo le  figure , poi il manspreading è veramente  una  cosa  seria  ?

Questo tipo di cultura più o meno sottilmente misogina è lo stesso che filtra da fenomeni di internet molto più di massa, come le varie pagine bomberiste e “ignoranti,” del tipo Sesso Droga Pastorizia, o quelle dedicate al grande macro-meme della friendzone, che hanno diffuso con successo una serie di stilemi che potremmo definire di anti-femminismo pop. Le femministe diventano così un po’ come i “radical chic,” i vegani, e gli altri bersagli facili del bomberista medio, contribuendo a creare un mondo fantasioso in cui non solo non esiste alcun divario di genere sbilanciato a favore del sesso maschile, ma al contrario sono gli uomini ad essere quotidianamente penalizzati e discriminati — e pure fatti oggetto di violenza.

grab via it.avoiceformen.com

Non si tratta ovviamente di negare che la suddivisione tra i ruoli danneggi anche il genere maschile (come sa chiunque si occupi di questioni di genere appena un livello sopra la fase “maschi contro femmine” della scuola media), né che esista la violenza femminile — anche se parlare di “maschicidio” come un fenomeno generalizzato è francamente ridicolo. Il problema degli MRA è che si battono solo in minima parte per una maggiore sensibilizzazione sui problemi maschili — che si tratti della condizione dei padri separati o della maggiore esposizione al rischio di tossicodipendenza e suicidi — perché sono troppo impegnati nella propria crociata contro il femminismo, come se l’estensione dei diritti altrui fosse un modo per limitare i propri. In questo modo, in buona o in cattiva fede, finiscono per ingrossare l’onda della misoginia online — che non ha alcun bisogno di essere ingrossata.
Gli ultimi dati sulla violenza di genere in Italia possono essere un buon punto di partenza per tornare con i piedi per terra: nel 2016 sono state 120 le vittime di femminicidio; il 21% delle donne italiane (4,5 milioni) dichiara di aver subito stupri o tentati stupri, mentre le vittime di stalking sono il 16%, oltre 3 milioni.

Eccolo il colpo di grazia, le  pagine  sui diritti maschili sono ignoranti (il mio blog lo è di sicuro)

Come  detto nella  prima  parte ,anche  l’autore  crede  che  ci sia  un “debito” che  il genere  maschile  abbia  nei confronti del genere  femminile ,morti sul lavoro, suicidi, senza  tetto (tutte problematiche praticamente  maschili), sono problemi secondari (a  seconda  dell’autore)  il nostro sogno invece  e  di andare  contro le  donne  (non l’ideologia  femminista, ma  contro le  donne, come  spiega  con i dati sulle  violenze, tanto di sicuro il maschicidio è ridicolo)

Parlo a  titolo personale

Io sono contro il femminismo con una  semplice frase

Una  femminista  dichiarata  scrive “Con i morti sul lavoro avete rotto ”

Se  sono contro una  ideologia  del genere sono un misogino ?

Certo è una persona non il femminismo intero, però il femminismo ha  fatto firmare  la  convenzione  di Istanbul , ha  fatto si che  il 14  agosto di qualche anno fa  il presidente  del consiglio Letta, con un decreto legge, abbia  affermato che  gli uomini sono pericolosi

Se questo è il femminismo, io lo combatto .

Conclusioni

Articoletto di un maschio pentito che,per  fare  una  cosa  nuova, scrive  male  del mondo maschile ,originale davvero

 

 

Guai a parlare di maschicidio (parte 1)

28 giugno 2017

Devo dire  la  verità, volevo fare  un video (sarebbe  stato il primo personale del blog, tanto da  ricordare  i metallica 🙂 ) ma  una  voce nasale (data  da  un raffreddore fuori stagione) mi ha  fatto desistere , va  beh sarà per  la  prossima, comunque  sia  rispondo ad un articolo che  il prode  maschio beta (e  cambia  sto nome) ha  subito condiviso

Perché è stupido usare la parola “maschicidio”

In molti, dall’Accademia della Crusca in giù, hanno già ampiamente argomentato a favore della necessità del neologismo, ed è sufficiente la definizione del Devoto-Oli 2009 per chiarire che non si tratta di un vezzo: si definisce femminicidio “qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte.”

Si vero, viene  uccisa  in quanto “donna”, però c’è una  cosa  che  capisco

Le  donne vengono uccise sopratutto in ambito familiare,se  fosse  vero che  venga  uccisa  “in quanto donna” dovrebbe  valere anche  se  incontro una  donna  per  strada e, visto che  è donna,  la  uccido … ad esempio avrebbe  molto più senso allora  una  legge contro l’omofobia  perchè (ancora  non ne  capisco il motivo ) se  uno vede  due  gay che  si baciano e  si incazza ,il loro essere  gay è il fattore  scatenante  della  violenza, non essere  donne  …

Potremmo dire che si tratta di una parola militante, nel senso che non esaurisce la propria funzione nel designare il fenomeno, ma cerca di diffondere una maggiore consapevolezza del problema e spinge verso una sua progressiva eradicazione — non soltanto dell’omicidio, che costituisce il caso estremo, ma di tutte le forme di violenza di genere. È un processo lento, inevitabilmente, come tutti mutamenti culturali, ma in cui proprio la consapevolezza gioca un ruolo fondamentale, in primis dalla parte delle vittime di violenza — spesso ancora restie a sporgere denuncia — e poi dalla parte di chi la compie, non più in un clima di generale e tacita accettazione.

Non proprio, femminicidio indica  proprio l’omicidio “in quanto donna”

L’opposizione alla diffusione del termine è del tutto sovrapponibile a quella della destra statunitense che cerca di depotenziare il movimento Black Lives Matter ribattendo che all lives matter — un’operazione “ad effetto” e buona come slogan, ma che non sta in piedi dal punto di vista logico: è ovvio che tutte le vite contano, ma i movimenti d’opinione e le battaglie per i diritti civili servono proprio perché nella realtà vera non tutte le vite contano allo stesso modo, e sono l’autorità, il potere o la cultura dominante a non riconoscere questa equivalenza di dignità e diritti. Serve ribadirlo? Purtroppo sì, ancora.

Manca  la  coscienza  di classe (quella  manca  sempre) ,in sostanza  l’autore in questione  usa  la  stessa  tecnica  delle  femministe cioè quella  che  gli uomini hanno “un debito” verso le  donne, quindi un uomo ,da  un ricco imprenditore  ad un barbone  è messo sempre  meglio di una  donna,  ma  se  invece  di usare  black,  white  (all è sicuramente  più democratico ) si usasse  il prefisso “poor” people ?

Per impedire la piena affermazione di questa parità si costruisce un’immaginaria “discriminazione di segno opposto,” denunciata da una posizione di finta imparzialità, tutta orientata, in realtà, a difendere lo status quo: è il modo in cui per tanti anni ci si è opposti a una legge sull’omofobia, o a norme riequilibrative della disparità di genere, come le infamate “quote rosa” (dal nome molto infelice) o la doppia preferenza di genere in certi meccanismi elettorali.

La  doppia  preferenza  di genere rappresenta, per  me  votante, un “obbligo” da  quando mai in democrazia  nella  cabina  elettorale  sono obbligato a  fare  una  scelta ?  Se mi garbano due  uomini o due  donne non avrò il diritto di votare  chi voglio io ?

Ora, di fronte all’affermazione lessicale e concettuale di “femminicidio,” ultimamente capita sempre più spesso di sentir parlare di maschicidio, con evidente intenzione polemica. Il termine è stato utilizzato da alcune testate giornalistiche in riferimento a un episodio di cronaca avvenuto pochi giorni fa a Modena, dove una donna di 50 anni ha ucciso efferatamente il compagno di 63, per ragioni — a quanto è emerso dal primo interrogatorio — dettate da un’evidente squilibrio psichico.

Ah, il famoso raptus, che  è tabù solo a  pensarlo se  si parla  di femminicidi , ma  chiamare  maschicidio, pura  follia , i violenti sono solo gli uomini ,le  donne  si difendono,quindi esiste  questa  regola, gli uomini ammazzano, le  donne  si difendono, più chiaro di cosi e  chi non si difende è perchè ha ” squilibri ”

“Il terzo maschicidio in tre settimane,” si legge su Il Giornale. “Anche le donne uccidono, le statistiche su questo fronte sono approssimative, poco aggiornate, per non dire mai fatte.” (Spoiler: le statistiche in realtà ci sono, e i dati Istat parlano di 79 omicidi volontari consumati da donne nel 2015, contro i 986 consumati da uomini — una sproporzione numerica che è già evidente prima ancora di valutare i moventi e il sesso delle vittime).

Uomini uccidono spesso altri uomini, le  donne  uccidono spesso sempre  uomini ,donna  che  uccide  donna  è molto raro, ma  il buon autore  ci fa  capire  che  esiste  un genere perfetto oserei dire  “ariano”, l’altro come  lo possiamo definire ? Uno scherzo della  natura, violento tra l’altro

Gli altri due episodi a cui fa riferimento l’articolo, senza esplicitarli, sono avvenuti a Villongo, in provincia di Bergamo, dove una donna di 44 anni ha investito con la propria auto un uomo che da tempo la perseguitava e che — stando alle sue dichiarazioni — l’aveva minacciata e ferita con un coltello; e a Campasso di Sampierdarena (Genova), dove una trentanovenneha ucciso il marito che quotidianamente la picchiava. Tre casi che, come si vede, è molto disonesto e tendenzioso accomunare sotto l’etichetta, già di per sé poco sensata, di “maschicidio,” come se esistesse un generalizzato sistema di sopraffazione e violenza delle donne ai danni del sesso maschile.

Sono morti degli uomini, che  naturalmente erano stalker, violenti e  psicopatici, diciamolo pure , se  la  sono cercata (non ricorda  qualcosa?)

Ma l’idea che il maschicidio sia un fenomeno occultato dalle forze del “politicamente corretto” e del “mainstream” ha cominciato a farsi largo da un po’ di tempo. A marzo scorso, proprio il Giornale — non a caso — ha distribuito in edicola un libro intitolato Il maschicidio silenzioso, che “sposta la lente di ingrandimento sul lato oscuro e i tabù dell’amore malato e violento, ovvero quello delle donne che odiano gli uomini.” L’autrice, Barbara Benedettelli, è stata candidata alla Camera con Fratelli d’Italia nel 2013, e attualmente è presidente dell’associazione L’Italia Vera, una sorta di think tank il cui scopo — come si legge piuttosto confusamente sul sito ufficiale — è “inserire al centro della vita sociale del Paese la persona umana e i diritti naturali e inalienabili alla vita, alla salute psico-fisica e alla felicità,” il che si traduce in una generica “attenzione” nei confronti delle “Vittime,” sempre scritto con la V maiuscola, ovvero i “cittadini colpiti dai reati contro la vita.”

Proprio questa equiparazione iper-generalizzante di qualsiasi violenza, a prescindere da cause e moventi, spinge a presentare la violenza maschile e quella femminile semplicemente come due facce della stessa medaglia. Ma la violenza non è tutta uguale, e non la si può analizzare senza considerare i contesti relazionali (in piccolo) e socio-culturali (in grande) che la rendono più o meno diffusa e più o meno accettata.

 

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Dati di una presunta “ricerca EURES” del 2015, che suona tanto come un ente di ricerca pubblico di livello europeo, ma non lo è. Da non confondere con l’omonimo portale della mobilità professionale della Commissione europea.

 

Diciamo (e  finiamo la  prima  parte) di questi 345 casi non gli frega  un cazzo a  nessuno, ma  se  il femminismo è per  la  decantata  parità,non dovrebbe  trattare  un eguale  misura  questi omicidi e  non fare  una  distinzione  sessista  su chi “vale  di più” ?