Al lupo al lupo
Questo è un articolo del huffingtonpost (versione italiana)
L’articolo ,a dire il vero, abbastanza banale, dice di lasciare stare per un giorno i vari mezzi di comunicazione che abbiamo (PC, televisore, internet, telefonino) e di provare sensazione che erano in voga nei anni 60- 70 ma quello che voglio portare l’attenzione non è tanto sull’articolo (che poi è la storia che si ripete, se non erano i PC ,prima erano i capelloni ,la droga , la musica , i cartoni animati violenti (agli anni 70-80 era stato bandito anche goldrake) quindi nulla di nuovo sotto il sole, ma nei commenti
i commenti maschili erano tutti di questo tenore “Se dici ciao ad una ragazza seduta nella panchina, come minimo prendi una denuncia per molestia ”
Sarà per l’avvento dei social (ed avrebbe ragione l’autore dell’articolo) e del terrore che corre, ma negli anni 60-70 questa paura non mi sembrava che ci fosse , alcuni commenti

Questi sono alcuni esempi
Mi chiedo “Cosa è dovuta questa paura anche a dire “Ciao” ?
Non sono poi commenti cosi “esagerati” perchè il pericolo c’è eccome ,si potrebbe finire come quel tizio ,di qualche anno fa, condannato a 10 giorni di prigione per lo sguardo “insistente”
Che il femminismo abbia rovinato i rapporti tra i sessi a forza di gridare “al lupo” ?
Il politicamente corretto genera mostri
Ferragosto , periodo di vacanze e di bagni immersi in acque più o meno limpide, sarà per questo che una notizia del genere passa quasi sotto silenzio, e magari sul TG2 non spunta il numero dei femminicidi in un anno , in fondo è morto uno dal sesso “sbagliato”, praticamente come Paolo Villaggio,in un film di serie B (adesso non ricordo il titolo era comunque ambientato in Brasile) dice questa battuta “Lui non conta perchè è nero “, quindi questo uomo non conta perchè è maschio
Comunque TG Sky24 riporta la notizia e su facebook i commenti sono peggio del peggio ,come dimostra questa schermata

Questi sono solo una piccola parte, c’è ne sono altri dello stesso tenore
Mi domando quale sia quella cultura che esulta per le morti, nel periodo recente, questo tenore l’ho visto solo in pagine di destra che esultano quando i migranti muoiono in mare .
Credo che sia dovuto, oltre alla non brillante intelligenza di chi ha scritto quei commenti , alla propaganda mediatica dovuta ai cosiddetti femminicidi
Trasmissioni su trasmissioni a parlare di quanto gli uomini sono cattivi, in fondo basta ripetere una bugia all’infinito e quella bugia diventa verità, esistono gli uomini cattivi ? Sicuramente, ma non sono armi non convenzionali da tenersi lontani portando la mano al cellulare se, per pura sfortuna, se ne incontra uno (letto veramente)
Quindi ,come in questo caso, succede il contrario, c’è una esultanza da stadio ,finalmente le donne alzano la testa e vanno contro quel oppressore che ha un unica colpa, di essere nato con il pene..
Sia chiaro che bisogna conoscere le dinamiche di questo fatto ,ma già le donne la giustificano “Chissà quante ne ha passate” questo con un uomo non succede mai
inutile, il politicamente corretto, cioè che le donne hanno ragione sempre e comunque , genera mostri.
Il potere della schiava
Oggi una utente di facebook che segue un gruppo insieme a medi movimenti maschili (la quale ringrazio) mi ha fatto conoscere questa canzone di Fabrizio De Andrè
Un uomo onesto, un uomo probo, tralalalalla tralallaleru s’innamorò perdutamente d’una che non lo amava niente. Gli disse portami domani, tralalalalla tralallaleru gli disse portami domani il cuore di tua madre per i miei cani. Lui dalla madre andò e l’uccise, tralalalalla tralallaleru dal petto il cuore le strappò e dal suo amore ritornò. Non era il cuore, non era il cuore, tralalalalla tralallaleru non le bastava quell’orrore, voleva un’altra prova del suo cieco amore. Gli disse amor se mi vuoi bene, tralalalalla tralallaleru gli disse amor se mi vuoi bene, tagliati dei polsi le quattro vene. Le vene ai polsi lui si tagliò, tralalalalla tralallaleru e come il sangue ne sgorgò correndo come un matto da lei tornò. Gli disse lei ridendo forte,tralalalalla tralallalerugli disse lei ridendo forte,l’ultima tua prova sarà la morte. E mentre il sangue lento usciva,e ormai cambiava il suo colore,la vanità fredda gioiva,un uomo s’era ucciso per il suo amore. Fuori soffiava dolce il vento tralalalalla tralallaleru ma lei fu presa da sgomento quando lo vide morir contento. Morir contento e innamorato quando a lei nulla era restato non il suo amore non il suo bene ma solo il sangue secco delle sue vene.
Adesso io mi chiedo ,quando mai i padroni si sono uccisi per gli schiavi ?
Questa canzone,secondo il femminismo, doveva venire a sessi inversi, eppure le storie, anche questa canzone dicono che sono spesso gli uomini non corrisposti a fare una brutta fine , nel romanticismo le storie finivano spesso con il suicidio da parte degli uomini
Come etichetta il femminismo questa situazione ?
Con il poco carino (a scapito del nome) nomignolo di “Nice guy”
Ma a parte nomignoli vari, resta il fatto che , il patriarcato ,quello che da forza agli uomini, quello che fa comandare gli uomini, funziona male o addirittura non funziona affatto, lapalissiano da questa canzone e da altri fatti
Vero, e sarebbe ipocriti non notarlo, che alcune canzoni adesso seguono la moda del femminicidio , bella , a mio modo di vedere, quella di Ermas Meta, molto meno quella di Carmen Consoli ma è dovuto al lavaggio dei media
Resta il fatto che i padroni si inginocchiano e si uccidono per far piacere agli schiavi(mai visto nella storia)
Fabrizio De Andrè comunque finisce la canzone in un modo sarcastico verso la donna, “Adesso non hai più nulla ,solo il sangue secco delle vene”
Scommettiamo invece un pensiero cinico , che alcune donne (non tutte ovvio) si sentono quasi lusingate se un ragazzo si suicida per loro
Il coraggio della Zanardo
Ebbene si ,bisogna ammetterlo, la Zanardo ha avuto fegato
Ha scritto sul fatto quotidiano un’articolo che anche gli stranieri possono essere violenti, stufa che articoli del genere (cioè di stranieri che commettono crimini) quando li indica su twitter ,nessuna delle sue amiche femministe condivide per paura di passare per razziste ,mentre se è un caso di femminicidio (uso questo termine improprio, ma per farmi capire) compiuto da un italiano, le femministe si buttano a capofitto (più o meno il discorso è questo )
Allora lei , con grande coraggio, scrive questa “ovvietà” sul fatto (il bello che il fatto anche la pubblica, lo credevo un giornale più serio)
La scoperta dell’acqua calda, anche gli stranieri possono essere violenti, se non me lo avesse detto lei ,non ci sarei mai arrivato
Un passaggio è questo
Che una violenza sia commessa da un uomo italiano o da un migrante, vecchio o giovane che sia, non deve assolutamente cambiare la nostra reazione: la denuncia va sempre e comunque espressa. Certo spiegando, certo motivando. Ma condannando sempre con fermezza.
Non so a voi, ma a me sembra che manca un elemento , cioè non si menziona mai, come carnefice, la parola DONNA
Dimenticanza? O semplicemente perchè ,per le femministe, la violenza è solo uomo contro la donna ?
La Zanardo ha voluto rompere gli schemi tabù di una sinistra troppo “buonista”, ma è entrata negli stessi schemi della stessa sinistra buonista ,cioè dimentica che anche le donne possono essere violente ,come gli stranieri ,come gli italiani
“Ma io parlo della violenza contro le donne” potrebbe replicare, e perchè le donne non possono essere violente contro altre donne ?
Peccato Zanardo ,ritenta la fortuna la prossima volta
Il raptus
La storia, come ogni storia di cronaca nera che coinvolge familiari è tragica e, per chi la subisce, è una lacerazione che difficilmente verrà ricucita, eppure, anche in questi casi ,ci sono raptus di serie A (come questo ) e drammi familiari, dove solo a pronunciare la parola raptus è vietatissimo, come dimostra questa vignetta di Anarkikka

Per me , dopo che succede una tragedia familiare, e il carnefice poi si suicida subito dopo (come in questo caso), mi sembra abbastanza ovvio che ha avuto il famoso raptus perchè ,se fosse dettato dalla cultura, cioè che uccidere le donne fosse una cosa normale ,per quale motivo il carnefice si dovrebbe suicidare ? Sarebbe un controsenso
Invece, per le femministe, guai a parlare di raptus, il motivo ? Semplice ,oserei dire quasi banale ,se no come potrebbero spiegare che loro (e soltanto loro ) sono le vittime di un mondo maschilista e misogino ? Cadrebbe il castello di carta che si sono costruite
Quindi , secondo il sesso del carnefice, esiste il raptus se no è il solito femminicidio che si consuma grazie ad un uomo violento che, manco a dirlo, è la normalità
Donna carnefice che poi si suicida = raptus
Uomo carnefice che poi si suicida = sporco misogino
Semplice no
La classe operaia
Non va più in paradiso(se mai c’è stata)
Questa volta metto la foto mia e di un mio collega di lavoro, con un motivo ben preciso

Anche per dimostrare che gli MRA ormai sulla soglia dei 50 (parlo di me) hanno tutti i capelli e nemmeno un filo di pancia come le femministe credono, io sono obeso dal mio, e poi per un’altra ragione, perchè mi è capitato di leggere questo grazie al grande supporto del maschio (e)beta
Ammetto di avere una sorta di curiosità macabra: quando accadono fatti di cronaca nera che destano la mia attenzione cerco il profilo Facebook del carnefice. Quasi sempre gli assassini sono tipici esempi di mediomen, uomini banali che postano le foto dei figli, imprecano per il calcio, condividono post fake, copia/incolla se vuoi mandarli tutti a casa e aiutiamoli a casa loro. Un tripudio di sessismo, razzismo, calcio, nessuno tocchi i bambini però Gesù ti voglio tanto bene. Oggi per esempio leggo la storia di Dimitri Fricano che ha ucciso la sua fidanzata Erika Preti con due coltellate alla gola per un tavolo pieno di briciole. Cerco il suo profilo e trovo questo meme tra i suoi post e mi chiedo se, tutte le volte che ridete quando un vostro contatto pubblica certe cagate, quando inneggiate alla sacralità del black humor, quando mi accusate di non saper stare allo scherzo, mi chiedo se vi rendete conto di stare perpetrando anche voi la cultura della violenza. Perché a volte si è complici anche solo non dicendo niente.
Al meme contestato ci arrivo dopo ,vediamo la prima parte, per chi non se lo ricorda “medioman” era il personaggio creato da Fabio de Luigi per “mai dire grande fratello” che si rifaceva, a sua volta, ad un componente della casa ,ma la nostra esperta alla “criminal minds” crea il profilo di ogni carnefice quando uccide una donna ..Uomo banale che posta la foto dei figli (schifo) , imprecano per il calcio (scandaloso) condividono notizie fake (lei ovviamente condivide solo quelle vere) e naturalmente,come ideologia, sono sul fascio-leghista non ci si può sbagliare, e se fosse di sinistra o un esponente di maschile plurale allora sarebbe un compagno che ha sbagliato, poi ho visto il suo profilo ed è incredibile, le fanno con lo stampo ,solita femminista che si crede all’avanguardia, di sinistra (va beh la chiamiamo sinistra) che tratta i lavoratori come medioman(oltre che sfigati anche potenziali assassini) ma si straccia le vesti per i gay, magari con villa(non ragionando per classe sociale si arriva a questo )
Una volta, la sinistra che conoscevo io,aveva a cuore i lavoratori, i precari e i disoccupati ,nel 1994 ho letto un volantino di rifondazione comunista e il cammino era quello, adesso invece sembra tutto cambiato
Adesso arriviamo al meme contestato che è questo

Incita alla violenza ? Non saprei, io l’ho trovato stupido
Misandria for the week
Come era quella storia che la misandria non esiste ed è dovuta sono a qualche adolescente rancorosa perchè il moroso l’ha mollata ?
Oppure la misandria era presente solo in qualche youtuber un pochino sciroccata ?
Lo Scum era un libro ironico ed io (vero ) non ho letto i grandi classici del femminismo e quindi non capisco una mazza (anche vero) ?
No ,perchè mi sono imbattuto in questo settimanale

Non mi sembra scritto da una 14 enne in preda ad ansie amorose o da una youtuber che si è fatta di qualche sostanza, è stato scritto da nove note femministe Natalia Aspesi, Federica Bianchi, Manuela Cavalieri, Francesca Mannocchi, Sabina Minardi, Donatella Mulvoni, Valeria Parrella, Chiara Saraceno, Gayatri Spivak.
Siccome i maschi si son risentiti (chissà come mai ?) invece di fare un articolo dove magari si scriveva che aveva esagerato, fanno un altro articolo che è peggio di quello precedente (dalle mie parti si dice “Quando il taccon xe peso del buso”)
Comunque la copertina dell’espresso non è una novità ,titoli e articoli contro i maschi ce ne sono a iosa . tra le quali
“Gli uomini picchiano le donne” (volantino di rifondazione comunista)
” In piazza contro il maschio assassino” (liberazione)
Ed altri titoli che ora non mi sovvengono
Contro le donne in una misoginia sempre più presente? Non ne ho ricordi
Altro che 14 enni, altro che youtuber, .la misandria è ben presente
Per finire non poteva mancare anche di rendersi ridicoli

la lotta di classe non è più tra il ricco e il povero (che possono essere uomini o donne) ma solo tra uomini e donne, se non avessi letto non ci avrei creduto
L’uomo beta per definizione

Naturalmente non parlo di Paolo Villaggio,ma del suo personaggio cioè “Fantozzi”
Ho letto, tanto tempo fa, anche il libro e visto a ripetizione i suoi film ( i primi meravigliosi, da oscar, poi via via sono scaduti come è normale che sia in un ciclo cosi lungo)
I film di Fantozzi li si vedeva in televisione ed erano circa a metà degli anni 80,anni dove impazzavano anche le soap opera, con uomini o che erano in camice bianco (cioè grandi dottori) oppure imprenditori di successo, oppure questi uomini,se erano poveri, avevano sempre pronte in canna idee rivoluzionarie, novelli indiana jones o,male che andasse , facevano un disco di successo .
Infatti, anche se non c’era una regola matematica, si potrebbe dire che, in quel periodo, alle donne piaceva Fantozzi ,come agli uomini piacevano le soap opera
Certo Fantozzi era esatto contrario degli uomini vincenti nelle soap, vita noiosa (anche se nel film noiosa non era poi molto, semmai molto sfortunata) ,fisico non certamente da modello, lavoro non interessante, insomma una vita che si basava sul quotidiano
Ripeto, distante anni luce dai “superuomini” che facevano impazzare le soap
Se chiedevi ad una ragazza se piaceva Fantozzi molto probabilmente rispondeva di no e che non faceva nemmeno ridere…
Invece è stata una icona del uomo beta, di quel uomo che ,a seconda delle femministe, ha nel passatempo di uccidere la moglie
Invece io ringrazio Villaggio per aver portato alla ribalta l’uomo medio o beta che a dir si voglia
Guai a parlare di maschicidio (parte 2)
La seconda parte l’articolo tratta dei movimenti maschili definiti dall’autore “misogini”
Mentre ho scritto la prima parte già diritti maschili ed antisessimo (chiamati in causa) hanno risposto
A me invece l’autore non mi ha nemmeno nominato ,va beh dispiace ,comunque sarebbe stata la solita solfa cioè cesso ,sfigato ,che non sa scrivere (questa è vera,purtroppo) misogino ecc ecc
Comunque sia l’autore parte con “A voice of man” sia la versione originale (cioè quella fondata da Paul Elam e sia la versione italiana
Ancora poco conosciuto in Italia, A Voice for Men è stato fondato nel 2009 dal blogger statunitense Paul Elam ed è il punto di riferimento principale della galassia degli MRA (Men’s Rights Activist), un variegato movimento d’opinione anti-femminista e spesso palesemente misogino. Poche settimane fa, Elam ha fatto parlare di sé scrivendo che i due uomini accoltellati da un suprematista bianco a Portland per aver difeso una ragazza musulmana sono morti non per colpa del loro assassino, ma della “cavalleria” che li ha spinti a difendere la ragazza dalle sue aggressioni.
Il mondo MRA — negli Stati Uniti legato a doppio filo alla sub-cultura online dell’alt-right — sta guadagnando terreno anche in Italia, attraverso pagine Facebook e blog che ne veicolano i messaggi e l’immaginario, come Diritti Maschili – MRA Italia (23.700 mi piace), che denuncia quotidianamente le discriminazioni subite dagli uomini — per esempio da parte dell’ATM, che concede sconti senior alle donne già a 60 anni invece che a 65 — e condivide articoli sulla violenza femminile, dandosi un gran daffare a smontare l’idea che esista un privilegio maschile di qualche tipo.
Misoginia è chiaramente la parola chiave, sono movimenti che “odiano le donne”, già questo basta e avanza che l’autore abbia letto poco e quel poco male, e i movimenti maschili che, come in ogni buona famiglia c’è sempre quello che va sopra le righe, sembra che questo succede anche nel femminismo ,solo che nel secondo caso ,si fanno leggi ad hoc contro il genere maschile
Poi sulla cavalleria, vorrei vedere se a sessi invertiti, le due donne sarebbero intervenute anche se la cosa giusta da fare era chiamare le forze dell’ordine
Il “patriarcato” è liquidato come un complotto anche da Antisessismo (45.200 mi piace), che si presenta come una pagina rigidamente egualitaria, contraria a qualsiasi discriminazione di genere, ma poi di fatto il grosso della sua produzione è costituito da post e meme contro il femminismo, la narrazione dei “media mainstream” sbilanciata a favore dei diritti delle donne, i “doppi standard” e il male bashing.
Negli ultimi giorni le pagine Facebook di questo genere (altriesempiqui) hanno cavalcato ben volentieri la campagna di ridicolizzazione del concetto di manspreading, bollato come l’ennesima paranoia nazi-femminista, e hanno accolto con giubilo la notizia dei ragazzi inglesi che, contro il divieto di indossare pantaloncini corti d’estate, si sono presentati a scuola con la gonna. La possibilità di indossare indumenti più ariosi, d’altronde, è un emblema ben noto del soverchiante privilegio femminile nella nostra società.
L’autore adesso fa pure il “simpatico “, ovviamente la lettura delle pagine in questione si ferma ai meme , essendo cattivi si potrebbe dire che legge solo le figure , poi il manspreading è veramente una cosa seria ?
Questo tipo di cultura più o meno sottilmente misogina è lo stesso che filtra da fenomeni di internet molto più di massa, come le varie pagine bomberiste e “ignoranti,” del tipo Sesso Droga Pastorizia, o quelle dedicate al grande macro-meme della friendzone, che hanno diffuso con successo una serie di stilemi che potremmo definire di anti-femminismo pop. Le femministe diventano così un po’ come i “radical chic,” i vegani, e gli altri bersagli facili del bomberista medio, contribuendo a creare un mondo fantasioso in cui non solo non esiste alcun divario di genere sbilanciato a favore del sesso maschile, ma al contrario sono gli uomini ad essere quotidianamente penalizzati e discriminati — e pure fatti oggetto di violenza.
Non si tratta ovviamente di negare che la suddivisione tra i ruoli danneggi anche il genere maschile (come sa chiunque si occupi di questioni di genere appena un livello sopra la fase “maschi contro femmine” della scuola media), né che esista la violenza femminile — anche se parlare di “maschicidio” come un fenomeno generalizzato è francamente ridicolo. Il problema degli MRA è che si battono solo in minima parte per una maggiore sensibilizzazione sui problemi maschili — che si tratti della condizione dei padri separati o della maggiore esposizione al rischio di tossicodipendenza e suicidi — perché sono troppo impegnati nella propria crociata contro il femminismo, come se l’estensione dei diritti altrui fosse un modo per limitare i propri. In questo modo, in buona o in cattiva fede, finiscono per ingrossare l’onda della misoginia online — che non ha alcun bisogno di essere ingrossata.
Gli ultimi dati sulla violenza di genere in Italia possono essere un buon punto di partenza per tornare con i piedi per terra: nel 2016 sono state 120 le vittime di femminicidio; il 21% delle donne italiane (4,5 milioni) dichiara di aver subito stupri o tentati stupri, mentre le vittime di stalking sono il 16%, oltre 3 milioni.
Eccolo il colpo di grazia, le pagine sui diritti maschili sono ignoranti (il mio blog lo è di sicuro)
Come detto nella prima parte ,anche l’autore crede che ci sia un “debito” che il genere maschile abbia nei confronti del genere femminile ,morti sul lavoro, suicidi, senza tetto (tutte problematiche praticamente maschili), sono problemi secondari (a seconda dell’autore) il nostro sogno invece e di andare contro le donne (non l’ideologia femminista, ma contro le donne, come spiega con i dati sulle violenze, tanto di sicuro il maschicidio è ridicolo)
Parlo a titolo personale
Io sono contro il femminismo con una semplice frase
Una femminista dichiarata scrive “Con i morti sul lavoro avete rotto ”
Se sono contro una ideologia del genere sono un misogino ?
Certo è una persona non il femminismo intero, però il femminismo ha fatto firmare la convenzione di Istanbul , ha fatto si che il 14 agosto di qualche anno fa il presidente del consiglio Letta, con un decreto legge, abbia affermato che gli uomini sono pericolosi
Se questo è il femminismo, io lo combatto .
Conclusioni
Articoletto di un maschio pentito che,per fare una cosa nuova, scrive male del mondo maschile ,originale davvero
Guai a parlare di maschicidio (parte 1)
Devo dire la verità, volevo fare un video (sarebbe stato il primo personale del blog, tanto da ricordare i metallica 🙂 ) ma una voce nasale (data da un raffreddore fuori stagione) mi ha fatto desistere , va beh sarà per la prossima, comunque sia rispondo ad un articolo che il prode maschio beta (e cambia sto nome) ha subito condiviso
In molti, dall’Accademia della Crusca in giù, hanno già ampiamente argomentato a favore della necessità del neologismo, ed è sufficiente la definizione del Devoto-Oli 2009 per chiarire che non si tratta di un vezzo: si definisce femminicidio “qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte.”
Si vero, viene uccisa in quanto “donna”, però c’è una cosa che capisco
Le donne vengono uccise sopratutto in ambito familiare,se fosse vero che venga uccisa “in quanto donna” dovrebbe valere anche se incontro una donna per strada e, visto che è donna, la uccido … ad esempio avrebbe molto più senso allora una legge contro l’omofobia perchè (ancora non ne capisco il motivo ) se uno vede due gay che si baciano e si incazza ,il loro essere gay è il fattore scatenante della violenza, non essere donne …
Potremmo dire che si tratta di una parola militante, nel senso che non esaurisce la propria funzione nel designare il fenomeno, ma cerca di diffondere una maggiore consapevolezza del problema e spinge verso una sua progressiva eradicazione — non soltanto dell’omicidio, che costituisce il caso estremo, ma di tutte le forme di violenza di genere. È un processo lento, inevitabilmente, come tutti mutamenti culturali, ma in cui proprio la consapevolezza gioca un ruolo fondamentale, in primis dalla parte delle vittime di violenza — spesso ancora restie a sporgere denuncia — e poi dalla parte di chi la compie, non più in un clima di generale e tacita accettazione.
Non proprio, femminicidio indica proprio l’omicidio “in quanto donna”
L’opposizione alla diffusione del termine è del tutto sovrapponibile a quella della destra statunitense che cerca di depotenziare il movimento Black Lives Matter ribattendo che all lives matter — un’operazione “ad effetto” e buona come slogan, ma che non sta in piedi dal punto di vista logico: è ovvio che tutte le vite contano, ma i movimenti d’opinione e le battaglie per i diritti civili servono proprio perché nella realtà vera non tutte le vite contano allo stesso modo, e sono l’autorità, il potere o la cultura dominante a non riconoscere questa equivalenza di dignità e diritti. Serve ribadirlo? Purtroppo sì, ancora.
Manca la coscienza di classe (quella manca sempre) ,in sostanza l’autore in questione usa la stessa tecnica delle femministe cioè quella che gli uomini hanno “un debito” verso le donne, quindi un uomo ,da un ricco imprenditore ad un barbone è messo sempre meglio di una donna, ma se invece di usare black, white (all è sicuramente più democratico ) si usasse il prefisso “poor” people ?
Per impedire la piena affermazione di questa parità si costruisce un’immaginaria “discriminazione di segno opposto,” denunciata da una posizione di finta imparzialità, tutta orientata, in realtà, a difendere lo status quo: è il modo in cui per tanti anni ci si è opposti a una legge sull’omofobia, o a norme riequilibrative della disparità di genere, come le infamate “quote rosa” (dal nome molto infelice) o la doppia preferenza di genere in certi meccanismi elettorali.
La doppia preferenza di genere rappresenta, per me votante, un “obbligo” da quando mai in democrazia nella cabina elettorale sono obbligato a fare una scelta ? Se mi garbano due uomini o due donne non avrò il diritto di votare chi voglio io ?
Ora, di fronte all’affermazione lessicale e concettuale di “femminicidio,” ultimamente capita sempre più spesso di sentir parlare di maschicidio, con evidente intenzione polemica. Il termine è stato utilizzato da alcune testate giornalistiche in riferimento a un episodio di cronaca avvenuto pochi giorni fa a Modena, dove una donna di 50 anni ha ucciso efferatamente il compagno di 63, per ragioni — a quanto è emerso dal primo interrogatorio — dettate da un’evidente squilibrio psichico.
Ah, il famoso raptus, che è tabù solo a pensarlo se si parla di femminicidi , ma chiamare maschicidio, pura follia , i violenti sono solo gli uomini ,le donne si difendono,quindi esiste questa regola, gli uomini ammazzano, le donne si difendono, più chiaro di cosi e chi non si difende è perchè ha ” squilibri ”
“Il terzo maschicidio in tre settimane,” si legge su Il Giornale. “Anche le donne uccidono, le statistiche su questo fronte sono approssimative, poco aggiornate, per non dire mai fatte.” (Spoiler: le statistiche in realtà ci sono, e i dati Istat parlano di 79 omicidi volontari consumati da donne nel 2015, contro i 986 consumati da uomini — una sproporzione numerica che è già evidente prima ancora di valutare i moventi e il sesso delle vittime).
Uomini uccidono spesso altri uomini, le donne uccidono spesso sempre uomini ,donna che uccide donna è molto raro, ma il buon autore ci fa capire che esiste un genere perfetto oserei dire “ariano”, l’altro come lo possiamo definire ? Uno scherzo della natura, violento tra l’altro
Gli altri due episodi a cui fa riferimento l’articolo, senza esplicitarli, sono avvenuti a Villongo, in provincia di Bergamo, dove una donna di 44 anni ha investito con la propria auto un uomo che da tempo la perseguitava e che — stando alle sue dichiarazioni — l’aveva minacciata e ferita con un coltello; e a Campasso di Sampierdarena (Genova), dove una trentanovenneha ucciso il marito che quotidianamente la picchiava. Tre casi che, come si vede, è molto disonesto e tendenzioso accomunare sotto l’etichetta, già di per sé poco sensata, di “maschicidio,” come se esistesse un generalizzato sistema di sopraffazione e violenza delle donne ai danni del sesso maschile.
Sono morti degli uomini, che naturalmente erano stalker, violenti e psicopatici, diciamolo pure , se la sono cercata (non ricorda qualcosa?)
Ma l’idea che il maschicidio sia un fenomeno occultato dalle forze del “politicamente corretto” e del “mainstream” ha cominciato a farsi largo da un po’ di tempo. A marzo scorso, proprio il Giornale — non a caso — ha distribuito in edicola un libro intitolato Il maschicidio silenzioso, che “sposta la lente di ingrandimento sul lato oscuro e i tabù dell’amore malato e violento, ovvero quello delle donne che odiano gli uomini.” L’autrice, Barbara Benedettelli, è stata candidata alla Camera con Fratelli d’Italia nel 2013, e attualmente è presidente dell’associazione L’Italia Vera, una sorta di think tank il cui scopo — come si legge piuttosto confusamente sul sito ufficiale — è “inserire al centro della vita sociale del Paese la persona umana e i diritti naturali e inalienabili alla vita, alla salute psico-fisica e alla felicità,” il che si traduce in una generica “attenzione” nei confronti delle “Vittime,” sempre scritto con la V maiuscola, ovvero i “cittadini colpiti dai reati contro la vita.”
Proprio questa equiparazione iper-generalizzante di qualsiasi violenza, a prescindere da cause e moventi, spinge a presentare la violenza maschile e quella femminile semplicemente come due facce della stessa medaglia. Ma la violenza non è tutta uguale, e non la si può analizzare senza considerare i contesti relazionali (in piccolo) e socio-culturali (in grande) che la rendono più o meno diffusa e più o meno accettata.

Dati di una presunta “ricerca EURES” del 2015, che suona tanto come un ente di ricerca pubblico di livello europeo, ma non lo è. Da non confondere con l’omonimo portale della mobilità professionale della Commissione europea.
Diciamo (e finiamo la prima parte) di questi 345 casi non gli frega un cazzo a nessuno, ma se il femminismo è per la decantata parità,non dovrebbe trattare un eguale misura questi omicidi e non fare una distinzione sessista su chi “vale di più” ?

